Entro (forse per qualcuno a gamba tesa) nella diatriba, a volte tutta scolastica e anche un po’ corporativa, sull’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole italiane. Prendo spunto dall’ultimo intervento dell’associazione ArtemDocere, in ordine di tempo, senza voler dire una parola sui tecnicismi degli orari e delle afferenze tra le classi di concorso, i titoli di studio e le discipline. Analizzando gli attuali titoli di accesso a questo insegnamento che meriterebbe più attenzione e competenza da parte di tutti, mi voglio esprimere in una triplice veste, che credo garantisca una posizione affatto sospetta: una formazione di tipo classico, architetto, ex docente di discipline geometriche e architettoniche ed ex dirigente di scuole ad indirizzo artistico. (altro…)
Autore: Giuseppe Campagnoli
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La Buona Scuola. L’insegnamento delle arti, il lavoro e i luoghi della scuola.
Riportiamo in allegato il PDF della famigerata Legge 107 di cui vogliamo evidenziare le pesanti eredità dalle Leggi precedenti (Moratti e Gelmini) i cui contenuti in grandissima parte sono stati conservati, in qualche caso leggermente migliorati o corretti e in molti aspetti anche peggiorati. Faremo una lettura asettica e improntata non alle ideologie ma alle idee, al buon senso, ai principi di equità ed alle esperienze positive fatte altrove nell’ottica dei temi trattati dal nostro blog: l’educazione e la formazione artistica, la creatività e l’approccio agli insegnamenti artistici e della comunicazione accanto a quelli tradizionalmente privilegiati, l’organizzazione della scuola nella città e nel territorio, l’architettura della scuola.
La Buona Scuola
Superando le giaculatorie dei principi e dei dogmi enunciati in modo generico nei primi articoli e che paiono ricalcare le promesse mai mantenute e le teorie che abbiamo verificato irrealizzabili nella pratica e senza adeguate risorse (come l’autonomia, l’organico funzionale, il tempo flessibile e programmabile a lungo termine, l’ampliamento reale dell’offerta formativa, la pianificazione di istituto) lungo la storia della scuola italiana a partire dagli anni ’60, entriamo nel dettaglio dei punti più significativi e apparentemente innovativi. Non analizzeremo i risvolti tecnici dei vari argomenti anche perché prima dell’attuazione di molti principi, sarebbe utile conoscere l’entità delle risorse finanziarie, umane e materiali effettive, considerato che quelle indicate nella legge appaiono ridicole e assolutamente insufficienti. Una analisi anche solo superficiale del testo fa capire il non sense profondo di quella che con ostinazione da propaganda qualcuno continua a chiamare riforma.Tra gli atti concreti e più eclatanti resta l’assunzione dei precari, come correttivo di scellerati patti elettorali pregressi. Il reclutamento dei docenti, la valutazione e il potere del dirigente scolastico, nel bene e nel male, sono delle armi spuntate. Molti provvedimenti, come al solito (vedi le varie riforme degli esami di stato) vengono adottati senza modificare in modo propedeutico tutto il sistema che c’è prima. Di riforme ideologiche di vario segno e senza soldi è piena la storia della nostra istruzione, fina da quando si chiamava Educazione Nazionale. (altro…)
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A proposito di insegnamento della storia dell’arte
Riportiamo un intervento, su Orizzonte Scuola, della presidente dell’Associazione ArtemDocere Marinella Galletti in merito al potenziamento dell’insegnamento del Disegno e della Storia dell’Arte nelle scuole.
Insegnamento Disegno e Storia dell’Arte
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Buon anno scolastico!
La Buona Scuola non si fa assumendo tutti i precari generati da patti scellerati tra sindacati e governi liberisti senza pensare ad una forma immediata di preparazione universitaria ad hoc e, solo dopo, ad un reclutamento rigoroso e non aleatorio del numero di docenti strettamente necessario alla scuola e in linea con gli standards numerici europei.
La Buona Scuola non si fa mettendo la miseria di 4 miliardi per l’edilizia scolastica quando i piani triennali di qualsiasi paese serio ce ne investono almeno 20 alla volta. Cosa buona sarebbe ripensare l’intero sistema degli spazi per concepire la scuola nella città e nei suoi luoghi di cultura: non più scatole fatiscenti ma chiuse in cui ci si annoia e si vive per lo più in simbiosi col proprio banco!
La Buona Scuola si fa pagando gli insegnanti a livelli europei ma solo dopo averli formati e preparati pedagogicamente e didatticamente e solo dopo aver rivoluzionato l’organizzazione del lavoro, il sistema dei curriculi e delle materie che sarebbe ora sparissero per far posto a saperi integrati e multitasking. La buona scuola si fa pagando gli insegnanti in relazione ad una progressione di carriera legata al merito in un sistema di valutazione (come altrove nel mondo) serio, terzo e scientificamente affidabile. (altro…)
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Oltre le aule.Le belle scuole?
