Quando vado in giro, quando sono a scuola, quando sono in macchina, o passeggio col cane, insomma sempre, io osservo. Tutto. E penso. E’ più forte di me.
Mi accorgo di che giro fa una mosca in una stanza chiassosa e piena di gente, mentre ascolto cosa dicono le persone e colgo gli sguardi che si scambiano. Noto cose, insomma, come fanno in tanti.
E una delle cose che noto più spesso è questa: la gente, che poi siamo noi, riempie i vuoti. Sì. E lo fa continuamente.
Vuoti di tempo, di spazio, di affetto, di tutto. La gente riempie. L’horror vacui. Sempre lui, dietro l’angolo. La terribile paura del vuoto.
F. Botero, Picnic, 1999.
I ragazzi che arrivano da soli a scuola, ma talvolta anche a lezione se non visti (cioè quando non possono parlare col compagno e dovrebbero ascoltare la lezione), tengono le cuffiette e ascoltano musica o trafficano col cellulare compulsivamente. (altro…)

