
Chi ci governa e compete per l’Europa propugna la teoria della rottamazione. Il populismo che avanza, a parte il dettaglio che i suoi capi sono ultrasessantacinquenni non proprio lucidi ed equilibrati, è di stampo forsennatamente giovanilista. Tutto questo contraddice la storia, la fisiologia e anche il buon senso. Si glissa sportivamente su quel termine fondamentale che è l’esperienza. La nuova “cucchiara” (così si chiamava in gergo muratoresco il giovane avventizio) non faceva nulla senza l’anziano muratore o il capomastro accanto finchè non avesse raggiunto, dopo lungo tempo e lavoro, l’autonomia operativa e decisionale. Questo avveniva in ogni lavoro umano sia manuale che intellettuale. Oggi accade in qualche paese illuminato e grato alla tradizione ed alla propria storia. Perfino dei pragmatici come i nordamericani hanno nella compagine del loro governo una specie di “quota argento” di ministri e segretari over 60. Perchè non si può fare a meno della memoria delle cose fatte, delle esperienze e della saggezza quasi sempre acquisite, tranne nei casi, non rari, di “canizie vituperosa” di manzoniana memoria. Non si può fare a meno della scienza che viene dall’età se si vuole raggiungere qualche obbiettivo concreto senza sbagliare troppo. Ma si sa, la presunzione e l’incoscienza sono una prerogativa connaturata all’essere giovane, quando la giusta ambizione non fa i conti con i propri limiti e con il fatto che la conoscenza e la competenza si sedimentano e danno i loro veri frutti nel tempo. “Natura non facit saltus”.
Per fortuna ci sono tanti giovani che hanno acquisito la lezione della storia e della natura e faranno sicuramente strada. Il mio appello è per il bene comune, non certamente da “Cicero pro domo sua”.
Giuseppe Campagnoli

