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Opium

Buona primavera. Deus…sive Natura.

Ci raccomandiamo allo spirito che condividiamo di Charlie Hebdo proprio in questi momenti in cui molti cercano qualcosa oltre la natura.

CAVANNA

Hé, Vous !

Vous,
les chrétiens,
les Juifs,
les musulmans,
les bouddhistes,
les hindouistes,
les shintoïstes,
les adventistes,
les panthéistes,
les « Témoins de ceci-cela,
les satanistes,
les gourous,
les mages,
les sorciers,
les yogis,
les qui coupent la peau de la quéquette
aux petits garçons,
les qui cousent le pipi aux petites filles,
les qui prient à genoux,
les qui prient à quatre pattes,
les qui prient sur une jambe,
les qui ne mangent pas ceci-cela,
les qui se signent par la droite,
les qui se signent par la gauche,
les qui se vouent au diable parce que
déçus de Dieu,
les qui prient pour que tombe la pluie,
les qui prient pour gagner au Loto,
les qui prient pour que ça ne soit pas le sida,
les qui mangent leur dieu en rondelles,
les qui ne pissent jamais contre le vent,
les qui font l’aumône pour gagner le ciel,
les qui lapident le bouc émissaire,
les qui égorgent le mouton,
les qui se figurent survivre en leurs enfants,
les qui se figurent survivre en leurs œuvres,
les qui ne veulent pas descendre du singe,
les qui bénissent les armées,
les qui bénissent les chasses à courre,
les qui commenceront à vivre après la mort…

Vous tous,
qui ne pouvez vivre sans un Père Noël et
sans un Père Fouettard,

vous tous,
qui ne pouvez supporter de n’être rien de plus
que des vers de terre avec un cerveau,

vous tous,
qui avez besoin de n’être pas nés pour mourir
et qui êtes prêts à avaler tous les mensonges ras-
surants,

vous tous,
qui vous êtes bricolé un dieu « parfait» et « bon »
aussi stupide, aussi mesquin, aussi sanguinaire,
aussi jaloux, aussi avide de louanges que le plus
stupide, le plus mesquin, le plus sanguinaire, le
plus jaloux, le plus avide de louanges d’entre
vous,

vous tous, oh, vous tous,

FOUTEZ-NOUS LA PAIX!

Faites vos salamalecs dans le secret de votre
gourbi, fermez bien la porte, surtout, et ne cor-
rompez pas nos gosses.

Foutez-nous la paix, chiens! CAVANNA
CHARLIE HEBDO Mercredi 30 juin 1993

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Idee

Sconcerta non poco che le idee della Lega su famiglia, donne, eguaglianza, religione e legge del taglione,siano le stesse dell’islam integralista. E i grillini si sono accodati. Complimenti.

 

 

 

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Islam e paura. Rispetto umano?

Bisogna poter avere la libertà di criticare le religioni dovunque, di chiedere perchè ci su metta il velo, ci si genufletta, si giungano le mani, non si mangino crostacei o maiale e se tutto ciò non sia una imposizione di altri uomini o una libera scelta, a volte bizzarra per la ragione, ma comunque libera. Bisogna non aver paura di dire ciò che si pensa senza offendere la dignità delle persone. Questo è uno dei diritti fondamental dell’uomo.

Per questo traduco e ripropongo un  interessante  editoriale apparso su Charlie Hebdo a cura di Par Riss.

CHE CAVOLO CI FACCIO QUI?

“Da tempo gli specialisti cercano di capire le ragioni degli attentati in Europa e nel mondo intero. La polizia inefficiente? Un senso di appartenenza sfrenato? Gioventù disoccupata? Islamismo senza freni ? Le cause sono numerose e ognuno sceglie quella che gli conviene o che si adatta alle sue convinzioni. I fautori dell’ordine se la prendono con la polizia, gli xenofobi con gli immigrati, i sociologi fanno appello ai danni del colonialismo, gli urbanisti stigmatizzano i ghetti, gli economisti indicano la crisi e i politici se la prendono con Daech. A voi la scelta.

