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Il populista. Viva il primo maggio!

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Pasquino non era populista

 

VIVA IL PRIMO MAGGIO

Identikit del “populista” che non festeggerà il primo maggio.
30-40 -50 enne neoanalfabeta anche se con laurea, lavoratore autonomo o professionista,comico o pseudoartista,aggressivo e turpiloquace.
Ama farsi chiamare “cittadino” ma non ama pagare le tasse, ha bisogno di un “duce” e del “gruppo” se no si sente solo. Mitizza il web e non ha alcun senso dell’umorismo. Non ama gli immigrati e fa finta di combattere la ricchezza in nome di un’equità che in fondo non vuole. Odia lo Stato non sapendo che è l’insieme di tutti i cittadini (compreso lui) mentre dice che il privato è bello e che dipendenti pubblici , pensionati e sindacalisti son tutti fannulloni ( proprio come Brunetta!) Ama le teorie sui complotti e le bufale degli invasati della rete. Ama le ammucchiate in piazza ad acclamare uno che urla da un palco mandando tutti indistintamente a quel paese e che teorizza disastri, catastrofi e fallimenti che poi puntualmente non si verificano. Quando capita che vada a governare si dimostra incapace, velleitario e demagogico più di quelli che dice di combattere. Ma che cosa c’entra col popolo uno così?

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la buona scuola ministro dell'istruzione Parlamento Italiano pedagogia Politics riforma scolastica Scuola Scuola italiana università valutazione

Scuola, scuola… scuola!

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Cerchiamo di far tesoro delle buone pratiche in campo di sistemi scolastici in Europa e nel mondo laddove, per opinione condivisa, le cose funzionano e cittadini, professori e dirigenti sono abbastanza soddisfatti! Sia il governo che chi protesta studino di più, meglio e insieme ciò che si fa altrove. L’erba del vicino non è sempre più verde ma molto spesso ci si avvicina! Osserviamo come vengono formati, reclutati e valutati docenti e presidi, osserviamo chi dirige l’apparato scolastico in tutte le sue articolazioni; osserviamo cosa e come si insegna ed apprende. Osserviamo le responsabilità che vengono affidate a chi dirige le scuole. Osserviamo gli stipendi ma anche se il posto di lavoro sia eterno nonostante tutto. Osserviamo soprattutto se vi sia competizione, come funziona il sistema pubblico-privato e via discorrendo. Non reputiamoci sempre i migliori e i più democratici perchè abbiamo un passato storico e culturale ingombrante e crediamo di aver fatto solo noi battaglie culturali e sociali, non sempre efficaci e realmente progressiste. Mentre noi spesso facciamo i sofisti nella nostra “società ristretta” gli altri fanno fatti concreti e spesso di qualità! Mentre, come diceva Leopardi, noi ci perdiamo in chiacchiere, feste e chiese (anche nel senso di fazioni) altrove hanno trovato il modo di educare ed istruire un’ampia platea di giovani con risultati mediamente buoni. Non perdiamo tempo solo a lodare i nostri cervelli esportati all’estero e non culliamoci su quei limitati allori.Non è sulle punte di eccellenza che si misura la bontà della scuola. Una buona scuola produce talenti e competenze diffusi e trasversali, non solo splendide eccezioni, seppure numerose, rispetto a una regola di mediocre livello. Ed è qui che si parrà la nobilitate dell’italico sistema di istruzione.

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La rampa e il teatro in una scuola media a Recanati
(Architetti Basilici, Campagnoli, Tarducci – 1977)
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Arte d'oggi Cinema competizione Filosofia Italy Politics Sociale Varia umanità Venice Festival World

Italy in a day. A subtle revew.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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This movie could be defined as “il libro Cuore 2.0”. It’s not so difficult to identify some traces of professional videomakers which badly pretend not to be professional. And this work turns out to be an unlikely mixture of homemade films which is too long and at times even boring and rambling. We are dealing with a patchwork showing the Italy of Soldati, a bit the one of Gergoretti and of Nanni Loi’s Specchio Segreto. Format of Ridley Scott is transforming the “american trace” into a sauce of italian stereotype. The movie is full of domestic landscapes, cities, rural areas and weather events which all took place unforeseeable on the 26th October 2013. The participation of the astronaut is to be considered as sycophant. Some traces of social networks voyeurisme were to notice, which betray the youthfulness of those who chose and assembled the different parts of the movie. The final result, in contrast with the director’s opinion, does not show a reassuring and hopeful Italy. On the contrary, we can see a nation which is resigned to the contemplation of its eternal vices and to tear-jerking emotions typical of fiction works. Creativity is not the central point of this movie but stereotype and a lot of exhibitionism, even to much exhibitionism, which is often also clearly fake. In the end we regret to observe that this movie seriously risks to consolidate the idea of a waning country, built of few saints, heros and sailors but, alas, of a lot of compliant exhibitionists and mama’s boys. A country that, on the sly, preserves the deep social and economical injustices and allegedly, with a sort of mediterranean masochism, is pleased about this situation rather than react. I wouldn’t like to be repetitive but, as a positive remark, i recognised in substance a lot of reflections of the italian poet Giacomo Leopardi of 1824 reported in his work “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani”.

