Consiglio a chi insegna dalle materne all’università un passo di questo bel film. Il protagonista violoncellista racconta di quando, da giovane, suonò difronte al grande Pablo Casals che apprezzò quelle che egli stesso credeva delle mediocri interpretazioni. Anni dopo chiese al maestro spagnolo il perchè di quella presunta ipocrisia. Il maestro rispose che invece aveva mostrato talento e che è un pessimo maestro chi giudica contando gli errori.
Categoria: Educazione
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Architetti si nasce?
Pillole da “Questione di stile” edited on Itunes Store e Ibook store.
Architetti si nasce?
Per fare l’architetto (o l’urbanista che non dovrebbe esistere perchè sarebbe la stessa cosa ad una scala diversa) occorre ineluttabilmente essere prima di tutto umanisti, filosofi e storici, poi artisti e quindi tecnici. Tutto il resto lo fanno altre figure, preparate altrimenti ed altrove. Ma l’Italia permane il coacervo dell’eclettismo professionale e di quello progettuale: cento figure che possono “fare” architettura, cento modi di concepirla partendo da cento formazioni diverse, spesso più che mediocri e senza vera vocazione. Non ci si meravigli della cementificazione e della distruzione del paesaggio urbano, rurale, montano, marino e archeologico! (altro…)
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Scuola? Ci strabilieranno con effetti speciali!
Le famose tre “i” di Moratti e poi Gelmini (inglese, informatica e inglese) ora son diventate due (informatica e inglese) Ancora? Dove son finiti i risultati dei milioni spesi per il Progetto Lingue dal 2000? E quelli per la formazione a tappeto dei docenti sull’informatica? E le lavagne interattive? Pare un drammatico e definitivo “déjà vu”! E dallo stesso obsoleto e anacronistico palco del Meeting di Rimini.
Aumentare le ore ai docenti pagandoli il giusto? Eliminare i supplenti ? (per carità non fisicamente si affretta a dire la ministra..) Belle scuole e nuove scuole con un solo miliardo di Euro? Di nuovo cambio dei programmi didattici? Riabilitare la dignità della storia dell’arte e della musica come insegnamenti fondamentali con poca spesa? E tanto altro. Staremo a vedere. Ma la nostra esperienza di quarant’anni nella scuola da docenti, dirigenti e consulenti, anche a stretto contatto con le segrete stanze ministeriali, non ci fa ben sperare. Forse soltanto perchè chi veramente ci capisce di scuola credo non sia stato nemmeno sentito.
Giuseppe Campagnoli
Agosto 2014
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Fare rete!
La metafora italiana.
Le interviste alla nostra emigrata di lusso Claudia Ferrazzi che dal lavoro al Louvre è ora passata a fungere da Segretario Generale a Roma dell’Accademia di Francia a Villa Medici riportano sempre il suggerimento alla politica italiana a promuovere le reti per valorizzare e non solo conservare malamente il ricchissimo patrimonio culturale, storico artistico e ambientale. Il problema è che proposte di tal fatta sono state più volte snobbate dai nostri ineffabili amministratori nazionali e locali a favore di iniziative povere, effimere, costose e di sola visibilità elettorale. Mettere in rete veramente arte, educazione, turismo, musei, ricreazione, mobilità sostenibili, non sarebbe difficile e neppure costoso. Avevamo, con la rete ARTNETWORK, fatto proposte a destra e a manca senza nessun esito. (altro…)
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Scuole sicure, scuole nuove, scuole belle?
Il piano di edilizia scolastica contiene in evidente ossimoro. Scuole sicure, belle e nuove: lo slogan confligge con la cifra di investimento di appena un miliardo di Euro! In Europa i paesi civili investono decine di miliardi nei loro piani di edilizia scolastica. E’ necessario cambiare decisamente prospettiva. Non servono le archistars. Servono gruppi multidisciplinari con esperienza conclamata nelle trincee della scuola militante e nel campo dell’architettura per l’educazione. Per dirla col nostro Primo Ministro: “Gli è tutto da rifare…”
Qualche idea nel libro gratuito”Questione di stile” su ITunes store e IBooks e nel numero 4 della “Rivista dell’istruzione” edita da Maggioli, di prossima uscita. -
Aforismi di stile 2.
