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Il layout dell’aula

Un titolo e un programma. Sed absit iniuria verbis.Con questa recensione, rigorosamente di parte, non intendo rompere il silenzio stampa che mi sono imposto ed ho annunciato per questo periodo; intendo solo spiegare e chiosare l’uscita di alcuni articoli che riguardano in particolare quelli che vengono ancora definiti come “gli spazi fisici della scuola.” Nel numero 6 della Rivista dell’Istruzione edita da Maggioli e pubblicata all’inizio del 2021 sono stato ospitato, come del resto altre volte, grazie all’illuminato direttore Giancarlo Cerini, che non disdegna, per fortuna, le voci fuori dal coro, con un pezzo dedicato all’Educazione diffusa. Un piccolo contraltare assai sbilanciato per l’insieme degli interventi pubblicati. Ma, comunque, 0ggi è importante esserci malgré tout.

Leggendo la rivista per intero si può agevolmente comprendere che la maggioranza degli articoli raccolti è di segno decisamente opposto all’idea di educazione diffusa che descrivo e rilevo nel mio pezzo, come una occasione perduta proprio per questi tempi in cui non tutti i mali avrebbero potuto nuocere come invece è stato. Molti autori trattano ancora di edilizia scolastica o di architettura degli “spazi innovativi” per la scuola come se non fossero mai esistiti architetti critici, veramente innovativi e decisamente non à la page quali Aldo Rossi, Giancarlo de Carlo, Colin Ward o pedagogisti e filosofi come Ivan Illich, Charles Fourier, Celestine Freinet, Maria Montessori e tanti altri. Ho l’impressione che pochi mostrino, ahimè, una seppur minima intenzione di uscire da qual recinto di cui tante volte abbiamo parlato, all’interno del quale si vuole migliorare l’esistente perché sia più efficiente, efficace ed economico.Tornano ancora infatti le tre “e” che fanno la perfetta, perfida terna con le diabolicamente perseveranti tre “i” dell’inglese, l’informatica e l’impresa e le tre “c” delle conoscenze, competenze e capacità, parole chiave della scuola mercantile e classificatoria spesso abbracciata, poveri noi, con juicio anche da un certo establishment di cosiddetta sinistra media o estrema che sia.

Vi è addirittura tra gli autori, ma non me ne meraviglio più di tanto, chi ha firmato il nostro Manifesto della Educazione diffusa ed esprime concetti decisamente opposti al suo spirito, in fatto di spazi e luoghi dell’educazione, credendo ingenuamente che si possa continuare a costruire reclusori scolastici come nell’ ‘800, salvo renderli più belli, moderni, ipertecnologici o ipocritamente iperecologici. E’ emblematico proprio per questo il titolo del pezzo che sottolinea l’occasione mancata dell’educazione diffusa perché poteva essere felicemente sperimentata ovunque in questi tempi difficili, ampliando la platea di chi, comunque, ci sta coraggiosamente provando. Cogliere l’occasione avrebbe segnato l’inizio di una rivoluzione in campo educativo e di uso della città insieme, rinunciando finalmente al funzionalismo ingenuo degli edifici monumentali e monofunzione di cui giustamente aveva intuito l’estrema perniciosità anche Giovanni Papini più di un secolo fa. Consiglio la lettura dell’articolo rigorosamente insieme a tutti gli altri. Sarà chiara la diversità profonda tra le idee e la visione del futuro per l’educazione che qualcuno si ostina ancora a chiamare “scuola” per ricomprendervi concetti separati e separanti come: istruzione, addestramento, formazione, educazione formale, informale e non formale o quello che i pedagogisti francesi chiamano con un termine veramente azzeccato: “dressement”. Comunque ancora grazie a Giancarlo Cerini che offre spazio anche al dissenso come del resto hanno fatto di recente anche le riviste Educatiodue.0, Innovatio educativa, Le Télémaque e soprattutto, infine ma non ultima Comune-info.net.

