Categorie
Varia umanità

Se tu (non) torni.

di Angela Guardato Angela-Guardato

1897 Her Eyes are with her Thoughts oil on wood sir lawrence alma tadema
Sir Lawrence Alma Tadema, Her eyes are with her thoughts, 1897, oil on wood

Chi può dire di non essere mai stato affetto da nostalgia? Nessuno. La nostalgia infatti pertiene all’uomo e non vi è esistenza che se ne possa esimere. Non è peraltro scorretto utilizzare il termine affetto da, perché la nostalgia è uno stato psicologico di grande tristezza e talvolta dolore (che può sfociare appunto nel patologico) per la lontananza da persone o luoghi a cui si è affezionati, o per situazioni del passato che si vorrebbero fortemente rivivere.
Così, chi è nostalgico vive nell’ansia che qualcosa o qualcuno ritorni: ‘nostalgia’ viene infatti dal greco νόστος (ritorno) e άλγος (dolore): “dolore del ritorno”.

Categorie
Varia umanità

Contrasti, opposti e spazi. In amore e non.

di Angela Guardato Angela-Guardato

M. C. Escher, Giorno e notte, xilografia, 1938.
M. C. Escher, Giorno e notte, xilografia, 1938.

Un mesetto fa, di primo pomeriggio, leggevo allo sgambatoio del parco Miralfiore un libercolo regalatomi da una cara amica, mentre il cane razzolava solo, felice e libero nel recintino ad hoc. Era aprile, c’era il sole ed erano circa sedici gradi. Un bel contorno. La lettura del libro deve avermi fatta pensare ad alcune cose che ho appuntato sul tablet e poco fa ritrovate. Questo il pensiero.
Come si dice in questo libro, (“Il fucile da cacccia” di Yasushi), “la vita è essenzialmente una fregatura, tinta di grande tristezza”. Bene, questa frase mi sembra molto bella, primo perché penso sia vero, secondo perché è l’accostamento di un termine quasi dialettale ad un’espressione estremamente poetica, pur se negativa. Insomma, un bel contrasto. Come starmene qui en plein air, in mezzo al verde, a leggere su una panchina di legno allo sgambatoio mentre tengo d’occhio Lucky, annegata dal sole, ma allo stesso tempo, mossa dall’aria ancora freddina che contrasta col calore del sole.
Il contrasto, quello che ci fa vivere. Ah, se non esistessero i contrasti! Sai che noia! Ben lo sapeva Eraclito, che poi in realtà parlava propriamente di opposti. Che sono dei contrasti esasperati. E senza di essi non ci sarebbe vita. Nessuna percezione di luce senza buio, (cioè assenza di luce), nessun caldo senza freddo, (cioè assenza di calore), nessuna felicità senza dolore, (cioè assenza di gioia), e così via.

Categorie
Educazione

Il desiderio, che cos’è.

di Angela Guardato Angela-Guardato

2014-04-02-13-51-14--1179901569O.Kokoschka, La sposa del vento, 1914.

Sabato scorso ho avuto la balzana idea, visto che non era disponibile il proiettore, di fare una lezione di introduzione alla filosofia, in prima, all’ultima ora. Pazza! Comunque tra non poche difficoltà sono riuscita ad ‘inoculare’ qualche concetto. Ho parlato anche di amore. E la domanda di una ragazzina, una delle poche davvero mature in classe, è stata semplicemente bellissima: avevo appena spiegato come la parola ‘desiderio’ venga da ‘de’ e ‘sidera’, cioè lontano dalle stelle, e come si desideri davvero solamente ciò che è ‘lontano’ da noi e che non si possiede, perché, come dice Galimberti, ciò che si è ottenuto, non lo si desidera più: lo si gode. Quindi ho detto “Ragazzi, desiderare è avere una tensione verso qualcosa che si vorrebbe raggiungere”. E la ragazzina a bassa voce, nel casotto, mi fa: “Ma prof., come si fa a mantenere quella tensione anche quando si possiede ciò che si desiderava?”… Ho capito che si riferiva alla questione amorosa (sono nate tre coppiette in classe). Le ho detto che la sua era una domanda importantissima e cruciale, e che il discorso era un po’ lungo. Da riprendere. E ho pensato: ‘Chissa quanti di noi adulti se lo chiedono…” Poi li ho lasciati col compito di ragionare su quale sia per loro la cosa più importante nella vita. Uscendo dalla classe, la stessa ragazzina mi ha rigirato la domanda. “Te lo dico la prossima volta”, le ho riposto. E ancora ci sto pensando…

Categorie
Varia umanità

Quel “Non mi voglio impegnare”…

di Angela Guardato Angela-Guardato

Riflessione serale leggera scaturita da chiacchiera con amica in chat.

Francesca-Woodman-3-620x388Foto di Francesca Woodman

Orbene, chi non si è mai sentito dire, impelagato in una liaison amoureuse di sorta, ad un certo punto: “Mi dispiace, ma non voglio niente di più. Non mi voglio impegnare”…
Ecco, mi raccontava una mia amica di una sua amica, lasciata di fronte all’orribile dictu senza averci capito granché. Certo, penso e le dico, non c’è nulla da capire, perché la sua assurdità assertiva è lapalissiana ed assrurge ad antonomasia di certo tipo di persona, di solito maschio dai 40 in su, quando cioè l’ardore sessuale si è un tantino placato e l’idealizzazione amorosa è ormai svanita, sorpassata dall’involontario raziocinio, per quanto mesto e cinico possa essere.