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Opium

Buona primavera. Deus…sive Natura.

Ci raccomandiamo allo spirito che condividiamo di Charlie Hebdo proprio in questi momenti in cui molti cercano qualcosa oltre la natura.

CAVANNA

Hé, Vous !

Vous,
les chrétiens,
les Juifs,
les musulmans,
les bouddhistes,
les hindouistes,
les shintoïstes,
les adventistes,
les panthéistes,
les « Témoins de ceci-cela,
les satanistes,
les gourous,
les mages,
les sorciers,
les yogis,
les qui coupent la peau de la quéquette
aux petits garçons,
les qui cousent le pipi aux petites filles,
les qui prient à genoux,
les qui prient à quatre pattes,
les qui prient sur une jambe,
les qui ne mangent pas ceci-cela,
les qui se signent par la droite,
les qui se signent par la gauche,
les qui se vouent au diable parce que
déçus de Dieu,
les qui prient pour que tombe la pluie,
les qui prient pour gagner au Loto,
les qui prient pour que ça ne soit pas le sida,
les qui mangent leur dieu en rondelles,
les qui ne pissent jamais contre le vent,
les qui font l’aumône pour gagner le ciel,
les qui lapident le bouc émissaire,
les qui égorgent le mouton,
les qui se figurent survivre en leurs enfants,
les qui se figurent survivre en leurs œuvres,
les qui ne veulent pas descendre du singe,
les qui bénissent les armées,
les qui bénissent les chasses à courre,
les qui commenceront à vivre après la mort…

Vous tous,
qui ne pouvez vivre sans un Père Noël et
sans un Père Fouettard,

vous tous,
qui ne pouvez supporter de n’être rien de plus
que des vers de terre avec un cerveau,

vous tous,
qui avez besoin de n’être pas nés pour mourir
et qui êtes prêts à avaler tous les mensonges ras-
surants,

vous tous,
qui vous êtes bricolé un dieu « parfait» et « bon »
aussi stupide, aussi mesquin, aussi sanguinaire,
aussi jaloux, aussi avide de louanges que le plus
stupide, le plus mesquin, le plus sanguinaire, le
plus jaloux, le plus avide de louanges d’entre
vous,

vous tous, oh, vous tous,

FOUTEZ-NOUS LA PAIX!

Faites vos salamalecs dans le secret de votre
gourbi, fermez bien la porte, surtout, et ne cor-
rompez pas nos gosses.

Foutez-nous la paix, chiens! CAVANNA
CHARLIE HEBDO Mercredi 30 juin 1993

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islam religioni terrorismo

Gli struzzi in vacanza

 

Bisogna parlare ancora del terrorismo?

Propongo qui una traduzione, senza alcun commento, dei passi essenziali dell’editoriale di oggi di Par Riss su Charlie Hebdo. “Qualcosa è cambiato dal 7 Gennaio 2015. Dibattito e domande sul ruolo della religione in tutti gli attentati sono scomparsi. Un fine lavoro di propaganda dopo il nostro attentato, che traeva chiatramente origine dalle vignette su Maometto, è arrivato a dissociare tutti gli attentati seguenti dalle questioni religiose. Oggi pochi si interrogano sul ruolo dell’Islam nel l’ideologia di Daech. Chi osasse rimettere in discussione il nesso dei fatti religiosi con il terrorismo viene trattato da anticlericale. Si è sostituita in toto la geopolitica come spiegazione degli attentati. Le cause sarebbero la guerra in Irak, il petrolio, la politica di Obama e Trump e si evita di parlare di religione e soprattutto di Islam. Spesso si contrappongono i termini Islam e islamico come se fossero estranei uno all’altro. Si fa di tutto per risparmiare ai musulmani moderati l’affronto di un legame con la violenza jihadista. Ma quando si stigmatizzano i fatti dell’inquisizione o delle crociate, della pedofilia o di altri crimini connessi alla religione e ai suoi proseliti o ministri  non si scinde questo fanatismo dal resto della Chiesa Cattolica. È stato un elemento della storia della chiesa anche se molti cristiani lo denunciarono e combatterono. Ogni fatto che avviene a causa degli integralisti musulmani comporta invece l’istituzione di una specie di cordone sanitario per risparmiare alla religione di Maometto la minima critica. Il benessere intellettuale sembra essere prevalente così come quello del consumismo e delle vacanze. Non ci pensiamo troppo. D’altra parte con i loro camions e le loro cinture esplosive gli assassini lo fanno al posto nostro.”