Avevamo convocato una riunione “en plein air” presso la Biblioteca San Giovanni di Pesaro” per lanciare il progetto “Oltre le aule” per una scuola diffusa nella città e nel territorio. Le premesse dell’evento erano nel post “Scuole senza mura” a suo tempo pubblicato su questo blog. A fronte di 240 invitati del mondo della scuola e della cultura e oltre 20 adesioni ufficiali, nessuno di fatto si è presentato. Qualcuno ha anticipato correttamente che non avrebbe potuto partecipare (2 persone) il Sindaco di Pesaro ci ha pregato di verificare la sua agenda presso la Segreteria e almeno ha dato la sua disponibilità e mostrato il suo interesse interloquendo con noi. Constatato di essere soli abbiamo donato i libri destinati ai partecipanti alla Biblioteca che ci è stata grata. L’ultima possibilità per il progetto è quella di provocare un incontro con il Sindaco di Pesaro per presentargli l’idea nata ormai più di 8 anni fa. Speriamo bene.
Giuseppe Campagnoli 8 Settembre 2015
La scuola diffusa: provocazione o utopia? – 2012 – Education 2.0
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Rondò triestino 2015.
Con le note di un suo scherzo jazz improvvisato, Giuseppe Campagnoli ci porta ancora a Trieste, sua città preferita.
Scorci inediti e luoghi famosi in una nuova sequenza di girotondi dopo quello ormai storico del Rondò in piazza a Trieste a Ferragosto del 2012.
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I caffè tergestini.
Non starò a fare la storia arcinota dei famosi caffè di Trieste. Mostrando tra le foto una frase di Claudio Magris scritta in un pannello della mostra sul caffè realizzata da vari soggetti tra cui le amministrazioni triestine, Illy caffè e, il prezzemolo, Expo, vi proporrò un telegrafico report di un minitour effettuato in questi giorni. Ho glissato sui caffè malamante recuperati e ristrutturati nell’architettura e nell’atmosfera mentre ho visitato e fruito con piaceri diversi dell’antico caffè Tommaseo nell’omonima piazza e del Caffè San Marco presso i cosiddetti “viali”. Esclusivo il primo con uno stato di conservazione esemplare di arredi e supprllettili. Servizio e cibi e bevande perfetti a prezzi equi. Originale il San Marco con la sua dotta libreria e l’allestimento déco delle sale un po’ dimesse ma melanconicamente amabili, poetiche e letterarie. Servizio, quantità e qualità delle vivande non proprio all’altezza dei prezzi. I due caffè sono entrambi da frequentare mentre sono da guardare solo da fuori il Caffè degli Specchi e Stella Polare.
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Pardon Popsophia!
Dobbiamo fare ammenda e chiedere scusa all’Associazione Popsophia, almeno per una questione. Pare, da indiscrezioni che ci sono pervenute come attendibili, che, a seguito dell’evento “Allegria di naufragi” e delle altre kermesses estive popfilosofiche l’associazione abbia deciso di aiutare i veri naufraghi di questi tempi, i migranti, i richiedenti asilo, i transfughi da guerre, clima e fame. Ci hanno detto che l’associazione no profit, fedele a questo assunto istitutivo, ha in mente di devolvere ad associazioni tipo Emergency, Medici senza frontiere, Croce Rossa internazionale, tutti gli introiti degli eventi estivi, una volta detratte le spese di gestione dell’associazione e quelle per le produzioni culturali. Siamo veramente lieti di questo e di ammettere per una volta di esserci sbagliati, per lo meno sulla parte economica delle manifestazioni che abbiamo criticato questa estate pur se, ovviamente, con correttezza e competenza. Attendiamo una conferma ufficiale di questa bella notizia!
Giuseppe Campagnoli
per ReseArt
Naufragi
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Girotondi all’ Expò-Pop 2015.
Un reportage popolare, impressionista e audiovisivo sull’EXPO 2015 realizzato dall’arch. giuseppe campagnoli
Milano 10-12 Agosto 2015.
Godetevelo su Youtube e attraverso le immagini qui sotto.
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ReseArt e abusi.
Ė stato segnalato con una certa decisione ad un nostro associato che qualcuno ha usato il nome e il logo di ReseArt per postare commenti su altri blog. Diffidiamo chiunque lo faccia a qualsiasi titolo. Ringraziamo invece ancora chi ci segue per amore dell’arte e della cultura.
La redazione.
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Pop-vacationes.
Una scuola senza mura
Post-popsophia
Gentile pubblico, saremo in pausa per qualche settimana. Al rientro ci saranno novità su Popsophia e sull’associazionismo “no profit” nelle Marche. Vi sarà un reportage, senza peli sulla lingua, gastro-architettonico dall’EXPO di Milano e il lancio del progetto ” Una scuola senza mura”. A presto!
