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The scattered school: beyond the classrooms

 

The scattered school: beyond the classroom.

Translation by Emilio Campagnoli, Samantha Broker and Rosa Serena Tetro

Versione in italiano:
la-scuola-diffusa-oltre-le-aule

 

My classroom en plein air. Giuseppe Campagnoli 2013

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Research on architecture for learning and on what are called education facilities or school buildings is growing. But not all that glitters is gold and in my experience I have noticed that, as Manfredo Tafuri said, at least 9 books out of 10 must be read diagonally. I have not found anything actually new and groundbreaking in literary essays and experiments carried out in Europe or elsewhere in the world.

Change can start from an idea that is already described in my book The Architecture of School published by Franco Angeli, Milan, 2007. In the book I suggest an innovative idea of learning spaces. It is time to start a wider debate and, hopefully, put the ideas into practice.

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“The Architecture of School

An idea for culture and learning spaces

 “The Architecture of School, to paraphrase the title of the famous book Architecture of the City by Aldo Rossi, is the result of more than thirty years’ experience in the field of culture, art, school, architecture and public administration. It is neither a handbook on the theory of design, nor a technical essay. On the contrary. It is partially an auto-biographical reflection, a “poetical” proposal addressed to designers, administrators and workers in the field of cultural heritage and education. It aims to finally build and strengthen the idea of learning spaces and the exhibition of culture beyond fashion, clichés and the lack of expertise of many -maybe too eclectic – professionals.The first part of the book, after a short theoretical introduction, contains an historical-architectural digression and a summary of the functional and formal evolution of the places in Italy where culture, pedagogy and didactics are created and shared.

The second part which consists of many chapters regarding many compositional and planning aspects, presents the concrete proposal for a new architectural style for buildings which are usually neglected.  The only exceptions are the rare “white elephants” and “monuments” to administrators, to sponsors or to “famous architect divas” of the time. At the end there is a series of pictures, as well as the author’spersonal thoughts and experiences, which conclude the topics discussed in the book with an open view.

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Architettura arte Esposizione Universale EXPO 2015 Milano

Girotondi all’ Expò-Pop 2015.

Un reportage  popolare, impressionista e audiovisivo sull’EXPO 2015 realizzato dall’arch. giuseppe campagnoli

 Milano 10-12 Agosto 2015.

Godetevelo su Youtube e attraverso le immagini qui sotto.

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Architettura Arte d'oggi arte della politica artisti istruzione artistica Italy Musica pedagogia sostenibilità storia dell'arte Varia umanità

ReseArt. Il blog di tutte le arti.The blog of arts.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

ReseArt (Reseau Art) is the blog of an ideal network of information, research and art education. The added value of the blog is that for “arts” means all of the arts in an extended sense of the term. The themes of the news, articles and pages concern the commonly understood Arts (Architecture, Visual Arts, Design, Music, Photography, etc.) and the Arts as a fundamental human activity (art of politics, art of rhetoric, education , philosophy …) according to a cut also educational.Contact the editors to learn more or submit your files for selection at the following address: researt49@gmail.com

ReseArt (Réseau Art) es el blog de una red ideal de la información, la investigación y la educación artística. El valor añadido del blog es que para “artes” significa todas las artes en un sentido amplio del término. Los temas de las noticias, artículos y páginas afectar las Artes comúnmente entendidos (Arquitectura, Artes Visuales, Diseño, Música, Fotografía, etc.) y las artes como una actividad humana fundamental (arte de la política, el arte de la retórica, la educación , filosofía …) de acuerdo con un corte también educativo.Póngase en contacto con los editores para obtener más información o enviar sus archivos para la selección en la siguiente dirección: researt49@gmail.com

