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La formazione artistica.

La formazione artistica non è solo la storia dell’arte

Apprezzabile la sinergia tra il Ministero dell’Istruzione e quello dei Beni culturali, come da “intesa del 28 maggio”, nell’intento di tornare sui propri passi rispetto a quanto la riforma Gelmini ha imposto all’insegnamento della storia dell’arte. Nel mio ruolo di “Referente” del gruppo di studio sulla “Formazione Artistica” dell’Associazione ARTEM DOCERE, ho contribuito all’azione instancabile e meritoria del sodalizio per stimolare e sollecitare il Ministero dell’Istruzione affinché rivedesse le sue scelte sulla cultura artistica in Italia. L’Associazione ha confezionato per il Ministero e reso pubblico un ampio e corposo dossier che pare abbia avuto una prima risposta limitatamente all’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole. Ma questo non basta. L’insegnamento della storia dell’arte è solo un aspetto del grande campo dell’educazione in generale e della formazione artistica. Entrambi devono contribuire a consolidare nei cittadini la capacità di “leggere”, “comprendere”, e “applicare” un vero e proprio linguaggio con precise conoscenze e abilità in campo creativo, così come avviene in quello della lettura, della scrittura e dei saperi scientifici.

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Il Volo. La canonizzazione mediatica.

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Oggi vorremmo parlare di musica e di canzonette. Sì, di questo si tratta, di canzonette, cantate bene, con gigioneria e professionalità giovanile, ma pur sempre canzonette. Sono giorni che tv e social occupano spazi ridondanti e a volte stucchevoli per difendere il famoso trio di ex enfants prodige, Il volo. Soprattutto la Rai che li ha in qualche modo aiutati ad inventarsi  ora fa una sorta di terapia di mantenimento del successo contro tutto e contro tutti anche contro le stupidaggini  del gossip, ammesso e non concesso  che non si tratti di una eccellente orchestrazione (!) pubblicitaria. Si sono mossi tutti: i paeselli d’origine, attori, direttori di giornali pettegoli, giornalisti e fans bambini, casalinghe e nonni (la platea maggioritaria di sostenitori del trio). La nostra non è una nota sociologica giacché è facile capire come certi successi nascono e si alimentano nel mercato (anche internazionale) grazie allo stato conclamato della cultura e degli alfabeti mondiali. Si è mosso arditamente anche l’ineffabile Mario Luzzatto Fegiz per fare dei cantantini del Volo addirittura gli eredi di Pavarotti! Siamo sulla scia perversa degli Allevi e dei Bocelli, surrogati della bella musica in un instabile cavallo tra il pop melenso e il classico “vogliomanonposso”. Se il mercato comanda dobbiamo inchinarci alla pecunia che qualcuno diceva “non olet“? Altri sono i vanti culturali del nostro paese e i numeri da capogiro non giustificano gli osanna e soprattutto non ne fanno degli artisti. Tutti sono dei bravi e talentuosi esecutori o compositori. L’arte come abbiamo più volte detto, è tutt’altra cosa! Che siano dei bravi ragazzi quelli del Volo sinceramente nulla ci cale. Ci cale invece-e qui l’invidia o il populismo tanto sbandierati per rintuzzare le migliaia di critiche e ahimè anche di insulti (che hanno avuto l’effetto contrario) nulla ci azzeccano- che chiamino lavoro faticoso un’ attività che pochissimo ha a che fare con il vero lavoro, quello che produce ben altri redditi pur producendo servizi e vantaggi considerevoli e diretti per la società e che dovrebbe avere migliaia di fans e applausi a scena aperta ogni giorno: l’operaio, il bracciante, l’insegnante, il medico, il poliziotto…D’altra parte, ammettiamo di invidiare molto i  nostri eccellenti scienziati e ricercatori, i premi nobel e gli artisti e tanti altri talenti che non hanno mai inseguito la gloria e la ricchezza. Ce ne sono tanti da invidiare. I nostri ragazzi tanto cullati dai media cantano bene, sono stati costruiti bene insieme per il business canoro e sono una efficiente macchina da soldi. Ma non parlateci di eroi dell’Italia nel mondo o di artisti. Le TV comincino finalmente a parlare di cultura, quella vera che ha altri protagonisti.