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In realtà gli attentati sono solo la parte emersa di un enorme iceberg. Sono l’ultimo stadio di un processo che si è innescato da tempo e su vasta scala. Noi ci attacchiamo alle macerie dell’aeroporto, alle candele accese davanti ai fiori sui marciapiedi. Nel frattempo nessuno osserva ciò che accade a Saint Germain-en-Laye. La settimana scorsa l’Istituto di Scienze politiche di questa città ha ospitato Tariq Ramadan. E’ un professore, quindi sarebbe al posto giusto. E’ venuto a discutere del suo oggetto di studi, l’islam, che è anche il suo credo.

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Si può ridere dell’islam?

Ecco la traduzione in sintesi di un articolo di oggi di Charlie Hebdo che condividiamo.

“Quelli che pretendono che non si debba ridere dell’islam in nome della difesa degli oppressi moltiplicano i loro errori: logici, filosofici o sociologici…La religione non è mai uno strumento di liberazione ma di alienazione.

L’idea sarebbe un po’ questa: essendo l’islam la religione degli oppressi (?) sarebbe razzista scherzarci su come fa Charlie. Si può replicare in più modi: dal punto di vista storico, politico..etc.

Ma si può tentare anche un approccio puramente cartesiano. Ci sono molte illogicità nel ragionamento islamo-gauchista. Ecco i punti:

  1. Io sostengo i poveri
  2. i poveri credono nell’islam
  3. Allora io difendo l’islam per sostenere gli oppressi

Sarebbe come dire che io difendo i neri, i neri difendono le mutilazioni genitali, allora io difendo le mutilazioni e condannarne la pratica sarebbe razzista.

La religione stessa è una pratica oscurantista e retrograda: una mutilazione dello spirito.

L’slam non è la religione dei poveri : ci sono i milionari petrolieri e le monarchie del golfo, i mercanti e i finanzieri. Ci sono milioni di poveri tra i cristiani in centro e sudamerica, tra gli animisti in Africa, gli induisti in Asia. Siamo sicuri che sia proprio l’islam ad avere più poveri? Non si dovrebbe ridere allora di alcuna religione o credenza per rispetto dei presunti poveri che la osservano.

Non bisogna assimilare la religione all’individuo. Non bisogna confondere la blasfemia con l’ ingiuria personale.La religione è difesa da cerberi morali e non dovrebbe esserlo da certa sinistra (per fortuna non tutta).Non ricordano forse chi disse “l’oppio dei popoli”?  Non ricordano che “il vero bene del popolo è la soppressione delle religioni che sono un’ idea illusoria e forzatamente pacificatrice e giustificative della sottomissione”? Dovrebbero ripassare il concetto secondo cui la sinistra, la vera sinistra non può scindersi da un pensiero laico o ateo. Le credenze religiose, superando alcuni momenti di impegno politico di liberazione tra Gesù e Che Guevara,sono tornate prepotentemente a predicare la sottomissione all’autorità.Altre hanno sempre mantenuto questo concetto fondante. Tutte le società hanno un dio ma non necessariamente esso è portatore di moralità. I cattolici e i musulmani secondo dei recenti studi scientifici hanno la tendenza a sottomettere fisicamente o psicologicamente più dei protestanti e degli ebrei…Ci sono tante prove che le divinità sono state inventate per sottomettere e che per combattere la povertà bisogna combattere le religioni, liberarsene per liberarsi anche delle altre forme di oppressione.”

Da Antonio Fischetti (Charlie Hebdo) a cura di Giuseppe Campagnoli

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Bombe intelligenti

 

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Burkini.

