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Quale anarchia?

Yannick Haenel su Charlie Hebdo.

Traduzione di Giuseppe Campagnoli

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Crediamo nell’anarchia? Il paradosso di tante meno edificanti anarchie oltre quella vera e libertaria.

“L’anarchia mi è sempre apparsa più interessante della democrazia”.Questa frase del filosofo italiano Giorgio Agamben mi piace. L’ho appena letta in “Creazione e anarchia” sottotitolo: “L’opera nell’età della religione capitalista” tradotto dall’italiano da Joel Gayraud (Bibliothèque Rivages). Anarchia o democrazia? E’ una domanda che merita di essere posta. Effettivamente un anarchico non è uno contro la democrazia bensì uno che la considera insufficiente; un anarchico in realtà vuole più democrazia, vuole una democrazia illimitata. L’anarchico respinge l’autorità, rifiuta la validità dell'”arché“, un termine che in greco significa al tempo stesso il principio e l’ordine; l’anarchico vorrebbe che tutto cominciasse ad ogni istante e che il tempo stesso fosse liberato dalle sue catene.

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In questo piccolo libro limpido e radicale, sèguito di altri saggio appassionanti come “Il fuoco e il racconto” oppure “Nudità”,Giorgio Agamben va ancora più lontano e approfondisce un’idea di Walter Benjamin “Il capitalismo come religione” che ribalta il nostro modo di pensare:  l’anarchia invece di essere il contrario del capitalismo non ne potrebbe essere invece l’essenza? Agamben fa notare che: “un potere non cade  quando non gli si obbedisce più ma quando cessa di dare ordini” Questo sarebbe il senso stesso della crisi senza fine dei governi occidentali. La stupidità mediatica si chiede oggi se dopo l’Italia e il Belgio non sia il turno della Francia di diventare un paese ingovernabile. A parte gli scherzi: sarebbe tempo di accorgersi che non solo nessun paese è ormai governabile ma che l’ingovernabilità ha rimpiazzato la politica dopo che il capitalismo finanziario ha preso il potere. Infatti il capitalismo non ha più bisogno di dare ordini: come si potrebbe infatti oggi disobbedire al mercato? Agamben ritorna su di un evento importante ma poco ricordato che è accaduto il 15 Agosto 1971. Quel giorno Richard Nixon dichiarò che la conversione del dollaro in oro era sospesa. Svuotando il danaro di tutto il suo valore questa decisione apriva la porta a chi cinquant’anni più tardi si sarebbe impadronito del pianeta: il regno irreversibile della speculazione. Sul dollaro americano si legge “In God We Trust”. All’epoca della convertibilità della moneta in oro una scritta come quella aveva il senso di una fede. La banca, che non è altro che una macchina per fabbricare credito, aveva il placet della Chiesa che gestiva la fede. Oggi il danaro vale per sè stesso e quindi non vale nulla. Non c’è quindi più bisogno di credere in lui. Svuotandosi di ogni rapporto con la fede la società ha realizzato a pieno la sua perversione. Così viviamo sotto il dominio di una specie di anarchia globalizzata che ci controlla, anche noialtri poveri anarchici, senza pietà.”

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Opium

Buona primavera. Deus…sive Natura.

Ci raccomandiamo allo spirito che condividiamo di Charlie Hebdo proprio in questi momenti in cui molti cercano qualcosa oltre la natura.

CAVANNA

Hé, Vous !

Vous,
les chrétiens,
les Juifs,
les musulmans,
les bouddhistes,
les hindouistes,
les shintoïstes,
les adventistes,
les panthéistes,
les « Témoins de ceci-cela,
les satanistes,
les gourous,
les mages,
les sorciers,
les yogis,
les qui coupent la peau de la quéquette
aux petits garçons,
les qui cousent le pipi aux petites filles,
les qui prient à genoux,
les qui prient à quatre pattes,
les qui prient sur une jambe,
les qui ne mangent pas ceci-cela,
les qui se signent par la droite,
les qui se signent par la gauche,
les qui se vouent au diable parce que
déçus de Dieu,
les qui prient pour que tombe la pluie,
les qui prient pour gagner au Loto,
les qui prient pour que ça ne soit pas le sida,
les qui mangent leur dieu en rondelles,
les qui ne pissent jamais contre le vent,
les qui font l’aumône pour gagner le ciel,
les qui lapident le bouc émissaire,
les qui égorgent le mouton,
les qui se figurent survivre en leurs enfants,
les qui se figurent survivre en leurs œuvres,
les qui ne veulent pas descendre du singe,
les qui bénissent les armées,
les qui bénissent les chasses à courre,
les qui commenceront à vivre après la mort…

Vous tous,
qui ne pouvez vivre sans un Père Noël et
sans un Père Fouettard,

vous tous,
qui ne pouvez supporter de n’être rien de plus
que des vers de terre avec un cerveau,

vous tous,
qui avez besoin de n’être pas nés pour mourir
et qui êtes prêts à avaler tous les mensonges ras-
surants,

vous tous,
qui vous êtes bricolé un dieu « parfait» et « bon »
aussi stupide, aussi mesquin, aussi sanguinaire,
aussi jaloux, aussi avide de louanges que le plus
stupide, le plus mesquin, le plus sanguinaire, le
plus jaloux, le plus avide de louanges d’entre
vous,

vous tous, oh, vous tous,

FOUTEZ-NOUS LA PAIX!

