L’isola che ora c’è e ora non c’è più! Della scuola non se ne fa più nulla. Per ora o per sempre?
Come volevasi dimostrare.
Categoria: Sociale
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Scuola. Ecco gli effetti speciali!
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Tempi di crisi. Chi paga?
La crisi e le manovre finanziarie si abbattono soprattutto sui dipendenti pubblici. Congelamento degli stipendi, prelievi forzosi ai pensionati, blocco del turn over, innalzamento dell’età pensionabile. Molti lavoratori del settore privato, probabilmente, avranno pensato che in fondo gli sta bene, perché si è abituati a pensare che quello dei dipendenti pubblici sia un pozzo senza fondo di lavoratori privilegiati e assenteisti. Ma quanti sono i dipendenti pubblici in italia? e nel resto d’Europa? Il nostro paese è perfettamente nella media e nettamente al di sotto di paesi leaders come Francia e Germania. L’unica differenza è che a parità di lavoro e meriti i nostri sono pagati meno della metà!
Se poi pensiamo che dipendenti pubblici significa medici, infermieri, insegnanti, militari, magistrati, vi sembrano davvero troppi?
Chi denigra l’amministrazione pubblica dovrebbe rivolgere forse le proprie attenzioni altrove: evasione fiscale da parte di chi può farlo, profitti scandalosi di imprese, commercio e artigianato, stipendi anomali per professionisti, giornalisti vip, calciatori, attori..etc.etc.Vota:
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New economy.Old economy.
It is no good to make graphics, speeches and recipes about economy. Had someone the idea that capitalism is at the last stop and we must think of something else? World needs democratic socialism and sustainable development strictly based on fairness and balance of incomes and assets. It would not be so complicated. The sick is now hopeless. What is happening in Europe will also happen in the so-called emerging countries and apparently recovering. It ‘s just a matter of time. And then it will be a tragedy! Should the UN finally help and save the world against religious,political and tribal wars which are only economical wars?
Giuseppe Campagnoli Agosto 2014
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Repetita iuvant.
Forse ancora non è stato letto a fondo. E allora ripeto questo pensiero di buon senso.
Mi auguro possa servire a molti italiani.
Rispetto il mio turno nelle file.
Viaggio nella corsia di marcia in autostrada.
Mi documento e leggo le spiegazioni ai musei e alle mostre.
Spengo il telefonino negli ambiti pubblici.
Rispetto il codice della strada.
Rispetto tutte le leggi finchè non contrastino palesemente l’etica e i diritti umani.
Detesto l’ignoranza intenzionale e la stupidità consapevole. (altro…)Vota:
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Economia spicciola? Buon Ferragosto!
E’ inutile fare tanti grafici e discorsi, ricette e consigli di varia economia. A qualcuno è venuto in mente per caso che il capitalismo è al capolinea e occorre pensare a qualcos’altro? Per esempio un socialismo e uno sviluppo sostenibili e rigorosamente basati su equità ed equilibrio di redditi e patrimoni? Non sarebbe così complicato. E’ inutile accanirsi ancora su un malato ormai spacciato! Ciò che sta accadendo in Europa accadrà anche nei paesi cosiddetti emergenti e apparentemente in ripresa. E’ solo questione di tempo. E allora sarà la tragedia! Dovrebbe intervenire l’ONU e finalmente farebbe almeno una parte dei suoi doveri istituzionali: contribuire a salvare il mondo!
Giuseppe Campagnoli, 15 Agosto 2014
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Una scuola nuova.
Tratto da “Questione di Stile” di Giuseppe Campagnoli su ITunes per ReseArt.
“Aldo Rossi con i suoi insegnamenti mi convinse che l’architettura disgiunge, nel tempo, la forma dalla funzione: non c’è miglior modo di concepire gli spazi per eccellenza, quelli dell’imparare. Da una idea di architettura e di scuola che coincidono nasce forse una utopia che potrebbe, nel tempo, diventare una splendida realtà. L’esperienza recente di un workshop internazionale mi ha fornito un modello da imitare per prospettare la scuola del futuro. I discenti si muovevano da un luogo all’altro a seconda delle esigenze di apprendimento: una biblioteca, una chiesa, un laboratorio, un auditorium situati i diverse parti della città ( il centro, il mare, il parco..) legate per funzione ai differenti learning objects. Nel caso di studenti adulti non era problematica la mobilità da un luogo all’altro durante la giornata come avviene un po’ solo per l’università. Per le scuole di livello base o intermedio sarebbe sufficiente concepire quotidianamente un orario di prossimità con un sistema di trasporto integrato che consentisse di trasferire gli alunni, anche in continuità verticale, (negli stessi luoghi e laboratori studenti dalle elementari alle superiori, a volte anche insieme!) ogni giorno in un posto diverso a seconda delle necessità di apprendimento e di applicazione. (altro…)
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Prima delle vacanze
Queste vacanze 2014 qualcuno le potrà passare divertendosi e spendendo gli ultimi danari o quelli che ancora guadagnerà in abbondanza non si sa come e non si sa perchè. Qualcun’altro invece trascorrerà il tempo rovente rimpiangendo, dalla poltrona di casa o dalla sdraio sul balcone, le stagioni, in cui bene o male, poteva viaggiare e svagarsi grazie ad una maggiore equità sociale. Io vi ripropongo una riflessione sulla microteoria economica e sociale che ritengo sempre più valida ed attuale.