Ci siamo di nuovo. Se c’è una cosa che non bisognerebbe fare è dare risalto a conflitti che ingigantiscono più se ne parla in tv,sui giornali, nei social, nei media in generale. Il caso burkini, dopo quello delle dame velate dell’islam, del burka e via discorrendo sta provocando l’ennesima pericolosa diatriba cultural-religiosa. Eh si, ancora la religione. Quando questa detta i costumi della gente e sovrasta la laicità delle nazioni, può diventare un pericolo per la libertà e le democrazie. Ammesso che si vogliano libertà e democrazia. Ne abbiamo già parlato. In questa occasione non vogliamo ripeterci ma ci esprimeremo con delle immagini eloquenti sulle mode, sui conflitti, sulla libertà della donna nelle varie culture e nei vari culti, sulle società dominate dai maschi. Per noi si può andare al mare, per strada, al cinema, in piazza e ovunque, in clergyman, tuta mimetica, scafandro, bikini e burkini, abito da suore, e via discorrendo, purchè ci si possa vedere in viso e la scelta non sia indotta o imposta da nessuno e da niente che non sia la propria libera ed incondizionata scelta. Una carrellata di pensieri e di provocazioni per riflettere. Giuseppe Campagnoli Ferragosto 2016

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Le religioni,le parole, l’interpretazione, il dominio che si giova dell’ignoranza.

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Giordano Bruno non sarebbe piaciuto a Daech ai sionisti, agli emiri, agli ulema e agli imam
 così come non piacque alla Chiesa Cristiana.

Ancora una  riflessione che mi fa eco sulle religioni e sulla loro benefica o nefasta influenza nella storia dei popoli. I pensieri sono indotti vieppiù dalle tragedie dell’Europa, del Medio Oriente e del Mondo in nome delle religioni, delle superstizioni e di talune ideologie, non ultima quella del mercato. Il linguaggio dei testi che riportano la voce e le narrazioni di uomini che sostengono (senza prova alcuna) di aver ricevuto messaggi da una divinità o da chi parlasse in suo nome (!!) e rivolte ad altri uomini è importantissimo e spesso non occorre interpretare nulla per quanto è chiaro, senza ricorrere alle metafore. Le frasi composte da soggetto, predicato e complemento che si ripetono come mantra, giaculatorie, cantici, sure o rosari non si prestano a dubbi. Basta leggere e capire la lingua. La lettura dei testi è fondamentale e l’invito ad approfondire commentari chiose  o la scusa di una interpretazione autentica, nascondono spesso profonde ambiguità di comunicazione, ipocrisia e mala fede. Se i testi si dice fossero stati scritti per il popolo  giocoforza dovrebbero essere più che chiari ed immediati. Piuttosto occorre collocare la lingua nei tempi in cui ha avuto origine e in quelli in cui è stata revisionata o trasformata per adattarla ai mutamenti dell’umanità. La questione è solo nella lingua e nei costumi che si evolvono, seppure non dovunque e per chiunque.

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Tu scendi dalle stelle

Ci associamo all’editoriale di Gad Lerner sul suo blog per la vicenda della scuola di Rozzano su cui hanno speculato tutti, dalla ridicola Gelmini che testimonia con talento la sua complicità per aver distrutto la scuola italiana, al rozzo Salvini che documenta lo sfacelo dell’edilizia scolastica cui ha contribuito anche la Lega che ha governato per decenni con la destra. Noi commentiamo solo dicendo che in una scuola pubblica di un paese dove non c’è il culto di stato, non deve esistere l’insegnamento di nessuna religione e queste debbono entrare solo come libere materie culturali e storiche, se previste nei contenuti delle discipline, con  pari dignità. Aggiungiamo anche la chiosa che abbiamo proposto qualche articolo fa:

“Voi, i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti i testimoni di questo e di quello, i satanisti, i guru, i maghi,le streghe, i santoni, quelli che tagliano la pelle del pistolino ai
bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine, quelli che
pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che
pregano su una gamba sola, quelli che non mangiano questo e quello,
quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la
sinistra, quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli
che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto,
quelli che pregano perché non sia Aids, quelli che si cibano del loro
Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli
che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo, quelli che lapidano il
capro espiatorio, quelli che sgozzano le pecore, quelli che credono di
sopravvivere nei loro figli, quelli che credono di sopravvivere nelle
loro opere, quelli che non vogliono discendere dalla scimmia, quelli che
benedicono gli eserciti, quelli che benedicono le battute di caccia,
quelli che cominceranno a vivere dopo la morte…
Tutti voi,che non potete vivere senza un Babbo Natale e senza un Padre castigatore.
Tutti voi,che non potete sopportare di non essere altro che vermi di terra con un cervello.
Tutti voi,che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il piu’ stupido, il piu’ meschino, il piu’ sanguinario, il piu’geloso,
il più avido di lodi tra voi.
Voi, oh, tutti voi
Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna, chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi.»
François Cavanna (uno dei fondatori di Charlie Hebdo)

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Giuseppe Campagnoli

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Buonasera.Otium et religio.

