Tag: liberismo

  • Altro che invidia! Ecco come si diventa ricchi e potenti.

    Altro che invidia! Ecco come si diventa ricchi e potenti.

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    Ecco il mondo che piace a chi ha il potere. Anche chi si contrappone alla politica si muove in questi confini. Pochi parlano di lotta alla ricchezza, troppi di lotta alla povertà.

    C’era una volta un legionario liberto e analfabeta di ritorno dalla campagna delle Gallie.
    Si chiamava Idrione e viveva nella suburra di Roma. Si distinse in guerra talmente, uccidendo nemici e popolazioni inermi, procurandosi il bottino che il Centurione Procolo propose per lui in premio oltre al soldo usuale.
    Gli fu donato un appezzamento di terra con capanna, 10 pecore e due schiavi nell’agro romano.
    Cominciò allora ad occuparsi dei suoi averi conquistati uccidendo e depredando: il suo mestiere che non rinnegò mai. Accrebbe i suoi beni dopo poco vendendo i prodotti risultato del lavoro degli schiavi e delle pecore piuttosto che dal suo. Vendeva i suoi prodotti al doppio di quello che gli costavono. Cosi accrebbe il gregge e incrementò il numero degli schiavi che sosteneva giusto perchè potessero lavorare.
    Alla sua morte passò i beni ai suoi figli che continuando a sfruttare schiavi e a vendere a più del dovuto consegnarono agli eredi una fortuna in campi, armenti e servi della gleba. Passarono le invasioni barbariche che invece di impoverire i nostri eroi, attraverso complotti, assassinii e ruberie li fecero diventare signorotti del loro territorio con tanto di castello e foresta.
    Estesero i loro possedimenti con la violenza e la prepotenza verso i confinanti, non pagando sempre le gabelle all’imperatore o al papa mentre passavano secondo la convenienza ora dalla parte dell’uno ora dalla parte dell’altro. Avevano avviato anche una proficua attività commerciale che, dati i loro innati talenti truffaldini, diventò l’attività principale. Vendevano manufatti realizzati sfruttando una manodopera quasi da schiavi, anche se la schiavitù “ufficiale” stava pian piano scomparendo nel mondo.
    La famiglia crebbe e si trasferì dal centro al nord dove riusci anche a fondare una banca diversificando così le attività, per così dire, speculative. Passò il tempo e i discendenti, eredi a volte incolpevoli di tanto ben di dio, sempre più ricchi, alla fine dell’800 ebbero anche l’idea di avviare un opificio. I servi della gleba e i mezzadri si trasformarono in operai ma i padroni erano sempre gli stessi. Per mantenere i patrimoni ereditati senza lavoro e senza scrupoli, occorreva mantenere i profitti senza alcuna remora di tipo sociale e men che meno morale. Attraversarono indenni le lotte operaie, la guerra, la ricostruzione e caddero sempre in piedi per le loro eccezionali abilità trasformiste. Alla metà del secolo scorso la famiglia intraprese anche una parallela attività nell’edilizia e cominciò a darsi all’attività finanziaria moltiplicando il grande patrimonio accantonato nel tempo con spericolate speculazioni nel “mercato” che cominciava a caratterizzare il capitalismo moderno. La famiglia ora può anche contare su alcuni membri laureati all’estero, sopratutto avvocati ed economisti e altri entrati con successo in politica o nell’editoria . Altri ancora si stanno impegnando  nell’antipolitica in movimenti populisti o conservatori. Parte del parimonio è già all’estero e non ritornerà più se non in minima parte con condoni e perdoni vantaggiosi. Gran parte delle attività è stata decentrata dove sia più facile sfruttare, rubare, maltrattare e uccidere l’ambiente, gli animali e le persone e dove esiste ancora una specie di servitù della gleba e di libertà dalle giuste gabelle!

    Ecco perché qualcuno disse  che dietro ogni ricchezza piccola o grande che sia c’è sempre un crimine,piccolo o grande che sia.
    Così sono nati e si sono perfidamente evoluti, mutatis mutandis, il libero mercato e l’imprenditoria, le professioni liberali e liberiste, i mercanti e i mediatori, piccoli e grandi, sempre difesi a spada tratta dai media e dai politici e antipolitici gregari, amanti e servili verso il liberismo e il profitto in nome del meschino “diritto” alla libera impresa, annessi e connessi inclusi. Tanto poi per i poveri, che debbono restare poveri, c’è l’elemosina, la religione e l’”ascensore sociale”! E c’è chi parla ancora di invidia! Buone vacanze a tutti.

