Aldo Rossi (1990) e Renzo Piano (1998) restano per ora gli unici due italiani ad aver conquistato il Pritzker Prize. Diffido di tutti i premi, gli oscar e le nominations, soprattutto quando nell’elenco d’onore vedo più alcune bandiere di altre (guarda caso della nazione che ha indetto il premio o di quelle affini) ma credo che i due italiani rappresentino due modi di concepire l’architettura, l’arte e quindi la vita diametralmente opposti. (altro…)
Tag: Scuola
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Insegnare la storia delle arti.Chi e come?
Entro (forse per qualcuno a gamba tesa) nella diatriba, a volte tutta scolastica e anche un po’ corporativa, sull’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole italiane. Prendo spunto dall’ultimo intervento dell’associazione ArtemDocere, in ordine di tempo, senza voler dire una parola sui tecnicismi degli orari e delle afferenze tra le classi di concorso, i titoli di studio e le discipline. Analizzando gli attuali titoli di accesso a questo insegnamento che meriterebbe più attenzione e competenza da parte di tutti, mi voglio esprimere in una triplice veste, che credo garantisca una posizione affatto sospetta: una formazione di tipo classico, architetto, ex docente di discipline geometriche e architettoniche ed ex dirigente di scuole ad indirizzo artistico. (altro…)
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Riforme scolastiche.
Per chi crede di fare riforme scolastiche e fa solo propaganda, interventi palliativi o addirittura azioni demolitorie da decenni (da Berlinguer a Moratti passando per Gelmini, Fioroni e Giannini) e anche per chi non vorrebbe alcun cambiamento ricordo che frequentando tempo fa quasi mensilmente le sale del Ministero dove rabbrividendo osservai quali personaggi occuparono storicamente quella poltrona mi preme riproporre una riflessione proprio oggi che il Parlamento, tra le consuete contestazioni e i soliti gattopardismi, si appresta a votare l’ennesimo atto senza coraggio e senza mezzi.
“Cerchiamo di far tesoro delle buone pratiche in campo di sistemi scolastici in Europa e nel mondo laddove per opionione condivisa le cose funzionano e cittadini, professori e dirigenti sono abbastanza soddisfatti! Sia il governo che chi protesta studino di più e insieme ciò che si fa altrove. L’erba del vicino non è sempre più verde ma molto spesso ci si avvicina! Osserviamo come vengono formati, reclutati e valutati docenti e presidi, osserviamo chi dirige l’apparato scolastico in tutte le sue articolazioni; osserviamo cosa e come si insegna ed apprende. Osserviamo le responsabilità che vengono affidate a chi dirige le scuole. Osserviamo gli stipendi ma anche se il posto di lavoro sia eterno nonostante tutto. Osserviamo soprattutto se vi sia competizione, come funziona il sistema pubblico-privato e via discorrendo. Non reputiamoci sempre i migliori e i più democratici perchè abbiamo un passato storico e culturale ingombrante e crediamo di aver fatto solo noi battaglie culturali e sociali, non sempre efficaci e realmente progressiste. Mentre noi spesso facciamo i sofisti nella nostra “società ristretta” gli altri fanno fatti concreti e spesso di qualità! Mentre, come diceva Leopardi, noi ci perdiamo in chiacchiere, feste, chiese e cortei, altrove educano ed istruiscono tutti i giovani con risultati mediamente buoni. Non perdiamo tempo solo a lodare i nostri cervelli esportati all’estero. Una buona scuola produce talenti e competenze diffusi non solo splendide eccezioni, seppure numerose, rispetto a una regola di mediocre livello.” Risorse adeguate, merito e valutazione veri sono le chiavi indispensabili per una buona scuola! Il resto “solo chiacchiere e distintivo”!
Giuseppe Campagnoli Giugno 2015
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Scuola senza mura.