Giuseppe Campagnoli 2Agosto 2015
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L’istruzione artistica: una proposta di rifondazione
Quando manca la scuola viene meno la vera conoscenza e tutto si degrada mentre avanza un nuovo analfabetismo di cui i social networks sono indiscutibili testimoni. Chi ha a cuore il nostro futuro di nazione e di giacimento culturale dovrebbe essere più lungimirante, fornire i mezzi alle buone idee e alle buone pratiche e unirsi in questo sforzo nella stessa direzione prima che sia troppo tardi.Non ha senso fondare ogni giorno una nuova associazione culturale e corporativa che celebra se stessa con seminari e convegni inutili, mentre avrebbe senso mettersi in rete per contribuire a rifondare il settore educativo artistico italiano rendendo disponibili la ricerca, il progetto e la consulenza ai ministri e ai decisori politici di turno, senza disperdere occasioni e risorse che lo Stato dovrebbe una volta per tutte incrementare e rendere disponibili a chi realmente merita. L’educazione e la formazione sono le chiavi per assicurarsi in futuro persone capaci e competenti e prospettive di rilancio dell’unica economia possibile e non effimera in Italia. (altro…)
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Appendice grafica Popsophaica.
Prima di andare in vacanza (ma non tanto) proponiamo una riflessione grafica vorticosa ai nostri lettori.
Popsophia e Festival di Sarzana: affinità elettive ?
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Il museo Revoltella a Trieste. Una splendida sorpresa.
Merita un visita accurata e minuziosa. Non è pubblicizzato come dovrebbe ed è molto di più di quanto appaia. Nel cuore del quartiere storico di Cavana a Trieste il museo Revoltella appare un mirabile contrasto di moderno e classico, di avanguardia tra fine ottocento e moderno razionale. Faremo una visita fotografica tra gli episodi che hanno colpito la sensibilità del visitatore architetto ed educatore d’arte, scendendo dal sesto piano fino al pian terreno rampe moderne e d’epoca, attraverso una mirabile alternanza di stanze ottocentesche e moderniste arredate ed allestite con mobili, quadri, sculture e suppellettili degli ultimi secoli anche di pregio e prestigio artistico e storico. Molti quadri di pittrici note e meno note, autori della storia dell’arte e il magistrale deus ex machina, Carlo Scarpa che integrò una scenografia esemplare di storia e modernità. La storia del mecenate e collezionista si intreccia con la storia d’Italia e con la storia dell’arte e dell’architettura in un percorso interessante ed avvincente. Un vero museo di livello non solo nazionale.
Giuseppe Campagnoli Aprile 2015
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Massimo Dolcini alla Pescheria.Pesaro 18 Luglio 2015
Un bel ricordo di Massimo Dolcini nello spazio della Pescheria di Pesaro. Da Sabato 18 Luglio 2015 “Lo Sguardo di Massimo” a cura di Ludovico Pratesi.
Ho lavorato con lui negli anni ’90 su una pubblicazione legata ad una mostra dedicata dalla Fondazione Scavolini al mobile pesarese e ho avuto la fortuna di “ingaggiarlo” quando dirigevo l’Istituto d’Arte Mengaroni per uno spot pubblicitario della scuola. Fu un’esperienza coinvolgente ed entusiasmante per un prodotto innovativo ed ancora oggi originale ma ahimè lasciato in un cassetto dai miei successori alla guida del Mengaroni. Ho ancora in mente lo slogan coniato per l’occasione: “L’arte di usare la testa” e le facce degli studenti testimonials collettivi del messaggio promozionale pieno di cultura e di arte, ma anche di ironia e creatività.
Giuseppe Campagnoli 17 Luglio 2015
L’arte di usare la testa
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Pop-sofisma dell’internazionalità.
Chiudiamo la nostra querelle su Popsophia con una breve nota prima di rallentare per la pausa estiva, fare restyling al sito che ora è provvisorio e rinviare a Settembre le ulteriori nostre inchieste “artistiche”.
La rassegna stampa di Popsophia dal 9 al 17 Luglio 2015 non evidenzia echi internazionali dell’evento. La stampa che si è occupata di Popsophia pare tutta locale o giù di lì. Ecco l’ultimo estratto in PDF. Popsophia brilla quindi per la censura verso chi non ha apprezzato alcune cose proposte dall’evento e vorrebbe trasparenza sui contributi pubblici e sul volontariato che puzza un po’ di sfruttamento delle scuole e di tanti giovani precari. Il sensazionalismo e il trionfalismo sono fuori posto e decisamente provinciali. A proposito di pressappochismo: nessuno ci ha ancora ragguagliato sul fantomatico corso settembrino per Popsophisti!
Giuseppe Campagnoli 17 Luglio 2015












































































