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Opium

Buona primavera. Deus…sive Natura.

Ci raccomandiamo allo spirito che condividiamo di Charlie Hebdo proprio in questi momenti in cui molti cercano qualcosa oltre la natura.

CAVANNA

Hé, Vous !

Vous,
les chrétiens,
les Juifs,
les musulmans,
les bouddhistes,
les hindouistes,
les shintoïstes,
les adventistes,
les panthéistes,
les « Témoins de ceci-cela,
les satanistes,
les gourous,
les mages,
les sorciers,
les yogis,
les qui coupent la peau de la quéquette
aux petits garçons,
les qui cousent le pipi aux petites filles,
les qui prient à genoux,
les qui prient à quatre pattes,
les qui prient sur une jambe,
les qui ne mangent pas ceci-cela,
les qui se signent par la droite,
les qui se signent par la gauche,
les qui se vouent au diable parce que
déçus de Dieu,
les qui prient pour que tombe la pluie,
les qui prient pour gagner au Loto,
les qui prient pour que ça ne soit pas le sida,
les qui mangent leur dieu en rondelles,
les qui ne pissent jamais contre le vent,
les qui font l’aumône pour gagner le ciel,
les qui lapident le bouc émissaire,
les qui égorgent le mouton,
les qui se figurent survivre en leurs enfants,
les qui se figurent survivre en leurs œuvres,
les qui ne veulent pas descendre du singe,
les qui bénissent les armées,
les qui bénissent les chasses à courre,
les qui commenceront à vivre après la mort…

Vous tous,
qui ne pouvez vivre sans un Père Noël et
sans un Père Fouettard,

vous tous,
qui ne pouvez supporter de n’être rien de plus
que des vers de terre avec un cerveau,

vous tous,
qui avez besoin de n’être pas nés pour mourir
et qui êtes prêts à avaler tous les mensonges ras-
surants,

vous tous,
qui vous êtes bricolé un dieu « parfait» et « bon »
aussi stupide, aussi mesquin, aussi sanguinaire,
aussi jaloux, aussi avide de louanges que le plus
stupide, le plus mesquin, le plus sanguinaire, le
plus jaloux, le plus avide de louanges d’entre
vous,

vous tous, oh, vous tous,

FOUTEZ-NOUS LA PAIX!

Faites vos salamalecs dans le secret de votre
gourbi, fermez bien la porte, surtout, et ne cor-
rompez pas nos gosses.

Foutez-nous la paix, chiens! CAVANNA
CHARLIE HEBDO Mercredi 30 juin 1993

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Arte d'oggi Educazione tecnologia

Manualità colta?

di Marco Santoro Marco-Santoro

Idea e manualità (1)

 porta della scienza

 Quale rapporto lega idea e manualità? Questi due concetti, pur essendo ben distinti, hanno per secoli caratterizzato la società umana, legati da un principio di integrazione.

Allo scopo di offrire una chiara analisi, si prenderanno in esame campi in cui l’idea e la manualità hanno contribuito reciprocamente al al loro progresso, dando vita al passaggio dalla figura dell’artigiano a quella dell’artista. Questa indagine intende esaminare le diverse situazioni venutesi a creare con il progresso. Idea e manualità sono due princìpi che appartengono all’essere vivente. Il concetto di idea è stato ampiamente trattato dalla filosofia: esso è ,per semplificare, l’oggetto e il soggetto del pensiero sia esso convergente che divergente. Ma come si spiega che noi, pur vivendo ed essendo creature caratterizzate  dall’imperfezione, abbiamo la facoltà di costruirci forme ideali?

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Educazione

Il desiderio, che cos’è.

di Angela Guardato Angela-Guardato

2014-04-02-13-51-14--1179901569O.Kokoschka, La sposa del vento, 1914.

Sabato scorso ho avuto la balzana idea, visto che non era disponibile il proiettore, di fare una lezione di introduzione alla filosofia, in prima, all’ultima ora. Pazza! Comunque tra non poche difficoltà sono riuscita ad ‘inoculare’ qualche concetto. Ho parlato anche di amore. E la domanda di una ragazzina, una delle poche davvero mature in classe, è stata semplicemente bellissima: avevo appena spiegato come la parola ‘desiderio’ venga da ‘de’ e ‘sidera’, cioè lontano dalle stelle, e come si desideri davvero solamente ciò che è ‘lontano’ da noi e che non si possiede, perché, come dice Galimberti, ciò che si è ottenuto, non lo si desidera più: lo si gode. Quindi ho detto “Ragazzi, desiderare è avere una tensione verso qualcosa che si vorrebbe raggiungere”. E la ragazzina a bassa voce, nel casotto, mi fa: “Ma prof., come si fa a mantenere quella tensione anche quando si possiede ciò che si desiderava?”… Ho capito che si riferiva alla questione amorosa (sono nate tre coppiette in classe). Le ho detto che la sua era una domanda importantissima e cruciale, e che il discorso era un po’ lungo. Da riprendere. E ho pensato: ‘Chissa quanti di noi adulti se lo chiedono…” Poi li ho lasciati col compito di ragionare su quale sia per loro la cosa più importante nella vita. Uscendo dalla classe, la stessa ragazzina mi ha rigirato la domanda. “Te lo dico la prossima volta”, le ho riposto. E ancora ci sto pensando…