E’ già uscito su iBook store e iTunes store il volumetto “Oltre le aule” scaricabile gratuitamente da PC o Ipad. La terza puntata sull’edilizia scolastica che si trasforma in architettura scolastica e in architettura della città, conclude la serie di studi per costruire un modo nuovo di concepire e costruire i luoghi della cultura e dell’apprendere. La proposta è nata nel 2007 e si è sviluppata in questi anni fino a giungere ad uno scenario vero e proprio di come si potrebbe attuare, in una città di medie dimensioni, una rete di “locations” per fare scuola e cultura insieme, lavoro, tempo libero e scuola insieme, servizi e cultura insieme. Il filmato introduttivo del libro evoca immagini e idee sulla scuola e sui suoi luoghi specializzati e non. Una grande aula che comprende la città e la campagna, la natura e la storia ma anche il web nella sua valenza conoscitiva ed educativa. In questo contesto si colloca l’invito a partecipare Lunedì 29 Giugno alle ore 18.00 a Pesaro, presso la scuola Perticari, ad un evento di presentazione che, ripercorrendo i luoghi della scuola nel centro storico della città, lancerà la proposta di una Scuola senza mura. Si spera di raggiungere il numero minimo di partecipanti per poter realizzare l’evento. Sarebbe un segno di una accresciuta sensibilità verso i veri problemi di quella che oggi malamente si chiama “edilizia scolastica”.
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Tempo di esami.
Ho insegnato e insegnato ad insegnare per oltre 40 anni. Ho contribuito a formare qualche bravo e, soprattutto, onesto artista, architetto, medico, filosofo, artigiano, operaio e contadino.
La frase che mi ha dato ragione di una vita spesa a scuola è stata quella di uno studente che, non molto tempo fa, mi disse: “Grazie Prof. di avermi insegnato a vivere!” Ho avuto un moto di commozione e di orgoglio insieme, alla faccia del misero stipendio e anche della reputazione pubblica sempre meno gratificante. Non credo che tanti altri professionisti possano dire altrettanto. E allora perchè tanta disattenzione verso le cose di scuola e tante false e incompetenti promesse? Perchè tanta ignoranza da parte dei cittadini? Perchè non si vuole investire in risorse e intelligenze quel che serve per questo mirabile ponte verso la vita? Gli esami che iniziano in questi giorni possano far riflettere come sia inutile la competizione, come sia iniquo misurare e classificare e come invece sia proficuo, saggio e ispirato a principi di equità aiutare ciascuno a crescere, apprendere, scegliere immondo consapevole e anche rigoroso. E’ difficile ma si può. Non certo con lo slogan della “buona scuola” e con gli esami aritmetici ad ogni angolo. La cooperazione e non la competizione producono successo. Lo ha capito anche il mondo ipercompetitivo del mercato per non scomparire ed è tutto dire…
Giuseppe Campagnoli
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Oltre l’edilizia scolastica
Come superare l’edilizia scolastica
Un pamphlet sull’architettura per la scuola in linea gratuitamente su i Tunes store e su iBook store. Un libretto in cui si descrivono le ipotetiche modalità di attuazione dei principi della scuola diffusa attraverso una architettura per la cultura e l’istruzione diversa, basata sulle buone pratiche della storia e sulle innovazioni per il futuro. Il sequel de “L’architettura della scuola” e di “Questioni di stile” Giuseppe Campagnoli Giugno 2015
“Nei miei precedenti saggi e articoli sull’argomento mi sono addentrato progressivamente e pericolosamente sulla via della negazione di un’ architettura scolastica specializzata, perché foriera di gerarchie e di rigidezze anche pedagogiche oltre che sociali. I pamphlets “L’architettura della scuola” , “Questione di stile” e i vari interventi su riviste e quotidiani intendevano costruire una nuova idea di scuola in una nuova idea di architettura. Ora è il momento di dimostrare come e dove assumendo uno scenario plausibile.Si deve considerare che la scuola possa essere l’intero territorio della città e del suo intorno in duplice accezione orizzontale e verticale (cioè per tutti i gradi e tutte le tipologie di apprendimento). Si deve sognare che la scuola sia ogni giorno una teoria di luoghi da scoprire per imparare.
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Pubblico impiego e il paese dei balocchi. Petizione morale.
Pubblico impiego: il paese dei balocchi.