L’ efficienza sociale
È il rapporto tra quanto prodotto per il proprio profitto privato e quanto invece come contributo e servizio alla propria collettività, tasse comprese. Per valutare il grado di equità occorrerebbe misurare anche quello che definisco il parametro di efficienza sociale. Partendo dall’assunto costituzionale che recita: «Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società», questo coefficiente dovrebbe valutare in ogni mestiere, professione, impresa, il rapporto tra quanto prodotto per il proprio profitto privato e quanto invece come contributo e servizio alla collettività, tasse comprese. Quanto più si produce per il bene collettivo piuttosto che per il proprio fabbisogno, sacrosanto ma spesso e per alcune categorie volto anche al superfluo, tanto più ci si avvia a realizzare buona parte del principio di equità. Questo principio è infatti fatto di tre componenti fondamentali: un basso plusvalore (differenziale tra redditi a parità di investimento, lavoro e professionalità) un contributo alla collettività esponenzialmente tarato sul proprio profitto e patrimonio, una garanzia delle pari opportunità da realizzarsi nell’istruzione, nella dotazione di mezzi per raggiungere i più alti gradi di professionalità in base ai meriti ed all’impegno e, infine, anche nelle regole del lavoro, delle professioni e dell’impresa. Un esempio che può chiarire meglio il concetto: un lavoratore pubblico o privato che svolgesse un lavoro socialmente utile (scuola, sanità, trasporti, comunicazione, servizi essenziali…) e pagasse le sue tasse in anticipo potrebbe garantire un tasso di efficienza sociale pari quasi al 70% del suo reddito.
Tutti possono fare altrettanto?
Giuseppe Campagnoli, pubblicato su La Stampa in Luglio 2013
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News di architettura & scuola.
Tra qualche settimana uscirà un numero monografico de “La Rivista della Scuola” Maggioli Editore, sull’edilizia scolastica, l’architettura per l’insegnamento e sugli aspetti pedagogici nella progettazione degli spazi per l’apprendimento. Da non perdere.
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Azione e meccanicità
Azione e meccanicità (prima parte)
Mentre nel passato “in principio era l’idea”, oggi si potrebbe dire “in principio è l’azione”. L’esperienza e l’azione prevalgono ahimè sulle idee. Si potrebbe dedurre che se le idee hanno portato all’era della manualità, questo nuovo principio d’esistenza, l’azione, ha portato all’era meccanica.
Abbiamo osservato nel precedente articolo come nell’era moderna non sono più le idee che producono la tecnica né le decisioni umane che determinano le azioni, ma abbiamo macchine e azioni meccaniche che producono idee e prendono decisioni. Detto in questi termini può apparire sconvolgente e apocalittico, ma sappiamo che in realtà l’uomo non ha ancora perso definitivamente il controllo sulla propria esistenza. Tuttavia non si può distogliere lo sguardo dalla ‘eccessiva’ e ‘ossessiva’ presenza della macchina, la quale si è imposta e ha imposto il suo modo di agire. “La sua particolarità è nel tipo di progresso, il quale è simile al pensiero utopistico: cresce su se stesso senza contrasti, con un andamento regolare e apparentemente logico come quello delle serie numeriche; e come queste ha i suoi valori immaginari e irrazionali, come non si può pensare un numero senza che si possa pensarne subito dopo uno più grande, così non si può pensare ad un ritrovato tecnologico che non venga immediatamente superato da un altro migliore” (Argan C. G., Progetto e destino, p. 14).
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Scuola, scuola!
L’ennesima riforma scolastica? Questa volta si parla anche di orario dei docenti.