Giuseppe Campagnoli Primavera 2021

Riferimenti e note:

Grazie per la foto di copertina “rubata” all’amica appassionata insegnante Titti Tarabella nella sua scuola del mare.

AA.VV. (2018) Il Manifesto della educazione diffusa. Comune-info.net Roma

Bion W.R., (1990), Apprendere dall’esperienza, Armando, Roma

Campagnoli G. (2007) L’architettura della scuola.Franco Angeli Milano

Campagnoli G. (2016) Oltre le aule. La scuola en plein air. Apple Books

Campagnoli G. (2019) L’architettura di una città educante. ReseArt Edizioni Pesaro

Capitini A., (1967-1968), Educazione aperta. voll. I & II., La Nuova Italia,

Codello F., Né obbedire né comandare. Lessico libertario, Eleuthera, Milano.

Dewey J., (2014), Esperienza ed educazione, Raffaello Cortina, Milano.

Freinet E., Freinet C., (1976), Nascita di una pedagogia popolare, La

Nuova Italia, Firenze

Fourier C., (1966), Oeuvres complètes, Anthropos, Parigi.

Freire P., (2002), La pedagogia degli oppressi, EGA, Torino.

Illich I., (2010), Descolarizzare la società, Mimesis, Milano.

Montessori M., (2008), Educare alla libertà, Mondadori, Milano.

Mottana P., (1993), Formazione e affetti. Il contributo della psicoanalisi allo studio e all’elaborazione dei processi di apprendimento, Armando, Roma.

Mottana P., (2015), Cattivi maestri. La controeducazione di Schérer, Vaneigem,Bey, Castelvecchi, Roma.

Mottana P., Campagnoli G., (2017), La città educante. Manifesto dell’educazione diffusa. Come oltre passare la scuola, Asterios, Trieste.

Mottana.,P.Campagnoli G (2020) Educazione diffusa istruzioni per l’uso Terra Nuova Edizioni Firenze

Fourier C., (2006), Vers une enfance majeure, La Fabrique, Parigi.

Tramma S., (2009). Pedagogia della comunita . Criticita e prospettive educative, Franco Angeli,Milano.

Vigilante A., Vittoria P., (2011), Pedagogia della liberazione. Freire, Boal, Capitini, Dolci, Edizioni del Rosone, Foggia.

Ward C., (2018), L’educazione incidentale, Eleuthera, Milano

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La scuola diffusa. Una storia da raccontare.

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In previsione di un seminario che potrebbe coinvolgere l’amministrazione scolastica, quella locale e una università, ho preparato una sintesi storica del progetto “La scuola diffusa” che da anni sto curando in attesa di sviluppi concreti e che verrà letta e discussa ufficialmente alla prima occasione pubblica utile.

Il progetto ha tratto spunto da un’idea che era già in nuce nel libro “L’architettura della scuola” edito da Franco Angeli nel 2007. Il volumetto suggeriva una concezione innovativa degli spazi per l’apprendere poi sviluppata in successivi saggi, articoli, iniziative e attività di ricerca. E’ il momento di fare la storia di questa proposta e intraprendere la strada per un dibattito più ampio e, auspicabilmente, una sua sperimentazione concreta. Confesso che l’idea è complessa e prefigura per la sua attuazione una diversa organizzazione di tempi e luoghi della scuola. La Buona Scuola dice di muoversi nella direzione di una rivoluzione organizzativa ma nulla si dice di nuovo sull’edilizia scolastica se non provvedere a tappare i buchi della sicurezza e tamponare una obsolescenza ormai cronica. Il discorso potrebbe essere ribaltato. Autonomia scolastica, flessibilità, tempi scuola, forse non possono affatto innovarsi se irrigiditi in aule, corridoi, uffici, laboratori inflessibili e per nulla in osmosi con il territorio. E’ tempo di cambiare veramente la prospettiva e tornare ad una specie di scuola peripatetica. Possibile, auspicabile, moderna.

Giuseppe Campagnoli

Ecco il link al testo integrale:

 La scuola diffusa 2016. Una storia da raccontare.

