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Ritagli di arti varie.

Dopo una carrellata di immagini iconiche del 2016 e del 2017 ripropongo una raccolta di articoli, lettere ed editoriali  tra arte, architettura, scuola e varia umanità. Il volumetto “Ritagli” contiene scritti pubblicati nell’arco di un quinquennio su La Stampa e su varie riviste. Vi si trovano i presupposti e alcuni testi sull’idea di “Scuola diffusa ” e di architettura scolastica “Oltre le aule”, poi sviluppati e ripresi in  recenti pubblicazioni e nel libro a firma di Paolo Mottana e Giuseppe Campagnoli: “La città educante. Manifesto dell’educazione diffusa”.

Sotto la copertina il link per il download  dell’antologia “Ritagli” in PDF. Buona lettura!

Giuseppe Campagnoli

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Ritagli

 

 

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Architettura arte viaggi

Tour: Brussels, Liegi, Aquisgrana.

Carlo Magno e Victor Horta con un po’ di Calatrava (ahiahiahi!)

 

 

Una breve pausa di riflessione con un tour di arte, costume e  storia tra Brussels e Aquisgrana. Maggio 2017. Riprese e musica del nostro  Giuseppe Campagnoli.

 

 

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Francia PARIGI Racconti Turismo Varia umanità viaggi

Paris impressions et reves

 

Una serie di impressioni visive della “mia” Parigi 2016. Tanti ricordi si intrecciano fin dal mio primo viaggio a metà degli anni ’70. Tante volte sono stato per diletto, per lavoro e per nostalgia. La città non migliora, cambia come cambia l’Europa. Ma in qualche angolo nascosto resta intatta l’anima di Lutetia, di Robespierre, di Lautrec, di Yves Montand e Piaf, di Aznavour e Paolo Conte  e anche di Salomè L’amor impossible.

Des impressions  et des reves  de ma Paris pendant 40 années depuis le 1977.. La ville change comme l’Europe et ma vie. La ville me conduit à travers Salomè dans un amour impossible qui est la ville meme, moi meme, elle meme, elles meme.

 

Giuseppe Campagnoli Maggio 2016

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fotografia e video Francia Varia umanità viaggi

Parigi oh strana! Il corto.

Dopo il breve racconto sulla mia “gita ” familiare a Parigi, propongo, sulle immagini del precedente articolo, il brevissimo corto che ne è scaturito. La musica è artigianalmente del sottoscritto come le riprese. Dal Boulevard de l’Hopital a Saint Germain de Près, un passaggio al caffè Procope e la chiusura al Jardin des Plantes con il mio ormai proverbiale rondeau! Non dico nulla per pudore della disavventura del nostro pied-à-terre targato AirBnB che per una volta non si è dimostrato affatto all’altezza del marchio : sporco, senza alcuna sicurezza (elettrica, idraulica , di gas) pieno di effetti personali degli ospiti sparsi qua e là, lenzuola non pulite e letti scomodi e sfatti, un cesso più che una toilette di meno di un metro quadro, nessun armadio e nessuno strumento di pulizia. L’unica cosa bella ma avventurosa la scala elicoidale in legno che si vede all’inizio del cortometraggio. Singolari i quadretti un po’ naives e onirici sparsi nelle pareti e l’oggettistica retro dell’alloggio. Di fronte alle nostre finestre c’è l’antico, famoso, seppure deturpato da un terribile corpo anni sessanta, Hopital Pitié Salpètrière, di cui il mio amico Denis mi ha raccontato mirabilmente l’interessante storia anche un po’ autobiografica.

Giuseppe Campagnoli

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Parigi, oh cara!

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Una settimana a Parigi. La quarta volta nella mia vita nella città che io chiamo “effimera”. La prima, un incontro fatale di gioventù, la seconda, segnata dalla prosaicità di un viaggio studio con i miei studenti dell’istituto d’arte, la terza per diletto e turismo, la quarta per visitare un figlio che vi studia e lavora, ma soprattutto per avere il, tempo di far emergere, dopo le esperienze precedenti, una cocente delusione tra l’apprensione dei fatti di attualità, la malinconia di un luogo ferito e la scoperta, infine, di una città piena di contraddizioni che forse fanno capire molto di quanto vi succede e vi è successo di terribile. Contraddizioni che cominciano dal tempo di Marzo dove in una giornata di minuto in minuto, si passa dal sole caldo, alla pioggia, al vento impetuoso, alla grandine e persino alla neve. Contraddizioni che proseguono con l’ostinazione della gente di viverci ancora tutta insieme parallelamente,a prima vista senza integrarsi: turisti, bobos, riccastri e clochards, spacciatori e meretrici, mistici e fanatici con i segni delle loro superstizioni, poliziotti e soldati, fricchettoni e hippies retro. Una città ricca ma miseranda per le strade e nelle peggiori banlieux, crogiolo di paura e di godimento, di rabbia e fanatismo, di curiosità e gigionismo, di sfruttamento e cinico mercato ma anche di benefattori, filantropi e idealisti egalitari. La delusione è che il bene non pare abbia prevalso sul male. E per bene intendo la sintesi del motto “Libertè, egalitè fraternitè” che restano ancora solo parole. Le prepotenti fioriture primaverili ai Giardini del Lussemburgo mentre grandina  e tira un vento gelido del nord rappresentano la metafora di tutto questo, forse verso un futuro migliore che fatica ad affermarsi, un po’ come tutta la vecchia Europa.