Non solo oggi che siamo in tempi di crisi ma da molto tempo il cumulo di attività pubbliche e private è iniquo e discriminatorio. Vi è un altissimo tasso di disoccupazione tra laureati e diplomati e non si può sostenere che chi ha già un impegno pubblico svolga, in genere con grande discapito per l’efficienza e l’efficacia del suo compito al servizio dei cittadini, anche una libera professione per la quale, tra l’altro, paga risibili contributi previdenziali e assistenziali usufruendo di quelli da statale. Soprattutto nella scuola questo fenomeno è scandaloso. Docenti architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti, iscritti anche ad un albo professionale che molto spesso danno il minimo all’insegnamento, si fanno confezionare orari ad hoc, sommano assenze e ritardi e sottraggono molto tempo e attenzione al loro compito istituzionale. E’ ora che si faccia una legge per impedire tutto ciò, senza deroghe o scappatoie! La scusa della libertà di espressione e del valore aggiunto che si porterebbe all’impiego pubblico (soprattutto la scuola) è solo una foglia di fico. La letteratura e la cronaca sono piene di abusi e di storie che provano il danno che si verifica nel servizio pubblico da attività svolte di fatto part-time sottraendo gran parte della risorsa umana al servizio ai cittadini.
Giuseppe Campagnoli per ReseArt
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Edilizia scolastica. Repetita non iuvant?
L’aria fritta del dibattito sull’edilizia scolastica in Italia.
Le scuole “sicure” o scuole diverse? I fatti di questi giorni ci fanno riflettere e ci convincono che “repetita non iuvant”! Ma noi non desistiamo. Ho riletto criticamente la serie di articoli del focus sull’edilizia scolastica pubblicato in Ottobre sul N° 4 della “Rivista dell’istruzione” cui anche il sottoscritto ha contribuito, apparendo forse a prima vista utopico, fuori dal mondo ed eccessivamente “creativo”. Ne ho tratto la sensazione di una certa disforia e una percezione di quella non rara “aria fritta” che il mio buon maestro napoletano Uberto Siola attribuiva a certi intellettuali e in particolare agli architetti e agli psicopedagogisti. Ho lasciato la professione militante anche per questo e ho cercato di muovermi verso i lidi dell’aria da respirare sia in architettura che in scuola. Ho trovato nei testi molti luoghi comuni e molte mode intellettuali sulla scuola e sull’architettura e su entrambe. Amore per l’erba del vicino e parole, parole, parole, spesso narcisisticamente prese a prestito da un infondato complesso di inferiorità verso il mondo anglosassone e quello scandnavo. Rarissime le costanti ideali e le coincidenze propositive. Non è di un edificio specializzato che a mio avviso occorre parlare ma su quali siano i luoghi per apprendere. Altrimenti ripeteremmo quello che anche Papini considerava un errore: pensare ancora ad uno stabilimento, un opificio, un monumento unico, immobile anche se tecnologicamente innovativo e formalmente mirabolante. (altro…)
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Riforma della scuola. Paura?
Siamo alle solite. La scuola è il motore della società? Allora rimandiamone la riforma o minimizziamola. Come temevamo l’elefante ha partorito il topolino!
La riforma degli annunci mirabolanti si sta riducendo alla solita serie di misure palliative e inutili. Il corpus della scuola non verrà nemmeno sfiorato e sarà tanto se si risolverà, con una italica ricetta ipocrita e minimalista, l’annosa questione dei docenti precari autogenerati nel tempo da una scellerata organizzazione delle risorse umane e, anche, da una incomprensibile sudditanza verso sindacati autoreferenziali che hanno spesso difeso, ammettiamolo, lo status quo e la quantità, fingendo di puntare alla qualità del servizio pubblico che può essere garantita solo con autentica formazione ricorrente e obbligatoria, valutazione e merito. Se il fondamento di uno stato moderno è la scuola e se da lì parte tutto il resto siamo alle solite. L’Italia non ripartirà mai veramente. La chiave del successo degli stati emergenti in Europa e nel mondo è la scuola, la cultura, l’educazione e la formazione continua. Gli investimenti nei sistemi scolastici, nelle risorse umane e nelle infrastrutture (edilizia, servizi etc…) negli altri paesi sono, nell’insieme, quasi tripli, rispetto al nostro. Non faremo molta strada se accontenteremo solo le imprese e i lavoratori autonomi a discapito dei servizi pubblici fondamentali e dei contribuenti più assidui e sicuri. Consiglio di confrontare i nostri più recenti articoli con i fatti che stanno accadendo in questi giorni in seno al nostro governo.
