Categoria: Italy

  • Italiani. Déjà vu?

    Italiani. Déjà vu?

    Dall’articolo su La Stampa di qualche anno fa, fino agli apprezzamenti dei lettori in rete mi piace riproporre, visti i tempi, una sintesi di questa mia umile “traduzione” leopardiana.

    La Stampa Marzo 2010

    Una «rilettura» dei testi antichi che non sia semplice traduzione renderebbe comprensibili libri altrimenti ostici ai più. Come un certo “Discorso” del Leopardi. La lingua italiana, purtroppo, già dall’Ottocento a oggi si è trasformata tanto da essere quasi un’altra lingua. Senza contare che anche i dialetti spesso costituiscono dei veri e propri linguaggi a sé e contribuiscono a complicare la comprensione nel parlare e nel leggere. D’altra parte, anche le traduzioni di autori stranieri in italiano spesso ne hanno svilito il testo e molto più spesso hanno prodotto decisamente«un altro libro». Lascerei leggere a dotti e studiosi i testi originali laddove questi siano arcaici, complessi e incomprensibili ai più. Per non impedire al lettore poco colto di cogliere i messaggi di poeti e letterati importanti praticherei la via di una «rilettura» che non sia una traduzione vera e propria ma una specie di «remake»qualificato e rispettoso del significato e del messaggio dei testi dei classici ormai lontani nel tempo. Ho provato io stesso a fare un rispettoso esperimento con il mio amato concittadino Giacomo Leopardi: ho tentato di rendere comprensibile anche al lettore meno dotato l’essenza del “Discorso sullo stato presente dei costumi degli italiani” che ho trovato straordinariamente attuale e quasi miracoloso nel descrivere gli italiani come sono stati e come sono ancora oggi nella quotidianità e nella società. Chi lo ha letto, anche poco avvezzo a leggere libri, lo ha apprezzato e mi ha testimoniato lo stupore per essere riuscito a rendere attuale un saggio che altrimenti sarebbe stato compreso da pochi eletti e che non sarebbe stato utile a una riflessione profonda sull’attuale italico malessere. Anche un solo lettore in più di un testo altrimenti considerato datato, ostico, involuto, prolisso e sostanzialmente incomprensibile, costituisce un risultato di crescita per la cultura e, in questo caso, per la democrazia.”
    Giuseppe Campagnoli

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  • ReseArt. Il blog di tutte le arti.The blog of arts.

    di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

    ReseArt (Reseau Art) is the blog of an ideal network of information, research and art education. The added value of the blog is that for “arts” means all of the arts in an extended sense of the term. The themes of the news, articles and pages concern the commonly understood Arts (Architecture, Visual Arts, Design, Music, Photography, etc.) and the Arts as a fundamental human activity (art of politics, art of rhetoric, education , philosophy …) according to a cut also educational.Contact the editors to learn more or submit your files for selection at the following address: researt49@gmail.com

    ReseArt (Réseau Art) es el blog de una red ideal de la información, la investigación y la educación artística. El valor añadido del blog es que para “artes” significa todas las artes en un sentido amplio del término. Los temas de las noticias, artículos y páginas afectar las Artes comúnmente entendidos (Arquitectura, Artes Visuales, Diseño, Música, Fotografía, etc.) y las artes como una actividad humana fundamental (arte de la política, el arte de la retórica, la educación , filosofía …) de acuerdo con un corte también educativo.Póngase en contacto con los editores para obtener más información o enviar sus archivos para la selección en la siguiente dirección: researt49@gmail.com

    ReseArt (Réseau Art) est le blog d’un réseau idéal de l’information, la recherche et l’éducation artistique. La valeur ajoutée du blog est que pour «arts» désigne tous les arts dans un sens large du terme. Les thèmes de la nouvelles, des articles et des pages concerner les Arts communément comprises (architecture, arts visuels, design, musique, photographie, etc.) et les arts comme une activité humaine fondamentale (art de la politique, l’art de la rhétorique, de l’éducation , la philosophie …) selon une coupe aussi éducatif. Contactez les rédacteurs en savoir plus ou soumettre vos fichiers pour la sélection à l’adresse suivante: researt49@gmail.com

    ReseArt (Reseau Artistique) è il blog di una rete ideale di informazione, ricerca ed educazione artistica. Il valore aggiunto del blog è che per “arti” si intende l’insieme delle arti in una accezione estesa del termine. I temi delle notizie, degli articoli e delle pagine riguardano le Arti comunemente intese (Architettura, Arti figurative, Design, Musica, Fotografia etc.) e le Arti come attività fondamentali dell’uomo (Arte della politica, arte della retorica, dell’educazione, della filosofia…) secondo un taglio anche educativo. Contatta la redazione per saperne di più o invia i tuoi file per la selezione al seguente indirizzo: researt49@gmail.com

  • Genova e non solo.

