ISCRIZIONI ALLA FORMAZIONE on line SULL’ EDUCAZIONE DIFFUSA

LE ISCRIZIONI E I CONTRIBUTI DOVRANNO PERVENIRE ENTRO E NON OLTRE LA DATA DEL 31 GENNAIO 2022.

LE DATE DELL’ INCONTRO RESTANO SABATO E DOMENICA 5 E 6 FEBBRAIO 2022

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FORMAZIONE EDUCAZIONE DIFFUSA

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EDUCAZIONE CONFUSA

di Giuseppe Campagnoli

L’educazione diffusa sempre di più viene singolarmente associata, oltre che ad alcuni esperimenti di “scuola diffusa” pubblici che non hanno alcuna affinità con la nostra idea di educazione, anche a teorie ed esperienze del tipo outdoor, homeschooling, sedicenti libertarie o alternative, in maggior parte, guarda caso, private. In particolare preoccupa l’accostamento anche strumentale, pur se spesso occasionale o marginale, ad alcune “pedagogie” familiari inventate in extremis per dissensi più o meno condivisibili e a volte perfino un po’ isterici relativamente ai tempi che stiamo vivendo.

A causa di un sistema ormai obsoleto e pericoloso gestito oltretutto nella più grande confusione e incompetenza in tempi di emergenza per la salute comune, si sta verificando una fuga indiscriminata e confusa verso forme assai discutibili e dannose di “scuole faidate”. L’idea stessa dell’educazione diffusa e gli scritti che ne declinano gli aspetti attuativi, non mi pare abbiano nulla a che vedere, neppure per sbaglio, con alcune teorie e pratiche che definisco decisamente liberiste e che pare si stiano affermando per approfittare, come ai tempi delle pesti manzoniane, delle folle confuse e provocate dai loro tribuni agitatori, in genere pro domo sua.

Nel rispetto della libera ma responsabile espressione di tutti è comunque necessario e doveroso a mio parere prendere le distanze da certi accostamenti e apparentamenti così come da ogni forma di generalizzazione tendente ad accomunare l’ idea di educazione diffusa ad un universo che non le è per nulla affine e in molti casi pure decisamente opposto al pari di come lo è anche la scuola pubblica di oggi sostanzialmente eguale in ogni parte del mondo globalizzato salvo rarissime eccezioni.

Come già detto più volte l’educazione diffusa è altra cosa dalla scuola come viene intesa comunemente perché auspica per il futuro una educazione pubblica radicalmente diversa in una accezione di società educante. Si intendono infatti superare parimenti le visoni contrapposte stataliste e privatiste, o incidentalmente opportuniste, in direzione di un nuovo senso pubblico e collettivo che oltrepassa d’un colpo solo quella reclusoria, gerarchica e normativa delle istituzioni e quella privata, decisamente liberista e poco laica delle sette educative spesso anche pericolosamente misticheggianti e dogmatiche.

Mi pare di aver ben chiarito la posizione in merito che d’altra parte si poteva già evincere da tanti interventi su riviste, seminari e incontri di questi anni. Sed repetita iuvant,spero.

Nella pratica non è quindi un caso che abbiamo messo in campo l‘idea di una formazione ad hoc per sperimentare l’educazione diffusa nella scuola pubblica e guidare chi fosse veramente interessato a mettere le basi per costruire una intera società educante in un percorso comune, lungo, difficile ma promettente. I contesti privilegiati dovrebbero essere, come abbiamo sempre ripetuto, le scuole coraggiose, le amministrazioni coraggiose, i quartieri, le associazioni di iniziativa sociale. Non certo il precettorato in salsa domestica che scambia la libertà con l’egoismo spesso corporativo. Qualche seme c’è già in giro con esperienze anche virtuose da condividere e diffondere, come si dice, per fare rete avendo gli stessi scopi e uguali o affini principi. I riferimenti si moltiplicano ed una guida essenziale bibliografica recente e specifica potrebbe essere utile a chiarire dubbi ed incertezze e tracciare i percorsi utili al radicale cambiamento che auspichiamo. Lire, dunque, avant d’élire.

AAVV, Il Manifesto della educazione diffusa, in “Comune-info”, Roma 2018, url: https://comune-info.net/manifesto-educazione-diffusa/

AA.VV, L’educazione è fuori. EUM Univerità di Macerata

Campagnoli G., L’architettura della scuola, Franco Angeli, Milano 2007.

Coluccelli S., Montessori incontra…, Edizioni Erickson, Trento 2018.

Moreau D., Dossier sur l’éducation diffuse, in “Le Telemaque, n. 49, 2016.

Mottana P., Campagnoli G., Educazione diffusa istruzioni per l’uso, Terra Nuova, Firenze 2020.

Mottana P., Campagnoli G., La città educante. Manifesto dell’educazione diffusa. Come oltre passare la scuola, Asterios, Trieste 2017.

Mottana P., Cattivi maestri. La controeducazione di Schérer, Vaneigem, Bey,Castelvecchi, Roma 2015.