Sulla buona scuola avevamo già scritto
Dare i numeri sulla buona scuola
La scuola buona o la buona scuola?
Giuseppe Campagnoli 4 Marzo 2015
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ReseArt. Il blog di tutte le arti.The blog of arts.
ReseArt (Reseau Art) is the blog of an ideal network of information, research and art education. The added value of the blog is that for “arts” means all of the arts in an extended sense of the term. The themes of the news, articles and pages concern the commonly understood Arts (Architecture, Visual Arts, Design, Music, Photography, etc.) and the Arts as a fundamental human activity (art of politics, art of rhetoric, education , philosophy …) according to a cut also educational.Contact the editors to learn more or submit your files for selection at the following address: researt49@gmail.com
ReseArt (Réseau Art) es el blog de una red ideal de la información, la investigación y la educación artística. El valor añadido del blog es que para “artes” significa todas las artes en un sentido amplio del término. Los temas de las noticias, artículos y páginas afectar las Artes comúnmente entendidos (Arquitectura, Artes Visuales, Diseño, Música, Fotografía, etc.) y las artes como una actividad humana fundamental (arte de la política, el arte de la retórica, la educación , filosofía …) de acuerdo con un corte también educativo.Póngase en contacto con los editores para obtener más información o enviar sus archivos para la selección en la siguiente dirección: researt49@gmail.com
ReseArt (Réseau Art) est le blog d’un réseau idéal de l’information, la recherche et l’éducation artistique. La valeur ajoutée du blog est que pour «arts» désigne tous les arts dans un sens large du terme. Les thèmes de la nouvelles, des articles et des pages concerner les Arts communément comprises (architecture, arts visuels, design, musique, photographie, etc.) et les arts comme une activité humaine fondamentale (art de la politique, l’art de la rhétorique, de l’éducation , la philosophie …) selon une coupe aussi éducatif. Contactez les rédacteurs en savoir plus ou soumettre vos fichiers pour la sélection à l’adresse suivante: researt49@gmail.com
ReseArt (Reseau Artistique) è il blog di una rete ideale di informazione, ricerca ed educazione artistica. Il valore aggiunto del blog è che per “arti” si intende l’insieme delle arti in una accezione estesa del termine. I temi delle notizie, degli articoli e delle pagine riguardano le Arti comunemente intese (Architettura, Arti figurative, Design, Musica, Fotografia etc.) e le Arti come attività fondamentali dell’uomo (Arte della politica, arte della retorica, dell’educazione, della filosofia…) secondo un taglio anche educativo. Contatta la redazione per saperne di più o invia i tuoi file per la selezione al seguente indirizzo: researt49@gmail.com
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Dare i numeri sulla buona scuola.
Proprio dare i numeri, anche in senso figurato. Questo mi pare sia il risultato della consultazione ministeriale “ciceroprodomosua” della Buona Scuola. Cosa ci si aspettava che dicessero i docenti? E i genitori? E i Presidi? E le associazioni di docenti tese spasmodicamente, a parte rare illuminate eccezioni, ad aumentare gli orari delle loro classi di concorso? Ricordo che fosse più attendibile e anche meno superficiale la famigerata consultazione del ministro Berlinguer che ne ebbe anche a soffrire! Mettendo insieme le priorità espresse dai vari interlocutori viene fuori poco e sarà il Governo a fare quello che vuole insieme a Confindustria che tanto pare apprezzare il magico e “rivoluzionario” new deal. L’edilizia scolastica viene lasciata a parte come se non fosse determinante per una buona scuola. Ah già! ma lì ci sono un miliardo di Euro! Sapete che gli investimenti corrispondenti sull’architettura scolastica di altri paesi in Europa (quelli che contano) sono circa 15 volte di più? Con un miliardo si riesce a mala pena ad intervenire seriamente, tra nuovi edifici, ristrutturazioni e messa in sicurezza (pro tempore..) su non più di un migliaio tra 42.000 edifici!
