Tag: tv

  • Censura sottile

    di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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    Oggi parliamo di censura sottile. A tal proposito una piccola storia:

    Gogna e gogna… Tutta la mia solidarietà a chiunque venga censurato palesemente o subliminalmente. La vorrei anche per me che scrivevo qualche editoriale del lettore, quasi regolarmente pubblicato su un noto quotidiano nazionale, finchè non ho inviato alcuni scritti sobri ma sinceri criticando, non dal punto di vista dell’ex ministro Brunetta, ma da quello della Costituzione Italiana, certi noti guadagni “diseguali”. La censura sottile pare avviarsi proprio da quando ho stigmatizzato quegli emolumenti, non proprio commensurati a capacità e merito e nemmeno finalizzati a perseguire un tenore di vita costituzionalmente “dignitoso”, erogati sia privatamente che pubblicamente a giornalisti stars, conduttori tv ed altri vips, con la scusa del “mercato”. Da quel momento credo di essere entrato a far parte della “blacklist” del quotidiano che si dice liberale e spero non sia invece solo liberista. Viva l’Italia.

    Giuseppe Campagnoli
    Professeur retraité, mais pas trop…

  • Gramellini. La lettera incriminata (2)

    di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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    Questa la lettera,inviata diverse volte, anche in forma edulcorata, che non fu mai pubblicata.

    “Si ripete in TV il solito meschino teatrino dei conduttori di chiara fama, anche sedicenti progressisti, che continuano a schernirsi, tra lazzi e battute, dicendo che i loro lauti e smisurati compensi vengono dalla pubblicità e non dal canone. Mi sono sentito doppiamente raggirato poiché è palese che si aggiunge la beffa al danno di un mercato subdolo e speculatore che usa la tv pubblica come quella privata per turlupinare i consumatori ingenui sponsorizzando format che si presentano spesso come culturali e di servizio, con l’unico scopo di aumentare i loro non sempre meritati profitti.
    I famosi giornalisti, conduttori e comici quando si sentono chiamati in causa (excusatio non petita… ) nelle saccocce, si affrettano con animosità a difendere il loro diritto di arricchirsi “onestamente” ritenendo che sia giusto e soprattutto commisurato ad una vita dignitosa (!) lo stipendio sicuramente superiore ai 5000 Euro al mese che qualsiasi bravo professionista meriterebbe per compensare il suo lavoro e soddisfare i suoi legittimi bisogni.
    Queste ripetute e, a volte piagnucolose o accalorate, pubbliche autodifese dei vecchi e nuovi divi dello spettacolo e dei media mi fanno riflettere sui professionisti, sui meriti e sui guadagni.
    Se ammettiamo che un conduttore televisivo, o un comico rampante, seppure onesti contribuenti, debbano giocoforza guadagnare un milione di euro l’anno per un mestiere che, perdonatemi, non avrebbe proprio una ineluttabile valenza civile, se non quella di alimentare il consumo dei prodotti dei generosi sponsors, quanto dovrebbe guadagnare un insegnante, un preside, un medico ospedaliero,un magistrato, un poliziotto e tutte quelle figure portatrici senza clamore ed esibizionismo di vera efficienza sociale?”

    Giuseppe Campagnoli

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