Giuseppe Campagnoli 2 Ottobre 2015

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Touche pas à Popsophia.La censura.

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Finisce la saga di Popsophia con un breve strascico di miserie umane. E’ noto che ReseArt non cerca nè pubblicità né danaro e neppure gloria ma cerca solamente di dire ciò che pensa, nel bene e nel male, nei campi di cui si occupa. Recentemente si è occupato della kermesse di Popsophia a Pesaro, una specie di festival della filosofia Pop sulla scia epigona di quello che da più tempo si fa in Francia e Belgio. La manifestazione ha goduto e gode anche di fondi pubblici (tra cui è da annoverare anche l’Enel di cui lo stato è l’azionista maggiore) e questo fa si che l’attenzione sui risultati debba essere maggiore. ReseArt ha recensito l’idea, la pratica, gli eventi e i personaggi non sempre in termini negativi. Gli articoli si possono trovare raccolti nella pagina REPORTAGES.

I posts sono stati divulgati su Twitter, Facebook e Google Plus mentre i videoclips girati e montati in originale da ReseArt si trovano su Youtube. Le condivisioni degli scritti sono state estese alle pagine ed ai social di Popsophia e di vari media. Il risultato è stato che ReseArt è stato bloccato dalla consolle di Popsophia su tutti i social e anche dalle newesletters cui si era iscritto. Questo non è accaduto solo per noi ma anche ad altri incauti cittadini che hanno osato esprimere giudizi non positivi pur sempre in modo corretto. Abbiamo ricevuto posts e mail in tal senso e questo ci ha confortato e ci ha convinto di essere sulla giusta strada. Qui di seguito riportiamo un esempio lasciando anonimo l’autore:

“Buongiorno,

mi chiamo A.S. e vi scrivo per ringraziarvi per aver commentato e criticato il festival Popsophia e in particolare l´edizione di quest´anno. Sono maceratese, conosco perció il festival e sono rimasta atterrita dalla scelta del tema nonché dalla completa frivolezza del programma.
Mi fa molto piacere vedere che altre persone abbiano avuto la mia stessa reazione. Anche io come voi sarei molto felice di sapere piú dettagliatamente da dove vengono i soldi che confluiscono in questo festival dal contenuto quanto meno discutibile. Vi scrivevo quindi per chiedervi se avete nuove informazioni a riguardo e se durante il festival ci sia stato un qualche tipo di protesta. Io non vivo stabilmente nelle Marche, quindi non ho avuto modo di andare. A tal proposito, vi inoltro il breve scambio di mail con la “direttrice artistica”. Che, di fronte alla mia mail di critica – seppur aspra – si é sentita in diritto di cancellarmi dalla newsletter. Bell´esempio di apertura al dialogo. A seguito di questo, non sapendo bene come reagire, avevo scritto a Blob, chiedendo una posizione pubblica di Ghezzi a riguardo, che a quanto so non é arrivata. Non conosco la vostra redazione, ma di nuovo, grazie di aver criticato pubblicamente Popsophia.Ciao, A.S.”

Non è tutto oro quindi quel che riluce. Gli sponsors, con cui pure abbiamo condiviso i nostri commenti e le nostre riserve, tacciono come di solito fa la politica finché è conveniente  fare come Ponzio Pilato, salvo che non intervengano dubbi sui finanziamenti pubblici a tutte le manifestazioni culturali della regione (criteri, qualità, turn over, pari opportunità).

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Dopo l’estate, tirati per la giacchetta, faremo una piccola ma approfondita inchiesta sulle sponsorizzazioni di Popsophia, sull’uso dei volontari (come all’EXPO?) sulle caratteristiche no profit dell’Associazione e sull’obbligo di trasparenza da chi riceve fondi pubblici. Ci porremo domande, analizzeremo anche il coinvolgimento delle scuole (sempre utile mano d’opera gratuita) e di altri enti e privati. Abbiamo assistito in prima persona in passato ad esempi non virtuosi di contaminazione tra pubblico e privato e di sfruttamento dei contesti culturali ed educativi non proprio “no profit”. Nel caso di specie chi potrà mettersi delle medaglie se le metterà e le luciderà mentre chi dovrà fare ammenda la farà e lascerà spazio ad altri. A presto.

