Gillo Dorfles presso la casa di Raffaello ad Urbino.
Autore: Giuseppe Campagnoli
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Open arts space
Ricordo a tutti i visitatori che è attivo nel blog lo spazio Open Arts dove chi vorrà, dopo una rapida approvazione da parte della redazione, potrà gratuitamente pubblicare il link e l’anteprima di spazi personali dedicati all’arte ed alla creatività. Si possono pubblicare raccolte di disegni, opere pittoriche e grafiche, video, fotografie, scritti etc.. La vetrina è dedicata a giovani e meno giovani artisti che abbiano bisogno di visibilità. Vi aspettiamo.
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Ieri e oggi
Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà. -
Genio e genio.
Si dice che dietro ogni genio ci sia un maestro mediocre. Mi chiedo: chi è veramente il genio?
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Nei verdi pascoli.
Buon viaggio Cleo! Sei stata nostra compagna un po’ testarda, dallo sguardo dolce e il manto candido, un po’ vorace, giocherellona, decisa nella custodia della casa, timida e giustamente diffidente verso gli umani anche per la tua triste esperienza da cucciolo. Chi non ha dimestichezza con il mondo animale, cui apparteniamo anche noi e forse spesso ce se ne dimentica, non puo’ capire che l’assenza è dolorosa e melanconica anche per i momenti più banali di questi undici anni trascorsi insieme. Mancheranno i peli dappertutto, la casa da pulire più del dovuto, il veterinario, le medicine per un male che ti ha reso più difficile la vecchiaia, le levataccie per farti uscire in giardino, l’abbaiare e l’antipatia verso quei cagnetti fastidiosi che passano ogni giorno oltre il recinto, le passeggiate nella campagna dietro casa che chiamavamo la “valle incantata”. Chi concepisce gli umani come una specie superiore perchè non conosce la natura non puo’ capire fino in fondo. Non è un oggetto d’affezione che manca. E’ un essere vivente, sensibile che ha condiviso e condizionato la vita di una famiglia, facendone parte integrante. Buon viaggio Cleo!
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Arte, mercato e dilettanti allo sbaraglio.
di ReseArtù
Che l’arte debba essere appannaggio di pochi eletti, di ristrette élite culturali o di dilettanti che diventano artisti quotati grazie solo alla fortuna, a un mercato incolto ed effimero e critici ineffabili e solo supponenti e presuntuosi, è un tabù che occorre assolutamente sfatare, nel contesto più generale dell’equità sociale che, oltre ad esprimersi nell’economia, deve rappresentare le pari opportunità dell’apprendere lungo tutto l’arco della vita. Numerose esperienze in Europa dimostrano come si stia lavorando nella direzione della socializzazione artistica attraverso una sorta di maieutica della creatività. A queste esperienze ed alle nostre coincidenti intuizioni guardiamo con interesse cercando di apprendere ed esportare buone idee e pratiche che diano gambe ad altre buone idee e pratiche. (altro…)
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L’arte è ricchezza
Pubblicato in versione ridotta su La Stampa del 10 Aprile 2014. Scritto da Giuseppe Campagnoli sotto pseudonimo.
Dalle famigerate indagini OCSE PISA e dalle analoghe classifiche di stampo liberista internazionali si può capire chiaramente come sia trascurata quella parte essenziale delle conoscenze e delle abilità connessa con la creatività e il fare artistico che sono appannaggio, secondo gli studiosi, di almeno la metà del nostro cervello. Privilegiare solamente gli apprendimenti linguistici e logici, umanistici e scientifici ha condotto ad una specie di atrofizzazione cognitiva che ha fatto dell’arte e del suo apprendimento in Italia una specie di riserva per una genialità marginale che “malgré tout” è riuscita comunque ad avere un successo internazionale che, in altre condizioni, poteva essere moltiplicato per mille ed esportare le nostre buone pratiche accanto al nostro patrimonio inestimabile. E’ tempo, per tanti motivi, culturali, economici, storici ed anche, connessi con la salute psicofisica dei cittadini di colmare questa lacuna fin dai primi istanti di apprendimento e per tutto l’arco della vita, (ricordando che i talenti si costruiscono e si cominciano a consolidare nel periodo di vita da 0 a 5 anni) assicurando pari dignità ad un linguaggio che costituisce la terza fondamentale gamba della formazione dell’individuo anche e non solo a livello professionale. (altro…)
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Un giretto in autobus
Una bella storia.