La buona scuola. “L’ora di otium”. Ancora una volta Massimo Gramellini “buongiorna” sulla scuola. Noi abbiamo scritto di scuola un articolo si e l’altro pure. Se qualcuno ci leggesse forse ne trarrebbe qualche giovamento, vista la nostra esperienza. La lingua italiana è una materia fondamentale della formazione e dell’istruzione nella nostra scuola. Il fatto che sia stata minimizzata, che sia insegnata malamente, che non si faccia più dettato, riassunto e analisi logica a vantaggio dell’articolo di giornale, del saggio breve, della critica storica e artistica o che non si facciano parlare in pubblico gli studenti “dal muretto”  non vuol dire che si possa usare l’ora di “socialità” per compensare queste carenze né per recuperare la capacità di dialogo e di  sana relazione interpersonale che dovrebbe iniziare dai nuclei o dalle tribù familiari che hanno per Costituzione la responsabilità “in educando”. Non mi stancherò mai di ripetere come noi, generazione anni ’50, prima della malefica riforma della scuola media del 1963 alla fine della terza leggevamo e capivamo senza problemi il “Moby Dick” di Melville tradotto da Cesare Pavese!

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Parigi e l’Europa piangono. Ma non è l’occidente l’obbiettivo: sono la ragione, la natura e l’umanità.

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Religioni, politica, economia. L’arte di convivere o di fare la guerra?

Il Buongiorno recente di Massimo Gramellini  “L’arte di convivere” si fa drammaticamente attuale oggi ,dopo la tragedia di Parigi. Parigi e l’Europa piangono. I simboli della normalità come lo Stade de France, il Bataclan, un bar, la strada, colpiti da chi odia l’uomo e la natura, la pace e il dialogo tra persone che si rispettano e, a volte, si amano: famiglie, turisti, studenti, non soldati o reggimenti. La viltà e la miserabile violenza si sono scatenate non nella follia ma nella criminalità pura e nella malvagità senza fine. Ma non è l’occidente l’obbiettivo: sono la ragione, la natura e l’umanità. Ora occorre reagire, ognuno di noi, anche nel quotidiano, vigilare  aiutando chi ci deve proteggere per legge, per impedire, prima che sia troppo tardi,  che chi un momento prima era in mezzo a noi, innocuo e a volte anche disponibile e gentile, un secondo dopo si armi per uccidere i suoi simili in nome di ciò che per la ragione non esiste.

La reciprocità e la tolleranza.
La reciprocità e la tolleranza.