Giuseppe Campagnoli

Da Wikipedia: La pop philosophie (ou pop’philosophie, selon la graphie d’origine) est une notion inventée par Gilles Deleuze durant les années 1970, qui connaît un regain d’intérêt au début du xxie siècle sur la scène culturelle parisienne. Sa seule caractéristique stable consiste dans l’affirmation d’une connexion possible entre la philosophie et la « pop culture », entendue comme l’ensemble des productions culturelles de masse du monde contemporain. Mais la définition précise de cette articulation évolue largement entre les années 1970 et les années 2000.

Semaine de la Pop Philosophie  2007-2015 à Brussels et Marseille

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blues garageband giuseppecampagnoli Musica

BB King

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Un omaggio a BB King da un appassionato di blues. Improvvisazione del 15 Maggio 2015 con chitarra Eko semiacustica e software Apple Garageband.

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dialetto memoria Musica poesia

Recanati. Marzo 2015.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Un breve racconto per condividere un’impressione ed essere leggermente autobiografico nel constatare come il passato debba essere ricordato per un attimo per poi andare avanti sfruttando solo la memoria che è già dentro di noi. Absit iniuria verbis…Mi aspettavo molto di più, mi aspettavo di salutare finalmente Francesca, dopo tanto tempo, annunciata ed evocata dalla poesia di Giacomo, “Verrà?”, mi aspettavo un abbraccio ideale dai compagni di un tempo, perché, nonostante il tempo, noi, in fondo, siamo sempre gli stessi e siamo fatti di passato e presente e di desideri per il futuro. Mi aspettavo un attimo, solo un attimo di memoria fuori dal tempo, dolce e serena. Ma così non è stato.

Ecco il breve racconto di una delusione improvvisa, inspiegabile, struggente.

Poco tempo fa, sapendo che ci sarebbe stato un incontro di musica e poesia e forse un rendez vous di vecchi amici ho fatto una toccata e fuga serale a Recanati. A parte l’abbraccio sincero con il mio amico ottimo anfitrione e il saluto caloroso di una vecchia conoscenza che non vedevo da decenni, una platea ancien e sconosciuta o almeno non riconosciuta, tipica delle università della terza età, nella cornice di un’atmosfera della città grigia e ventosa è il teatro della kermesse che appare subito affatto popolare pur anche nelle citazioni più familiari e nei ricordi più leggeri. L’esordio delle immancabili presentatrici istituzionali è già illuminante con il distinguo tra “lettere basse e lettere alte” come se una lettera popolare ma sincera di un contadino o di un soldato non possa essere sublime poesia e sia necessario essere di lettera culturalmente altolocata per scrivere in plausibili versi. Conoscevo le poesie dell’autore sul palco e le avevo apprezzate nelle letture dal webriconoscendovi, in un misto di sana nostalgia ed emozione, luoghi, fatti e persone che sono stati a me molto familiari e vicini. In sala ahimè i versi hanno reso meno, in una dizione a fil di voce che è sembrata meno appassionata, forse per la vertigine della platea…  Gli intervalli con gli accordi di un musicista sicuramente virtuoso ma apparso un po’ imbolsito, ripetitivo e a tratti anche incerto, non hanno giovato alla comunicazione ed alle emozioni che si sarebbero potute suscitare. Ho capito finalmente, in una fortissimissima (per dirla con Leopardi) sensazione di disagio, che la mia città forse non era più la mia città e come sia vero il detto che nessuno è profeta in patria se è un profeta e soprattutto se non ha più una vera patria. Nel mezzo di un irresistibile senso di patetico, il pensiero e la fuga discreta sono stati un attimo. Un grazie comunque sincero a Leo perché mi ha fatto involontariamente capire che, a volte, il passato è meglio che resti dov’è, bello perché  irrangiugibile come, sovente, anche il presente. Addio Recanati sparita, melanconica e irresistibile solo nei miei ricordi da lontano.Addio ricordi di figure che ho amato forse nella mia immaginazione e che non posso e non debbo sperare che tornino neppure a salutarmi da lontano.

