L’articolo di giuseppe campagnoli su La Stampa di oggi.
Categoria: Politica
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Scuola, scuola!
L’ennesima riforma scolastica? Questa volta si parla anche di orario dei docenti.
Il problema è semplice. Si propone di estendere l’orario “certo” dalle 18 ore alle 36 ore settimanali. Nulla di male se poi questo orario corrispondesse a quello attualmente in vigore tra lavoro certo (lezioni e riunioni obbligatorie) e sommerso (preparazione, correzioni compiti etc..) e nulla di male se lo stipendio mensile diventasse di livello europeo. Ma sarà poi così? O sarà l’ennesimo taglio infingardo ad uno dei settori strategici per una nazione che vuol crescere, abbassando ulteriormente qualità e rigore? Da ex studente e docente (oltre 40 anni ) e infine dirigente scolastico (17 anni) ammetto che è necessaria ed urgente una riforma del sistema anche per quel che riguarda la carriera dei docenti ma dico altresì che occorre osservare e trasformare tutto il campo e non i singoli orticelli. Abbiamo assistito ai balletti sulla scuola negli ultimi quarant’anni di riforme annunciate, false riforme, restaurazioni e promesse di rivoluzioni sottili. Se i nuovi rottamatori facessero sul serio dovrebbero riflettere sul fatto che nei paesi europei più avanzati e di buon senso in fatto di scuola fare il docente è una professione ambita perchè frutto di una preparazione e selezione adeguata, dotata di mezzi abbondanti e di emolumenti, a parità di impegno e competenze, corrispondenti a quasi al doppio di quelli italiani. Cosa si vuol fare? Si vuole mettere in campo l’ennesima guerra tra poveri e continuare a far credere ad una opinione pubblica analfabeta che il mestiere della scuola è quello che può godere di tre mesi di vacanze? Oppure si deciderà di mettere le mani veramente nella cultura e nell’istruzione italiana una volta per tutte?Giuseppe Campagnoli
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Educazione allo Sviluppo Sostenibile
La prossima Settimana UNESCO di Educazione allo Sviluppo Sostenibile si terrà dal 24 al 30 novembre p.v. E’ possibile aderire già da ora, attraverso la scheda di adesione disponibile sul sito unesco.it nella sezione dedicata. Invitiamo tutti ad aderire numerosi all’edizione conclusiva del Decennio con iniziative proprie e a farsi promotori della Settimana presso la propria rete e presso i potenziali interessati.
A conclusione del ciclo unescano 2005-2014 il tema scelto dal recente Comitato Nazionale non poteva che essere l’ EDUCAZIONE alla sostenibilità in senso lato, ovvero il tema centrale e trasversale all’intero Decennio, con un forte accento sulle attività svolte e su ciò che rimarrà dopo di esso in termini di contributo concreto di tutti gli aderenti sul territorio.
Dettagli, scheda di adesione, requisiti, lettera del Presidente, sintesi del CN 2014, lista dei referenti regionali, etc sono disponibili sul sito unesco.it alla pagina http://www.unesco.it/cni/index.php/settimana-dess-2014
Segnaliamo inoltre che:
– a breve sarà inviato un questionario di indagine sullo stato delle attività di educazione alla sostenibilità in Italia, utile come supporto ad una monografia dedicata all’analisi dello stato dell’arte e alla raccolta di buone pratiche;
– è stato creato un gruppo facebook chiuso (non ufficiale nè istituzionale) per tutti coloro che desiderano scambiare contatti, esperienze, condividere eventi ed iniziative. Il gruppo si chiama “DO UT DESS” e chi vuole può chiedere di aderire. Per farlo la procedura più semplice è chiedere l’amicizia a Filippo A. Delogu, per essere poi aggiunti al gruppo. Una volta entrati nel gruppo sarà possibile suggerire altri potenziali membri.
Per qualsiasi ulteriore informazione non esitate a contattarci presso gli uffici della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Di seguito i nostri contatti:
Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO
Settore Sviluppo Sostenibile
Tel 06 68 73 713 / 12 int. 211 / 208
E-mail: filippo.delogu@gmail.it; maria.torresani@esteri.it;
www.unesco.it; www.unescodess.it;
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Ma non è un paese per vecchi.