Mottana P. Piccolo Manuale di Controeducazione

Ward C., L’educazione incidentale, Eleuthera, Milano 2018.

G.Campagnoli, L’education diffuse et al ville éducatrice. N°60 in uscita su Le Télémaque Unicaen. Arte ed educazione.

La commedia DELL’ARTE DI EDUCARE

Siamo di nuovo ad un triste déjà vu. Non sono bastati due anni di pene, di detti e contraddetti, di fanatismi, di pontificatori ad ogni angolo, di sette pedagogiche, di “chi più crede di avere più ne metta”. In mezzo insiste la protervia di un sistema scolastico, vecchio, classificatorio, mercantile, a tratti falsamente innovatore, che non perde occasione per boicottare od ostacolare ogni reale spinta di radicale e necessario cambiamento che non è la scuoletta nel bosco, il privato precettariato aristocratico o la misticheggiante paranoia di improbabili pedagogie che non vedevano l’ora di approfittare di paure, ignoranze, potenzialità di profitti.

Ho detto e ridetto quasi tutto sulla mia idea di educazione, condivisa e narrata con slancio insieme a Paolo Mottana, così come sulla mia idea di architettura. Entrambe le idee non sono solo le mie ma poggiano su solide spalle di tanti giganti. Purtroppo come ho già detto tante volte oggi più che mai su questi temi la confusione regna sovrana e la mediocrazia, con il parente stretto della meritocrazia, la fanno da padrone in ogni lido politico, anche degli apparenti (falsi e presenzialisti ad oltranza) progressisti. Non è un mio giudizio presuntuosamente tranchant ma solo un osservazione della realtà e del desolante vastissimo panorama dei troppi che dicono, ridicono, contraddicono e predicono. Non vedo all’orizzonte, in Italia e neanche altrove, tranne quei rari sublimi esperimenti in atto, un deciso orientamento verso una radicale mutazione dell’educazione e della concezione della città e dei territori. L’ ho scritto e detto ormai troppe volte e non intendo ripetermi. Non ho la verità in tasca ma ho una bella antologia ragionata di tante utili e geniali verità. L’ unica cosa che sono riuscito a fare, in parallelo con la mia operosa svolta, è stare a disposizione come volontario e modesto consigliere o meglio riconosciuto come mentore virtuale, e spero anche virtuoso, di chiunque, avendo approfondito il nostro progetto ormai più che esauriente nella sua narrazione, volesse provare l’educazione diffusa e pensare a trasformare territori e città in educanti.

Sono ancora in attesa di conoscere il destino di alcuni sassi lanciati ormai da qualche tempo oltre confine, che per ora constato essere stati accolti con interesse e curiosità, forse molto di più e molto più autorevolmente che in patria. L’ idea dell’educazione diffusa, nella nostra accezione di superamento della scuola-istituzione di oggi e del suo possibile intrinseco legame con la città e la vita reale ha suscitato sinceri moti di coinvolgimento e voglia di dialogo in quei lidi stranieri. Chissà che non fiorisca qualche bella rosa anche in trasferta! Il N° 60 della prestigiosa rivista Le Télémaque con uno studio sull’educazione diffusa, sofferto nella scrittura e nei numerosi “esami” redazionali superati, sta per uscire a giorni e diffonderà anche in Francia la nostra idea di educazione.

Mentre resta per me oggi un punto fermo: il detto “troppi galli a cantare non si fa mai giorno” è più che mai valido di questi tempi e un’idea essenziale come quella dell’educazione che non sia più identificata neppure per sbaglio o convenienza con una scuola come quella di oggi non potrà mai essere realizzata solo con piccole, parziali, velleitarie e a volte elitarie e presunte innovazioni, per quanto piene di volontà e di buoni propositi. Secondo me e secondo quanti hanno aderito alla nostra concezione di educazione, la strada è una sola perché sintesi consolidata e ragionata per tanto tempo di quasi tutte le buone idee e le buone pratiche della storia della pedagogia più coraggiosa e rivoluzionaria.

Balenano emozioni e memorie, trasfigurazioni di fatti e di idee in una specie di elucubrazione teatrale che rappresenti una storia di educazione, di città, di bambini e ragazzi, di adulti e luoghi della memoria e della esperienza vitale. Rileggendo con spirito trasgressivo e mutante una commedia di un noto sovversivo d’altri tempi mi è sorta una specie di ispirazione che potrebbe avere un bel seguito. Ho visioni di scene, di personaggi, di storie, di quinte e di racconti, disegni, musiche e danze che potrebbero rendere amusant e insieme éduquant un breve e plausibile racconto. Ci sono tipi come la Vergara che governa la scuola, il maestro Jean, le bande, il Borgomastro ed il Bidello, l’oste e il libraio, il vasaio e tanti altri ancora. Forse servirà più di tanti saggi e riassaggi dove ormai per quel che mi riguarda ho detto quasi tutto e che sarebbero inutilmente utili solo a chi non avesse avuto orecchie per udire e occhi per vedere. Ne ho contati di quei pamphletti da quando ho riposto il gesso, il compasso e la cattedra, tanti forse troppi, più di un centinaio, decisamente oltre il repetita iuvant. Ora mi taccio per un po’ e mi dedico al recitare e sceneggiare com’era nella mia inevasa passione giovanile. Avrete mie notizie prima o poi.