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ReseArt. Il blog di tutte le arti.The blog of arts.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

ReseArt (Reseau Art) is the blog of an ideal network of information, research and art education. The added value of the blog is that for “arts” means all of the arts in an extended sense of the term. The themes of the news, articles and pages concern the commonly understood Arts (Architecture, Visual Arts, Design, Music, Photography, etc.) and the Arts as a fundamental human activity (art of politics, art of rhetoric, education , philosophy …) according to a cut also educational.Contact the editors to learn more or submit your files for selection at the following address: researt49@gmail.com

ReseArt (Réseau Art) es el blog de una red ideal de la información, la investigación y la educación artística. El valor añadido del blog es que para “artes” significa todas las artes en un sentido amplio del término. Los temas de las noticias, artículos y páginas afectar las Artes comúnmente entendidos (Arquitectura, Artes Visuales, Diseño, Música, Fotografía, etc.) y las artes como una actividad humana fundamental (arte de la política, el arte de la retórica, la educación , filosofía …) de acuerdo con un corte también educativo.Póngase en contacto con los editores para obtener más información o enviar sus archivos para la selección en la siguiente dirección: researt49@gmail.com

ReseArt (Réseau Art) est le blog d’un réseau idéal de l’information, la recherche et l’éducation artistique. La valeur ajoutée du blog est que pour «arts» désigne tous les arts dans un sens large du terme. Les thèmes de la nouvelles, des articles et des pages concerner les Arts communément comprises (architecture, arts visuels, design, musique, photographie, etc.) et les arts comme une activité humaine fondamentale (art de la politique, l’art de la rhétorique, de l’éducation , la philosophie …) selon une coupe aussi éducatif. Contactez les rédacteurs en savoir plus ou soumettre vos fichiers pour la sélection à l’adresse suivante: researt49@gmail.com

ReseArt (Reseau Artistique) è il blog di una rete ideale di informazione, ricerca ed educazione artistica. Il valore aggiunto del blog è che per “arti” si intende l’insieme delle arti in una accezione estesa del termine. I temi delle notizie, degli articoli e delle pagine riguardano le Arti comunemente intese (Architettura, Arti figurative, Design, Musica, Fotografia etc.) e le Arti come attività fondamentali dell’uomo (Arte della politica, arte della retorica, dell’educazione, della filosofia…) secondo un taglio anche educativo. Contatta la redazione per saperne di più o invia i tuoi file per la selezione al seguente indirizzo: researt49@gmail.com

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cantautori marche Musica musicultura poesia

Soloperpassione.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Soloperpassione

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Soloperpassione. Proroga iscrizioni al 31 Dicembre 2014

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Soloperpassione. Storie e canzoni di cantautori marchigiani non professionisti. Un libro, un disco e un evento.

Proroga iscrizioni

Recanati, che è nota indiscutibilmente per le genialità ed i talenti di Giacomo Leopardi e Beniamino Gigli, possiede una storia artistico-musicale un po’ sottotraccia ma sicuramente di tutto rilievo anche per quel che riguarda la musica cosiddetta “leggera” e pop. Fin dai fasti di quando le fabbriche di strumenti musicali (come la Eko) negli anni 60 e 70 attiravano come sponsors ante litteram artisti ed eventi dal mondo discografico e musicale del tempo, c’è stato un proliferare di gruppi e musicisti fino ad arrivare alle ribalte della cronaca, anche nazionale, di eventi ed iniziative importanti. Chi scrive ha vissuto questo clima, un po’ da comprimario ma sempre da appassionato, soprattutto nel periodo dalla fine degli anni sessanta alla fine dei settanta. Da qualche anno a questa parte, come esperto e saggista di arti varie, ha coltivato l’idea di raccogliere e raccontare, partendo proprio da Recanati le storie di vecchi e nuovi “cantattori” e “cantautori” non professionisti delle Marche. Molto spesso chi scrive e canta “soloperpassione” porta con sé qualità più solide di chi si ostina a volerne fare un mestiere pur non possedendo alcun talento.  La passione muove l’espressione artistica che il più delle volte è disinteressata e  non diventa un mestiere contrariamente a quanto sta accadendo in Italia e nel mondo per colpa dei mille concorsi, realities, e gare di musicisti, cantanti, ballerini, poeti, cuochi, attori, scrittori  che spingono al parossismo le illusioni di tanti giovani e meno giovani. La scuola ed una formazione seria, sia di base che di vocazione, sarebbero la soluzione a tutto, anche per cominciare carriere di artigiani dignitosi che non è detto diventino per forza artisti.

