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Burkini.

Ci siamo di nuovo. Se c’è una cosa che non bisognerebbe fare è dare risalto a conflitti che ingigantiscono più se ne parla in tv,sui giornali, nei social, nei media in generale. Il caso burkini, dopo quello delle dame velate dell’islam, del burka e via discorrendo sta provocando l’ennesima pericolosa diatriba cultural-religiosa. Eh si, ancora la religione. Quando questa detta i costumi della gente e sovrasta la laicità delle nazioni, può diventare un pericolo per la libertà e le democrazie. Ammesso che si vogliano libertà e democrazia. Ne abbiamo già parlato. In questa occasione non vogliamo ripeterci ma ci esprimeremo con delle immagini eloquenti sulle mode, sui conflitti, sulla libertà della donna nelle varie culture e nei vari culti, sulle società dominate dai maschi. Per noi si può andare al mare, per strada, al cinema, in piazza e ovunque, in clergyman, tuta mimetica, scafandro, bikini e burkini, abito da suore, e via discorrendo, purchè ci si possa vedere in viso e la scelta non sia indotta o imposta da nessuno e da niente che non sia la propria libera ed incondizionata scelta. Una carrellata di pensieri e di provocazioni per riflettere. Giuseppe Campagnoli Ferragosto 2016

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Varia umanità

Assolutamente si.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Un segno inequivocabile dell’analfabetismo di ritorno. È cominciato tempo fa con le espressioni: “a monte, a valle, al limite, cioè”… Ma oggi siamo giunti al parossismo. Ogni interlocuzione pare non possa esistere senza esordire con l’“assolutamente si”. Televisione, social networks, interviste e talk show sono infestati dalla mala erba. Non ne sono immuni giornalisti, esperti, artisti, calciatori e veline e anche, ahinoi, gli scrittori! Occorrerebbe istituire il “bip” del turpiloquio per questa oscena frase e lasciare che siano gli anglofoni a dire: “absolutely yes”! La scuola dovrebbe fare la sua parte.

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