Per non essere i soliti turisti albergati abbiamo alloggiato in un tugurio malsano ed insicuro ma di “lusso” perché in centro. Dei bohémiens a prezzi da quattrostelle per scendere ogni giorno i tre piani di una bella e impossibile scala elicoidale in legno.

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Abbiamo fatto la spesa nei mercati, girato per tram, treni e metro preclusi ai disabili, telefonato e presi caffè a prezzi da ricchi borghesi senza pensieri. Non è una città dove vivere bene. Solo i bobos e i ricchi esibizionisti la possono amare ed apprezzare a pieno, grazie alle loro risorse (acquisite e consolidate come?) Studiare nel pubblico costa poco ma tutto ciò che è intorno compensa e supera abbondantemente questi vantaggi e obbliga a trovarsi più lavori per poter reggere i costi barcamenandosi tra gli orari. Ecco perchè gli amici Erasmus e interni di mio figlio nella scuola prestigiosa che frequenta sono tutti ricchi rampolli della borghesia industriale o mercantile italiana, francese, tedesca, britannica o cinese !  Lavorare a Parigi è la regola della precarietà e lo sfruttamento a gogo, ed ora, tanto per gradire, stanno facendo una legge decisamente peggiorativa per chi lavora, simile al nostro “progressista” job act! Ho scoperto che già nel settecento un medico come Basaglia, Philippe Pinel,  sosteneva che i matti non dovessero essere legati! Ho pensato però che certi matti “consapevoli” di oggi forse lo dovrebbero essere!

Alla fine del viaggio due cose certe da dire ci sono: la fortuna di aver reincontrato dopo quasi quattro anni il mio simpatico Denis, amico parigino, veramente amabile e ospitale che mi ha fatto dimenticare per qualche momento quella Parigi irriconoscibile ed altri amici un po’ distanti. Per finire un saluto maliconico al nostro amico ideale per affinità culturali e musicali Gianfranco Testa che solo in una certa piccola bella Parigi era apprezzato.

Giuseppe Campagnoli 30 Marzo 2016

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Paris sans paroles. Senza parole.

UN REPORTAGE IN DIRETTA DA PLACE DE LA REPUBLIQUE A PARIGI. 10 GENNAIO 2016 UN ANNO DOPO.FOTO DI EMILIO CAMPAGNOLI STUDENTE ERASMUS A PARIGI.

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2016

Ci rivediamo nell’anno del nostro calendario 2016!

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Salomè

Salomè

Ripropongo, da oggi, in versione PDF  alcuni miei racconti e saggi brevi già pubblicati su iBook. Il primo è una breve storia onirica alla Arthur Schnitzler, un po’ autobiografica e un po’ no.

Buona lettura con “Salomè, l’amore impossibile.”

Salomè

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Architettura arte città viaggi

Com’è triste Trieste?

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Printemps in Trieste. Video e musiche di giuseppe campagnoli per ReseArt.Trieste ventosa e piovosa. Trieste lenta e frenetica. Trieste retro e moderna. Trieste italiana e no. Trieste melanconica e festante. Trieste delle lingue delle facce. Trieste dei luoghi doversi ed eguali. Trieste dei librai e dei rigattieri. Trieste dell’armonica e del rock. Trieste della libertà e delle prigioni, della vita e della morte.

Giuseppe Campagnoli Aprile 2015

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Architettura Arte d'oggi Italia viaggi

Campotenese.

di Gaetano La Terza Gaetano La Terza

2         Campotenese: ampio vestibolo, agevole varco per un tuffo nel verde

Campotenese per noi di Mormanno era solo un altipiano a sud-est, ci dovevamo arrivare per andare a Rotonda. Solo se ci riflettiamo un po’ notiamo che è la ’porta di accesso alle cime del Pollino’. Proviamo ad immaginare la visione aerea, da nord a sud:  lago Cotugno di Senise, boschi, foreste, il fiume Frido, il santuario della Madonna di Pollino (1.500 m. slm), colle Impiso (1.500 m.), le cime del massiccio verso sinistra, piano Ruggio, Campotenese (1.100 m.), dopo 50 km qualche segno della civiltà (l’autostrada – la statale n. 19) e poi si prosegue verso sud: m. Palanuda (1.600 m.), Cozzo Pellegrino (2000 m.) la Mula, il santuario del Pettoruto, il mare, altri 50 km. C’è un altro luogo in Italia dove è possibile percorrere 100 Km nel verde senza incontrare, paesi, fabbriche? Non esiste.

Negli ultimi anni i terreni che hanno valore non sono più quelli nei centri storici: abbiamo visto proliferare centri commerciali alle uscite autostradali, le merci arrivano facilmente, ma soprattutto i clienti, tutti in auto, trovano ampi parcheggi, sono disposti a fare un po’ di chilometri perché si trova assortimento, quantità e varietà a prezzi convenienti. Prima o poi gli svedesi dell’IKEA (che è già arrivata a Baronissi -Salerno-) potrebbero voler creare uno stabilimento a Campotenese (i loro prodotti sono a basso impatto ambientale), oppure società del nord realizzare un outlet.

Forse è meglio prevedere altri interventi ecocompatibili considerando che dall’autostrada è l’accesso più comodo al Parco del Pollino (intendendo anche la zona a sud, verso Novacco, i monti e la valle dell’argentino verso Orsomarso).

Forse è meglio che Campotenese diventi un centro per i visitatori perché di fronte al nulla poi si è costretti ad accogliere qualsiasi altra proposta, cedendo al solito ricatto (un po’ di occupazione a basso costo per qualche anno).