Categoria: cultura

  • Il giovane favoloso.

    di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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    Un favoloso giovine.”Emozioni e contrasti”.

    Le nostre recensioni sul film “Il giovane favoloso”. Presentazione.

    “Un film troppo intellettuale? Il racconto di un Leopardi fuori dagli stereotipi? Una biografia educativa per chi ancora non conosce il poeta di Recanati o è vittima dei luoghi comuni? Ricordo che, tempo fa, provai, con un certo successo a “tradurre” in linguaggio attuale e mutando le cose da mutare per attualizzarle, il “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani” scritto da Giacomo Leopardi nel 1824. Il testo fu compreso e, anche grazie a questo, apprezzato da ristretti (come la società ristretta che il poeta e filosofo citava) ma significativi e disomogenei gruppi di lettura. Un po’ diverso e, naturalmente ad un differente livello, è il caso del “Giovane Favoloso”. Ci sono le letture de “Alla luna”, l’”Infinito” e “La ginestra” ma c’è anche un racconto che pare appassionato e non stereotipato della vita e del sentire leopardiani. Il film è piaciuto a docenti di letteratura, a studiosi, addetti ai lavori ed amanti della poesia, del cinema e dell’arte colta che ho intervistato e interpellato. Non credo però possa arrivare  altrettanto al grande pubblico che temo lo possa percepire come noioso, prolisso e troppo intellettuale. Non credo che il cinema, come le altre arti, debbano essere aristocraticamente ipertestetici rischiando di essere anestetici e assolutamente non universali. Il professionista e l’appassionato hanno detto di apprezzare le scenografie e il taglio dei luoghi, la sceneggiatura teatrale, i dialoghi profondi e spesso eruditi, la recitazione esperta e modulata, il ritmo sovente emozionante. Il grande pubblico forse avrebbe gradito una storia capace di educarlo usando il suo linguaggio meno colto, istruendolo, divertendolo e commuovendolo insieme senza però cadere nella fiction più banale. Per non ripetere le impressioni esposte da altri e sottrarmi all’effetto alone di questi giorni ed alle prese di posizione ipercritiche ed iper osannanti, posso affermare di aver condiviso la recensione di Andrea Baroni su “35 mm” quando rileva qualche lungaggine narrativa, indugi sulla condizione fisica e psicologica del poeta e su qualche tratto eccessivamente e pedantemente didascalico. Condivido, per averci pensato a lungo, il cenno, sottotraccia, al timore che pervade tutto il film nell’affrontare, per la prima volta con intenti di serietà e rigore, un personaggio così difficile, geniale e tormentato. Ho trovato discutibili  i flash delle visioni oniriche di Giacomo nei momenti dei suoi deliri tra corpo e mente, mentre ho vissuto momenti di emozione e di memoria, per il luoghi e le atmosfere, da recanatese pervaso veramente di amore e odio verso la città come insieme di persone bigotte e conservatrici ma, a volte, contesto adatto alla formazione di personalità  sensibili e geniali. Ho subito la  noia per i risvolti scolastici nella recitazione di versi che fanno parte di me ma che avrei voluto ascoltare da altra voce e con altri ritmi e pause. Non sono d’accordo con quanti, percorrendo un altro pericoloso luogo comune, Roberto Saviano compreso, hanno dato la colpa alla scuola di aver “stuprato” Leopardi presentandolo di fatto come lo sfigato del Sabato del Villaggio e del “Sempre caro mi fu..” affidando il pesante e immeritato compito di una “riabilitazione” al film di Martone. Io, che, per inciso, ho frequentato il Liceo Classico Giacomo Leopardi di Recanati dove mi diplomai facendo un tema di italiano sul pensiero di Leopardi e Shopenauer, insieme a molti altri come me, per formazione e sensibilità, hanno sempre saputo bene quel che oggi ci pare tentare di raccontare tra le righe Martone. Lo abbiamo sempre saputo meglio e di più grazie a docenti illuminati e profondi.  E’ pericoloso ed ingiusto generalizzare e banalizzare un’ idea del poeta diffusa tra l’ignoranza e perpetuata con l’analfabetismo di ritorno di quei non pochi italiani che Giacomo già descrisse nel 1824. Nel film  si tenta di far giustizia presso il grande pubblico, ma non è scontato  che quest’ultimo lo veda e ne regga l’impostazione erudita. Mancava davvero poco,infatti, per dirla ancora con Baroni, per giungere alla definizione di un’opera d’arte e forse di un capolavoro? Certo è che le emozioni indotte per fortuna restano. Vi proponiamo, oggi e domani due recensioni di nostri autori marchigiani.