“Sappiamo bene quale importanza storica e culturale abbia avuto e quali gravissimi peccati abbia commesso la religione cristiana. Intellettuali e storici, compresi quelli cattolici lo hanno ammesso e hanno in qualche modo chiesto venia, spesso con fermezza e decisione. Fa lo stesso chi scrive e parla di islam? Delle tre affini religioni rivelate è originale constatare che due hanno avuto un messia riconosciuto: Gesù e poi Maometto che parlavano lingue un po’ diverse asserendo di esprimersi in nome del stesso Dio, l’altra sta ancora aspettandone uno. E il bambino cui si rivolge Tahar Ben Jelloum in “L’islam expliqué aux enfants (et à leurs parents)”,con la spontaneità, l’innocenza e la verità infantile esclama: “Come obbedire a qualcuno che non si vede?” Il Corano va letto, si scrive, sotto il segno della fede e dell’intelligenza. Una contraddizione? A me pare di si. Una minoranza pratica un islam rigorista, si dice. Non è una certezza. Il valore principale dell’islam predicato tra le tribù beduine sarebbe stato il rispetto dei diritti umani. E’ così che viene vissuto l’islam oggi dalla maggioranza dei fedeli? Si scrive che l’islam, come le altre religioni monoteiste, proibisse e proibisca il suicidio e l’omicidio. E le crociate allora? E le guerre fisiche di Maometto contro le tribù disobbedienti e miscredenti come le guerre di Mosè e David? I terroristi, i taliban e il Daech? I musulmani subirebbero gli effetti nefasti delle distorsione della parola del Corano: perché allora non parte una ribellione anche quotidiana, porta a porta, massiccia ed evidente? Si parla di insegnamento dell’islam nelle scuole. Come per le altre religioni si dovrebbe parlare invece di insegnamento del pensiero e delle credenze dell’uomo, tutte, come storia e non come dottrina. Si scrive di separazione tra le religioni e lo Stato: Iran, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Daech, Nigeria, Somalia ed Etiopia? Ma anche, in modo subliminale, Italia, Polonia, Irlanda, Regno Unito, Russia, Stati Uniti…La religione, scrive ancora Tahar, è solo un fatto privato. D’accordo. Il libro si spiega partendo dal presupposto dogmatico che esista una divinità, che esistano gli angeli e che esistano il paradiso e l’inferno. In paradiso andranno gli uomini buoni e giusti mentre all’inferno andranno i non credenti (!) i criminali e i cattivi in generale. E il Corano, cita Tahar senza commento, dice al versetto 5 della IX sura: “Uccidete gli idolatri dovunque li troviate se non si pentono.” Stessa sorte per gli ipocriti e i traditori della fede. Il profeta aveva sposato una ricchissima vedova, sembra per convenienza. Dal danaro al potere sulle tribù esercitato con la religione?

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Buonasera.Corvi, cornacchie e gazze ladre.

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Noi siamo agnostici e laici. Il fatto che una chiesa sia anche uno stato dentro un’altro stato è uno scandalo perenne ed una contraddizione in termini. Il principio sembra essere lo stesso dell’identità tra islam e regimi. Il Vaticano non è una democrazia ma una monarchia, neppure troppo parlamentare. L’enormità e che prenda soldi da un’altro stato non si sa per quale bizzarra e masochista storia italiana di un ricatto che viene da lontano e che è stato sancito da Mussolini e da Craxi popi (!!). Ora quasi per una sorta di contagio per contiguità scandali, corruzioni, gossip hanno da tempo investito lo staterello che spesso mi fa pensare ad Andorra, San Marino, Monaco, Lichtenstein… Corvi e sciacalli sparirebbero se la chiesa diventasse veramente povera e seguisse alla lettera la parabola del cammello per sé e per il mondo che la circonda nelle sue predicazioni di carità e solidarietà ma non di emancipazione ed equità sociale. Qualche prelato commentando in un talk-show (!!! i fatti ha detto che anche la chiesa dovrebbe aspirare ad un mercato equilibrato e ad una finanza controllata. Non avrebbe dovuto dire che la chiesa, secondo le idee attribuite al suo primo profeta evangelico. dovrebbe combattere la ricchezza ed agevolare il raggiungimento dell’equità sociale? Non dovrebbe dire che la carità e l’elemosina sono solo strumenti provvisori mentre si lavora per abbattere le differenze tra ricchi e poveri? Credo poco ai ciclici complotti di chi non vuol fare lavorare il papa di turno mentre credo molto ad una endemica connotazione del Vaticano come potere economico e finanziario che passa attraverso la religione e l’evangelizzazione ma ha in sé tutte le distorsioni del capitalismo, compreso il lavorio di sfruttatori, faccendieri, grand commis, truffatori, corvi e sciacalli. I, potere temporale corpore e corromperà sempre una chiesa che qualcuno voleva povera, veramente povera affinché fosse credibile nel suo messaggio e nelle sue opere. E intanto nella città-stato dello stato-città un uomo dimesso e noiosamente retorico rende omaggio ai nostri caduti, anche quelli che liberarono Roma dal Papa re. Amen.