ReseArt (Réseau Art) est le blog d’un réseau idéal de l’information, la recherche et l’éducation artistique. La valeur ajoutée du blog est que pour «arts» désigne tous les arts dans un sens large du terme. Les thèmes de la nouvelles, des articles et des pages concerner les Arts communément comprises (architecture, arts visuels, design, musique, photographie, etc.) et les arts comme une activité humaine fondamentale (art de la politique, l’art de la rhétorique, de l’éducation , la philosophie …) selon une coupe aussi éducatif. Contactez les rédacteurs en savoir plus ou soumettre vos fichiers pour la sélection à l’adresse suivante: researt49@gmail.com

ReseArt (Reseau Artistique) è il blog di una rete ideale di informazione, ricerca ed educazione artistica. Il valore aggiunto del blog è che per “arti” si intende l’insieme delle arti in una accezione estesa del termine. I temi delle notizie, degli articoli e delle pagine riguardano le Arti comunemente intese (Architettura, Arti figurative, Design, Musica, Fotografia etc.) e le Arti come attività fondamentali dell’uomo (Arte della politica, arte della retorica, dell’educazione, della filosofia…) secondo un taglio anche educativo. Contatta la redazione per saperne di più o invia i tuoi file per la selezione al seguente indirizzo: researt49@gmail.com

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Varia umanità

Lo sguardo educato (7)

di Nikla Cingolani Nikla ritratto

La città in bottiglia

 Il Panorama costituiva una struttura architettonica nuova e quindi all’architetto era riconosciuto un ruolo fondamentale. Barker nel suo brevetto descrive molto bene come scritto nell’articolo Lo sguardo educato (2). I primi Panorami non avevano un aspetto elaborato e sembravano davvero delle tozzi “bottiglioni”. La società dei consumi e del tempo libero accolse con meraviglia lo show biz dei Panorami che, tuttavia, conobbe anche un calo di consensi dopo le tante rappresentazioni di battaglie e città lontane. Bisognava cambiare e perfezionare la struttura e le attrattive per riaccendere la popolarità del Panorama. Una vera e propria innovazione fu il Colosseum di Hornor che aprì al pubblico nel 1829 presso il Regents Park a Londra e divenne subito un’attrazione alla moda e un punto d’incontro per i turisti. Decimus Burton lo progettò secondo il modello del Pantheon, con un diametro di 38 m. e un’altezza di 24 m. Come ebbe a notare Hittorf, il Colosseum è la copia-interpretazione del Pantheon realizzato da Canova a Possagno.

Il Colosseum di Decimus Burton, incisione da Londrees Modernes, Parigi 1862. Antonio Canoca (1757-1882), Tempio canoviano, Possagno. Terminato nel 1870, dopo la morte dello scultore, ne accoglie la tomba.
Il Colosseum di Decimus Burton, incisione da Londrees Modernes, Parigi 1862.
Antonio Canoca (1757-1882), Tempio canoviano, Possagno. Terminato nel 1870, dopo la morte dello scultore, ne accoglie la tomba.

Il gigantesco panorama dipinto da Thomas Corner, rappresentava la vista di Londra dal campanile della Cattedrale di St. Paul. Al centro si alzava una torre definita con gli stessi parametri del campanile. Alta 11,5 m. racchiudeva un ascensore centrale e scale a doppia elica. Da qui si raggiungeva la piattaforma di osservazione. Al di sotto della torre da cui si osservava il Panorama si apriva una vasta rotonda con la funzione di spazio espositivo per sculture. E poi serre e sale per intrattenimenti vari. All’esterno era stato costruito un parco che con l’aiuto di specchi e trucchi scenografici appariva notevolmente più vasto di quanto non fosse in realtà. Fontane, cascate, grotte, terrazze, fiori e piante esotici, passaggi sotterranei, un giardino zoologico e anche un cottage svizzero dalla cui finestra si poteva ammirare un torrente e una cascata. Alla sera il giardino era illuminato da lampade a gas nascoste tra le piante mentre una luna artificiale risplendeva in cima all’edificio.

