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Azione e meccanicità

di Marco Santoro Marco-Santoro

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Azione e meccanicità (prima parte)

Mentre nel passato “in principio era l’idea”, oggi si potrebbe dire “in principio è l’azione”. L’esperienza e l’azione prevalgono ahimè sulle idee. Si potrebbe dedurre che se le idee hanno portato all’era della manualità, questo nuovo principio d’esistenza, l’azione, ha portato all’era meccanica.

Abbiamo osservato nel precedente articolo come nell’era moderna non sono più le idee che producono la tecnica né le decisioni umane che determinano le azioni, ma abbiamo macchine e azioni meccaniche che producono idee e prendono decisioni. Detto in questi termini può apparire sconvolgente e apocalittico, ma sappiamo che in realtà l’uomo non ha ancora perso definitivamente il controllo sulla propria esistenza. Tuttavia non si può distogliere lo sguardo dalla ‘eccessiva’ e ‘ossessiva’ presenza della macchina, la quale si è imposta e ha imposto il suo modo di agire. “La sua particolarità è nel tipo di progresso, il quale è simile al pensiero utopistico: cresce su se stesso senza contrasti, con un andamento regolare e apparentemente logico come quello delle serie numeriche; e come queste ha i suoi valori immaginari e irrazionali, come non si può pensare un numero senza che si possa pensarne subito dopo uno più grande, così non si può pensare ad un ritrovato tecnologico che non venga immediatamente superato da un altro migliore” (Argan C. G., Progetto e destino, p. 14).

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Addio moto pesaresi.

di Angela Guardato Angela-Guardato

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In tarda mattinata, dopo la scuola, ho fatto un salto con il presidente dell’associazione di cui faccio parte, a vedere la sala della Benelli, quella delle moto, che potrebbe essere location per presentare un libro fotografico sull’argomento. Dopo il giretto, sono rimasta piacevolmente e spiacevolmente stupita: le vecchie motociclette sono davvero bellissime (le avevo sempre viste solo di sfuggita); poi ho chiesto quale fosse Tonino Benelli e me lo hanno mostrato nelle foto: un bellissimo viso, di quelli che fanno storia. Alla fine ho domandato da chi fosse gestita oggi la ditta. Non ricevendo subito risposta, ho pensato: “che sciocca” e mi sono affrettata a rispondermi ad alta voce: “gli eredi, no?”. No. La Benelli è oggi gestita da una compagnia cinese, la Quanjiang, che pare abbia operato il salvataggio della nostra, in fallimento. :/
Ma che fine hanno fatto i grandi imprenditori italiani? Pare che la maestria e l’esperienza dei “vecchi” sia stata cancellata con un colpo di spugna, per sempre.

Angela Guardato

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Manualità colta?

di Marco Santoro Marco-Santoro

Idea e manualità (1)

 porta della scienza

 Quale rapporto lega idea e manualità? Questi due concetti, pur essendo ben distinti, hanno per secoli caratterizzato la società umana, legati da un principio di integrazione.

Allo scopo di offrire una chiara analisi, si prenderanno in esame campi in cui l’idea e la manualità hanno contribuito reciprocamente al al loro progresso, dando vita al passaggio dalla figura dell’artigiano a quella dell’artista. Questa indagine intende esaminare le diverse situazioni venutesi a creare con il progresso. Idea e manualità sono due princìpi che appartengono all’essere vivente. Il concetto di idea è stato ampiamente trattato dalla filosofia: esso è ,per semplificare, l’oggetto e il soggetto del pensiero sia esso convergente che divergente. Ma come si spiega che noi, pur vivendo ed essendo creature caratterizzate  dall’imperfezione, abbiamo la facoltà di costruirci forme ideali?

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L’ Arte è tecnica?

di Marco Santoro  Marco-Santoro

Perché “Arte è Tecnica”?

La domanda non serve soltanto a pensare l’arte da una diversa prospettiva, tentando di chiarire aspetti talvolta studiati con superficialità ingenerando confusione.

Gli eventi della storia dell’arte più recente sembrano avere orientato la ricerca artistica contemporanea verso l’impiego sistematico di tecniche e tecnologie estremamente innovative e queste talvolta hanno mostrato di riuscire ad alimentare da sole il virtuosismo e la fantasia espressiva degli artisti. Quanto detto, necessariamente, induce a riflettere sulle implicazioni che la tecnica produce nell’ambito artistico.

Chiarisco subito che non è mia intenzione sminuire in questa sede il ruolo della tecnica rispetto all’arte, dal momento che è assai chiara l’importanza della tecnica per l’arte ed il ruolo che, più in generale, essa svolge nella società contemporanea. Qui infatti  è determinante nel garantire il progresso ed il benessere dell’uomo, in quella sorta di aiuto convenevole che, sin dai tempi più antichi, ha segnato tutte le epoche della storia senza eccezione alcuna.

Si è molto discusso sul rapporto fra idea e forma, fra arte e mezzo, e sulla capacità dell’uomo di tradurre l’idea artistica in materia concreta (manualmente o con l’impiego di macchine e tecnologie). Negli anni sessanta del secolo scorso abbiamo assistito a quella sorta di rivoluzione copernicana dei linguaggi che è stata l’arte concettuale.

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Chi mangia la mela?

di Stanislao Biondo Stanislao-Biondo

Non sono molti gli argomenti in grado di opporre individui normalmente capaci di intelligenza e giudizio. Ci riescono le dispute sulla politica, la morale, la religione ed altre trascurabili polemiche di natura dottrinale o filosofica. Oppure le opinioni che scaturiscono dalle preferenze in ambito tecnologico.

Mac-vs-pc

Io, come molti, un po’ per lavoro e un po’ per hobby, uso il computer. E lo faccio come tutti, senza il pregio di possedere alcuna particolare virtù e nessun particolare feeling con l’etereo universo fatto di flussi binari ed impulsi elettronici.  Non ho alcuna base di studi tecnico-informatici e mi ritengo un utente  mediamente informato sulle tecnologie informatiche, un po’ autodidatta, un po’ smanettone e un frequentatore passivo di blog, forum ed altri siti specializzati nel campo dell’informatica di consumo. Per questo motivo, e per altre ragioni di ordine professionale, sulle quali non sto a dilungarmi, puntualmente vengo interpellato dai colleghi, dagli amici, dagli alunni e dai conoscenti per consigli riguardanti l’acquisto di dispositivi elettronici o simili. Proprio l’altro giorno una mia amica, alle quale consigliavo, in base ad alcune sue necessità, di acquistare un personal computer (compatibile IBM) di fascia medio bassa invece di un costosissimo Mac mi ha prontamente chiesto: ma come proprio tu vieni a parlarmi del banale pc? (Banale perché, poi!) Avrei avuto molte cose da dire in proposito e, dato che su alcune se non su molte, o su tutte, bisogna essere sempre piuttosto chiari proverò a farlo in questo post. Voglio farlo parlandovi di Steve Jobs e di Bill Gates in modo semplice. Ciò equivarrebbe a parlare di Apple e Microsoft. L’argomento è molto serio, per alcuni più della politica, della religione o del calcio.