“Goûter multiethnique sur l’herbe”. Nantes Jouillet 2014.
Sequenza di giuseppe campagnoli per ReseArt con oltre 1000 “i like” in rete.
And no religion too…
“Goûter multiethnique sur l’herbe”. Nantes Jouillet 2014.
Sequenza di giuseppe campagnoli per ReseArt con oltre 1000 “i like” in rete.
And no religion too…
Riflessioni per l’ultima storica pausa estiva della scuola italiana.

Gli educatori
“Non hanno torto i padri e le madri che amano la vita metodica, senza varietà, senza (1473) commozioni, senza troppe fatiche, la pace domestica ec. I loro gusti, le loro inclinazioni possono ben difendersi, e v’é tanto da dire per la morte come per la vita, dice la Staël. Ma il gran torto degli educatori è di volere che ai giovani piaccia quello che piace alla vecchiezza o alla maturità; che la vita giovanile non differisca dalla matura; di voler sopprimere la differenza di gusti, di desiderii ec., che la natura invincibile e immutabile ha posta fra l’età de’ loro allievi, e la loro, o non volerla riconoscere, o volerne affatto prescindere; di credere che la gioventú de’ loro allievi debba o possa riuscire essenzialmente e quasi spontaneamente diversa dalla propria loro e da quella di tutti i passati, presenti e futuri; di volere che gli ammaestramenti, i comandi e la forza della necessità suppliscano all’esperienza ec. (9 agosto 1821)”
di Giovanni Contardi
Ieri ho visitato Popsophia a Pesaro. Quanta prosopopea, quanto presenzialismo e quanti pochi veri colti appassionati! Ho salutato il mio vecchio amico “musicolto” Piero e, girando, guardando e ascoltando, ho capito che spesso occorre morire per essere riconosciuti come artisti ma molto più spesso occorre morire perchè ci si accorga, finalmente, che non lo si è mai stati!
Giovanni Contardi
5 Luglio 2014
Noi umani non siamo gli unici esseri viventi e sicuramente non siamo superiori a nessun altro essere vivente, vegetali compresi. Lo abbiamo ampiamente e continuamente dimostrato. Le mie due recentissime perdite di animali cosiddetti di affezione, una traumatica e imprevista l’altra ineluttabile e naturale, mi hanno consolidato nell’idea che chi non è capace di mostrare empatia verso gli animali e le piante non è capace di farlo neppure verso i suoi simili. Hanno recentemente fatto l’ipotesi che questa incapacità possa dipendere da fattori genetici e neuronali anomali che fanno da prodromi al cinismo, all’aggressività e alla violenza. Molti sono gli studi scientifici che da diverse discipline stanno giungendo alla medesima conclusione. Anche l’ambiente in cui si nasce e si cresce gioca comunque un suo ruolo seppure secondario ma egualmente determinante. Per questo sostengo fortemente che l’educazione al rispetto della natura di cui siamo parte integrante ma solo complementare è fondamentale e irrinunciabile. Da li discendono l’etica, il principio di solidarietà, di equità sociale, ma anche e soprattutto l’arte e la libertà.

14 Giugno 2014
Giuseppe Campagnoli
a Cleo e Nina
Idea e manualità (2)
(continua)
L’uomo pensa e crea lo strumento, che è obbediente in un primo momento, ma può, successivamente, trasformarsi in autonomo. Le idee tendenti al perfetto hanno generato qualcosa di affascinante e pericoloso, che può finire con l’imprigionare l’uomo stesso, e ci si chiede se queste idee vogliano portare la macchina ad essere più simile all’uomo, o invece l’uomo più simile alla macchina. Se la macchina ci ha sostituito nell’azione, l’uomo crea ancora? O forse oggi l’uomo è più dedito al fare e all’agire? A tali domande è difficile rispondere; quello che è certo è che tale sistema non farà cessare la sua creatività. (altro…)