Ma questo è un discorso a parte di cui abbiamo trattato più volte. I numeri della scuola sono comunque significativi per descrivere schizofrenie, corporazioni, carenza di consapevolezza pedagogica e di equità sociale, stereotipi e burn out, assemblearismo endemico, demagogia e assistenzialismo. L’equità e il diritto allo studio sono un’altra cosa. Passano attraverso il rigore, la serietà, le pari opportunità e la giustizia che, a loro volta passano attraverso una preparazione solida ed una vocazione eccezionale di docenti e dirigenti scolastici!
Non mi pare che si possa rifondare la scuola interpolando i dati contraddittori che ho letto. Non credo sia possibile senza le risorse adeguate con investimenti di almeno il 4% del PIL nel segmento primario e secondario solo per rimettersi in carreggiata. Qualcosa comunque si può dire e, leggendo in diagonale e molto tra le righe, qualche proposta di buon senso appare.
Alcune brevi note sui suggerimenti che si ritengono parzialmente positivi (come facemmo per il documento programmatico da noi chiamato “voglio ma non posso“) per ciascun macrocapitolo del report.
- Assunzioni: fine delle graduatorie e nuove regole per concorsi collegati con preparazione universitaria ad hoc
- Organico funzionale: disponibilità di docenti non per “tappabuco” o “badanza”ma per attività didattiche effettive programmate anche a livello sovra-istituto.
- Abilitazione: obbligo di lauree ad hoc per insegnare qualsiasi disciplina più un’abilitazione a fine prova e tirocinio di almeno due anni.
- Concorso e classi di concorso: Il concorso deve accertare le capacità di insegnare e le competenze disciplinari. Curriculum e pubblicazioni sono solo valore aggiunto. Le classi di concorso vanno ridefinite di nuovo. Occorre copiare gli ambiti disciplinari dei paesi dove funzionano e legarli strettamente alle lauree specialistiche per l’insegnamento.
- Formazione e carriera: la formazione e la carriera sono per il miglioramento della qualità del docente e la sua funzione nell’ambito di lavoro collaborativo. Ne discende anche la progressione della retribuzione: merito per l’80% e anzianità per non più del 20%. Istituire una vera Associazione nazionale dei docenti.
- Trasparenza e valutazione: Pubblicizzare e valutare le strutture, il piano formativo e i risultati della scuola, i profili dei docenti e i loro curricula, gli esiti a cinque anni dall’uscita degli studenti. Evitare la concorrenza di tipo aziendale delle scuole.
- Organi di governo: Più potere agli organi consultivi e deliberativi in campo didattico e organizzativo.Meno partecipazioni esterne se non di tipo solo consultivo. Garantire che l’intervento delle famiglie e degli studenti sia di tipo costruttivo e non da semplici “clienti”.
- Scuole aperte: questo punto è legato strettamente agli spazi della scuola e ad una concezione dell’edilizia scolastica come “diffusione” dei luoghi dell’apprendimento. Vedi anche: Gli spazi della scuola diffusi nel territorio – Politiche educative – Education 2.0
- Burocrazia: la burocrazia va semplificata e digitalizzata realmente. Non raddoppiare gli archivi (cartacei ed elettronici) formare realmente il personale. Adeguare strutture e reti.
- Conoscenze e Competenze: riequilibrare il peso di conoscenze e competenze, fin dalla scuola dell’infanzia, da tempo abbandonate o sottovalutate ma strategiche per un paese come l’Italia e fondamentali nella formazione della persona ad ogni età della vita: creatività, arte, musica, educazione fisica, educazione civica,educazione economica e politica.
