Categoria: Varia umanità
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Ipocriti!
Si ripete in TV il solito teatrino sui compensi di conduttori di chiara fama, anche sedicenti progressisti, che continuano a schernirsi, tra lazzi e battute,dicendo che i loro lauti e smisurati compensi vengono dalla pubblicità e non dal canone. Mi sono sentito doppiamente raggirato poiché è palese che si aggiunge la beffa al dannodi un mercato subdolo e speculatore che usa la tv pubblica come quella privata per turlupinare i consumatori ingenui sponsorizzando format che si presentano spesso comeculturali e di servizio, con l’unico scopo di aumentare i loro non sempre meritati profitti.I famosi giornalisti, conduttori e comici quando si sentono chiamati in causa (excusatio non petita… ) nelle saccocce, si affrettano con animosità a difendere il loro diritto di arricchirsi “onestamente” ritenendo che sia giusto e soprattutto commisurato ad una vita dignitosa (!) lo stipendio sicuramente superiore ai 5000 Euro al mese che qualsiasi bravo professionista meriterebbe per compensare il suo lavoro e soddisfare i suoi legittimi bisogni.
Queste ripetute piagnucolose pubbliche autodifese dei vecchi e nuovi divi dello spettacolo e dei media mi fanno riflettere sui professionisti, sui meriti e sui guadagni.Se ammettiamo che un conduttore televisivo,o un comico rampante, seppure onesti contribuenti, debbano giocoforza guadagnare un milione di euro l’anno per un mestiere che,perdonatemi,non avrebbe proprio una ineluttabile valenza civile,se non quella di alimentare il consumo dei prodotti dei generosi sponsors, quanto dovrebbe guadagnare un insegnante, un preside, un medico ospedaliero,un magistrato, un poliziotto e tutte quelle figure portatrici senza clamore ed esibizionismo di vera efficienza sociale? -
Maree Moderne Concorso per Cortometraggio
MARÉE MODERNE LANCE
LA PREMIÈRE EDITION DU CONCOURS DU FILM COURT
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Riceviamo e pubblichiamo da ArtemDocere
Comunicato Stampa Artem Docere
Pubblicato su Orizzonte Scuola
http://www.orizzontescuola.it/artem-docere-incontra-miur-saranno-attivati-tavoli-tecnici
Giovedì 23 Gennio 2014 alle ore 12, Marinella Galletti, Presidente e Marco Bussagli, Relazioni Afam Artem Docere hanno avuto l’ incontro con il dottor Marco Bani, Segretario particolare del Ministro Maria Chiara Carrozza.
Il dottor Marco Bani conferma l’ intenzione del Ministro di voler attivare “tavoli tecnici” in cui porre obiettivo la ricostruzione ambito educativo dell’ arte. La discussione è stata introduttiva, sebbene convergente al lavoro già svolto da Artem Docere, teso a restituire trasparenza e consapevolezza sugli strumenti necessari alla riqualificazione del sistema scuola nel nostro paese (dal Disegno alla Storia dell’ Arte); teso a “rintracciare” le specificità dell’ azione educativa dell’ arte, a rischio di rimanere inespresse, e le competenze didattiche a garanzia di percorsi formativi significativi per la preparazione alla fruizione del “bene comune” da parte di tutti i cittadini italiani.
Il dottor Marco Bani riconosce che il Ministro ha chiara la necessità del ruolo che la scuola deve porre rispetto alla condivisione di saperi alla base di una relazione scuola-cittadinanza che favorisca l’ accrescimento sociale e lo sviluppo di un paese; e della validità del lavoro di ricerca, culturale, pedagogico e tecnico prodotto da Artem Docere. L’ Associazione è invitata a un dialogo interattivo con il Miur, a prendere parte dei prossimi lavori in corso per contribuire alla costruzione di una nuova partenza in cui restituire alla scuola la centralità educativa rispetto i saperi dell’ arte, per la conoscenza e tutela del patrimonio. Nella consapevolezza che proprio da “qui” occorra ripartire per dare nuovo impulso al futuro del nostro Paese.
Cento 24/01/2014
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Tutto previsto
Il PD non è qui….
Due mesi fa c’erano tutti i presupposti per i terremoti politici di questi giorni.
Il titolo del post era Il gradasso scalpita, ora il disegno si sta attuando, salvo imprevisti.
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L’ascensore leopardiano…
Potrebbe sembrare una notizia locale e provinciale se non riguardasse i luoghidi Giacomo Leopardi. Sono tornato a Recanati la mia città dopo un po’ di tempoed ho potuto vedere da vicino quell’ “ascensore della discordia” che ha trovato ampia eco nella cronaca regionale anche per aver suscitato il giudizio scandalizzato e la protesta di Vittorio Sgarbi (da condividere almeno nella sostanza ) che avrebbe citato nelle sue critiche persino Calatrava e l’ex sindacodi Venezia Massimo Cacciari (suppongo per il discusso ponte veneziano)La prima domanda che il visitatore si pone spontaneamente è quando verrebbero smantellate le impalcature di protezione che configurano il massiccio volume verde.Una volta capito che in realtà il volume “in rame ossidato prepatinato”(citazione dalla nota di autodifesa del progettista) è l’ascensore finito e già operante ci si chiede se sarebbe costato troppo lasciare in vista (ad esempio usando acciaio e cristallo) la struttura consentendoagli utilizzatori dell’ascensore di fruire anche dello splendido skyline che si può ammirare dalla cosiddetta”passeggiata leopardiana”sulla vallata verso il colle dell’Infinito e gli Appennini.Una architettura “indifferente” e trasparente non avrebbe risolto le necessità di superamento delle barriere architettoniche rispettando al contempo i luoghi? Non avrebbe collegato in modo moderno ma sostenibile un gioiello come il giardino multipiano del palazzo Venieri (XV secolo) alla via panoramica che conduce a casa Leopardi?Tornando verso il centro della città da un vicolo alla sommità dell’elevatore si può intuire,per analogia, una risposta nell’osservare con sgomento due edifici in ristrutturazione che esibiscono,accanto ad altri manufatti storici in cotto locale faccia vista, vivaci paramenti rossi e gialli.Leggendo il cartello del cantiere si capisce qualcosa di più: questa volta la colpa non è di un architetto… Anche questa è l’Italia.Giuseppe Campagnolistudioso di architettura e ricercatorePesaro