    di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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    Ho scritto dei fatti drammatici provocati dagli eventi meteorologici nelle Marche e ora leggo e vedo di Genova mentre un’allerta meteo è attiva per Montpellier e tutta la sua regione,in Francia dove un evento simile a quello di Genova è già avvenuto poco tempo fa. Di chi sarà la colpa? Forse di tutti: governi, amministrazioni locali, protezione civile, ma da ultimo e non per ultimi anche i cittadini che spesso desiderano la botte piena e la moglie ubriaca. Allora anche in questo caso giova ripetere ciò che dissi per  gli eventi di Senigallia:  “Come si dice in campo fisiologico che la “prima digestio fit in ore” anche in campo di prevenzione la “prima prevenzione avviene nei nostri comportamenti quotidiani”. Se non ho curato il mio campo, il mio fosso, la mia scarpata non posso prendermela con il comune o con il meteo. Se ho voluto spendere i miei risparmi per i miei diletti invece di provvedere a regolare le acque nel mio giardino e a rispettare le norme sismiche e idrogeologiche della mia casa, non posso andare in piazza a protestare contro il sindaco e dare la colpa ad altri. Ma una cosa sono le scelte che i cittadini sono in grado di fare, altro è il danno subito da chi non ha le risorse nemmeno per vivere. Nessuna previsione potrà mai dire con certezza assoluta cosa accadrà dopodomani.  La scienza fatica a prevedere certi fenomeni anche entro poche ore! Educazione ed istruzione ci aiuterebbero molto. Ma è proprio in questo campo che le risorse sono state tagliate ampiamente. I cittadini debbono conoscere qual’è la loro parte nella salvaguardia del territorio e debbono sapere come comportarsi prima, durante e dopo gli eventi calamitosi. I cittadini debbono essere messi in grado di valutare bene i rischi che corrono, ad esempio, quando estorcono permessi (attraverso i TAR, i contenziosi con i Comuni etc..) di costruire e produrre in aree da sempre a rischio. I cittadini debbono contribuire attivamente alla prevenzione ed alla tutela dei beni comuni a partire dal proprio ambiente domestico e dal proprio intorno territoriale. Gli eventi meteo straordinari sono ormai una realtà ma sono una realtà anche l’abbandono delle campagne agli agriturismo e ai pannelli solari, la speculazione edilizia che ha riempito l’Italia di doppie, triple e quadruple case, la speculazione finanziaria e l’ottusità imprenditoriale e politica che hanno creduto che l’Italia fosse un paese per l’industria pesante e per l’ipercommercio. E’ colpevole anche la tendenza dei cittadini quando protestano per le antenne e non rinunciano a tv e cellulari, quando urlano contro la TAV ma si lamentano dei ritardi dei treni, quando stigmatizzano l’inquinamento ma non fanno due passi senza auto…Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

    Giuseppe Campagnoli

    5 Maggio e 12 Ottobre 2014

  • Italy in a day. A subtle revew.

    di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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    This movie could be defined as “il libro Cuore 2.0”. It’s not so difficult to identify some traces of professional videomakers which badly pretend not to be professional. And this work turns out to be an unlikely mixture of homemade films which is too long and at times even boring and rambling. We are dealing with a patchwork showing the Italy of Soldati, a bit the one of Gergoretti and of Nanni Loi’s Specchio Segreto. Format of Ridley Scott is transforming the “american trace” into a sauce of italian stereotype. The movie is full of domestic landscapes, cities, rural areas and weather events which all took place unforeseeable on the 26th October 2013. The participation of the astronaut is to be considered as sycophant. Some traces of social networks voyeurisme were to notice, which betray the youthfulness of those who chose and assembled the different parts of the movie. The final result, in contrast with the director’s opinion, does not show a reassuring and hopeful Italy. On the contrary, we can see a nation which is resigned to the contemplation of its eternal vices and to tear-jerking emotions typical of fiction works. Creativity is not the central point of this movie but stereotype and a lot of exhibitionism, even to much exhibitionism, which is often also clearly fake. In the end we regret to observe that this movie seriously risks to consolidate the idea of a waning country, built of few saints, heros and sailors but, alas, of a lot of compliant exhibitionists and mama’s boys. A country that, on the sly, preserves the deep social and economical injustices and allegedly, with a sort of mediterranean masochism, is pleased about this situation rather than react. I wouldn’t like to be repetitive but, as a positive remark, i recognised in substance a lot of reflections of the italian poet Giacomo Leopardi of 1824 reported in his work “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani”.

    Italy in a day. Une critique subtile.

    Ce film pourrait être défini comme “il libro Cuore 2.0”. Pendant la vision du film il peut se passer d’apercevoir des notes évidentes de vidéastes professionnels grossièrement dissimulées et de court-métrages domestiques dans un mélange un peu improbable. Tout cela se révèle être trop long et parfois voire ennuyeux et prolixe. Dans cette oeuvre nous retrouvons l’Italie de Soldati, celle de Gergoretti et de Specchio Segreto. On transforme “veine américaine” de Ridley Scott en une sauce de stéréotypes italiens. Le film montre pendant la plupart du temps des morceaux de vie domestique, de vie urbaine et rurale et aussi des évenements météorologiques qui se seraient tous passés incroyablement le 26 du mois d’Octobre de 2013. L’intervention de l’astronaute peut être qualifiée de flatteuse. Nous avons aperçu quelques pointes de voyeurisme du genre “réseaux sociaux” qui trahit le jeunisme de celui qui a choisi et assemblé les differents morceaux du film. Le résultat final, contrairement à l’opinion du régisseur, ne nous montre pas une Italie rassurante et pleine d’espoir. Au contraire, nous découvrons une nation résignée à la contemplation de ses vices éternels et à la larmoyante émotion de la fiction. La créativité ne représente pas le point central du film mais plutôt celui-cì serait le stéréotype et beaucoup, voire trop d’étalage, qui est souvent clairement artificiel. Au final il est regrettable de constater que le film risque sérieusement de consolider l’idée d’un pays en déclin, constitué par peu de saints, héros, et navigateurs mais, hélas, de beaucoup de vantards conformes et de tanguys. Un pays qui, en sourdine, garde de profondes injustices sociales et économiques et il paraît, avec une sorte de masochisme méditerranéen, qu’il s’en félicite plutôt que réagir. Je ne voudrais pas être répétitif mais, de positif, j’ai reconnu en substance beaucoup de réflexions du poète italien Giacomo Leopardi de 1824 dans son oeuvre “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani”.

    Giuseppe Campagnoli Settembre 2014