Giorgione e Tiziano, Venere dormiente o Venere di Dresda, 1507-10
La pancia, si legge sul vocabolario Treccani, “è la parte del corpo umano e animale compresa fra torace e bacino, contenente l’intestino, e può indicare sia la cavità addominale e i visceri in essa contenuti, sia la parte esterna corrispondente”.
Ma la pancia non è solo questo. La pancia è molto di più. La pancia è un intero universo di senso. Il ventre, per usare un termine più delicato, è la sede delle emozioni e della vita, che da lì nasce e si sviluppa.
Ora, però, dobbiamo ammettere che poche persone hanno un buon rapporto con la propria pancia, che non appare mai consona ai canoni estetici della società in cui viviamo. Diversamente, nei secoli addietro, nel Medioevo ad esempio, la pinguedine era sinonimo di floridezza, di una certa buona alimentazione e dunque di agiatezza. E però già nel Settecento presero ad andare estremamente di moda corsetti atti a contenere e comprimere il ventre. Chi se ne andava con l’addome al vento non erano certo le dame raffinate, quanto più le donne di malaffare, sicuramente più disinibite e sessuose. Sì, perché ci si era già accorti che il ventre di una donna, ancora più di quello di un uomo, nasconde la sua parte più importante e più segreta: nasconde la sua interiorità. E lasciarlo fuoriuscire e alla mercé degli sguardi altrui, voleva dire lasciare intravedere una parte della propria anima. (altro…)