Giuseppe Campagnoli 4 Novembre 2015

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L’arte di fare il Papa

Ecco il primo articolo speculare al Buongiorno di Gramellini su la Stampa. Stesso tema, due punti di vista contigui o opposti. Il papa re  troppo romano e poco ecumenico? E’ il minimo peccato di questo papa molto mediatico, forse più del suo santo pre-predecessore. Una boutade progressista contro tre passi indietro nella dottrina più vecchia e retriva. E’ questa la strategia? E’ un modo di fare ondivago levantino e latino-americano che io conosco bene avendo avuto racconti in merito da una delle poche eccezioni a questo comportamento: uno zio vescovo salesiano missionario ( lui davvero diventato un sant’uomo quando si spinse a dire che se essere accusato di aiutare i poveri indios amazzonici contro lo sfruttamento, organizzarli in cooperative e combattere gli agrari e gli speculatori voleva dire essere comunista allora lui lo era!). Io non sono laico come si definisce Gramellini. Per tradizione e storia familiare sono un libertario agnostico che, contro ogni evidenza, crede ancora che la chiesa debba essere nettamente separata dallo stato e che il sentimento religioso è solo ed assolutamente privato. Che poi il Vaticano sia una nazione a sé stante è la più grossa anomalia di questo mondo, retaggio ottocentesco di una sudditanza mai sopita. Vi sono altri stati sovrani fondati sulla religione! E’ da tutto ciò che derivano le esagerazioni del papa e le sue continue esternazioni pesudo-pop. E’ bravo nel suo mestiere di evangelizzatore subliminale e la guerra con le altre religioni dominanti è sottile e passa anche per i riferimenti, le bacchettate, le stigmatizzazioni (giuste nei contesti ma per quali finalità?) dei poteri economici, politici, militari. Pochi e rari gesti concreti seguono. Solo simboliche concessioni come gli ospiti migranti delle parrocchie e i rimproveri qua e là al capitalismo e alla finanza con cui il Vaticano ha fatto affari d’oro fino a ieri (?). La povertà della chiesa è un’altra. E la vera battaglia da fare (come diceva un racconto su di un cammello e un ago) sarebbe quella contro la ricchezza che sempre proviene da crimini e sopraffazioni checchè se ne dica. Il sindaco Marino ha fatto le spese anche di questa risibile veemenza anticasta vaticana e ora ci aspettiamo altre “zeppe” e altri sottili e rocamboleschi ovattati “stop” anche sulle materie sensibili dei diritti civili e dell’etica.

Giuseppe Campagnoli

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Guerre di religione?

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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Dobbiamo ancora assistere alla violenza, fisica, economica o sociale che siano, in nome e per conto di una o più divinità di cui non è dato sapere. Anche l’arte, accanto alla rappresentazione delle cose degli uomini  ha spesso disegnato (quando fosse concesso dai dogmi e dalle leggi iconoclaste degli uomini) le figurazioni di chi ci eravamo inventati. L’homo sapiens doveva supplire alla  ragione che non poteva trovare spiegazioni plausibili. Queste, nel tempo, sono arrivate dalla scienza e allora, quasi tutte le credenze si sono comodamente e prontamente adattate allo stato mutato delle cose. La fantasia applicata  al mistero ha generato capolavori in tutto il mondo ma la realtà poi è cambiata ancora e oggi la rappresentazione di divinità e profeti obsoleti anche per chi non sia propriamente colto è sempre diminuita se non oggi, quando è diventata invece pericoloso e pretestuoso “casus belli”. L’arte che si occupa di religione oggi, infatti, con grandissimo coraggio è quella della satira scritta e disegnata. I capi delle religioni più potenti però, se da una parte si combattono per vie traverse o per interposte persone, dall’altra si mostrano concordi nel condannare il riso, seppure sempre innocuo, delle cose sacre. Ricordo come un mio zio vescovo, compianta e rara  eccezione nel mondo della chiesa, ridesse con noi delle barzellette sulle cose sacre, credo perché le ritenesse anche profondamente umane e tutto sommato rispettose delle convinzioni altrui, davvero ben poco solide se fossero state colpite da innocue parodie. Sentire parlare non più di arte ma di guerra fa veramente male. Sentire indicare gli uomini come cristiani, ebrei o musulmani come se fosse un insulto fa ancora più male e ci fa rivolgere alla storie delle filosofie per cercare di comprendere le ragioni storiche di questo presente.

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