Charlie non è un giornale di destra.Charlie è iperlaico, anarcoide, libertario, anticapitalista,contrto le superstizioni e le ipocrisie, scomodo per tutti.

Giuseppe Campagnoli 28 Agosto 2017

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Bibbia Charlie Hebdo cristianesimo islam religioni terrorismo

Preghiera per i miscredenti.Londra e Manchester…

 

 

Dopo i fatti terribili di terrorismo, da Manchester a Londra, Nizza a Berlino e altrove, non semper chiari, spesso manipolati dai media a loro uso e consumo,  ogni volta riproporrò come un mantra il riassunto in italiano del bell’editoriale  di RISS su Charlie Hebdo:  sarcastico, ironico terribile e profondamente vero nel suo essere surreale. Le motivazioni dei mandanti del terrore collettivo sono prevalentemente materiali e politiche ma quelle degli esecutori,spesso individuali e a volte “dormienti”, poi folgorati dalla religione o dalla pazzia latente, comunque presente “in nuce” nella loro cultura familiare fondamentale o nei loro geni e nel loro ambiente, sono spesso  da mistici o dei depressi esaltati.


Preghiera per i miscredenti

Che dire dei fatti di Parigi, Bruxelles, Londra, Manchester, Berlino? Nel 2015 abbiamo scoperto il terrorismo islamico e le frasi stereotipate si rincorrono: “non cambieremo il nostro stile di vita”, “quello non è il vero islam”, “certi atti sono commessi da squilibrati”, “vogliono distruggere la nostra spensieratezza”.

“Dopo ogni attentato ci si chiede cosa c’entri la religione. Si dice che l’attentatore non era praticante, che rea un folle e che la religione non c’entra. Si cerca sempre di togliere di mezzo la religione. Si dice che l’attentatore si sia radicalizzato troppo in fretta per mettere il suo atto in conto alla religione. Ma la storia delle religioni è piena di conversioni improvvise. Da Henri IV con il suo “Parigi val bene una messa” a Costantino convertito al cristianesimo una notte prima della battaglia del ponte Milvio dove vinse trucidando centinaia di nemici senza avere un camion frigorifero. E che dire di Paolo di Tarso che da persecutore di cristiani si convertì in un colpo e divenne santo? Queste conversioni ad alta velocità non hanno mai sorpreso nessuno. E allora perché un nizzardo  non avrebbe il diritto di convertirsi all’islam in qualche giorno? Molti lo hanno fatto nella storia per dare un senso al loro patetico destino. Ci colpisce che questi crimini siano messi in atto come delle preghiere. senza bisogno di una cattedrale o di una moschea sontuosa o una sinagoga millenaria. Basta crederci e e con qualche salmo o versetto in testa si può pregare persino al Polo Nord, nel deserto o sul’Everest.La fede ha solo esigenze spirituali. E anche l’atto terroristico. Non c’è bisogno di tanti mezzi o addestramento speciale: basta un coltello, un camion, come un semplice tappeto in direzione della Mecca,una piccola bibbia in tasca o una torah appena svolta per pregare. Uccidono come pregano, in contatto diretto con Dio. Nessuno potrà mai controllare o prevenire questo. Polizia ed eserciti possono agire solo sulle cose visibili non su quelle invisibili della mistica. E’ impossibile conoscere ciò che una persona nasconde nel fondo della sua coscienza e che non condivide nemmeno con la sua famiglia. Il crimine avviene all’improvviso, senza poterlo prevedere e dà l’impressione che sia l’atto di un folle. Le vie del Signore sono impenetrabili, il mistero dà alla religione la sua forza e nessuna polizia potrà chiedere documenti. Solo quando diventa razionale di quella ragione delle società moderne, perde il suo potere. Il misticismo è fondamentalmente antidemocratico perché è incompatibile con il contro potere e con lo spirito critico sui quali è fondata la democrazia. Che possiamo fare per difenderci? Delle barriere di traverso sulla Promenade des Anglais, o sui mercatini di Natale, un’applicazione “Alerte Attentat” o dei riservisti in più. Ora tocca a noi avere fede.”

