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Architettura: questione di stile.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Scuola 2014

Per introdurre prossimi interventi, quasi autobiografici, sull’architettura ripropongo un passo significativo da “Questione di stile” libello per l’architettura e “contro ” gli architetti.

“Il territorio è nelle mani degli endemici geometri e di troppi architetti e ingegneri ormai rassegnati a fare di tutto assecondando committenze pubbliche o private, imprese o speculatori protervi ed ignoranti di storia, di compatibilità vera e finanche di economia!

Rara è l’architettura che rifiuta di essere corpo estraneo per moda o per tensione esibizionista all’originalità ed al “fanta building”.

La società non ha bisogno delle archistars. Sono loro che ne hanno avuto bisogno e l’hanno sfruttata e turlupinata.

In qualche paese, diventano  senatori honoris causa anche gli architetti del mercato globale. Allora si capisce l’antica provocazione di Caligola!

E’ un po’ come nelle altre arti, dove il mercato decide quali forme siano buone e quali cattive, quali valgano e quali no generando fratture nette col passato, revivals, neocorrenti,epigoni ad ogni angolo,eclettismo di bassa lega e soprattutto grandi bluff .

L’architettura  è la più visibile ed è insieme anche la più sociale e fruibile delle arti, poichè ci si vive e ci si muore, ci si cura, ci si apprende, ci si lavora, ci si diverte, ci si comunica. Che allora, oggi non si meriti uno stile contemporaneo è un vero peccato.

Numeri da pandemia in Italia (senza contare geometri, ingegneri, periti edili, periti agrari…)

Italia 147.000 architetti su 60 milioni di abitanti: 1 ogni 400

Germania 101.000 su 82 milioni: 1 ogni 800 circa

Spagna 51.000 su 47 milioni: 1 ogni 921

Regno Unito 33.500 su 61 milioni: 1 ogni 1800

Francia 30.000 su 65 milioni: 1 ogni 2200″

Tutto questo, perpetrato all’ennesima potenza in un paese fragile come l’Italia ha provocato più danni che in altri paesi, maggiormente attenti all’architettura o meno dotati di patrimoni storico artistici in cui inserire nuovi manufatti.

URBAN MIRROR CUBE SKETCHES

Di ReseArt

Art,music,culture,education,politics,social.
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2 risposte su “Architettura: questione di stile.”

Hai talmente ragione che condivido in pieno ogni parola.
Infatti dopo una laurea, nel 1975, con 110/110 e 20 anni di libera professione, nel 1975 per tutelare l’ “Architettura” decisi di cancellarmi dall’ordine per non rassegnarmi “. . . a fare di tutto assecondando committenze pubbliche o private, imprese o speculatori protervi ed ignoranti di storia, di compatibilità vera e finanche di economia!” e non essere soggetto a tentazioni venali o sirene di fama.

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