Categoria: Turismo

  • Paris impressions et reves

    Paris impressions et reves

     

    Una serie di impressioni visive della “mia” Parigi 2016. Tanti ricordi si intrecciano fin dal mio primo viaggio a metà degli anni ’70. Tante volte sono stato per diletto, per lavoro e per nostalgia. La città non migliora, cambia come cambia l’Europa. Ma in qualche angolo nascosto resta intatta l’anima di Lutetia, di Robespierre, di Lautrec, di Yves Montand e Piaf, di Aznavour e Paolo Conte  e anche di Salomè L’amor impossible.

    Des impressions  et des reves  de ma Paris pendant 40 années depuis le 1977.. La ville change comme l’Europe et ma vie. La ville me conduit à travers Salomè dans un amour impossible qui est la ville meme, moi meme, elle meme, elles meme.

     

    Giuseppe Campagnoli Maggio 2016

  • La cultura, l’arte e il turismo in Italia. La musica è finita?

    La cultura, l’arte e il turismo in Italia. La musica è finita?

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    Proprio ieri discutevo con alcuni operatori pubblici e privati del settore cultura e turismo raccontando di come ho avuto l’opportunità di godere del periodo di manifestazioni turistiche e culturali estive a Nantes (Pays de Loire)  notando delle enormi differenze con quanto accade da noi, come del resto avevo già sperimentato in Belgio nel 2012. Gli eventi culturali  locali e regionali sono in un quadro unico e modulare  e le risorse economiche, umane e culturali sono convogliate in uno sforzo comune esteso spesso anche a tutta la regione. Tutti quelli che meritano (associazioni, artisti, botteghe,enti turistici..)secondo rigorosi e specifici protocolli hanno diritto a contributi pubblici ed i privati coinvolti spesso si impegnano con forti connotazioni no profit. In Italia  c’è ancora la concorrenza spietata nell’associazionismo e in chi aspira a partecipare della torta degli eventi turistici e delle manifestazioni cuoturali alimentata dalla politica e dalle lobbies culturali locali e nazionali. C’è il nepotismo e la raccomandazione, ci sono i soldi dati sempre agli stessi, escludendo altri forse ben più meritevoli e di talento. Non si farebbe meglio a pensare più in grande coinvolgendo più soggetti evitando al contempo di far fare la parte del leone ai soliti noti non sempre all’altezza? Gli eventi di una città e di una piccola regione potrebbero essere raccolti sotto una unica insegna, un marchio di qualità,una strategia e un programma, con  una unica regia che coinvolgesse le diverse proposte culturali e le rendesse compatibili con un disegno unitario sicuramente più economico e certamente più di qualità. Purtroppo la lungimiranza della politica e di chi amministra le città e le regioni non va oltre il campanile e il proprio lustro personale (sovente espresso con l’esibizionismo mediatico) o di consorteria e una cosa che altrove è naturale qui forse non avrà mai casa. Oltre a dare spazio a discutibili artisti e maneggioni della cultura incensandoli e spingendoli agli onori di una cronaca miope pare non si riesca a fare altro. Qualche amministratore e manager culturale non potrebbe spendere il suo tempo estivo (e anche invernale) in giro per l’Europa ad osservare, partecipare e, perché no?, copiare le buone pratiche che paesi e città, spesso meno dotati di noi, hanno avuto la capacità e l’occhio lungo di realizzare? Una regia regionale e un progetto culturale comune che coinvolgesse tutti i territori ottimizzando le idee e le risorse sarebbe proprio un’utopia? E’ così difficile pensare ad un programma unico turistico e culturale integrato senza sovrapposizioni e con ampia possibilità di scelta gestibile dall’utente attraverso una card regionale per gli accessi, le prenotazioni, l’accoglienza e la mobilità? ReseArt ne avrebbe di idee…

    Giuseppe Campagnoli 24 Aprile 2016