Il problema è semplice. Si propone di estendere l’orario “certo” dalle 18 ore alle 36 ore settimanali. Nulla di male se poi questo orario corrispondesse a quello attualmente in vigore tra lavoro certo (lezioni e riunioni obbligatorie) e sommerso (preparazione, correzioni compiti etc..) e nulla di male se lo stipendio mensile diventasse di livello europeo. Ma sarà poi così? O sarà l’ennesimo taglio infingardo ad uno dei settori strategici per una nazione che vuol crescere, abbassando ulteriormente qualità e rigore? Da ex studente e docente (oltre 40 anni ) e infine dirigente scolastico (17 anni) ammetto che è necessaria ed urgente una riforma del sistema anche per quel che riguarda la carriera dei docenti ma dico altresì che occorre osservare e trasformare tutto il campo e non i singoli orticelli. Abbiamo assistito ai balletti sulla scuola negli ultimi quarant’anni di riforme annunciate, false riforme, restaurazioni e promesse di rivoluzioni sottili. Se i nuovi rottamatori facessero sul serio dovrebbero riflettere sul fatto che nei paesi europei più avanzati e di buon senso in fatto di scuola fare il docente è una professione ambita perchè frutto di una preparazione e selezione adeguata, dotata di mezzi abbondanti e di emolumenti, a parità di impegno e competenze, corrispondenti a quasi al doppio di quelli italiani. Cosa si vuol fare? Si vuole mettere in campo l’ennesima guerra tra poveri e continuare a far credere ad una opinione pubblica analfabeta che il mestiere della scuola è quello che può godere di tre mesi di vacanze? Oppure si deciderà di mettere le mani veramente nella cultura e nell’istruzione italiana una volta per tutte?Giuseppe Campagnoli
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“Questione di stile”
Ultima edizione al Giugno 2014 del libello di architettura e scuola. Da leggere con indulgenza verso l’autore e l’editore selfies che, stavolta, non hanno trovato mecenati.
Versione gratuita da scaricare solo su tablet e PC.
GC
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Educazione allo Sviluppo Sostenibile
La prossima Settimana UNESCO di Educazione allo Sviluppo Sostenibile si terrà dal 24 al 30 novembre p.v. E’ possibile aderire già da ora, attraverso la scheda di adesione disponibile sul sito unesco.it nella sezione dedicata. Invitiamo tutti ad aderire numerosi all’edizione conclusiva del Decennio con iniziative proprie e a farsi promotori della Settimana presso la propria rete e presso i potenziali interessati.
A conclusione del ciclo unescano 2005-2014 il tema scelto dal recente Comitato Nazionale non poteva che essere l’ EDUCAZIONE alla sostenibilità in senso lato, ovvero il tema centrale e trasversale all’intero Decennio, con un forte accento sulle attività svolte e su ciò che rimarrà dopo di esso in termini di contributo concreto di tutti gli aderenti sul territorio.
Dettagli, scheda di adesione, requisiti, lettera del Presidente, sintesi del CN 2014, lista dei referenti regionali, etc sono disponibili sul sito unesco.it alla pagina http://www.unesco.it/cni/index.php/settimana-dess-2014
Segnaliamo inoltre che:
– a breve sarà inviato un questionario di indagine sullo stato delle attività di educazione alla sostenibilità in Italia, utile come supporto ad una monografia dedicata all’analisi dello stato dell’arte e alla raccolta di buone pratiche;
– è stato creato un gruppo facebook chiuso (non ufficiale nè istituzionale) per tutti coloro che desiderano scambiare contatti, esperienze, condividere eventi ed iniziative. Il gruppo si chiama “DO UT DESS” e chi vuole può chiedere di aderire. Per farlo la procedura più semplice è chiedere l’amicizia a Filippo A. Delogu, per essere poi aggiunti al gruppo. Una volta entrati nel gruppo sarà possibile suggerire altri potenziali membri.
