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Buonasera.Corvi, cornacchie e gazze ladre.

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Noi siamo agnostici e laici. Il fatto che una chiesa sia anche uno stato dentro un’altro stato è uno scandalo perenne ed una contraddizione in termini. Il principio sembra essere lo stesso dell’identità tra islam e regimi. Il Vaticano non è una democrazia ma una monarchia, neppure troppo parlamentare. L’enormità e che prenda soldi da un’altro stato non si sa per quale bizzarra e masochista storia italiana di un ricatto che viene da lontano e che è stato sancito da Mussolini e da Craxi popi (!!). Ora quasi per una sorta di contagio per contiguità scandali, corruzioni, gossip hanno da tempo investito lo staterello che spesso mi fa pensare ad Andorra, San Marino, Monaco, Lichtenstein… Corvi e sciacalli sparirebbero se la chiesa diventasse veramente povera e seguisse alla lettera la parabola del cammello per sé e per il mondo che la circonda nelle sue predicazioni di carità e solidarietà ma non di emancipazione ed equità sociale. Qualche prelato commentando in un talk-show (!!! i fatti ha detto che anche la chiesa dovrebbe aspirare ad un mercato equilibrato e ad una finanza controllata. Non avrebbe dovuto dire che la chiesa, secondo le idee attribuite al suo primo profeta evangelico. dovrebbe combattere la ricchezza ed agevolare il raggiungimento dell’equità sociale? Non dovrebbe dire che la carità e l’elemosina sono solo strumenti provvisori mentre si lavora per abbattere le differenze tra ricchi e poveri? Credo poco ai ciclici complotti di chi non vuol fare lavorare il papa di turno mentre credo molto ad una endemica connotazione del Vaticano come potere economico e finanziario che passa attraverso la religione e l’evangelizzazione ma ha in sé tutte le distorsioni del capitalismo, compreso il lavorio di sfruttatori, faccendieri, grand commis, truffatori, corvi e sciacalli. I, potere temporale corpore e corromperà sempre una chiesa che qualcuno voleva povera, veramente povera affinché fosse credibile nel suo messaggio e nelle sue opere. E intanto nella città-stato dello stato-città un uomo dimesso e noiosamente retorico rende omaggio ai nostri caduti, anche quelli che liberarono Roma dal Papa re. Amen.

Giuseppe Campagnoli 4 Novembre 2015

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Etruria, BancaMarche, la Banca del Campo dei miracoli e… lo Stato Pantalone.

Torna ogni settimana alla ribalta la gara un po’ opportunista e populista a difendere i clienti delle quattro banchetti fallite, senza alcun pudore!\Comitati, piazzate, promesse del governo a nome dei cittadini avveduti e tanto altro ancora. ll salvataggio delle banche che hanno fatto imbrogli e turlupinato poveri gonzi diavoli è come lodare il gatto e la volpe per aver condotto Pinocchio nel campo dei miracoli per piantare gli zecchini d’ oro sperando che dessero frutti abbondanti e risarcire il burattino per la sua dabbenaggine. Le banche sono dei “mercanti” privati che trattano con altri privati inducendoli a giocare spesso d’azzardo. Se io chiedo ad una banca di investire i miei risparmi sui mercati o sulle sue rischiose azioni (da tempo si sapeva quali banche fossero in crisi e quali fossero un po’ più truffaldine delle altre..) non sono altri che un privato un po’ “gonzo” nelle mani di un altro privato un po’ “rapace”. E allora lo Stato e io cittadino accorto e prudente dovremmo pagare per chi si è comportato come i clienti di Vanna Marchi? Dovremmo risarcire chi ha perso i suoi danari all’azzardo? L’arte di farsi fregare lasciamola con tutte le conseguenze a chi ne è stato un campione. In Italia è sempre quel certo Pantalone onesto, di buon senso ed avveduto ad aprire la borsa anche per chi, seppure con la scusa di essere poco alfabetizzato, cadesse nelle grinfie dei manigoldi di Collodi. Le lotterie in genere sono legali ma rischiose, molto rischiose. Le vannemarchi della finanza sono illegali e rischiose. E i cittadini onesti e che non si sono fatti gabbare non vogliono pagare sempre per i fessi e i furbi!

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Researtù 13 Marzo 2016

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Ci metto la faccia.L’arte di essere cittadini.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

 

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Voterò chi non insulta dalle piazze e dai salotti, per chi non dice no a tutto e a tutti, per chi non è stato mai condannato, per chi non dice mai bugie, per chi non è mai stato indagato, per chi dice esplicitamente che non è liberista, ma nemmeno liberale e che è per mettere in pratica l’equità sociale, per chi predica bene e razzola meglio. Voterò per chi non difende gli evasori, i furbi e i ladri che si nascondono dietro il dito delle troppe tasse. Voterò per chi è per una Europa più democratica, sostenibile, tollerante, lontana dalle banche e dalla finanza e vicina ai cittadini, soprattutto a quelli più bisognosi. Ecco per chi voterò. Mi pare di non avere molta scelta.

Ma comunque voterò!

 

Giuseppe Campagnoli