Avere fede nel buon senso e nell’uomo, nella ragione e non nell’istinto: avere fede nell’ ultima dea che è la speranza che in passato qualche volta non ci ha tradito, lasciandoci qualche pausa per vivere oltre le guerre, la fame, lo sfruttamento e il perfido mercato. Ma oltre ad avere fede e speranza avere anche il buon senso della vigilanza e della prevenzione, individuale e collettiva.

Giugno 2017

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Charlie Hebdo cristianesimo ebraismo islam povertà religione Vignette

Si può ridere dell’islam?

Ecco la traduzione in sintesi di un articolo di oggi di Charlie Hebdo che condividiamo.

“Quelli che pretendono che non si debba ridere dell’islam in nome della difesa degli oppressi moltiplicano i loro errori: logici, filosofici o sociologici…La religione non è mai uno strumento di liberazione ma di alienazione.

L’idea sarebbe un po’ questa: essendo l’islam la religione degli oppressi (?) sarebbe razzista scherzarci su come fa Charlie. Si può replicare in più modi: dal punto di vista storico, politico..etc.

Ma si può tentare anche un approccio puramente cartesiano. Ci sono molte illogicità nel ragionamento islamo-gauchista. Ecco i punti:

  1. Io sostengo i poveri
  2. i poveri credono nell’islam
  3. Allora io difendo l’islam per sostenere gli oppressi

Sarebbe come dire che io difendo i neri, i neri difendono le mutilazioni genitali, allora io difendo le mutilazioni e condannarne la pratica sarebbe razzista.

La religione stessa è una pratica oscurantista e retrograda: una mutilazione dello spirito.

L’slam non è la religione dei poveri : ci sono i milionari petrolieri e le monarchie del golfo, i mercanti e i finanzieri. Ci sono milioni di poveri tra i cristiani in centro e sudamerica, tra gli animisti in Africa, gli induisti in Asia. Siamo sicuri che sia proprio l’islam ad avere più poveri? Non si dovrebbe ridere allora di alcuna religione o credenza per rispetto dei presunti poveri che la osservano.

Non bisogna assimilare la religione all’individuo. Non bisogna confondere la blasfemia con l’ ingiuria personale.La religione è difesa da cerberi morali e non dovrebbe esserlo da certa sinistra (per fortuna non tutta).Non ricordano forse chi disse “l’oppio dei popoli”?  Non ricordano che “il vero bene del popolo è la soppressione delle religioni che sono un’ idea illusoria e forzatamente pacificatrice e giustificative della sottomissione”? Dovrebbero ripassare il concetto secondo cui la sinistra, la vera sinistra non può scindersi da un pensiero laico o ateo. Le credenze religiose, superando alcuni momenti di impegno politico di liberazione tra Gesù e Che Guevara,sono tornate prepotentemente a predicare la sottomissione all’autorità.Altre hanno sempre mantenuto questo concetto fondante. Tutte le società hanno un dio ma non necessariamente esso è portatore di moralità. I cattolici e i musulmani secondo dei recenti studi scientifici hanno la tendenza a sottomettere fisicamente o psicologicamente più dei protestanti e degli ebrei…Ci sono tante prove che le divinità sono state inventate per sottomettere e che per combattere la povertà bisogna combattere le religioni, liberarsene per liberarsi anche delle altre forme di oppressione.”

Da Antonio Fischetti (Charlie Hebdo) a cura di Giuseppe Campagnoli

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Bombe intelligenti

 

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Charlie Hebdo Satira Varia umanità

Charlie Hebdo. Matite scomode.