Chi ci governa e compete per l’Europa propugna la teoria della rottamazione. Il populismo che avanza, a parte il dettaglio che i suoi capi sono ultrasessantacinquenni non proprio lucidi ed equilibrati, è di stampo forsennatamente giovanilista. Tutto questo contraddice la storia, la fisiologia e anche il buon senso. Si glissa sportivamente su quel termine fondamentale che è l’esperienza. La nuova “cucchiara” (così si chiamava in gergo muratoresco il giovane avventizio) non faceva nulla senza l’anziano muratore o il capomastro accanto finchè non avesse raggiunto, dopo lungo tempo e lavoro, l’autonomia operativa e decisionale. Questo avveniva in ogni lavoro umano sia manuale che intellettuale. Oggi accade in qualche paese illuminato e grato alla tradizione ed alla propria storia. Perfino dei pragmatici come i nordamericani hanno nella compagine del loro governo una specie di “quota argento” di ministri e segretari over 60. Perchè non si può fare a meno della memoria delle cose fatte, delle esperienze e della saggezza quasi sempre acquisite, tranne nei casi, non rari, di “canizie vituperosa” di manzoniana memoria. Non si può fare a meno della scienza che viene dall’età se si vuole raggiungere qualche obbiettivo concreto senza sbagliare troppo. Ma si sa, la presunzione e l’incoscienza sono una prerogativa connaturata all’essere giovane, quando la giusta ambizione non fa i conti con i propri limiti e con il fatto che la conoscenza e la competenza si sedimentano e danno i loro veri frutti nel tempo. “Natura non facit saltus”.
Per fortuna ci sono tanti giovani che hanno acquisito la lezione della storia e della natura e faranno sicuramente strada. Il mio appello è per il bene comune, non certamente da “Cicero pro domo sua”.
Giuseppe Campagnoli
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Ci metto la faccia.L’arte di essere cittadini.
Voterò chi non insulta dalle piazze e dai salotti, per chi non dice no a tutto e a tutti, per chi non è stato mai condannato, per chi non dice mai bugie, per chi non è mai stato indagato, per chi dice esplicitamente che non è liberista, ma nemmeno liberale e che è per mettere in pratica l’equità sociale, per chi predica bene e razzola meglio. Voterò per chi non difende gli evasori, i furbi e i ladri che si nascondono dietro il dito delle troppe tasse. Voterò per chi è per una Europa più democratica, sostenibile, tollerante, lontana dalle banche e dalla finanza e vicina ai cittadini, soprattutto a quelli più bisognosi. Ecco per chi voterò. Mi pare di non avere molta scelta.
Ma comunque voterò!
Giuseppe Campagnoli
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Dibattito sull’Europa del futuro.
Tutti i candidati alle elezioni europee stasera al dibattito pubblico alle ore 21.00 su Euronews!
L’arte di informarsi per decidere!
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Il centesimo articolo. Una riflessione politica.
E’ giunta l’ora di fare una riflessione. L’arte della politica è la più nobile delle arti e dovrebbe essere appannaggio di ogni cittadino. Dalla democrazia di Atene e dalla repubblica di Roma alle democrazie, sempre imperfette, di oggi, la partecipazione dei cittadini è un obbligo morale e civile. Per partecipare occorre avere delle idee proprie ed una concezione chiara della vita senza inseguire le lusinghe dei tribuni e degli oratori “pro domo sua”. Per partecipare occorre guardare tutto il campo della collettività, non il proprio misero orticello. Allora, nel momento delle scelte, sono necessarie la conoscenza e la lucidità. Al di là delle sirene piene di lusinghe e di promesse di chi ci amministra e di chi si oppone, un consiglio per scegliere bene, o almeno preferire il male minore per la società (non solo per noi stessi quindi) è quello di farsi una specie di decalogo delle priorità. Chi rispondesse alla più parte di questa lista potrebbe avere la nostra fiducia. La chiave della scelta è questa. Non il contrario. La chiave non è aderire a chi dice sempre no o sempre si o sempre forse. La chiave è la corrispondenza o meno con i bisogni della collettività di chi si propone di rappresentarci, fino a prova contraria. Vorrei, a questo punto riproporre una “lista minima dei legittimi desideri” per l’Italia, trasferibili, mutatis mutandis, anche in Europa, senza commenti, sperando possa essere utile per riflettere ed aiutare a decidere anche sulla base del chi, del dove, del come e del quando verrebbero realizzati da chi ce li propone. Perchè decidere è un nostro dovere oltre che un nostro diritto. (altro…)
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Ieri e oggi
Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.Vota:
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Mea culpa sulla scuola

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Mi sento un marziano.