Soloperpassione oltre a voler dare visibilità agli appassionati è anche un’idea per celebrare Recanati da sempre una città della musica e fucina di talenti nascosti. Un libro e un disco nel 2015 e, forse, un evento da programmare per la  primavera del 2016.

Abbiamo deciso per una proroga della scadenza di adesione. 

A seguito di una proroga di 15 giorni, l’iscrizione all’iniziativa scade pertanto, improrogabilmente, il 31 DICEMBRE 2014 Chiunque fosse interessato è pregato di compilare e inviare il form che troverà qui.

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Le rossignol

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

L’arte vera, la vera arte!!!!

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cantautori marche Musica rassegna

“Soloperpassione”.

Storie e canzoni di cantautori marchigiani non professionisti.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Le Marche che scrivono e cantano per passione: un libro, un cd, un evento.

Si avvicina la scadenza per le iscrizioni. Il 15 Dicembre 2014 il termine ultimo!

Ecco il link per il form da compilare e inviare a soloperpassione.researt@gmail.com.

Cantautori marchigiani “soloperpassione” vi aspettiamo.

concerto

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Soloperpassione. Storie e canzoni.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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“Soloperpassione”

L’arte dello scrivere e far di canto.
Storie e canzoni di cantautori marchigiani non professionisti.

Pesaro 13 Ottobre 2014
Comunicato

Dopo la prima verifica di realizzabilità dell’idea, si è deciso di estendere il contesto del progetto a tutte le Marche ed invitare cantautori rigorosamente marchigiani e non professionisti a partecipare. Chiederemo l’aiuto degli enti territoriali e di qualche impresa e utilizzeremo anche la pratica del crowd funding. Preceduto nel primo anno del progetto (2015) dalla produzione e pubblicazione di un cofanetto di “storie” e canzoni contenente un libro e un DVD e da una pagina sponsorizzata di Youtube, l’evento si dovrebbe svolgere a Recanati nella primavera-estate del 2016 forse anche insieme ad una kermesse di produttori di strumenti musicali, di editori musicali, di softwares ed applicazioni per la scrittura e la produzione. Chiunque leggesse questo messaggio è invitato a diffondere la notizia ed a segnalare eventuali autori di sua conoscenza nel proprio territorio.
I cantautori che volessero partecipare all’iniziativa possono richiedere e inviare entro la data del 15 Dicembre 2015 la scheda di iscrizione preliminare all’indirizzo: giuseppecampagnoli@gmail.com
Successivamente, (entro il 15 Gennaio 2015) dovranno inviare un unico un pezzo originale e inedito nei canali ufficiali, completo di testo con tablatura musicale (obbligatorio), partitura (opzionale) e un file in formato mp3 (obbligatorio) allegando anche la scheda anagrafica che potete richiedere allo stesso indirizzo di spedizione:
giuseppecampagnoli@gmail.com

Giuseppe Campagnoli

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Da Recanati ad Urbino. Ragionar cantando.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Urbino 5 Ottobre 2014. Ragionar cantando.

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Non avevo mai avuto la fortuna di assistere ad uno spettacolo intero della Compagnia di Musicultura. La sensazione è stata forte e la memoria della musica praticata da giovane è emersa prepotente. Credo che questa sia una delle funzioni principali delle arti: suscitare ricordi ed emozioni. Il connubio tra artigiani della musica e della vita quotidiana ci è sembrato idealmente indovinato oltre che utilmente necessario. Musicultura con il suo “Ragionar Cantando: canzoni e canzonette” sta contribuendo nelle Marche a far rinascere una cultura pop di qualità nell’epoca viziata dai talent show di massa e da un mercato che spesso non guarda al pregio che dura nel tempo. L’artigianato artistico, che noi conosciamo bene per aver  diretto e indirizzato culturalmente diverse scuole d’arte e, tra l’altro, in qualche occasione, generato preziose contaminazioni tra arte e musica (come ad esempio con la sezione didattica del  Conservatorio di Pesaro), non è il fratello povero dell’arte. E’ un’altra strada dove il talento si esprime egualmente, sia per la vita che per il lavoro. Dalla  storia cantata e recitata nell’evento che ha chiuso ieri il tour della regione nella cornice molto simbolica di Urbino, si è consolidata l’idea del nome e dell’ evoluzione della nostra proposta di un festival di cantautori non professionisti marchigiani che, partendo da Recanati, forse la  patria regionale del pop d’autore, potrà coinvolgere tutte le Marche. Il titolo provvisorio dell’iniziativa è “Soloperpassione” e  se il progetto è già una rosa siamo sicuri che fiorirà.