Faites vos salamalecs dans le secret de votre
gourbi, fermez bien la porte, surtout, et ne cor-
rompez pas nos gosses.

Foutez-nous la paix, chiens! CAVANNA
CHARLIE HEBDO Mercredi 30 juin 1993

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L’affair Battisti

 

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“Battisti in cella e i fascisti fuori. (Quello che molti italiani non sanno o fingono di non sapere) di Jean-Yves Camus da Charlie Hebdo del 23 Gennaio 2019. Traduzione di G.Campagnoli
Cesare Battisti ormai è in galera, condannato all’ergastolo perchè implicato in quattro omicidi commessi da un gruppo armato di estrema sinistra. Lui nega i fatti. Questo non rende nè gloriosa nè accettabile l’ideologia, che Battisti abbraccia, dei Proletari armati per il comunismo. Costoro trovavano rivoluzionario uccidere dei piccoli commercianti supposti militanti di estrema destra mentre verosimilmente si trattava solo di abbiette rapine mascherate da atti politici.

Quello che invece genera un profondo malessere sono i due pesi e due misure difronte ai protagonisti degli anni di piombo in Italia. In quel periodo non c’era che il terrorismo rosso: ma i gruppi fascisti intanto si impegnavano nel terrorismo nero. Questi, con l’appoggio di parte degli apparati statali, a volte perfino istigati da questi, si sono lanciati in una strategia della tensione tesa a giustificare un colpo di Stato attribuendo all’estrema sinistra la responsabilità delle stragi di Piazza Fontana a Milano, del treno Italicus, della stazione di Bologna e di tanti altri delitti. Nel periodo dagli anni 60 agli 80, quando il Partito Comunista Italiano era il più potente dell’Europa occidentale e si trovava sulla soglia del potere, una parte della polizia, dell’esercito e dei servizi segreti (n.d.t: che hanno degni eredi ahinoi anche oggi) ma anche della Democrazia Cristiana trovava il suo tornaconto politico e di potere nelle azioni armate dei fascisti. Come pure la Nato d’altronde. Ma oggi, il comunismo italiano è morto e la socialdemocrazia sopravvive appena. Allora c’è come un odore di rivincita da parte dei fascisti quando Bolsonaro libera Battisti per il suo amico Matteo Salvini. E fa paura di contro che il settimanale di sinistra L’Espresso pubblichi un reportage per dimostrare che tanti dei maggiori protagonisti del terrorismo nero sono ancora in attività. Il caso più sorprendente è Stefano delle Chiaie, 82 anni. Una sorta di leggenda, fondatore di Avanguardia Nazionale, gruppo citato, a torto o a ragione, quasi in tutti i dossiers sul terrorismo degli anni di piombo, implicato nei Gruppi Antiterroristici di Liberazione che davano la caccia ai militanti dell’ETA in Spagna,  attivo in numerosi paesi latino-americani come in Bolivia con Klaus Barbie. Ebbene, Avanguardia Nazionale esiste ancora e fa da tramite tra i vecchi e i giovani che si ritrovano anche in un locale di proprietà del comune di Roma che ha lasciato libero di occuparlo a Stefano delle Chiaie dopo il suo ritorno in Italia nel 1991. L’eurodeputato leghista Mario Borghezio ci avrebbe preso la parola in una riunione  nel 2014. La nuova Avanguardia Nazionale lavora con un gruppo italiano più importante, Forza Nuova promuovendo un fascismo cattolico integralista (n.d.t: chi vi ricorda?). Il suo capo Roberto Fiore è stato militante di Terza Posizione,  altro gruppo storico del terrorismo nero. Anche lui è tornato agli inizi degli anni novanta candidato in tante elezioni con una certa fortuna. Obiezione: tutte queste persone hanno regolato i conti con la giustizia, hanno scontato le loro pene, sono stati amnistiati, non sono stati perseguiti per mancanza di prove. Nulla da obbiettare se la pagina degli anni di piombo fosse stata definitivamente chiusa per tutti, anche per chi non si sia pentito e per quelli che vogliono continuare a far politica. Non ho nessun problema con il fatto che Franco Freda , senza dubbio il vero teorico  della strategia della tensione fascista, viva tranquillo scrivendo per il quotidiano Libero sulla pagina della “cultura”. Ma allora bisogna lasciare anche Battisti tranquillo. Oppure mettere tutti in prigione e tenerceli”

 


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Le affinità elettive che perino Google rileva.

Aggiungeremmo come chiosa che anche Valeria Mambro e Giusva Fioravanti pluriergastolani  per la strage di Bologna e altri omicidi  non sono più in galera.