Colosseum, veduta interna con il panorama di Londra, prima del suo completamento, Guidhall Library, Corporation of London.
Colosseum, veduta interna con il panorama di Londra, prima del suo completamento, Guidhall Library, Corporation of London.
Cottage svizzero nel parco del Colosseum
Cottage svizzero nel parco del Colosseum

In un testo di Edward Walford, tratto da Old and New London, si legge: “In alcune dimore nel Regent’s Park vi hanno abitato illustri personaggi tra cui Ugo Foscolo, durante l’esilio dall’Italia. Qui si costruì un cottage (il famoso Dygamma Cottage presso South Bank a Regent’s Park) arredato lussuosamente e con gusto. Ai suoi amici diceva: “ Ricco o povero morirò da gentiluomo, in un letto pulito, circondato da busti di grandi uomini…e siccome dovrò essere seppellito in Inghilterra, sono felice di avere, per il resto della mia vita, un cottage indipendente, circondato da arbusti e fiori, dove coustrirò una piccola abitazione per il mio cadavere”. In realtà morì a Turnham Green nel 1827 e fu seppellito a Chswick.”

La tomba di Ugo Foscolo nel cimitero di St. Nicholas a Chiswick. dopo decenni di degrado è stata restituita al dovuto decoro pur non contenendo più i resti del poeta trasferiti nel 1871 in Santa Croce a Firenze.
La tomba di Ugo Foscolo nel cimitero di St. Nicholas a Chiswick.
Dopo decenni di degrado è stata restituita al dovuto decoro pur non contenendo più i resti del poeta trasferiti nel 1871 in Santa Croce a Firenze.

Per mantenere un tale progetto sempre all’altezza per soddisfare le aspettative del pubblico servivano finanziamenti importanti. Hornor non fu più in grado di pagare i suoi debiti. Susseguirono altri imprenditori ma la gestione fu sempre in perdita. Il colosseum fu demolito nel 1875.

Come abbiamo già detto il Panorama nasce a Londra ma la vera capitale fu Parigi. Nel 1799 Robert Fulton si accordò con Barker e fu il primo a mettere in atto l’importante licenza con la costruzione del primo teatro circolare al Jardin des Capucines. Tra il 1800 e 1801 si aprirono una dopo l’altra altre due rotonde nei giardini dell’Hotel de Montmorency-Luxembourg, nel Boulevrda Montmatre, demolite poi nel 1831. Nel 1809 fu inaugurata una nuova rotonda all’angolo di Boulebard des Capucines e Rue-St-Augustin. Nel 1831 Charles Langlois, primo ufficiale di Napoleone aprì la sua rotonda in Rue des Marais-du-Temple inaugurata con la Battaglia navale di Navarino. Una delle grandi innovazioni fu la piattafarma con i connotati della poppa di una nave dove lo spettatore era chiamato a partecipare alla battaglia trovandosi al centro dell’azione. Langlois perfezionò l’imitazione del terreno, potenziò l’effetto con l’illuminazione a gas per simulare il fuoco, e ventilatori per mutare la brezza del mare. Il successo fu clamoroso tanto che l’architetto Jaques Ignace Hirtoff, richiese la costruzione di una rotanda dal diametro di 40 m. a nord dei Champs Elyséè tra Cours la Reine e Grand Carré de Fetes. L’architetto progettò una rotonda molto innovativa con accorgimenti da sperimentare. La finalità era di rivelare un maggior senso di illusione con pochi ed essenziali accorgimenti come modificare il disegno del tetto in modo da eliminare l’asse centrale, liberando completamente la piattaforma.

J. I. Hirtoff, Rotonda dei Panorama a Champ Elyséè, prospetto e sezione, da Reveue Générale de l'Architecture, 1841
J. I. Hirtoff, Rotonda dei Panorama a Champ Elyséè, prospetto e sezione, da Reveue Générale de l’Architecture, 1841

Questo significava che la copertura non poteva più reggersi su un sostegno centrale da dove entrava la luce naturale, un problema che avrebbe condizionato l’intera struttura. Pensò di adottare i nuovi materiali ed una nuova tecnica costruttiva ma la sua sfida ai modelli tradizionali spaventò il costruttore. Il panorama di Hirtoff non venne mai realizzato secondo il suo progetto ma fu costruito in una versione modificata, molto più pesante e massiccia. Il progetto di Hirtoff senza il sostegno centrale diventò un riferimento obbligato per le successive costruzioni.