 

La vignetta in evidenza non è di Charlie Hebdo ma di un giornale tunisino. Nessuno ha detto nulla? E’ più sottile e forse anche più irriverente di quella d’oltralpe. La satira è spesso scomoda e qualche volta feroce. Altrimenti sarebbe umorismo spicciolo e basta. Ricordo quando Charlie pubblicò una vignetta quasi identica ad un nostro disegno che gli avevamo inviato su Daesh ed un’altra sulle stragi del mediterraneo. Abbiamo letto dai tempi di “Je suis Charlie “e anche prima molti numeri della rivista. Abbiamo scorso articoli e saggi, non solo guardato le figure! Questo avrebbe dovuto fare chiunque per criticare e stigmatizzare a ragion veduta. Ogni vignetta ha la sua storia e va vista in un contesto di scritti e di idee. La caratteristica di CH è di essere ultralaico e ultraesplicito perciò che riguarda la politica, il sesso, le religioni, le debolezze umane, compresa la morte che è uno degli aspetti fondamentali della vita e come questa va rispettata ma può al contempo essere descritta, esagerata, satireggiata anche proprio per esorcizzarne il potere assegnatole dalle superstizioni e dalle credenze popolari come le religioni spesso per nascondere le cattive ragioni che l’anno provocata prima del tempo. Si può dire che una vignetta è brutta o mal riuscita, che tiene poco o affatto conto della sensibilità delle persone ma non mi è mai parsa violenta o razzista. Anche noi italiani, spesso, nella satira  (ricordiamo Il Male..) adoperiamo gli stereotipi dei popoli che prendiamo di mira e non disdegnano di essere cinici descrivendo con l’ironia o il sarcasmo del racconto satirico le disgrazie  lontane da noi.  Le persone intelligenti sanno che il più delle volte si tratta del ricorso ad una metafora e non si offendono. Che non possiamo fare a meno della pasta ovunque e comunque non è un segreto come non lo è che le varie mafie abbiano contribuito non poco a ricostruire  il dopo-terremoti italiani  mentre il sangue delle persone uccise dal sisma diventa spesso oggetto di speculazione e di cinico mercato.E queste non sono vignette ma azioni.

Quando fa gioco e moda Je suis Charlie e quando mi tocca direttamente o indirettamente  Je ne suis plus Charlie. E’ comodo.

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Lo scopo di Charlie Hebdo è di denunciare e scandalizzare per far pensare. E invece ha solo guadagnato insulti ed improperi, a nostro avviso ingiusti, da chi non ha capito lo spirito di una vignetta comunque brutta o reazioni scomposte come quella del nostro ineffabile ministro dell’interno. La satira è anche impietosa.

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Lo stesso Charlie ironizzò sul dolore che li colpì atrocemente, persino con una vignetta sui funerali dei loro compianti amici e colleghi. Ironizzò anche sulle stragi di Parigi, Nizza e Brussels, su Maometto, il Papa e gli Ebrei, i morti del mediterraneo, in Siria e in Iraq..Hanno detto qualcosa gli italiani? Per capire CH bisogna leggere i suoi articoli e tutte le vignette ogni settimana. Castigat ridendo mores et terribilia. Resta il fatto che comunque non ci saranno forse più le ciniche e malefiche telefonate intercettate degli avvoltoi affaristi  ma più in sordina stanno guadagnando osti, trattori e archichefs in Italia e altrove con le loro ricette all’amatriciana di interessata carità e tutti i possibili sciacalli italici dei media, dell’ ingegneria, architettura, geologia,esperti  ed espertacci, costruzioni & Co.Chi è l’ipocrita? Non riproporremo le vignette che tanta sollevazione di popolo e di benpensanti hanno generato ma ne proporremo altre, nostre e loro, per capire. Parce sepultis.

Giuseppe Campagnoli

 

 

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cultura islam religione

Burkini.

Ci siamo di nuovo. Se c’è una cosa che non bisognerebbe fare è dare risalto a conflitti che ingigantiscono più se ne parla in tv,sui giornali, nei social, nei media in generale. Il caso burkini, dopo quello delle dame velate dell’islam, del burka e via discorrendo sta provocando l’ennesima pericolosa diatriba cultural-religiosa. Eh si, ancora la religione. Quando questa detta i costumi della gente e sovrasta la laicità delle nazioni, può diventare un pericolo per la libertà e le democrazie. Ammesso che si vogliano libertà e democrazia. Ne abbiamo già parlato. In questa occasione non vogliamo ripeterci ma ci esprimeremo con delle immagini eloquenti sulle mode, sui conflitti, sulla libertà della donna nelle varie culture e nei vari culti, sulle società dominate dai maschi. Per noi si può andare al mare, per strada, al cinema, in piazza e ovunque, in clergyman, tuta mimetica, scafandro, bikini e burkini, abito da suore, e via discorrendo, purchè ci si possa vedere in viso e la scelta non sia indotta o imposta da nessuno e da niente che non sia la propria libera ed incondizionata scelta. Una carrellata di pensieri e di provocazioni per riflettere. Giuseppe Campagnoli Ferragosto 2016

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L’arte dissimulatoria.