Non mi sembro proprio un italiano e mi sento un marziano quando…
Rispetto il mio turno nelle file.
Viaggio nella corsia di marcia in autostrada.
Mi documento e leggo le spiegazioni ai musei e alle mostre.
Spengo il telefonino negli ambiti pubblici.
Rispetto il codice della strada.
Rispetto tutte le leggi finchè non contrastino palesemente l’etica e i diritti umani.
Detesto l’ignoranza intenzionale e la stupidità consapevole.
Detesto chi insulta, denigra e deride il prossimo gratuitamente.
Detesto chi vuole imporre subdolamente anche attraverso giornali, tv e internet modelli di vita ed etica convenzionali.
Detesto pagare indirettamente (pubblicità) o direttamente (canone) trasmissioni televisive partigiane e confessionali.
Pago i miei tributi a Cesare perchè Cesare rappresenta la collettività.
Non cerco esenzioni, favori e privilegi che non mi spettino per merito o status sociale.
Considero l’istruzione, la salute, la casa e l’alimentazione come beni primari che non possono essere oggetto di lucro o speculazione.
Credo che ad ognuno spetti per il suo lavoro un compenso adeguato a capacità e meriti e comunque non eccedente un tenore di vita dignitoso perchè altrimenti sarebbe un furto.
Non credo che i politici e i pubblici funzionari siano tutti uguali.
Credo che il lavoro debba contribuire sempre a migliorare la società e non solo le proprie condizioni di vita.
…Giuseppe Campagnoli
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Non è mai troppo tardi.
Alcuni esperti, allarmati per il crescente fenomeno dell’analfabetismo funzionale di ritorno nella popolazione italiana, a partire addirittura dagli anni ’60 (come effetto delle riforme della scuola di allora) propongono una soluzione che a me non pare del tutto peregrina. Si tratterebbe di richiamare ciclicamente ( come per il servizio militare!) i cittadini ad un test di competenze linguistiche, scientifiche, artistiche e di cultura generale, a partire dalle classi di oggi retrocedendo negli anni fino a quando il test non dia risultati statisticamente accettabili. Chi non superasse il test (costruito su rigorosi parametri internazionali) dovrebbe, per riprendere la propria attività nella società civile, frequentare un corso, per così dire, di riabilitazione e conseguire una specie di “patente” valida per un periodo da stabilire. Quanti sarebbero quelli non idonei? E quanti tra chi si occupa di politica, impresa, comunicazione e cultura? Le sorprese sarebbero infinite. Ma l’investimento in questa operazione sarebbe l’indispensabile avvio del risanamento della scuola e della società italiane. Una provocazione? Forse. Ma non tanto. Credo anch’io fermamente che l’ignoranza sia all’origine di tutti i nostri mali attuali e che debba essere combattuta con coraggio e con ogni mezzo.
Giuseppe Campagnoli
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Censura sottile (2) La prova
Come volevasi dimostrare. Le lettere e gli editoriali inviati e firmati giuseppe campagnoli non sono stati più pubblicati su La Stampa da quando espressi in uno di essi delle critiche sui redditi e i lauti stipendi di alcuni giornalisti e conduttori tv che si dicono laici e liberali. Oggi, invece, un mio scritto (firmato cautamente con uno pseudonimo) è di nuovo apparso tra gli editoriali.
Povera Italia…
La Stampa del 10 Marzo 2014: “L’Arte è ricchezza”
giuseppe campagnoli
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Euroscettici?
La voce dell’economia indipendente.
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L’Aquila 2010 Araba Fenice
Riproponiamo un video girato nel 2010 all’interno della “Zona Rossa” per conto dell’Associazione culturale no profit S.E.T.A. che, con il suo progetto di formazione Araba Fenice, ha cercato di contribuire alla ricostruzione trovando non poche difficoltà nonostante il suo contributo fosse assolutamente volontario e gratuito. Com’è oggi l’Aquila dopo 5 anni? Da questo cortometraggio dal centro storico del 2010 cosa è cambiato davvero? Chi aveva inaugurato in pompa magna le meravigliose casette “provvisorie” ora fatiscenti? Chi era a capo della Protezione Civile? Chi ha gestito la ricostruzione? Perché solo celebrazioni in TV? Quando sarà ricostruita la città? Quando potranno tornare tutti i cittadini a casa? Domande che aspettano risposte urgenti.
