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Ma sei fuori!?

 

A un anno dall’uscita de “La città educante.Manifesto della educazione diffusa” di Paolo Mottana e Giuseppe Campagnoli, Asterios editore Trieste un convegno sulla educazione diffusa a Milano organizzato da Quartiereeducante, uno degli esperimenti di controeducazione nati in Italia recentemente e ispirati in qualche modo al Manifesto. Si parlerà non solo di educazione ma anche dei luoghi della città e del territorio teatri fondamentali ed essenziali dell’educazione dell’uomo per oltrepassare definitivamente mura scolastiche. L’architettura della città che diventa e si fa scenario della crescita e dell’apprendimento dei bambini, dei giovani e degli adulti insieme. L’architettura che finalmente non è un involucro o un contenitore ma essa stessa vita e spazio di vita. Si tratta di un’alternativa radicale all’istituzione scolastica attuale. Si debbono rimettere bambini e ragazzi in circolazione nella società che, a sua volta, deve assumere in maniera diffusa il suo ruolo educativo e formativo. La scuola dove ridursi a una base, un portale ove organizzare attività che devono poi realizzarsi nel mondo reale, tramite un progressivo adeguamento reciproco delle esigenze delle attività pubbliche e private interessate, degli insegnanti e dei ragazzi e bambini stessi. Un processo di medio-lungo periodo che tuttavia potrebbe sviluppare esperienze pilota in molti luoghi interessati e intanto mettere a punto gli strumenti urbanistici, viabilistici, legislativi e educativi in senso stretto per raggiungere tale scopo. All’apprendimento carcerario e iperprotettivo della scuola e dei suoi casamenti, privo di motivazione e connessione con la realtà si sostituisce un apprendimento realizzato in esperienze concrete, non certo accolte così come sono, ma rielaborate, riflettute e criticate dagli allievi stessi in luoghi mirati. Non più insegnanti di discipline ma mentori, guide, conduttori capaci di agevolare i percorsi di interconnessione quanto di saper creare sempre maggior autonomia e autoorganizzazione. I ragazzi e i bambini nel mondo costituirebbero una nuova linfa da troppo tempo emarginata e costringerebbero la società e il lavoro a ripensarsi, a rallentare e a interrogarsi.

 

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MA SEI FUORI ?!
Gaia educazione diffusa per l’infanzia e l’adolescenza.Un’occasione di riflessione, confronto e progettazione partendo dalla proposta pedagogica di Paolo Mottana.
Rivolto a insegnanti, educatori, dirigenti scolastici, genitori e tutti coloro abbiano a cuore l’educazione di bambine e bambini e ragazze e ragazzi. Dal primo incontro pubblico del 9 settembre i lavori di Quartiere Educante sono proseguiti positivamente: abbiamo intrapreso strade, sebbene non in discesa, comunque percorribili per la realizzazione di quanto ci eravamo prefissati. Sempre più pensiamo che un modo diverso di “fare scuola” non solo sia desiderato da molti e auspicabile, ma anche possibile!
Ne parleremo insieme al convegno allargando il discorso anche ad altre esperienze e con il contributo di esperti del settore.

Nella mattina alla tavola rotonda interverranno:

* Paolo Mottana – Docente di Filosofia dell’Educazione presso l’Università di Milano Bicocca
* Loredana Leoni – Dirigente tecnico Miur
* Remo Rostagno – Drammaturgo, insegnante
* Filippo Trasatti – Pedagogista, insegnante
* Andrea Fianco – Psicologo e psicoterapeuta

Nel pomeriggio verranno illustrati esperienze e progetti:

* Quartiere Educante con Gabriella Conte – Dirigente Scolastico
* Educazione Diffusa e Montessori con Sonia Coluccelli–Formatrice Montessori
* La città Educante con Giuseppe Campagnoli –Esperto di architettura scolastica
* Le pietre che narrano … Paesaggi futuri del-La città educante con Antonio Giulio Cosentino – Insegnante, geologo
* Quartieri Spagnoli, Quartiere Educante di Napoli con Rachele Furfaro–Responsabile progetto

Si stanno organizzando dei laboratori per bambini e ragazzi che si svolgeranno in contemporanea presso altre sale del teatro. Seguiranno dettagli.

Il convegno è organizzato da IRIS (Istituto Ricerche Immaginali e Simboliche e Controeducazione) patrocinato dal Municipio 6 – Comune di Milano e in collaborazione con CSTG (Centro Studi di Terapie della Gestalt) e Teatro del Buratto.