Giuseppe Campagnoli

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Appuntamento con l’arte. Radioerre Recanati.

http://www.radioerre.net/notizie/index.php?option=com_k2&view=item&id=89693%3Aappuntamento-con-l-arte

http://www.youtube.com/watch?v=W7DHrDpLwvw

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Perseverare in arte.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Perseverare in artem haud diabolicum est!  No one left behind.

Recanati, che è nota indiscutibilmente per le genialità ed i talenti di Giacomo Leopardi e Beniamino Gigli, possiede una storia artistico-musicale un po’ sottotraccia ma sicuramente di tutto rilievo anche per quel che riguarda la musica cosiddetta “leggera” e pop. Fin dai fasti di quando le fabbriche di strumenti musicali (come la Eko) negli anni 60 e 70 attiravano come sponsors ante litteram artisti ed eventi dal mondo discografico e musicale del tempo, c’è stato un proliferare di gruppi e musicisti fino ad arrivare alle ribalte della cronaca, anche nazionale, di eventi ed iniziative importanti come Lunaria, Musicultura e di personaggi, profondamente diversi ma figli dello stesso filone culturale come Piero Cesanelli, Marco Poeta ed altri ancora. Chi scrive ha vissuto questo clima, un po’ da comprimario ma sempre da appassionato, soprattutto nel periodo dalla fine degli anni sessanta alla fine dei settanta. Da qualche anno a questa parte, come esperto e saggista di arti varie, ha coltivato l’idea di riunire i vecchi e nuovi “cantattori” e “cantautori” professionisti e non, ma sicuramente dignitosi interpreti – di rigorose, certificate, origini recanatesi – in una kermesse musicale. Forse è giunta l’ora di concretizzare la proposta e coinvolgervi chi fosse interessato anche a livello di sponsor.

Un’idea per Recanati da sempre una città della musica e fucina di talenti. Un evento da programmare per la prossima primavera 2015 che raccolga tutti i cantautori recanatesi di ieri e di oggi sia di mestiere che artisti spontanei. Un revival e un rendez-vous! Nella speranza che anche chi ha raggiunto un successo di mercato e di pubblico ritenga interessante e praticabile l’idea che dovrebbe caratterizzarsi per non avere scopo di lucro, si invita chi volesse partecipare come partner, come perforare o sponsor e produttore alla preparazione dell’iniziativa a scrivere al più presto a:

giuseppecampagnoli@gmail.com

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A late quartet.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Consiglio a chi insegna dalle materne all’università un passo di questo bel film. Il protagonista violoncellista racconta di quando, da giovane, suonò difronte al grande Pablo Casals che apprezzò quelle che egli stesso credeva delle mediocri interpretazioni. Anni dopo chiese al maestro spagnolo il perchè di quella presunta ipocrisia. Il maestro rispose che invece aveva mostrato talento e che è un pessimo maestro chi giudica contando gli errori.

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Recanati e la musica pop.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Aspettiamo le adesioni! (scrivete a giuseppecampagnoli@gmail.com)

Recanati, che è nota indiscutibilmente per le genialità ed i talenti di Giacomo Leopardi e Beniamino Gigli, possiede una storia artistico-musicale un po’ sottotraccia ma sicuramente di tutto rilievo anche per quel che riguarda la musica cosiddetta “leggera” e pop. Fin dai fasti di quando le fabbriche di strumenti musicali (come la Eko) negli anni 60 e 70 attiravano come sponsors ante litteram artisti ed eventi dal mondo discografico e musicale del tempo, c’è stato un proliferare di gruppi e musicisti fino ad arrivare alle ribalte della cronaca, anche nazionale, di eventi ed iniziative importanti come Lunaria, Musicultura e di personaggi, profondamente diversi ma figli dello stesso filone culturale come Piero Cesanelli, Marco Poeta ed altri ancora. Chi scrive ha vissuto questo clima, un po’ da comprimario ma sempre da appassionato, soprattutto nel periodo dalla fine degli anni sessanta alla fine dei settanta.

