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I critici delle arti.

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Si dice che si fa il critico d’arte (cinema,arti varie,teatro,musica,televisione…) perchè non si è capaci di esercitare quelle arti e si è tuttosommato dei mediocri lettori e spettatori. Sono d’accordo e lo sono soprattutto quando questo diventa un potere legato al mercato ed al bricolage artistico. I vari sgarbiquotidiani, bollitioliva, filippidaveri nazionali e i vari carneadi delle nostre province non fanno eccezione a questa regola. Chiunque, con un curriculum studiorum solido, fosse in grado di applicare le regole auree storiche, filosofiche e scientifiche del fare arte in tutti i campi potrebbe fare il critico senza essere asservito a nessuna parrocchia. Lo farebbe per amore e non per mercimonio, per passione e non per accademia. Le gallerie, le mostre, gli eventi e le bancarelle performanti degli artigianelli di turno non aspettano altro che l’imprimatur del critico “tromboncello” e supponente di turno per affermarsi e vendere dimenticando, come diceva Victor Hugo, che il più delle volte il successo non ha nulla a che fare con il merito e il vero talento. Nessuno può entrare nella mente dell’artista (qualora sia un vero artista) e suggerire che cosa ci sia dietro il suo agire, ma tutti possono affermare se il suo prodotto sia arte o no perchè la chiave sta nella comunicazione universale e anche personale di emozioni, pensieri, ricordi sensazioni.  Appare comunque paradossale e scandaloso che ci sia un mestiere dedicato al dire bene o male sull’operato di un artista per far sì, di fatto, che poi venda o non venda le sue opere.

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Art’è o non è?


  

OPERE D’ARTE A CONFRONTO.

 

Seguendo una scia che abbiamo disegnato in campo artistico per definire un crinale che possa far distinguere all’uomo ciò che è arte e ciò che invece è solo bottega, mercato o, peggio, bluff e truffa intellettuale e sostanziale, vi segnaliamo questa notizia apparsa oggi su La Stampa. No comment.

“Addette alle pulizie scambiano l’opera d’arte per spazzatura e la buttano”

Giuseppe Campagnoli