- Sistema scolastico: i cicli scolastici vanno cambiati in funzione della costruzione di un sistema duale. I danni alla scuola e l’analfabetismo di ritorno sono nati dalle riforme degli anni ’60. Prima fra tutti la perniciosa introduzione della scuola media unica nel 1963: lo spartiacque tra una alfabetizzazione ed una formazione adeguate e una progressiva dealfabetizzazione per rincorrere il falso mito dell’egualitarismo (non dell’equità) scolastico e la sostanziale abolizione dei percorsi vocazionali. Occorre un obbligo scolastico fino ai 18 anni in percorsi distinti per chi intende lavorare ed applicarsi nelle professioni tecniche e in arti e mestieri applicati ( manualità colta degli istituti tecnici e professionali) e chi invece vuole aderire a percorsi più teorici e speculativi (struttura liceale) Nessuna preclusione con adeguati accorgimenti di passaggio da un percorso all’altro e adeguato sostegno per i capaci e meritevoli. In molti paesi ha dato prova di funzionamento.Il percorso artistico deve essere un segmento a parte, collegato a Conservatori, Accademie, ISIA, Scuole di architettura etc…
- Scuola e mondo del lavoro: è la scuola che deve servirsi del mondo del lavoro, non viceversa, Questa è una regola fondamentale e da questo discendono tutte le possibilità di raccordo proficuo per entrambi evitando sfruttamenti e inutilità di stages e laboratori. Anche qui occorre copiare l’erba del vicino! Le aziende avranno sgravi ed agevolazioni e gli studenti saranno remunerati.
- Risorse finanziarie: le risorse della scuola da fonti pubbliche e anche da sponsors. I fondi pubblici erogati anche su base premiale rigorosa anche in base ai contesti in cui si opera. Trasparenza, rigore, efficacia ed efficienza. Il privato può intervenire su strutture, edifici, laboratori, rapporti scuola-lavoro. Ben venga il crowd funding serio che abbia una caratteristica avanzata di banca etica autentica.
- Quello che manca: manca la vera fase di progettazione della nuova scuola. Ora va avviato rapidamente e per tappe certe e ravvicinate un lavoro di gruppi composti da docenti,dirigenti ed esperti militanti presi dal territorio della scuola e adeguatamente compensati per questo difficile e prezioso lavoro!
- GRAZIE A TUTTI! E ORA FARETE COME VI PARE?
La grafica della pagina finale pare emblematica e ahimè profetica: è l’immagine una bolla di sapone? Speriamo con tutte le forze che non lo sia davvero. E speriamo che ci si metta a lavorare rapidamente e per gruppi presi dalla trincea di docenti, presidi ed esperti militanti come si fece virtuosamente ai tempi di Brocca che realizzò un ottimo lavoro, cooptando gente della scuola nel lavoro diretto di riforma, vanificato però poi dalla maledetta consuetudine distorta dello sperimentare in eterno!
Per la scuola meglio questa immagine…
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Gli spazi della scuola diffusi nel territorio.
Pubblicato sulla rivista Education2.0 Edizioni RCS l’articolo sul dibattito recente in merito all’edilizia scolastica in Italia.
Il link è questo.
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Focus sull’architettura della scuola.

La Rivista dell’istruzione N°4/2014. Maggioli Editore Rimini. Un Focus autorevole sull’edilizia scolastica. Intervento di Giuseppe Campagnoli: “Aule senza confini”.
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Insane competition.
La scuola è “maestra di vita” non il coach di una gara fondata sulla malsana competizione senza pari opportunità.
Laddove non c’è né merito né capacità non c’è scuola.
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A late quartet.
Consiglio a chi insegna dalle materne all’università un passo di questo bel film. Il protagonista violoncellista racconta di quando, da giovane, suonò difronte al grande Pablo Casals che apprezzò quelle che egli stesso credeva delle mediocri interpretazioni. Anni dopo chiese al maestro spagnolo il perchè di quella presunta ipocrisia. Il maestro rispose che invece aveva mostrato talento e che è un pessimo maestro chi giudica contando gli errori.
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Assolutamente si.
Un segno inequivocabile dell’analfabetismo di ritorno. È cominciato tempo fa con le espressioni: “a monte, a valle, al limite, cioè”… Ma oggi siamo giunti al parossismo. Ogni interlocuzione pare non possa esistere senza esordire con l’“assolutamente si”. Televisione, social networks, interviste e talk show sono infestati dalla mala erba. Non ne sono immuni giornalisti, esperti, artisti, calciatori e veline e anche, ahinoi, gli scrittori! Occorrerebbe istituire il “bip” del turpiloquio per questa oscena frase e lasciare che siano gli anglofoni a dire: “absolutely yes”! La scuola dovrebbe fare la sua parte.

