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Scuola? Ci strabilieranno con effetti speciali!

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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Le famose tre “i” di Moratti e poi Gelmini (inglese, informatica e inglese) ora son diventate due (informatica e inglese) Ancora? Dove son finiti i risultati dei milioni spesi per il Progetto Lingue dal 2000? E quelli per la formazione a tappeto dei docenti sull’informatica? E le lavagne interattive? Pare un drammatico e definitivo “déjà vu”! E dallo stesso obsoleto e anacronistico palco del Meeting di Rimini.

Aumentare le ore ai docenti pagandoli il giusto? Eliminare i supplenti ? (per carità non fisicamente si affretta a dire la ministra..) Belle scuole e nuove scuole con un solo miliardo di Euro? Di nuovo cambio dei programmi didattici? Riabilitare la dignità della storia dell’arte e della musica come insegnamenti fondamentali con poca spesa? E tanto altro. Staremo a vedere. Ma la nostra esperienza di quarant’anni nella scuola da docenti, dirigenti e consulenti, anche a stretto contatto con le segrete stanze ministeriali, non ci fa ben sperare. Forse soltanto perchè chi veramente ci capisce di scuola credo non sia stato nemmeno sentito.

Giuseppe Campagnoli

Agosto 2014

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Suoni e rumori di Bretagna.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Bruits and sons

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Popsophia o popsophismi?

di  Giovanni Contardi

 

 

Popsophia 2014, Pesaro. “Le rovine circolari”
Istallazione dell’Accademia di Belle Arti di Macerata

Ieri ho visitato Popsophia a Pesaro. Quanta prosopopea, quanto presenzialismo e quanti pochi veri colti appassionati! Ho salutato il mio vecchio amico “musicolto” Piero e, girando, guardando e ascoltando, ho capito che spesso occorre morire per essere riconosciuti come artisti ma molto più spesso occorre morire perchè ci si accorga, finalmente, che non lo si è mai stati!

Giovanni Contardi

5 Luglio 2014

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Arte, arte, arte!

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Giannini: inaccettabile il taglio della storia dell’arte nelle scuole
Firmata un’intesa Mibac-Miur per accrescere la conoscenza del patrimonio culturale

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ROMA
Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, Stefania Giannini, e quello dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, hanno firmato questa mattina a Roma, presso il Museo dell’Alto Medioevo, il protocollo d’intesa tra i due ministeri per l’accrescimento della conoscenza e del patrimonio culturale per la formazione dei giovani nelle scuole.

«La storia dell’arte è un tratto genetico della nostra cultura ma è stata trascurata. È inaccettabile che questa materia sia stata messa tra le cenerentole a rischio taglio, che poi si è effettivamente verificato». Così ha commentato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, a margine della firma.

«Con il ministro Franceschini – ha spiegato Giannini – prendiamo quindi l’impegno di reintrodurre nelle scuole laddove è stata depotenziata la storia dell’arte. Al mio ingresso al Miur ricordo che una delle prese d’atto che mi aveva amareggiato fu proprio quella di scoprire quanto la storia dell’arte fosse stata eliminata o ridotta nelle scuole. Occorre quindi rivisitare gli ordinamenti didattici – ha concluso Giannini – e questo è un punto all’ordine del giorno e il governo è stato sollecitato a riguardo».

«Tra il ministero dei Beni Culturali e il ministero dell’Istruzione c’è un impegno comune per reintrodurre dove è stata tolta, e valorizzare dove è stata ridotta, la storia dell’arte nelle scuole – ha ribadito Franceschini -. Non si può infatti pensare di non far studiare l’arte nelle scuole. Le scelte politiche sbagliate vanno corrette».

Ricevuto da
Nicola Ghiaroni ArtemDocere