La città ideale.

L’islam radicale e quello moderato. Il terrore, la paura e l’oppio dei popoli, ricchezza, povertà, elemosina e iniquità sociale. Renzi che rifonda la vecchia DC in salsa berlusconiana. Raggi che si comporta come se fosse ancora all’opposizione e sciorina le malefatte precedenti ma poco o nulla dice su ciò che farà e come lo farà ma, di fatto, ancora non fa. Trump e Clinton le due facce di una stessa medaglia yankee. Erdogan e Putin terribili ducetti orientali. La Brexit di cui tutti si sono pentiti postumi. Buone vacanze. A Settembre!

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Elogio della follia.

Sono folli artisti della violenza o lucidi fanatici?

L’arte della follia sembra molto praticata in questi giorni di notizie di violenze ed attentati in giro per il mondo. La follia? Chi agisce con violenza magari gridando Dio è grande! viene considerato uno psicopatico? E’ forse la paura che fa dire questo mentre si aborrisce l’idea che ci possano essere dei fanatici spinti dalla religione (si! dalla religione!) o dalla depressione sociale, dalla noia esistenziale, dalla povertà ed emarginazione o infine dalla adesione totale a regole esasperate che pure fanno parte delle leggi di stati sovrani come l’Arabia Saudita,la Turchia, la Nigeria e il Sudan,il Pakistan e l’Iran o gli Emirati vari con cui facciamo affari, gigionerie,proposte di amicizia, interviste edulcorate e succubi (vedi Erdogan). Non vorremmo parlare di queste arti aberranti ma ci tocca. Lo facciamo anche con l’ironia e il sarcasmo del nostro caro Charlie Hebdo e delle sue boutades a volte irriverenti e feroci ma colte e intelligenti, soprattutto libere, accanto alle nostre provinciali vignette ed a nostri collages di attiualità.La follia lucida e la falsa follia si combattono a colpi di cultura e con quella goccia che scava giorno per giorno anche le menti più ottuse che si chiama educazione, anche una educazione militante, porta a porta, di prossimità. Bisogna rompere le balle ai nostri vicini razzisti, ai nostri vicini islamici e cristiani, ai nostri vicini ladri e sfruttatori, a tutti gli intolleranti e violenti, ai pavidi e timidi omertosi di qualsiasi specie che ci capitino a tiro. Con le parole,le battute. gli scritti, le foto, i disegni i video e tanta ,tanta cultura e saggezza, tanta arte e musica, tanta letteratura e tantissima poesia.

Giuseppe Campagnoli

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Meglio Marhaban che As-salamu alaycum!

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Assistevo oggi ad una trasmissione radiofonica sui culti in Italia e nel mondo. Si parlava in particolare di islam e si sosteneva dagli imam e dai rappresentanti intervistati  che il Corano e l’Islam sarebbero validi per tutti i tempi e per tutti i luoghi, salvo poi contraddirsi nell’ammettere, con ovvio intento gigionesco,  che si debba adattare ai vari contesti culturali. Ma come? In molte prescrizioni coraniche valide ancor oggi i credenti dovrebbero agire come se i cristiani e gli ebrei dovessero seguire ancora i dettami della Bibbia di migliaia di anni fa, fatti per popolazioni di nomadi incolti del deserto, in tempi dove la violenza e le guerre tra tribù erano all’ordine del giorno anche per cause futili e le genti dovevano essere “guidate” anche ricorrendo a racconti mistici, fantastici ed esotici.Molto passa per il verbo e la lingua:  il Corano e le sue pseudo-interpretazioni  si servono molto dell’espressione scritta e orale come veicolo di proselitismo e di identità. Per quel poco che ne so, infatti, la lingua  araba mi pare si sia involuta più che evoluta nella direzione di una lingua ufficiale del culto anche nelle sue forme quotidiane. Un cittadino che professi la religione cattolica o cristiana che ne incontrasse un’altro non direbbe mai “La pace sia con te” o “sia lode al Signore” a meno che non sia un frate o un prete. La religione in occidente e, in parte, in estremo oriente, evoluta attraverso l’umanesimo, l’illuminismo o il materialismo storico, è diventata sempre di più un fatto privato e personale, o per lo meno si è trasformata, lentamente e con qualche resistenza che permane, in quella direzione.