    Riscritta e attualizzata  da Giuseppe Campagnoli, Luglio 2016

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  • Gramellini. Alchimie liberiste.

    di Giuseppe Campagnoli

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    Questo scrissi tempo fa a Mr. Massimo Gramellini :

    “Ho scritto molte volte alle rubriche contenute nello spazio dei lettori ed ho avuto il piacere di vedere pubblicate molte mie lettere su argomenti vari e altrettanti editoriali. Da un certo momento storico in poi i miei scritti sono stati regolarmente cestinati. Il mio timore, spero non fondato, è che i presunti rifiuti siano dovuti ad alcuni reiterati interventi critici sulle prebende di giornalisti e conduttori tv che, pur dichiarandosi liberali e progressisti e conducendo battaglie per l’equità sociale, non dimenticano mai, schernendosi, di difendere con la scusa del mercato (che a loro dire a volte aborriscono) i loro lauti stipendi. Continuo a ritenere che , al di là dei meriti e della professionalità indiscutibili, quei compensi milionari non siano fondati sui principi dell’equità e della continenza e nemmeno su quelli costituzionali che contemplano il giusto compenso per il lavoro che si svolge commisurato ai bisogni di una vita dignitosa non escludendo il companatico di discreti svaghi.
    Sbaglio ad avere questo sospetto? Per favore mi rassicuri e mi dica che le cose non stanno così, per la stima che ho ancora verso di Lei, il suo giornale e, comunque, anche verso la trasmissione tv cui mi riferivo nelle mie critiche”

    Così mi rispose Mr. Gramellini da liberista più che da liberale:
    “E’ il mercato, caro Giuseppe, a determinare quanto è “giusto” il compenso erogato. Se il personaggio in questione, con il suo lavoro e/o la sua presenza, porta introiti pubblicitari tali da giustificare il compenso richiesto, questo gli viene erogato. La stessa cosa succede in certi sport, come il calcio.
    Può piacere o non piacere, ma funziona così.
    Cari saluti
    MG

    Così replicai infine ma non ottenni risposta:
    “In realtà il problema non sta nel fatto che la cosa possa piacere o no ma se sia morale ed equa o no e se il mercato non debba invece essere regolato per evitare simili scandalose sperequazioni e ingiustizie. Non mi ha risposto circa le mie lettere… Grazie comunque. GC

    Ma forse ora ha cambiato idea?

    No comment.

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  • Il nuovo che avanza in Italia. Les Saltimbanques.

    Il nuovo che avanza in Italia. Les Saltimbanques.

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    Le Saltimbanques

    Per celebrare il Primo Maggio e poiché siamo sempre a ridosso di nuovi appuntamenti cruciali della vita politica e sociale italiana e vogliamo riproporre una riflessione su ciò che scrivemmo ormai quattro anni fa e che vale anche per oggi.

    Siamo per quei partiti e movimenti che eleggono democraticamente e in trasparenza, con atti pubblici e registrati, TUTTI i loro leaders (come in tutte le associazioni libere e democratiche), senza padroni o uomini soli al comando dietro il paravento comodo di garanti  in nome di chi non è dato sapere.
    Se esistesse un movimento o partito che  si impegnasse pubblicamente attraverso i suoi rappresentanti eletti a maggioranza dei suoi iscritti reali e con atto registrato ad attuare in tempi brevi il seguente programma urgente dimostrerà di essere il vero rinnovamento e allora potremo discutere.

    Ecco i  punti fondamentali, irrinunciabili e prioritari:

    -Nuova legge elettorale con candidati scelti dalla maggioranza degli iscritti ai partiti o movimenti  per una vera  democrazia rappresentativa al di là di ogni forma di partecipazione diretta che dipendesse troppo dalla alfabetizzazione e dalla preparazione politica dei cittadini e dai loro singoli interessi o delle lobbies cui appartengono.
    -Lotta sistematica all’evasione ed elusione fiscale
    -Lotta all’esportazione di capitali
    -Forte tassa patrimoniale al di sopra dei 100.000 Euro (al 70%)
    -Legge per l’equità sociale ed il riequilibrio dei redditi (differenze tra patrimoni e redditi di non più di cinque volte tra minimi e massimi) con  tariffe controllate per tutti i beni, i servizi e le prestazioni di opera manuale o intellettuale
    -Confisca dei beni mobili e immobili non utilizzati a tempo pieno o non affittati a canone controllato
    -Riforma e aumento investimenti sensibile per la scuola, la sanità e la cultura con più equità e rigore
    -Riforma per una giustizia rapida ed efficiente
    -Legge anticorruzione e sul falso in bilancio
    -Nuova legge sull’immigrazione e la cittadinanza fondata sull’accoglienza sostenibile
    -Legge integrata sui diritti civili e morali

