Categoria: Valle del Foglia

  • Il monte dell’abate. Tutta l’Italia è paese.

    di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

    Certo che per essere il luogo dove pare spirasse precocemente il Papa tedesco Suidgero della Signoria sassone di Morsleben e Hornburg dal nome di Clemente II, i suoi abitanti o chi per loro, ne hanno conservato mirabilmente il sito e la memoria! La bella storia dell’abbazia di Mons Abatis (toponimo del feudo monastico che ha dato origine al locus) ha subito la stessa sorte delle vestigia industriali (ormai in gran parte archeologia lugubre e preoccupante), delle aree residenziali  e dell’architettura pubblica di questo piccolo paese che per sorte ancora mi ospita e che avrebbe meritato di più e di meglio anche per la sua posizione strategica sulla storica via urbinate. Gli altri luoghi del dominio abbaziale, il Castello e il borgo murato di Farneto sono quasi abbandonati e fatiscenti nonostante i tentativi di progettarne il recupero nel tempo, vanificati sempre dalla protervia delle amministrazioni che si sono succedute, forse più attente al mercato che alla cultura e neppure lì con esiti positivi. Ognuna voleva fare mari e monti:  invece, nella migliore delle ipotesi, ha lasciato lo stato delle cose così come lo aveva trovato. Solo il risibile prosopopaico museo semiparrocchiale denominato “Spazio Nobili” con il suo curioso ossimoro nell’intitolazione, collocato nella non disprezzabile architettura della vecchia sede comunale (che meritava ben altra nobile destinazione) ha suscitato lo strano interesse e l’immediato attivismo, di amministrazioni anche di segno opposto. Lo stesso è accaduto per  la ferraglia di cui è disseminato il territorio comunale considerata inspiegabilmente come pubblica opera d’arte. Il resto è semplice inarrrestata decadenza. Le zone residenziali di nuova espansione a ridosso della obsoleta zona industriale sono in condizioni da mezzogiorno d’Italia (con  le ovvie doverose distinzioni).

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