Si ripete in TV il solito teatrino sui compensi di conduttori di chiara fama, anche sedicenti progressisti, che continuano a schernirsi, tra lazzi e battute,dicendo che i loro lauti e smisurati compensi vengono dalla pubblicità e non dal canone. Mi sono sentito doppiamente raggirato poiché è palese che si aggiunge la beffa al danno
di un mercato subdolo e speculatore che usa la tv pubblica come quella privata per turlupinare i consumatori ingenui sponsorizzando format che si presentano spesso come
culturali e di servizio, con l’unico scopo di aumentare i loro non sempre meritati profitti.
I famosi giornalisti, conduttori e comici quando si sentono chiamati in causa (excusatio non petita… ) nelle saccocce, si affrettano con animosità a difendere il loro diritto di arricchirsi “onestamente” ritenendo che sia giusto e soprattutto commisurato ad una vita dignitosa (!) lo stipendio sicuramente superiore ai 5000 Euro al mese che qualsiasi bravo professionista meriterebbe per compensare il suo lavoro e soddisfare i suoi legittimi bisogni.
Queste ripetute piagnucolose pubbliche autodifese dei vecchi e nuovi divi dello spettacolo e dei media mi fanno riflettere sui professionisti, sui meriti e sui guadagni.
Queste ripetute piagnucolose pubbliche autodifese dei vecchi e nuovi divi dello spettacolo e dei media mi fanno riflettere sui professionisti, sui meriti e sui guadagni.
Se ammettiamo che un conduttore televisivo,o un comico rampante, seppure onesti contribuenti, debbano giocoforza guadagnare un milione di euro l’anno per un mestiere che,perdonatemi,non avrebbe proprio una ineluttabile valenza civile,se non quella di alimentare il consumo dei prodotti dei generosi sponsors, quanto dovrebbe guadagnare un insegnante, un preside, un medico ospedaliero,un magistrato, un poliziotto e tutte quelle figure portatrici senza clamore ed esibizionismo di vera efficienza sociale?

