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Rondò triestino 2015.

Con le note di un suo scherzo jazz improvvisato, Giuseppe Campagnoli ci porta ancora a Trieste, sua città preferita.

Scorci inediti e luoghi famosi in una nuova sequenza di girotondi dopo quello ormai storico del Rondò in piazza a Trieste a Ferragosto del 2012.

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I caffè tergestini.

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Non starò a fare la storia arcinota dei famosi caffè di Trieste. Mostrando tra le foto una frase di Claudio Magris scritta in un pannello della mostra sul caffè realizzata da vari soggetti tra cui le amministrazioni triestine, Illy caffè e, il prezzemolo, Expo, vi proporrò un telegrafico report di un minitour effettuato in questi giorni. Ho glissato sui caffè malamante recuperati e ristrutturati nell’architettura e nell’atmosfera mentre ho visitato e fruito con piaceri diversi dell’antico caffè Tommaseo nell’omonima piazza e del Caffè San Marco presso i cosiddetti “viali”. Esclusivo il primo con uno stato di conservazione esemplare di arredi e supprllettili. Servizio e cibi e bevande perfetti a prezzi equi. Originale il San Marco con la sua dotta libreria e l’allestimento déco delle sale un po’ dimesse ma melanconicamente amabili, poetiche e letterarie. Servizio, quantità e qualità delle vivande non proprio all’altezza dei prezzi. I due caffè sono  entrambi da frequentare mentre sono da guardare solo da fuori il Caffè degli Specchi e Stella Polare.


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Il museo Revoltella a Trieste. Una splendida sorpresa.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Merita un visita accurata e minuziosa. Non è pubblicizzato come dovrebbe ed è molto di più di quanto appaia. Nel cuore del quartiere storico di Cavana a Trieste il museo Revoltella appare un mirabile contrasto di moderno e classico, di avanguardia tra fine ottocento e moderno razionale. Faremo una visita fotografica tra gli episodi che hanno colpito la sensibilità del visitatore architetto ed educatore d’arte, scendendo dal sesto piano fino al pian terreno rampe moderne e d’epoca, attraverso una mirabile alternanza di stanze ottocentesche e moderniste arredate ed allestite con mobili, quadri, sculture e suppellettili degli ultimi secoli anche di pregio e prestigio artistico e storico. Molti quadri di pittrici note e meno note, autori della storia dell’arte e il magistrale deus ex machina, Carlo Scarpa che integrò una scenografia esemplare di storia e modernità. La storia del mecenate e collezionista si intreccia con la storia d’Italia e con la storia dell’arte e dell’architettura in un percorso interessante ed avvincente. Un vero museo di livello non solo nazionale.

Giuseppe Campagnoli Aprile 2015