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L’arte è ricchezza
Pubblicato in versione ridotta su La Stampa del 10 Aprile 2014. Scritto da Giuseppe Campagnoli sotto pseudonimo.
Dalle famigerate indagini OCSE PISA e dalle analoghe classifiche di stampo liberista internazionali si può capire chiaramente come sia trascurata quella parte essenziale delle conoscenze e delle abilità connessa con la creatività e il fare artistico che sono appannaggio, secondo gli studiosi, di almeno la metà del nostro cervello. Privilegiare solamente gli apprendimenti linguistici e logici, umanistici e scientifici ha condotto ad una specie di atrofizzazione cognitiva che ha fatto dell’arte e del suo apprendimento in Italia una specie di riserva per una genialità marginale che “malgré tout” è riuscita comunque ad avere un successo internazionale che, in altre condizioni, poteva essere moltiplicato per mille ed esportare le nostre buone pratiche accanto al nostro patrimonio inestimabile. E’ tempo, per tanti motivi, culturali, economici, storici ed anche, connessi con la salute psicofisica dei cittadini di colmare questa lacuna fin dai primi istanti di apprendimento e per tutto l’arco della vita, (ricordando che i talenti si costruiscono e si cominciano a consolidare nel periodo di vita da 0 a 5 anni) assicurando pari dignità ad un linguaggio che costituisce la terza fondamentale gamba della formazione dell’individuo anche e non solo a livello professionale. (altro…)
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Gramellini. La lettera incriminata (2)
Questa la lettera,inviata diverse volte, anche in forma edulcorata, che non fu mai pubblicata.
“Si ripete in TV il solito meschino teatrino dei conduttori di chiara fama, anche sedicenti progressisti, che continuano a schernirsi, tra lazzi e battute, dicendo che i loro lauti e smisurati compensi vengono dalla pubblicità e non dal canone. Mi sono sentito doppiamente raggirato poiché è palese che si aggiunge la beffa al danno di un mercato subdolo e speculatore che usa la tv pubblica come quella privata per turlupinare i consumatori ingenui sponsorizzando format che si presentano spesso come culturali e di servizio, con l’unico scopo di aumentare i loro non sempre meritati profitti.
I famosi giornalisti, conduttori e comici quando si sentono chiamati in causa (excusatio non petita… ) nelle saccocce, si affrettano con animosità a difendere il loro diritto di arricchirsi “onestamente” ritenendo che sia giusto e soprattutto commisurato ad una vita dignitosa (!) lo stipendio sicuramente superiore ai 5000 Euro al mese che qualsiasi bravo professionista meriterebbe per compensare il suo lavoro e soddisfare i suoi legittimi bisogni.
Queste ripetute e, a volte piagnucolose o accalorate, pubbliche autodifese dei vecchi e nuovi divi dello spettacolo e dei media mi fanno riflettere sui professionisti, sui meriti e sui guadagni.
Se ammettiamo che un conduttore televisivo, o un comico rampante, seppure onesti contribuenti, debbano giocoforza guadagnare un milione di euro l’anno per un mestiere che, perdonatemi, non avrebbe proprio una ineluttabile valenza civile, se non quella di alimentare il consumo dei prodotti dei generosi sponsors, quanto dovrebbe guadagnare un insegnante, un preside, un medico ospedaliero,un magistrato, un poliziotto e tutte quelle figure portatrici senza clamore ed esibizionismo di vera efficienza sociale?”Giuseppe Campagnoli