    -Rilancio immediato con incentivi e piani demergenza per:
    Agricoltura
    Turismo
    Cultura, arte e beni culturali
    -Tagli alla spesa pubblica delle inefficienze e della politica evitando tassativamente però che solo i ricchi possano candidarsi a cariche pubbliche
    -Applicazione di tutte le direttive europee in materia di ambiente, scuola, diritti civili
    -Nuovo ruolo in una Europa da consolidare nei suoi aspetti positivi più che da distruggere tout court ed incoscientemente per mettersi nelle mani di Putin o di Trump.
    -Lotta al libero mercato incontrollato e incontrollabile
    -Abolizione del Concordato con la Chiesa Cattolica

    Questo è quanto scrivevamo ormai due anni fa su questo blog. Siamo andati e a vedere le carte. Fermo restando il giudizio estremamente negativo sull’attuale governo neodemocristiano e sulle opposizioni di centro destra e di destra, per motivi opposti, ci duole confermare anche il giudizio estremamente negativo sul sedicente “nuovo che avanzava” dei sedicenti “cittadini”. La nostra proposta minima  per punti non ci pare toccata per nulla dalla compagine parlamentare del dei nuovi movimenti che si è dimostrata solo agitata e provocatoria ma del tutto inefficace e per nulla  concreta anche nella maggior parte delle esperienze di governo locale. Da coacervo di ex-forzisti, ex democristiani, ex post fascisti e qualunquisti né di destra né di sinistra (?) ma soprattutto difensori accaniti del libero mercato, del capitalismo (sotto-sotto anche dell’evasione fiscale) e nemici giurati di tutto ciò che è pubblico (dimenticando che lì c’è la scuola, la salute, la sicurezza, la cultura…)i movimenti italiani che si dichiarano   hanno solo attaccato tutto e tutti a difesa del loro strano fortino neo-liberista lanciando parole d’ordine al limite delle farneticazioni o dell’ingenua favola. Le poche idee praticabili sono sempre in minoranza rispetto a quelle fantascientifiche o pro domo sua.

    Facendo le pulci alle schede dei nuovi “cittadini” eletti sia al Senato che alla Camera, scopriamo, senza sorpresa, che moltissimi sono imprenditori, artigiani, commercianti e liberi professionisti,quadri privati, molti meno sono dipendenti privati, decisamente minoritari quelli pubblici e qua e là abbiamo trovato persino, come rarissime perle, disoccupati conclamati,  operai e contadini. Come volevasi dimostrare. Gli italiani dovrebbero sapere  che vorrebbe essere solo l’ennesima rivoluzione borghese contro altri borghesi più furbi, più ladri e più ricchi. La nostra lista di proposte democratiche ed innovative di allora, non sembra nemmeno nella mente di nessun movimernt di peso in Italia, sia che sia chiamato a “parlamentare” al centro che in periferia. Dobbiamo perdere la speranza di cambiare l’Italia? Forse il declino della scuola italiana, il consolidato neo-analfabetismo funzionale e l’invariato stato dei costumi degli italiani, stanno confermando gli eterni  amari frutti anche nella politica?

    ReseArt  Gennaio 2015-Maggio 2017

  • Censura sottile

    di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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    Oggi parliamo di censura sottile. A tal proposito una piccola storia:

    Gogna e gogna… Tutta la mia solidarietà a chiunque venga censurato palesemente o subliminalmente. La vorrei anche per me che scrivevo qualche editoriale del lettore, quasi regolarmente pubblicato su un noto quotidiano nazionale, finchè non ho inviato alcuni scritti sobri ma sinceri criticando, non dal punto di vista dell’ex ministro Brunetta, ma da quello della Costituzione Italiana, certi noti guadagni “diseguali”. La censura sottile pare avviarsi proprio da quando ho stigmatizzato quegli emolumenti, non proprio commensurati a capacità e merito e nemmeno finalizzati a perseguire un tenore di vita costituzionalmente “dignitoso”, erogati sia privatamente che pubblicamente a giornalisti stars, conduttori tv ed altri vips, con la scusa del “mercato”. Da quel momento credo di essere entrato a far parte della “blacklist” del quotidiano che si dice liberale e spero non sia invece solo liberista. Viva l’Italia.

    Giuseppe Campagnoli
    Professeur retraité, mais pas trop…

  • Gramellini. Che tempo che fa Novembre 2011 (1)

    di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

    Parte da qui la saga sugli stipendi scandalosi di conduttori TV e giornalisti e scrittori e cantanti. Parte da qui la campagna minima di Giuseppe Campagnoli sull’equità sociale e l’immoralità di certi emolumenti pubblici e privati. Seguiteci