Italy in a day. Une critique subtile.

Ce film pourrait être défini comme “il libro Cuore 2.0”. Pendant la vision du film il peut se passer d’apercevoir des notes évidentes de vidéastes professionnels grossièrement dissimulées et de court-métrages domestiques dans un mélange un peu improbable. Tout cela se révèle être trop long et parfois voire ennuyeux et prolixe. Dans cette oeuvre nous retrouvons l’Italie de Soldati, celle de Gergoretti et de Specchio Segreto. On transforme “veine américaine” de Ridley Scott en une sauce de stéréotypes italiens. Le film montre pendant la plupart du temps des morceaux de vie domestique, de vie urbaine et rurale et aussi des évenements météorologiques qui se seraient tous passés incroyablement le 26 du mois d’Octobre de 2013. L’intervention de l’astronaute peut être qualifiée de flatteuse. Nous avons aperçu quelques pointes de voyeurisme du genre “réseaux sociaux” qui trahit le jeunisme de celui qui a choisi et assemblé les differents morceaux du film. Le résultat final, contrairement à l’opinion du régisseur, ne nous montre pas une Italie rassurante et pleine d’espoir. Au contraire, nous découvrons une nation résignée à la contemplation de ses vices éternels et à la larmoyante émotion de la fiction. La créativité ne représente pas le point central du film mais plutôt celui-cì serait le stéréotype et beaucoup, voire trop d’étalage, qui est souvent clairement artificiel. Au final il est regrettable de constater que le film risque sérieusement de consolider l’idée d’un pays en déclin, constitué par peu de saints, héros, et navigateurs mais, hélas, de beaucoup de vantards conformes et de tanguys. Un pays qui, en sourdine, garde de profondes injustices sociales et économiques et il paraît, avec une sorte de masochisme méditerranéen, qu’il s’en félicite plutôt que réagir. Je ne voudrais pas être répétitif mais, de positif, j’ai reconnu en substance beaucoup de réflexions du poète italien Giacomo Leopardi de 1824 dans son oeuvre “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani”.

Giuseppe Campagnoli Settembre 2014

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Architettura Education Educazione Politica Politics

Architetti si nasce?

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Pillole da “Questione di stile” edited on Itunes Store e Ibook store.

Architetti si nasce?

Per fare l’architetto (o l’urbanista che non dovrebbe esistere perchè sarebbe la stessa cosa ad una scala diversa) occorre ineluttabilmente essere prima di tutto umanisti, filosofi e storici, poi artisti e quindi tecnici. Tutto il resto lo fanno altre figure, preparate altrimenti ed altrove. Ma l’Italia permane il coacervo dell’eclettismo professionale e di quello progettuale: cento figure che possono “fare” architettura, cento modi di concepirla partendo da cento formazioni diverse, spesso più che mediocri e senza vera vocazione. Non ci si meravigli della cementificazione e della distruzione del paesaggio urbano, rurale, montano, marino e archeologico!

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Arte d'oggi Ecomomia Education Educazione Musica Politica Politics Scuola

Scuola? Ci strabilieranno con effetti speciali!

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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Le famose tre “i” di Moratti e poi Gelmini (inglese, informatica e inglese) ora son diventate due (informatica e inglese) Ancora? Dove son finiti i risultati dei milioni spesi per il Progetto Lingue dal 2000? E quelli per la formazione a tappeto dei docenti sull’informatica? E le lavagne interattive? Pare un drammatico e definitivo “déjà vu”! E dallo stesso obsoleto e anacronistico palco del Meeting di Rimini.

Aumentare le ore ai docenti pagandoli il giusto? Eliminare i supplenti ? (per carità non fisicamente si affretta a dire la ministra..) Belle scuole e nuove scuole con un solo miliardo di Euro? Di nuovo cambio dei programmi didattici? Riabilitare la dignità della storia dell’arte e della musica come insegnamenti fondamentali con poca spesa? E tanto altro. Staremo a vedere. Ma la nostra esperienza di quarant’anni nella scuola da docenti, dirigenti e consulenti, anche a stretto contatto con le segrete stanze ministeriali, non ci fa ben sperare. Forse soltanto perchè chi veramente ci capisce di scuola credo non sia stato nemmeno sentito.

Giuseppe Campagnoli

Agosto 2014

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Economics Education Educazione Politics Sociale Varia umanità Wars World

New economy.Old economy.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

It is  no good to make graphics, speeches and recipes about economy. Had someone the idea that capitalism is at the last stop and we must think of something else? World needs democratic socialism and sustainable development strictly based on fairness and balance of incomes and assets.  It would not be so complicated. The sick is now hopeless. What is happening in Europe will also happen in the so-called emerging countries and apparently recovering. It ‘s just a matter of time. And then it will be a tragedy! Should the UN  finally   help and save the world against  religious,political and tribal wars which are only economical wars?

Giuseppe Campagnoli Agosto 2014

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