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Classici e attuali: Leopardi

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Cominciamo questo nuovo anno (bisestile!) pubblicando uno ad uno, settimanalmente, editoriali e articoli di architettura, scuola, arte e varia umanità apparsi a firma del nostro redattore Giuseppe Campagnoli su La Stampa vecchia gestione e sulla rivista educativa on line Educationdue.0.

Gi articoli e le lettere, scritti tra i 2010 e il 2015 sono stati raccolti in una antologia intitolata “Ritagli”, già recensita su questo blog.

Iniziamo con il primo e più lontano nel tempo: “Classici ciòè attuali” La Stampa Marzo 2010.

Una «rilettura» dei testi antichi che non sia semplice traduzione renderebbe comprensibili libri altrimenti ostici ai più. Come un certo “Discorso” del Leopardi. La lingua italiana, purtroppo, già dall’Ottocento a oggi si è trasformata tanto da essere quasi un’altra lingua. Senza contare che anche i dialetti spesso costituiscono dei veri e propri linguaggi a sé e contribuiscono a complicare la comprensione nel parlare e nel leggere. D’altra parte, anche le traduzioni di autori stranieri in italiano spesso ne hanno svilito il testo e molto più spesso hanno prodotto decisamente«un altro libro». Lascerei leggere a dotti e studiosi i testi originali laddove questi siano arcaici, complessi e incomprensibili ai più. Per non impedire al lettore poco colto di cogliere i messaggi di poeti e letterati importanti praticherei la via di una «rilettura» che non sia una traduzione vera e propria ma una specie di «remake»qualificato e rispettoso del significato e del messaggio dei testi dei classici ormai lontani nel tempo. Ho provato io stesso a fare un rispettoso esperimento con il mio amato concittadino Giacomo Leopardi: ho tentato di rendere comprensibile anche al lettore meno dotato l’essenza del “Discorso sullo stato presente dei costumi degli italiani” che ho trovato straordinariamente attuale e quasi miracoloso nel descrivere gli italiani come sono stati e come sono ancora oggi nella quotidianità e nella società. Chi lo ha letto, anche poco avvezzo a leggere libri, lo ha apprezzato e mi ha testimoniato lo stupore per essere riuscito a rendere attuale un saggio che altrimenti sarebbe stato compreso da pochi eletti e che non sarebbe stato utile a una riflessione profonda sull’attuale italico malessere. Anche un solo lettore in più di un testo altrimenti considerato datato, ostico, involuto, prolisso e sostanzialmente incomprensibile, costituisce un risultato di crescita per la cultura e, in questo caso, per la democrazia.

Giuseppe Campagnoli

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Ritagli. Un e-book di articoli e brevi saggi.

E’ in disponibile gratuitamente su iTunes Store ed iBook store l’antologia “Ritagli” di Giuseppe Campagnoli. Il volumetto raccoglie articoli, lettere e saggi pubblicati su La Stampa e Educationdue.0 tra il 2010 e il 2015.

Ecco il link.

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Ritagli

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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A breve un e-book gratuito su iBook e iTunes che raccoglie un lustro di articoli e saggi di giuseppe campagnoli sul quotidiano La Stampa  come scrittore-lettore e sulla rivista telematica Educatiodue.0 edita da RCS Libri e diretta da Luigi Berlinguer. Tutto gratis et amore dei o piuttosto amore scolae, artis et architecturae. Chi volesse divertirsi a leggerlo potrà farmi pervenire qualche commento e ” recensione” su questo blog o su FB. Grazie!! Ho concluso la mia attività di articolista volontario perché sto concludendo il terzo e ultimo libro (probabilmente un e-book autoprodotto, visto che nemo propheta in patria e che tutti sono ormai scrittori!) sull’architettura scolastica: “Aprite le aule!”.

Giuseppe Campagnoli

28 Maggio 2015

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didattica mobbing pedagogia università

Storie universitarie di ordinaria follia. Non solo scuola.

di Giuseppe Campagnoli

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