Per qualsiasi ulteriore informazione non esitate a contattarci presso gli uffici della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Di seguito i nostri contatti:
Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO
Settore Sviluppo Sostenibile
Tel 06 68 73 713 / 12 int. 211 / 208
E-mail: filippo.delogu@gmail.it; maria.torresani@esteri.it;
www.unesco.it; www.unescodess.it;
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L’Italia non rispetta la libertà di stampa
selezione di articolo dalla rete a cura di Stanislao Biondo

Articolo di Sandro Iannaccone
Pubblicato il 23 maggio 2014 su Wired (vai alla fonte)
Concesso in licenza Creative Commons

È quanto emerge dall’ultimo rapporto del Relatore speciale dell’Onu su promozione del diritto alla libertà di opinione e di espressione. Ecco cosa ci chiedono le Nazioni Unite
Gli standard internazionali in merito alla libertà di stampa nel nostro Paese non sono rispettati. È la sintesi estrema del rapporto steso da Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite, in seguito alla visita condotta in Italia a novembre 2013 per verificare lo stato di libertà di stampa e situazione lavorativa dei giornalisti. Le parole della relazione lasciano, purtroppo, poco spazio a fraintendimenti: “Il relatore speciale indica le sue preoccupazioni riguardo la continua criminalizzazione della diffamazione, la vulnerabilità della stampa a frivoli contenziosi, l’esistenza di minacce contro alcuni giornalisti e la condizione complessiva di lavoro dei giornalisti. Rispetto al pluralismo dei media, il relatore speciale fa notare le sue preoccupazioni riguardi al conflitto di interessi rispetto ad alti funzionari governativi con grandi partecipazioni nei mass media”.
Uno scenario niente male, insomma. Alla luce del quale l’Onu richiede azioni drastiche e immediate, a cui le istituzioni hanno risposto solo in parte con un nuovo disegno di legge, che non è del tutto in linea con gli standard internazionali. Anzitutto perché il reato di diffamazione viene mantenuto – anche se è stata eliminata la reclusione – con sanzioni pecuniarie molto elevate. Lo stesso vale per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, che è addirittura punito con la reclusione da uno a tre anni: “Nell’ottica di garantire la libertà di stampa”, fa notare La Rue, “dovrebbe essere assicurato l’effettivo svolgimento di indagini verso coloro che intimidiscono i giornalisti e la punizione di coloro che compiono atti di intimidazione”. Altro punto spinoso è il compenso dei giornalisti: il rapporto evidenzia condizioni di vero e proprio sfruttamento, dal momento che “i giornalisti freelance sono pagati da 5 a 50 euro ad articolo e addirittura 4 centesimi per rigo”.
Alla luce di tutto questo, la richiesta dell’Onu, racconta Marina Castellaneta, docente di diritto internazionale all’Università di Bari, è l’istituzione di un organo nazionale sui diritti umani che abbia un ruolo centrale nel rafforzamento della libertà di opinione e di espressione. “Una richiesta già presentata nel 2004. Sempre ignorata dall’Italia. Come tutte le altre”.
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Ma non è un paese per vecchi.

Chi ci governa e compete per l’Europa propugna la teoria della rottamazione. Il populismo che avanza, a parte il dettaglio che i suoi capi sono ultrasessantacinquenni non proprio lucidi ed equilibrati, è di stampo forsennatamente giovanilista. Tutto questo contraddice la storia, la fisiologia e anche il buon senso. Si glissa sportivamente su quel termine fondamentale che è l’esperienza. La nuova “cucchiara” (così si chiamava in gergo muratoresco il giovane avventizio) non faceva nulla senza l’anziano muratore o il capomastro accanto finchè non avesse raggiunto, dopo lungo tempo e lavoro, l’autonomia operativa e decisionale. Questo avveniva in ogni lavoro umano sia manuale che intellettuale. Oggi accade in qualche paese illuminato e grato alla tradizione ed alla propria storia. Perfino dei pragmatici come i nordamericani hanno nella compagine del loro governo una specie di “quota argento” di ministri e segretari over 60. Perchè non si può fare a meno della memoria delle cose fatte, delle esperienze e della saggezza quasi sempre acquisite, tranne nei casi, non rari, di “canizie vituperosa” di manzoniana memoria. Non si può fare a meno della scienza che viene dall’età se si vuole raggiungere qualche obbiettivo concreto senza sbagliare troppo. Ma si sa, la presunzione e l’incoscienza sono una prerogativa connaturata all’essere giovane, quando la giusta ambizione non fa i conti con i propri limiti e con il fatto che la conoscenza e la competenza si sedimentano e danno i loro veri frutti nel tempo. “Natura non facit saltus”.
Per fortuna ci sono tanti giovani che hanno acquisito la lezione della storia e della natura e faranno sicuramente strada. Il mio appello è per il bene comune, non certamente da “Cicero pro domo sua”.
Giuseppe Campagnoli
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Ci metto la faccia.L’arte di essere cittadini.
