Matera. Foto da Viaggio Routard (CC)
Pesaro, Pollino, passaparola, pensieri, parole, progetti, proposte, promozione.
Dopo la terza (La Terza, guarda caso) mia riflessione sul Parco del Pollino, su Campotenese nello specifico, ora su Matera, per Faronotizie e per ReseArt mi chiedo perché continuare: io mi diverto, mi aiuta a scaricare la tensione quotidiana, mi presento a un vasto pubblico non tanto con la mia faccia ma con il mio cervello, anche con l’illusione che possa contribuire a cambiare la tipica mentalità del ticciabbaca (espressione del dialetto calabrese che suona all’incirca così: chi te lo fa fare), secondo cui le mie idee sono solo ciutìe (stupidaggini). Prima pensa, poi parla, perché parole poco pensate provocano pene (ed a maggior ragione se si scrive, ne sono consapevole – io ci provo nonostante i miei limiti, che riconosco – e vale anche per voi che leggete…). Oggi sono troppi quelli che scrivono e pochi quelli che leggono, ma io ho un cruccio che mi porto dentro da trent’anni: la convinzione che lo sviluppo turistico del Pollino sia possibile e che molti giovani potrebbero trovare lavoro nel settore se venissero adeguatamente stimolati ed aiutati, ma solo in una prima fase. Abitare a 700 chilometri di distanza dai luoghi di cui parlo mi aiuta a seguire le vicende da un altro angolo visuale: osservo con un terzo occhio che mi permette di porre in relazione il Pollino con il resto del mondo (e con le Marche, in cui vivo). Quante persone accetterebbero l’invito di visitare il Parco del Pollino per conoscere una realtà originale fuori dalle mete del turismo commerciale?


Campotenese: ampio vestibolo, agevole varco per un tuffo nel verde