    Giuseppe Campagnoli, 18 Ottobre 2014

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     Epistolario di Giacomo Leopardi a cura di Prospero Viani 

    Editore Gabriele Saracino Napoli 1858 (proprietà di Giuseppe Campagnoli)

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  • Da Recanati ad Urbino. Ragionar cantando.

    di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

    Urbino 5 Ottobre 2014. Ragionar cantando.

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    Non avevo mai avuto la fortuna di assistere ad uno spettacolo intero della Compagnia di Musicultura. La sensazione è stata forte e la memoria della musica praticata da giovane è emersa prepotente. Credo che questa sia una delle funzioni principali delle arti: suscitare ricordi ed emozioni. Il connubio tra artigiani della musica e della vita quotidiana ci è sembrato idealmente indovinato oltre che utilmente necessario. Musicultura con il suo “Ragionar Cantando: canzoni e canzonette” sta contribuendo nelle Marche a far rinascere una cultura pop di qualità nell’epoca viziata dai talent show di massa e da un mercato che spesso non guarda al pregio che dura nel tempo. L’artigianato artistico, che noi conosciamo bene per aver  diretto e indirizzato culturalmente diverse scuole d’arte e, tra l’altro, in qualche occasione, generato preziose contaminazioni tra arte e musica (come ad esempio con la sezione didattica del  Conservatorio di Pesaro), non è il fratello povero dell’arte. E’ un’altra strada dove il talento si esprime egualmente, sia per la vita che per il lavoro. Dalla  storia cantata e recitata nell’evento che ha chiuso ieri il tour della regione nella cornice molto simbolica di Urbino, si è consolidata l’idea del nome e dell’ evoluzione della nostra proposta di un festival di cantautori non professionisti marchigiani che, partendo da Recanati, forse la  patria regionale del pop d’autore, potrà coinvolgere tutte le Marche. Il titolo provvisorio dell’iniziativa è “Soloperpassione” e  se il progetto è già una rosa siamo sicuri che fiorirà.

    Giuseppe Campagnoli

  • Perseverare in arte.

    di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

    Perseverare in artem haud diabolicum est!  No one left behind.

    Recanati, che è nota indiscutibilmente per le genialità ed i talenti di Giacomo Leopardi e Beniamino Gigli, possiede una storia artistico-musicale un po’ sottotraccia ma sicuramente di tutto rilievo anche per quel che riguarda la musica cosiddetta “leggera” e pop. Fin dai fasti di quando le fabbriche di strumenti musicali (come la Eko) negli anni 60 e 70 attiravano come sponsors ante litteram artisti ed eventi dal mondo discografico e musicale del tempo, c’è stato un proliferare di gruppi e musicisti fino ad arrivare alle ribalte della cronaca, anche nazionale, di eventi ed iniziative importanti come Lunaria, Musicultura e di personaggi, profondamente diversi ma figli dello stesso filone culturale come Piero Cesanelli, Marco Poeta ed altri ancora. Chi scrive ha vissuto questo clima, un po’ da comprimario ma sempre da appassionato, soprattutto nel periodo dalla fine degli anni sessanta alla fine dei settanta. Da qualche anno a questa parte, come esperto e saggista di arti varie, ha coltivato l’idea di riunire i vecchi e nuovi “cantattori” e “cantautori” professionisti e non, ma sicuramente dignitosi interpreti – di rigorose, certificate, origini recanatesi – in una kermesse musicale. Forse è giunta l’ora di concretizzare la proposta e coinvolgervi chi fosse interessato anche a livello di sponsor.

    Un’idea per Recanati da sempre una città della musica e fucina di talenti. Un evento da programmare per la prossima primavera 2015 che raccolga tutti i cantautori recanatesi di ieri e di oggi sia di mestiere che artisti spontanei. Un revival e un rendez-vous! Nella speranza che anche chi ha raggiunto un successo di mercato e di pubblico ritenga interessante e praticabile l’idea che dovrebbe caratterizzarsi per non avere scopo di lucro, si invita chi volesse partecipare come partner, come perforare o sponsor e produttore alla preparazione dell’iniziativa a scrivere al più presto a:

    giuseppecampagnoli@gmail.com

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