Ecco l’anteprima di un canovaccio che troverete anche qui: https://www.libreriauniversitaria.it/commedia-citta-educante-canovaccio-messa/libro/9791220353632

Argumento ed ordine della comedia

Son queste le materie principali intessute insieme ne la presente comedia:la protervia, l’insipienza,il dominio, la gaiezza, il sapere, l’erranza, la natura, la città.

In tristitia hilaris,in hilaritate tristis

Antiprologo

C’era forse abbisogna di codesta commedia? A questo punto s’immagina proprio di si. L’ autore e i suoi sodali anelano che le genti si cimentino nell’educarsi e nell’acquisir saperi e poteri andando, sbirciando e facendo, errando e speculando. In tempi di tante pestilenze nom val la pena carcerarsi e attendere ch il male trionfi. Vale allora sortire e muoversi a piccole bande per calli e campielli, per esedre e piazzette, corti e cortili, botteghe e chiostri, per tratturi e sentieri, per cupe e radure. Vale senza alcuna dubitazione aggrupparsi e cercare, dialogare e trovare il senso della vita e dei saperi sperimentando il bello e il brutto la scienza e la coscienza, la gramatica, il corpo e le liberalità. Orsù muoviamoci e partiamo per l’unica avventura plausibile e gaia dell’apprendimento. Alla malora gli accademici e gli scribi, i notabili e i notai o i falsi chierici novizi che imposero o ipocritamente mantennero, fingendo mutazioni virtuose, una schola reclusa e ad usum delphini.

Proprologo

Dove è ito quel furfante, schena da bastonate, che deve far il prologo? Signori, la comedia sarà senza prologo; e non importa, perché non è necessario che vi sii: la materia, il suggetto, il modo ed ordine e circonstanze di quella, vi dico che vi si farran presenti per ordine, e vi sarran poste avanti a gli occhi per ordine: il che è molto meglio che si per ordine vi fussero narrati. Questa è una specie di tela, ch’ha l’ordimento e tessitura insieme: chi la può capir, la capisca; chi la vuol intendere, l’intenda. Ma non lascierò per questo di avertirvi che dovete pensare di essere in una regalissima città indegna di cotali governanti. Questa casa di quinte che vedete cqua formata, guardatevi, pur voi, che non vi faccian vedovi di qualche cosa che portate adosso: — cqua costoro stenderranno le sue rete, e zara a chi tocca. Da questa parte, si va dalla Candelaia e poi dal Mentore Jean e dai sodali, quinci dal podestate che l’urbe governa e dalle bande delle genti honeste. Eccovi avanti gli occhii ociosi principii, debili orditure, vani pensieri, frivole speranze, scoppiamenti dipetto, scoverture di corde, falsi presupposti, alienazion di mente, poetici furori, offuscamento di sensi, turbazion di fantasia, smarrito peregrinaggio d’intelletto, fede sfrenate, cure insensate, studi incerti, somenze intempestive e gloriosi frutti di pazzia. Prosopopeia e maestà, infingarde promesse e coraggiosi aneliti di verità e saggezza. Vedrete come bande, mentori e mentòre addurranno al sapere picciole, piccili e grandi con gaiezza e naturalezza. Eccovi presente in questo nuovo mondo d’esperienza, un’acutezza da far lacrimar gli occhi, gricciar i capelli, stuppefar i denti, petar, rizzar, tussir e starnutare; eccovi un di compositor di libri bene meriti di republica, postillatori, glosatori, construttori, metodici, additori, scoliatori, traduttori, interpreti, compendiarii, dialetticarii novelli, apparitori con una grammatica nova, un dizionario novo, un lexicon, una varia lectio, un approvator d’autori, un approvato autentico, con epigrammi greci, ebrei, latini, italiani, spagnoli, francesi, posti in fronte libri. Ma pure quindi procedeno febbre quartane, cancheri spirituali, pensieri manchi di peso, sciocchezze traboccanti, intoppi baccellieri, granchiate maestre e sdrucciolate da fiaccars’il collo; oltre, il voler che spinge, il saper ch’appressa, il far che frutta, e diligenza madre de gli effetti. In conclusione, vedrete in tutto non esser cosa di sicuro, ma assai di negocio, difetto a bastanza, poco di bello e nulla di buono. Fino a quando non trionfi il sapere e il fare misti insieme in uno splendido florilegio di sensi, verbi e figure.

Per chi si impegnasse in un progetto di messa in scena a scuola, nel quartiere, nel condominio, in una associazione, a teatro c’è la possibilità di richiedere il copione in PDF scrivendo a: researt49@gmail.com

Giuseppe Campagnoli 9 Gennaio 2022

ReseArt Arte, cultura, educazione, politica, sociale e varia umanità

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