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Quando incontrassi un arabo, una africano, un siriano, un pakistano, un israeliano, guarderei alla sua etnia ed alla sua cultura e lo saluterei con un “marhaban”,ciao, salve! o “Sabahu-al- khayr”, buongiorno! Non userei mai “as salamu alaykum” o “shalom” (la pace sia con te) che si augurava quando la guerra era implicita nel vivere quotidiano (in certi,troppi, posti ahimè lo è diventata ancor oggi). I cristiani per esempio hanno da tempo superato l’uso di una lingua confessionale (come il latino dei padri della chiesa) che era comunque appannaggio degli alfabetizzati e delle classi colte per quasi tutto il medioevo europeo proprio grazie al dominio, anche politico, della religione in quei tempi. I laici e i non religiosi oggi usano la lingua senza alcun riferimento esplicito alle loro convinzioni filosofiche o etiche ma con una implicazione meramente culturale e comunicativa. Il ragionamento è identico a quello che facemmo a proposito di altri segni pubblici del proprio credo dal velo islamico, al crocefisso, dall’indice verso il cielo ad altre forme distintive della  fede da voler imporre, in un certo senso, palesemente o subliminalmente urbi et orbi, nel privato come nel pubblico. Ma quanti mussulmani sanno che la lingua adottata come “lingua del profeta e di dio”  deriva dall’aramaico e pare sia stata di fatto costruita e codificata da due cristiani di al-Hira più di cento anni prima di Maometto? La cultura come la natura non “facit saltus“nemmeno in nome di una supposta divinità! E far superare con la libertà e l’eguaglianza, l’ignoranza indotta e mantenuta alle genti ed ai popoli è l’unica via possibile per la pace. Allora è più di buon auspicio per la convivenza salutarsi con un “salve” piuttosto che con un “la pace sia con te”.

Giuseppe Campagnoli 17 Maggi8o 2016

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Laici, agnostici, atei…tempi duri per il libero pensiero!

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ReseArt  ha sempre detto, scritto e disegnato ciò che pensa della natura, della filosofia, delle religioni e delle superstizioni. Ha sempre liberamente accolto il pensiero di tutti e offerto uno spazio per scrivere delle arti del mondo. Le religioni e le varie credenze o consorterie, politiche o mistiche che siano, si combattono e si abbracciano alternativamente, in modo palese o sottotraccia, anche quali strumenti di altri poteri ben più prosaici (economia, politica, mercato globale) per garantire lo status quo delle disuguaglianze nel mondo spesso fingendo di combatterle con la beneficienza, l’elemosina o la carità, a seconda delle latitudini. La guerra contro il pensiero libero è sbarcata anche sui social e le società più retrive (ahimè spesso collocate nei paesi più poveri del mondo) fanno di tutto per combatterla anche con i mezzi più feroci o più subdoli, utilizzando il terrorismo fisico o quello virtuale  del web con mezzi che violano frequentemente i più elementari diritti dell’uomo. ReseArt abbraccia  la petizione lanciata su Change Org in questi giorni e ne fa anche una sua bandiera di libertà.

Chi volesse informarsi ed eventualmente aderire può recarsi su: https://www.change.org/p/mark-zuckerberg-stop-deleting-arab-atheists-and-seculars-groups-and-pages

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Giuseppe Campagnoli

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Le religioni,le parole, l’interpretazione, il dominio che si giova dell’ignoranza.

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Giordano Bruno non sarebbe piaciuto a Daech ai sionisti, agli emiri, agli ulema e agli imam
 così come non piacque alla Chiesa Cristiana.