Ieri, verso le 10, ci siamo recati all’Inps per alcune pratiche burocratiche. Naturalmente in autobus, ora che siamo pensionati non c’è fretta e, potendo scegliere l’orario, si gira confortevolmente, spesso seduti, magari in posti separati. A quell’ora i giovani sono a scuola o a dormire e la città si popola di anziani, chi va all’Inps, chi a fare la spesa con carrelli scomodi e ingombranti, chi a spasso per una passeggiata salutare, chi semplicemente per passare il tempo e fare una chiacchiera.
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Censura sottile
Oggi parliamo di censura sottile. A tal proposito una piccola storia:
Gogna e gogna… Tutta la mia solidarietà a chiunque venga censurato palesemente o subliminalmente. La vorrei anche per me che scrivevo qualche editoriale del lettore, quasi regolarmente pubblicato su un noto quotidiano nazionale, finchè non ho inviato alcuni scritti sobri ma sinceri criticando, non dal punto di vista dell’ex ministro Brunetta, ma da quello della Costituzione Italiana, certi noti guadagni “diseguali”. La censura sottile pare avviarsi proprio da quando ho stigmatizzato quegli emolumenti, non proprio commensurati a capacità e merito e nemmeno finalizzati a perseguire un tenore di vita costituzionalmente “dignitoso”, erogati sia privatamente che pubblicamente a giornalisti stars, conduttori tv ed altri vips, con la scusa del “mercato”. Da quel momento credo di essere entrato a far parte della “blacklist” del quotidiano che si dice liberale e spero non sia invece solo liberista. Viva l’Italia.
Giuseppe Campagnoli
Professeur retraité, mais pas trop… -
Aprilanti

Vi racconterò una piccola storia risalente ad oltre dieci anni fa. Allora dirigevo l’Istituto d’Arte di Pesaro e la mia fama consolidata era quella di preside tutto d’un pezzo. La giornata scolastica trascorse nella normalità: i soliti problemi di ritardi mattutini, le sostituzioni per le malattie primaverili, le giustificazioni con le motivazioni più varie e creative, gli appuntamenti con genitori e docenti, le telefonate con il Provveditorato (così si chiamava allora) e con i vari uffici della città. Verso le ore 13 la giornata si stava avviando alla conclusione e in tutte le classi era un fermento di studenti e docenti in vista dell’uscita. Alcuni erano già fuori della porta come in attesa del tram. La routine a un certo punto fu rotta dall’arrivo di un bidello (allora si chiamavano così) che classe per classe comunicava a tutti i docenti (già con il pensiero al pranzo imminente) che erano convocati d’urgenza dal preside. Nessuno si sognò di trascurare l’invito perentorio, immaginando chissà quale emergenza. Una cinquantina di docenti, dopo aver in fretta e furia congedato gli alunni, riposto i registri nell’armadietto e chiuse le cassettiere, si ritrovarono alla spicciolata nell’atrio adiacente l’ufficio del preside. Nei visi un’espressione tra l’interrogativo, il curioso e il preoccupato. Bussarono alla porta dell’anticamera. Nessuna risposta. Bussarono ancora e infine, lentamente, uno alla volta, riempirono l’angusto spazio davanti alla porta della presidenza. Proprio lì era appeso un enorme, colorato ed occhieggiante pesce di carta che fornì una inequivocabile risposta a tutte le infinite domande dei convenuti. Primo d’Aprile, benvenuti e buon pranzo! Abuso di autorità? Oppure il fatto è che un po’ più di fantasia e di divertimento ogni tanto gioverebbe? I “convocati” dichiararono di essersi divertiti. Comunque a tutti “semel in anno licet insanire”…
Giuseppe Campagnoli

















