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Architettura Cibo decrescita Expo Fame nel mondo Milano

Expo pop 2015. Si chiude.

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Si chiude l’evento clou dell’estate italiana. I nostri filmati-girotondo all’interno dell’esposizione mostrano ironicamente e criticamente alcuni aspetti discutibili ed evidenti della kermesse. Hanno anche meritato una menzione al London International Creative Competition. La passerella di multinazionali del cibo, delle griffe varie(spazzatura e non) e del lusso non fa onore al tema dell’esposizione e non vorremmo che la Carta di Milano fosse la solita ipocrita messa a tacere delle proprie coscienze individuali, collettive, politiche e sociali: una specie di globalizzazione del principio di carità opposto a quello di equità sociale mentre la vera azione efficace sarebbe quella di combattere, insieme alla povertà anche la ricchezza e la speculazione che sono spesso all’origine dei mali incombenti sull’umanità: guerre, fame, avversità climatiche, migrazioni forzate. Politici e gestori dell’evento gridano ai quattro venti mediatici i numeri di quello che dovrebbe essere un successo planetario.

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ambiente Architettura consumatori decrescita Economia equità sociele Esposizione Universale EXPO 2015

Expo 2015. Girotondo pop.

Clip dedicata all’Expo 2015.

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Architettura arte Esposizione Universale EXPO 2015 Milano

Girotondi all’ Expò-Pop 2015.

Un reportage  popolare, impressionista e audiovisivo sull’EXPO 2015 realizzato dall’arch. giuseppe campagnoli

 Milano 10-12 Agosto 2015.

Godetevelo su Youtube e attraverso le immagini qui sotto.

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Varia umanità

Riempire i vuoti

di Angela Guardato Angela-Guardato

Quando vado in giro, quando sono a scuola, quando sono in macchina, o passeggio col cane, insomma sempre, io osservo. Tutto. E penso. E’ più forte di me.
Mi accorgo di che giro fa una mosca in una stanza chiassosa e piena di gente, mentre ascolto cosa dicono le persone e colgo gli sguardi che si scambiano. Noto cose, insomma, come fanno in tanti.
E una delle cose che noto più spesso è questa: la gente, che poi siamo noi, riempie i vuoti. Sì. E lo fa continuamente.
Vuoti di tempo, di spazio, di affetto, di tutto. La gente riempie. L’horror vacui. Sempre lui, dietro l’angolo. La terribile paura del vuoto.

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F. Botero, Picnic, 1999.

I ragazzi che arrivano da soli a scuola, ma talvolta anche a lezione se non visti (cioè quando non possono parlare col compagno e dovrebbero ascoltare la lezione), tengono le cuffiette e ascoltano musica o trafficano col cellulare compulsivamente.