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Ci metto la faccia.L’arte di essere cittadini.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

 

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Voterò chi non insulta dalle piazze e dai salotti, per chi non dice no a tutto e a tutti, per chi non è stato mai condannato, per chi non dice mai bugie, per chi non è mai stato indagato, per chi dice esplicitamente che non è liberista, ma nemmeno liberale e che è per mettere in pratica l’equità sociale, per chi predica bene e razzola meglio. Voterò per chi non difende gli evasori, i furbi e i ladri che si nascondono dietro il dito delle troppe tasse. Voterò per chi è per una Europa più democratica, sostenibile, tollerante, lontana dalle banche e dalla finanza e vicina ai cittadini, soprattutto a quelli più bisognosi. Ecco per chi voterò. Mi pare di non avere molta scelta.

Ma comunque voterò!

 

Giuseppe Campagnoli

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Dibattito sull’Europa del futuro.

Tutti i candidati alle elezioni europee stasera al dibattito pubblico alle ore  21.00 su Euronews!

L’arte di informarsi per decidere!

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Il centesimo articolo. Una riflessione politica.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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E’ giunta l’ora di fare una riflessione. L’arte della politica è la più nobile delle arti e dovrebbe essere appannaggio di ogni cittadino. Dalla democrazia di Atene e dalla repubblica di Roma alle democrazie, sempre imperfette, di oggi, la partecipazione dei cittadini è un obbligo morale e civile. Per partecipare occorre avere delle idee proprie ed una concezione chiara della vita senza inseguire le lusinghe dei tribuni e degli oratori “pro domo sua”. Per partecipare occorre guardare tutto il campo della collettività, non il proprio misero orticello. Allora, nel momento delle scelte, sono necessarie  la conoscenza e la lucidità. Al di là delle sirene piene di lusinghe e di promesse di chi ci amministra e di chi si oppone, un consiglio per scegliere bene, o almeno preferire il male minore per la società (non solo per noi stessi quindi) è quello di farsi una specie di decalogo delle priorità. Chi rispondesse alla più parte di questa lista potrebbe avere la nostra fiducia. La chiave della scelta è questa. Non il contrario. La chiave non è aderire a chi dice sempre no o sempre si o sempre forse. La chiave è la corrispondenza o meno con i bisogni della collettività di chi si propone di rappresentarci, fino a prova contraria. Vorrei, a questo punto riproporre una  “lista minima dei legittimi desideri” per l’Italia, trasferibili, mutatis mutandis, anche in Europa, senza commenti, sperando possa essere utile per  riflettere ed aiutare a decidere anche sulla base del chi, del dove, del come e del quando verrebbero realizzati da chi ce li propone. Perchè decidere è un nostro dovere oltre che un nostro diritto.