La classe non è acqua.
Aforismi da “Questione di stile” libello per l’architettura e contro gli architetti.

Tempo fa trovai in una libreria a Béziers, nel sud della Francia. un divertente libercolo della collana disimpegnata “Juste assez de…” edizioni Dunod intitolato “Juste assez d’architecture pour briller en société” di Philip Wilkinson cioè “Quanto basta di architettura per non sfigurare in società”: sottotitolo: i 50 grandi stili che dovete conoscere. Art déco, Costruttivismo, Bauhaus, Le Corbusier, Mies Van der Rohe, Wright….gli stili diventano evanescenti, emergono architetti isolati e l’unico tentativo di ricreare uno stile contemporaneo, cui molti avrebbero potuto aderire, sembra essere quello della cosiddetta “tendenza” maldestramente chiamato anche “neo-razionalismo” teso alla costruzione di una idea di architettura rispettosa della forma urbana e del paesaggio. Il resto dell’architettura non aspirava alla costruzione di uno stile ma alla tecnologia e al mercato ad una improbabile ecologia urbana, ad un eclettismo senza le forme dell’arte ma con le funzioni della tecnologia esasperate e padrone. L’architettura dei mezzi e delle funzioni si sostituisce a quella delle forme, dell’arte e della poesia con effetti devastanti per i paesaggi urbani e non. Tornando alla mia passione che è la scuola e i suoi luoghi, ci sono pochi edifici che possono rappresentare “l’architettura” come le scuole o i municipi, le chiese, le biblioteche, i musei, i civici “monumenti” insomma. Da questi e intorno a questi, nella storia, si sono aggregate le case d’abitazione configurando un proprio stile peculiare in ogni epoca e in ogni paese. (altro…)
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Il giovane favoloso (e melanconico)
Il film di Mario Martone sul poeta recanatese alla ressegna di Venezia. Finalmente potremo giudicare il racconto e forse ricordare il nostro concittadino per i suoi formidabili aspetti non comuni e affatto stereotipati. Chi vivrà….
Giuseppe Campagnoli
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Zibaldone
Riflessioni per l’ultima storica pausa estiva della scuola italiana.

Gli educatori
“Non hanno torto i padri e le madri che amano la vita metodica, senza varietà, senza (1473) commozioni, senza troppe fatiche, la pace domestica ec. I loro gusti, le loro inclinazioni possono ben difendersi, e v’é tanto da dire per la morte come per la vita, dice la Staël. Ma il gran torto degli educatori è di volere che ai giovani piaccia quello che piace alla vecchiezza o alla maturità; che la vita giovanile non differisca dalla matura; di voler sopprimere la differenza di gusti, di desiderii ec., che la natura invincibile e immutabile ha posta fra l’età de’ loro allievi, e la loro, o non volerla riconoscere, o volerne affatto prescindere; di credere che la gioventú de’ loro allievi debba o possa riuscire essenzialmente e quasi spontaneamente diversa dalla propria loro e da quella di tutti i passati, presenti e futuri; di volere che gli ammaestramenti, i comandi e la forza della necessità suppliscano all’esperienza ec. (9 agosto 1821)” -
Art’è o non è?
A proposito di arte è, arte non è?
Se davanti a un’opera d’arte contemporanea vi siete detti “ah ma questa sapevo farla anch’io”, se di fronte a un video alla Biennale vi siete chiesti “ma questa sarebbe arte??” e se ogni volta che qualcuno accenna a parlare di arte voi esordite con “no ma io non ne capisco nulla” siete assolutamente pronti per questo incontro sull’arte contemporanea!
Domenica 13 luglio ore 20.30 presso lo stabilimento La Vela di Falconara all’interno dell’evento FALCONARTS organizzato da Mary Sperti nelle giornate del 12 e 13 luglio.
FalconArts prima edizione (pagina Facebook dell’evento)“LO POTEVO FARE ANCH’IO (?)”
Confronto tra Jackson Pollock, Lucio Fontana, Marcel Duchamp, Michelangelo e Leonardo per dimostrare come l’arte contemporanea si rifà al passato e che le opere del passato sono state anch’esse contemporanee del loro tempo.
La conferenza sarà diretta da Silvia Donati.


