Ancora una  riflessione che mi fa eco sulle religioni e sulla loro benefica o nefasta influenza nella storia dei popoli. I pensieri sono indotti vieppiù dalle tragedie dell’Europa, del Medio Oriente e del Mondo in nome delle religioni, delle superstizioni e di talune ideologie, non ultima quella del mercato. Il linguaggio dei testi che riportano la voce e le narrazioni di uomini che sostengono (senza prova alcuna) di aver ricevuto messaggi da una divinità o da chi parlasse in suo nome (!!) e rivolte ad altri uomini è importantissimo e spesso non occorre interpretare nulla per quanto è chiaro, senza ricorrere alle metafore. Le frasi composte da soggetto, predicato e complemento che si ripetono come mantra, giaculatorie, cantici, sure o rosari non si prestano a dubbi. Basta leggere e capire la lingua. La lettura dei testi è fondamentale e l’invito ad approfondire commentari chiose  o la scusa di una interpretazione autentica, nascondono spesso profonde ambiguità di comunicazione, ipocrisia e mala fede. Se i testi si dice fossero stati scritti per il popolo  giocoforza dovrebbero essere più che chiari ed immediati. Piuttosto occorre collocare la lingua nei tempi in cui ha avuto origine e in quelli in cui è stata revisionata o trasformata per adattarla ai mutamenti dell’umanità. La questione è solo nella lingua e nei costumi che si evolvono, seppure non dovunque e per chiunque.

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Tutti con la kippah!

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La grande sinagoga di Trieste

Un segno di solidarietà anche da chi non crede, affinché le religioni diventino solo un fatto intimo e personale.Da un’idea di Gad Lerner. Per combattere la paura e il terrorismo della superstizione e della violenza. Una iniziativa laica rilanciata da ReseArt che parteciperà il 27 pomeriggio al concerto organizzato dal Comune di Pesaro con la collaborazione del Liceo Artistico “Mengaroni” e del Sistema Musei alla sinagoga sefardita della città.

TUTTI CON LA KIPPAH!

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Le religioni abramitiche. Fondamenti di iniquità?

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Charlie Hebdo Janvier 2016

Nella eterna diatriba su che cosa sia di sinistra o di destra, liberista o liberale o meglio ancora fondato su libertà di pensiero ed equità sociale proviamo a declinare e classificare in termini di equità e giustizia i precetti delle tre religioni che oggi dominano su molte idee e anche. ahimè, su molti fatti della vita quotidiana, della storia e della politica. I testi sono riportati in ordine cronologico: la Bibbia, i Vangeli, il Corano. Infine il testo della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo.

Tralasciando la storia del passato e i fatti tremendi che l’hanno scandita anche per colpa di tutte le religioni, oggi che senso hanno questi precetti ad eccezione del non uccidere, del non perseguitare, del garantire libertà e pari ricchezza e dignità a tutti? Penso che tutto ciò che confligge con la dichiarazione dei diritti dell’uomo, coniugata con una rigorosa società di eguali, sia da mettere subito e senza indugi fuori legge.

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Anche noi siamo Charlie.

L’arte della democrazia e della civiltà.

Vorremmo che, in un futuro breve, per descrivere una persona si dica solo da quale paese proviene, che cosa fa o ha fatto per la comunità e quali sono i suoi ideali umani. Non si dica più un ebreo, un musulmano, un cristiano, un induista, uno scintoista, un buddista. Si dica solo e semplicemente: una donna, un uomo. La religione è e deve essere, senza equivoci o confusioni, un fatto privato e intimo di chi ha scelto di credere e professare. Anche l’intolleranza e la violenza in genere, verbale, psicologica o fisica che sia, deve scomparire: tra chi crede e chi no, nella politica, nei media, nella vita quotidiana e collettiva.

Giuseppe Campagnoli Gennaio 2015

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I segni e i disegni del mito, della storia e della laicità.

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Credo che ora si debba tacere per un po’ ed evitare di fare da grancassa alle perverse mire comunicative del terrorismo. In tv, sui giornali e nei social media non si fa che amplificare le gesta criminali degli islamisti. Per combattere il crimine in genere, da quello finanziario e mafioso a quello politico o religioso, la chiave del successo,certamente lungo e faticoso, sta nel rimuovere le cause che lo generano. Occorre avere coraggio e determinazione, anche sacrificando parte del nostro benessere (tanto più che è malamente distribuito da chi lo produce e gestisce) e rinunciando a voler far vivere tutto il mondo come l’occidente del consumo a tutti i costi.