Voterò chi non insulta dalle piazze e dai salotti, per chi non dice no a tutto e a tutti, per chi non è stato mai condannato, per chi non dice mai bugie, per chi non è mai stato indagato, per chi dice esplicitamente che non è liberista, ma nemmeno liberale e che è per mettere in pratica l’equità sociale, per chi predica bene e razzola meglio. Voterò per chi non difende gli evasori, i furbi e i ladri che si nascondono dietro il dito delle troppe tasse. Voterò per chi è per una Europa più democratica, sostenibile, tollerante, lontana dalle banche e dalla finanza e vicina ai cittadini, soprattutto a quelli più bisognosi. Ecco per chi voterò. Mi pare di non avere molta scelta.
Ma comunque voterò!
Giuseppe Campagnoli
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Dibattito sull’Europa del futuro.
Tutti i candidati alle elezioni europee stasera al dibattito pubblico alle ore 21.00 su Euronews!
L’arte di informarsi per decidere!
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Questione di stile

La seconda di copertina di “Questione di stile” E’ uscito il sequel de “L’architettura della scuola” edito da Franco Angeli nel 2007.
Questa volta in selfpublishing…e anche in ebook!
Un’ idea di architettura ed un’ idea di scuola forse non per gli architetti ( che non ci sono più) ma per
i sognatori ( che, per fortuna, ci sono ancora).
In cartaceo a prezzo alto per i geometri, i periti edili e gli ingegneri, in ebook a prezzo
popolare per gli architetti pentiti. Gratis in PDF per gli amici con la patente di sognatori!
Giuseppe Campagnoli
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Il centesimo articolo. Una riflessione politica.
E’ giunta l’ora di fare una riflessione. L’arte della politica è la più nobile delle arti e dovrebbe essere appannaggio di ogni cittadino. Dalla democrazia di Atene e dalla repubblica di Roma alle democrazie, sempre imperfette, di oggi, la partecipazione dei cittadini è un obbligo morale e civile. Per partecipare occorre avere delle idee proprie ed una concezione chiara della vita senza inseguire le lusinghe dei tribuni e degli oratori “pro domo sua”. Per partecipare occorre guardare tutto il campo della collettività, non il proprio misero orticello. Allora, nel momento delle scelte, sono necessarie la conoscenza e la lucidità. Al di là delle sirene piene di lusinghe e di promesse di chi ci amministra e di chi si oppone, un consiglio per scegliere bene, o almeno preferire il male minore per la società (non solo per noi stessi quindi) è quello di farsi una specie di decalogo delle priorità. Chi rispondesse alla più parte di questa lista potrebbe avere la nostra fiducia. La chiave della scelta è questa. Non il contrario. La chiave non è aderire a chi dice sempre no o sempre si o sempre forse. La chiave è la corrispondenza o meno con i bisogni della collettività di chi si propone di rappresentarci, fino a prova contraria. Vorrei, a questo punto riproporre una “lista minima dei legittimi desideri” per l’Italia, trasferibili, mutatis mutandis, anche in Europa, senza commenti, sperando possa essere utile per riflettere ed aiutare a decidere anche sulla base del chi, del dove, del come e del quando verrebbero realizzati da chi ce li propone. Perchè decidere è un nostro dovere oltre che un nostro diritto. (altro…)
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Mea culpa sulla scuola

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Mi sento un marziano.

Non mi sembro proprio un italiano e mi sento un marziano quando…
Rispetto il mio turno nelle file.
Viaggio nella corsia di marcia in autostrada.
Mi documento e leggo le spiegazioni ai musei e alle mostre.
Spengo il telefonino negli ambiti pubblici.
Rispetto il codice della strada.
Rispetto tutte le leggi finchè non contrastino palesemente l’etica e i diritti umani.
Detesto l’ignoranza intenzionale e la stupidità consapevole.
Detesto chi insulta, denigra e deride il prossimo gratuitamente.
Detesto chi vuole imporre subdolamente anche attraverso giornali, tv e internet modelli di vita ed etica convenzionali.
Detesto pagare indirettamente (pubblicità) o direttamente (canone) trasmissioni televisive partigiane e confessionali.
Pago i miei tributi a Cesare perchè Cesare rappresenta la collettività.
Non cerco esenzioni, favori e privilegi che non mi spettino per merito o status sociale.
Considero l’istruzione, la salute, la casa e l’alimentazione come beni primari che non possono essere oggetto di lucro o speculazione.
Credo che ad ognuno spetti per il suo lavoro un compenso adeguato a capacità e meriti e comunque non eccedente un tenore di vita dignitoso perchè altrimenti sarebbe un furto.
Non credo che i politici e i pubblici funzionari siano tutti uguali.
Credo che il lavoro debba contribuire sempre a migliorare la società e non solo le proprie condizioni di vita.
…Giuseppe Campagnoli
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