Giuseppe Campagnoli
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Quanto pagare i manager
Quanto pagare i manager? Ieri sera a 8 e ½ la Gruber ha provocato Della Valle grande capitalista italiano che da alcuni anni rappresenta il volto buono ed efficiente della nostra classe dirigente con scorrerie giornalistiche sia nei consigli di amministrazione sia nelle dichiarazioni dei talk show. La Gruber: come fa a chiedere la moralizzazione delle retribuzioni dei manager quando lei dichiara milioni di euro di reddito all’anno?
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Stipendi e mercato
Ecco una lettera inviata a La Stampa di oggi. Questa è la legge del mercato dei manager? Ecco il perché delle mie lettere sull’equità e sulla necessita di “plafoner les revenues” dove citavo i peccati ma, sottotraccia, anche gli illustri peccatori!
“Scuola, noi manager come Moretti
Gentile Direttore, sono Dirigente Scolastica di un Istituto Comprensivo a Cuneo, composto di 11 Plessi sparsi tra le campagne dell’Oltrestura. Il mio stipendio – dal cedolino di questo mese – è di 2.495.64 euro. Devo dirle che è un po’ di tempo che voglio scriverle, ma l’intervista sulla Stampa all’a.d. delle Ferrovie dello Stato Moretti mi ha fatto venire una rabbia tale che non ci ho più visto! Il Signor Moretti guadagna 850.000 euro l’anno, ed è, come me, un manager. Bella differenza, vero? E sarebbe pronto ad andare all’estero se Renzi decidesse di abbassare la sua retribuzione!!! Non c’è davvero nessun limite al peggio. Il signor Moretti dovrebbe sedersi un po’ sui suoi treni, quelli regionali, però, non l’alta velocità, e percorrere per qualche giorno una qualunque tratta ferroviaria in Italia. Io abito a Cuneo, ma lavoravo in Provincia di Torino l’anno scorso, con tragitti giornalieri, o meglio, gimkane quotidiane tra treni in ritardo, treni soppressi, sporchi, pieni di gente all’inverosimile, freddi come una ghiacciaia o torridi come il deserto del Sahara. Non mi sembra un risultato positivo, ma il signor Moretti, ignaro di tutto ciò, o meglio, volendo ignorare tutto ciò, si pavoneggia con la presentazione di un piano da 11 miliardi di nuovi treni. Non essendo riuscito a far funzionare quelli vecchi, mi domando che cosa aspetta a emigrare: in Germania – dove lo pagherebbero tre volte di più, lo caccerebbero se le sue performance fossero quelle ottenute in Italia! «I manager bravi andranno tutti all’estero, se gli si abbassa la retribuzione», dice Moretti, «bisogna far sì che i manager bravi vengano dove ci sono imprese complicate, dove ci sono da prendere rischio ogni giorno»! A parte la forma della frase, che non mi sembra in buon italiano, per cui direi che un bravo manager dovrebbe, prima di tutto, esprimersi in lingua supercorretta – visto quanto lo pagano! -, vorrei sottolineare che i dirigenti scolastici – tutti – gestiscono imprese complicatissime, e si «prendono rischio» tutti i santi giorni, a partire dai problemi connessi alla sicurezza, per arrivare alla gestione di 1200/1300, anche 1500 alunni, con a seguito famiglie, centinaia di dipendenti – io ne ho 140! – e sedi a gogò. Perché, allora, questa differenza di retribuzione? Quale «manager» accetterebbe un cedolino come il nostro? Ben vengano allora i tagli di Renzi: e sarebbe ora che ci venisse riconosciuto l’enorme carico di lavoro e responsabilità che è stato calato sulle nostre spalle con un contratto fermo da anni, e la fatidica e fantomatica «retribuzione di risultato» che è rimasta in qualche cassetto. ” Mariella Rulfi
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Gramellini. Che tempo che fa Novembre 2011 (1)
Parte da qui la saga sugli stipendi scandalosi di conduttori TV e giornalisti e scrittori e cantanti. Parte da qui la campagna minima di Giuseppe Campagnoli sull’equità sociale e l’immoralità di certi emolumenti pubblici e privati. Seguiteci
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Investimenti in istruzione e cultura in Europa
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