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Buonasera.Possiamo dirci anche.

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Gli "alieni" piceni

D’accordo con Massimo Gramellni sul concetto del “Non possiamo non dirci”. Aggiungerei però altresì che, grazie alla nostra complessa storia, all’arte, all’architettura ed ai sedimi culturali in genere possiamo anche dirci figli solidi della cultura italica, etrusca, romana, greca, latina, fenicia, cartaginese, araba, celtica, longobarda e così via. Quanti secoli la grecia, gli etruschi e l’impero romano? Quanti secoli la chiesa cristiana e l’impero? Quanti secoli l’impero ottomano?  Le religioni fanno parte di queste culture ma la conquista rivoluzionaria del progresso illuminista e laico sta nel fatto che la credenza deve essere finalmente una libera scelta privata e personale. I nostri capolavori d’arte sono stati possibili quasi esclusivamente dal dominio temporale di una religione, di un impero o di entrambi indistinti,  sulle genti e spesso non da libere scelte espressive. Ma l’arte si mostra anche e soprattutto nel dolore, nella sofferenza e nelle contraddizioni. Noi siamo quello che siamo stati e solo quando i segni delle religioni travalicano il valore confessionale allora diventano cultura e storia insieme  a tutte le altre componenti non religiose. Il nostro paese avrà una parte, integrata storicamente e culturalmente, di altre religioni e culture quando, in virtù delle radici delle popolazioni che saranno vissute per secoli insieme, si saranno consolidati e saranno diventati parte della storia italiana e anche europea i segni e i valori di altre culture e tradizioni. Non è ancora l’ora. Sappiamo  che la storia si muove lentamente et natura non facit saltus. Resta comunque il valore intimo e personale da attribuire a tutte le credenze con l’imperativo che rispettino la libertà e la dignità di tutte le donne e di tutti gli uomini, senza le eccezioni contenute proditoriamente in  quelle fedi nelle “favole rivelate” non si sa da chi. E infine resta l’imperativo che lo stato, la cultura e l’istruzione debbono avere uno spirito profondamente laico.

2 Dicembre 2015

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Africa: le origini e le colpe del disastro.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Una storia minima di povertà e schiavitù fisiche, religiose, economiche.

L’impero ottomano

L’Impero ottomano o Sublime Stato ottomano, noto anche come Sublime porta (turco ottomano: دَوْلَتِ عَلِيّهٔ عُثمَانِیّه, Devlet-i ʿAliyye-yi ʿOsmâniyye, turco moderno: Osmanlı Devleti o Osmanlı İmparatorluğu), fu un impero turco che durò dal 1299 al 1922 (623 anni).

Fu detto “ottomano” poiché costituito originariamente dai successori di Osman Gazi, guerriero turco capostipite della dinastia ottomana che assunse il titolo di sultano con il nome di Osman I. Il sultanato, e poi impero con Maometto II, nacque in continuità col Sultanato selgiuchide di Rum e durò sino all’istituzione dell’odierna Repubblica di Turchia.

L’Impero ottomano fu uno dei più estesi e duraturi della storia: infatti durante il XVI e il XVII secolo, al suo apogeo, sotto il regno di Solimano il Magnifico, era uno dei più potenti Stati del mondo, un impero multinazionale e plurilingue che si estendeva dai confini meridionali del Sacro Romano Impero, alle periferie di Vienna e della Polonia a nord fino allo Yemen e l’Eritrea a sud; dall’Algeria a ovest fino all’Azerbaigian a est, controllando gran parte dei Balcani, del Vicino Oriente e del Nordafrica.

Avendo Costantinopoli come capitale e un vasto controllo sulle coste del Mediterraneo, l’Impero fu al centro dei rapporti tra Oriente e Occidente per circa cinque secoli.

Durante la prima guerra mondiale si alleò con gli Imperi centrali e con essi fu pesantemente sconfitto.

Rise_and_Fall_of_the_Ottoman_Empire_1300-1923

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Arte d'oggi Education Filosofia religioni storia

Goûter multiethnique sur l’herbe.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

“Goûter multiethnique sur l’herbe”. Nantes Jouillet 2014.

Sequenza di giuseppe campagnoli per ReseArt con oltre 1000 “i like” in rete.

And no religion too…

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