Continua….

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Architettura Bretagne escaliers Jean Nouvel Nantes Pays de Loire

Les escaliers.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

In una disquisizione sull’architettura moderna  tra il mio amico di Nantes Denis Brochet e un mio conoscente JP Cornill de La Boule (località balneare bretone prestigiosa per i parigini, tipo quelle della Versilia o la costa ligure sebbene fondata da mercanti di schiavi..)  è scaturito uno scambio di opinioni sull’edificio del tribunale di Nantes ad opera dell’archistar (ancora!) Jean Nouvel di cui vi offro la mia versione (in francese). Alla fine  il Sig. Cornil mi ha inviato una specie di presentazione compromissoria sulle “scalinate” nel mondo, Non male! Meglio raggiungere la natura che brutti edifici!

“Le tribunal de Nantes: une histoire pas seulement d’architecture

Libération écrivait sur l’esthétique carcérale du tribunal de Nantes et sur la symbolique pesante.

La justice ou la répression?

La transparence est blessée par le noir et l’obscurité et enfermée par les barreaux d’une prison ante-litteram.

Jean Nouvel, Renzo Piano, Rogers, Gery, ne sont pas mon idéal d’architecture. Ils sont des constructeurs de machines mirabolantes: ni d’architecture ni d’art.

Ils sont aussi les “archistars” du marché, les mauvais épigones de Mies Van der Rohe, Gropius et Le Corbusier et les partisans d’un discutable néorationalisme et d’une technicité contemporains.

Pour moi l’architecture est terminée dans les premières années du XIX ème siècle.

L’architecture, comme l’art, doivent etre emphatiques, à l’échelle humaine, vivables et accueillants.

L’architecture n’est pas le manifeste de la mégalomanie et du narcissisme des architectes!

Sur le blog.des-tours-de-france on peut lire “Son architecture simple exprime la force, supposée vertu de la justice, et utilise la transparence par de grandes parois vitrées, autre nécessité de la justice. La couleur extérieure dominante est le noir, et Jean Nouvel a utilisé, dans un style moderne, les formes classiques du péristyle et des colonnes. Les salles d’audience sont en bois rouge. Je n’aimerais pas être justiciable en ce lieu, je trouve cet endroit oppressant est ce peu être volontaire, le noir tant extérieur qu’intérieur marié avec le rouge sang des salles, mais aussi des moquettes en étage me donne une étrange sensation…”

J’ai trouvé la lettre d’un cher ami nantais, qui m’a inspiré cette réflexion, très “constructive” et “poétique”. C’est vrai: le Tribunal de Nantes est une architecture sans hormone mais aussi sans humanité et sans esprit: une machine à juger (au contraire de la “machine à habiter” de LeCorbusier), un espace absent et vague.

Si l’architecture et l’art doivent avoir une fonction de communication et d’usage esthétique et humain, le tribunal de Nantes est une boite et une bete noire! L’architecture publique doit protéger, réconforter, guider et se faire reconnaitre en dialoguant avec les architectures historiques, la ville et la nature. L’architecture doit provoquer empathie et sympathie, et non pas aliénation ni sujétion ou indifférence.

Je suis d’acord: il faut le détruire comme beaucoup d’autres mauvaises architectures en Europe et dans le Monde désormais globalisé pour le mal. Ma pioche est prete! Parfois le fait de penser une architecture et de la dessiner avec un CAD plutot que avec la main, produit des prisons au lieu d’un batiment scolaire, d’un tribunal, d’une église!”

Giuseppe Campagnoli,  Novembre 2014

Escaliers

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Architettura Arte d'oggi

Sensing Spaces. Royal Academy London

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