 

Iscrizioni a questo link: https://goo.gl/forms/C3oUk

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Architettura Milano Varia umanità

Cerco un po’ d’Africa in giardino

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“Cerco un po’ d’Africa in giardino, tra l’oleandro e il baobab…” Una Milano eclettica ed esotica non piace. A Parigi, Londra o Berlino non ci sarebbe stata polemica a tutto campo ma semplicemente l’espressione civile di opinioni diverse. Da architetto e docente che ha vissuto anni a contatto con l’educazione artistica sono colpito da tanto provincialismo. L’unica cosa scandalosa, di cui però si fa poca nota, è il perfido  sponsor multinazionale che c’è dietro l’operazione. Pensate a cosa si sarebbe detto in Italia per la tour Eiffel che altro non era se non un pilone di un ponte realizzato da Gustave Eiffel in Africa! Qualcosa dissero anche là ma poi la storia e la cultura che evolvono hanno seppellito tutto. A Milano si tratta di una aiuola effimera, una specie di scenografia di verde en passant divertente e provocatoria. Bisognerebbe allestirne tante, ovunque, naturalmente con le piante compatibili per clima ed estetica. L’Italia del centro nord ,dal lago di Como a  Sanremo dalla Versilia fino a San Benedetto del Tronto è sempre stata piena di palme, una specie autoctona d’adozione! Nella scuola della mia infanzia nelle Marche c’era un giardino di gelsi, pini marittimi e palme.Una bella famiglia variegata. Un bellissimo ricordo. La palma è un’essenza mediterranea non esclusivamente africana ed asiatica. Ma anche fosse? Un orto botanico globale urbano non sarebbe culturalmente accettabile? Questa sarebbe una globalizzazione che accetterei volentieri. Le palme come i migranti? Aiutiamole a casa loro? Povera Italia. E povere palme.

Giuseppe Campagnoli

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Alimentazione Cibo Esposizione Universale LICC Video

Expo-pop 2015. Honourable mention alla London International Creative Competition

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Il videoclip Rondeau Ex-pòp 2015 Short, prodotto da ReseArt e realizzato da Giuseppe Campagnoli ha ricevuto una Honorable Mention alla LICC (London International Creative Competition). L’unica opera d’arte riguardante l’Expo di Milano tra i vincitori. Dopo il discreto successo in rete per un video non sponsorizzato nemmeno dall’autore, questa è una buonissima notizia. Ecco la trascrizione della mail di comunicazione: “

“Dear giuseppe

As we had mentioned in our previous email, we had planned to organize a small event in London at the end of October to honor the winners of the 2014-2015 competitions.

However, after polling this year’s winners to see how many would be able to make it to London for such an event, only a handful have responded that they could attend in person. Most of the winners would need to travel from overseas and find it impossible to make such a long trip for a one-night event.

So, since the majority of the winners will not be able to make it, we have decided to cancel the event in London this year, and will instead arrange to have your trophies sent to you.

We are truly sorry to not be able to see you all and honor your achievement in person, and we appreciate your understanding. We will be contacting each of you at a later date regarding details for shipping your LICC trophy to you.

Thank you so much for your support of LICC and congratulations once again on being selected as one of our winners.”

Sincerely,
Hossein Farmani
President, LICC

 

Ecco il cortometraggio vincitore della menzione:

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ambiente Architettura consumatori decrescita Economia equità sociele Esposizione Universale EXPO 2015

Expo 2015. Girotondo pop.

Clip dedicata all’Expo 2015.

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Varia umanità

Repent e sin no more, Milano!

di Silvia Donati Silvia Donati è una coreografa di rilievo nazionale, insegnante in diverse scuole della regione Marche corsi di hip hop e modern jazz.

Mostra di AndyWarhol a Milano, Palazzo Reale (24 ottobre 2013 – 9 marzo 2014)

Una delle ultime opere di  Andy Warhol fu il ciclo di serigrafie “Repent e Sin no more” ovvero” Pentiti e non peccare più”, riferite a quel lato della religione cattolica che ha sempre puntato sul senso di colpa del fedele, e, nel momento in cui un artista “sente” l’arrivo della dipartita, eccolo qua ad espiare i propri peccati con delle opere che lasciano poco spazio all’immaginazione perché, proprio come un cartellone pubblicitario, ti invitano a pentirti finché sei in tempo. Non è un caso che nella produzione finale di Warhol questa serie di serigrafie sia stata accostata al rifacimento ossessivo/compulsivo de “l’ultima cena” di Leonardo da Vinci, quasi a voler firmare il saluto al pubblico, come tutte quelle persone che, in punto di morte, sentono il bisogno di avvicinarsi alla religione.

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Ed è proprio da qui che partiamo, dalla fine, da una delle riproduzioni de ”L’ultima cena” che occupa una delle pareti della mostra di Palazzo Reale a Milano, una parete intera per una sola opera, dalla parte opposta, su di un’altra tela di dimensioni enormi, la tecnica del camouflage, tanto cara a Warhol, è lasciata lì più da tappezzeria. Ci sarebbe da capire che sono quadri che fanno parte di una collezione, quella di Peter Brant (un ricco amico di Warhol) e della sua Brant Foundation e per questo motivo hanno tematiche, tecniche e interpretazioni diversificate, è difficile perciò creare un percorso logico che possa accumunare così tanta ecletticità, difficile ma non impossibile.