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Educazione Scuola

Tutta un’altra scuola!

Prendo spunto dalla brutta disavventura burocratica e non solo che sta vivendo il mio amico maestro Giampiero Monaca, ideatore e mentore del progetto Bimbisvegli, un’ avanguardia di educazione diffusa, per riproporre con forza e speranza un racconto sul tema della mia amica Liliana Sghettini bravissima scrittrice di letteratura per l’infanzia. Un racconto che più di ogni altra cosa dovrebbe far capire ai burocrati e ai finti pedagoghi della nostra scuola, statale e non solo, come l’attuale sistema andrebbe cambiato radicalmente prima che sia troppo tardi. Un racconto che pone ancora la domanda “Chi ha paura dell’educazione diffusa?”

Articolo da La Stampa di Torino

Tutta un’altra scuola
di Liliana Sghettini (pubblicato nel 2019 con il volume “L’architettura di una città educante”


Sul dolce pendio di una bella collina si ergeva un paesino i cui abitanti vivevano felici. Dalle case affacciate sulla vallata si scorgevano i più bei tramonti che si fossero mai visti.
A sera, un arancione intenso riscaldava i tetti e placava i cuori cosicché tutti potessero coricarsi sereni. La natura era rigogliosa e gli abitanti svolgevano lavori umili ma soddisfacenti: erano contadini, pastori, ciabattini, muratori e panettieri.
In paese abitava una donna di nome Rosa che non aveva né famiglia né figli.


Nessuno sapeva da quanto tempo fosse lì, né quanti anni avesse ma si diceva che forse aveva origini divine.
Pare che anche la Dea della saggezza un tempo avesse abitato in quei luoghi…
Il paese era popolato da molti gioiosi bambini che ogni mattina,
sgranocchiando pane o biscotti appena sfornati, correvano alla scuola di donna Rosa. La sua però non era una scuola comune: non c’erano le aule e neppure i banchi, ma c’erano i prati, non c’erano le interrogazioni e neppure i voti, ma c’erano le esperienze e i racconti e non c’erano neppure le vacanze perché i bambini amavano molto andarci.
Che fosse autunno, inverno oppure primavera, donna Rosa li conduceva per vie, sentieri e campi:
<< La scuola è il mondo, cari bambini!>> diceva ogni volta.
Quei bambini non erano mai usciti dal loro piccolo paese ma sembrava che il mondo lo conoscessero bene…
Conoscevano il bosco e le sue creature, il fiume con i suoi ruscelli e conoscevano l’avvicendarsi delle stagioni, la terra e i suoi preziosi frutti. Dai racconti di donna Rosa fantasticavano di luoghi lontani e avventure affascinanti.
Quei bambini erano tanto felici finché un giorno uno gelido vento soffiò da nord avvolgendo l’intero paese. Donna Rosa capì che non si trattava di un vento qualunque…
<< Per oggi la scuola è finita, rincasiamo bambini miei.>> disse ai suoi scolari.
A sera si accorse che anche il tramonto non era del solito colore e rimase a guardarlo preoccupata…
Il mattino seguente solo alcuni alunni si presentarono all’appello ma donna Rosa non chiese spiegazioni. Radunò i presenti ed uscì.
Lo stesso fu nei giorni a venire finché solo un bambino di nome Giosuè, uno tra i più vivaci, si presentò all’appello.
Donna Rosa dispiaciuta lo prese per mano ed andarono insieme a cercare gli altri. Percorrendo i viottoli tra le case del paese non incontrarono nessuno. I bambini sembravano tutti spariti. Si vedeva giusto qualche anziano recarsi lentamente dal fornaio o verso la bottega delle carni.
Donna Rosa capì e malgrado fosse molto triste continuò a sorridere a Giosuè.
Poi un giorno anche lui non si presentò all’appello e Donna Rosa rimasta sola, radunò le sue cose e se ne andò via…
In paese tutto continuò a svolgersi come prima tranne la scuola.
I genitori, per un inspiegabile motivo, avevano deciso che era arrivato il tempo di cambiare.
Un edificio scolastico venne inaugurato nella piazza principale.

Dapprima sembrava bello.
Le pareti erano coperte di vernice verde, ma non era come il verde dei prati.
Dalle finestre entrava tanto sole ma non era come quello sulla pelle durante le passeggiate nei campi.
La campanella trillava alle otto in punto ma non era allegra come la voce di donna Rosa.
I bambini accortisi fin dal primo giorno della differenza ne parlarono con i genitori, ma loro non vollero ascoltare. Avevano deciso per il cambiamento e forse era giusto così…
Gli alunni della nuova scuola trascorrevano tutto il tempo seduti a studiare e le belle gite per vie e sentieri erano oramai un lontano ricordo. Uno ad uno, pian piano, si intristirono…
Qualcuno pensò di marinare la scuola e Giosuè, il più ribelle di tutti, smise addirittura di andarci.
I suoi genitori piuttosto contrariati per il suo comportamento gli chiesero spiegazioni e lui testardo rispose: << Questa non è scuola!>>
Poi aggiungeva: << Rivogliamo la maestra Rosa>> facendosi portavoce anche dei compagni meno coraggiosi che la pensavano esattamente come lui.
Ogni volta però veniva totalmente ignorato così un giorno decise di scappare di casa.
<< È sempre stato un ribelle>> commentò irritato il papà.
<< È un bambino sensibile e intelligente>> lo difese la mamma.
Fatto sta che i giorni passavano e Giosuè non rincasava. Mentre la mamma era preoccupata, il papà era convinto che si fosse rifugiato nella foresta e che prima o poi, mosso dalla fame, sarebbe tornato con la coda tra le gambe. E invece Giosuè non aveva alcuna intenzione di rientrare perché si era costruito una casetta sull’ albero dove dormiva la notte, mentre di giorno andava alla ricerca dei frutti del bosco per mangiare.


La scuola di donna Rosa gli aveva insegnato a cavarsela, più di quanto suo padre non potesse immaginare.
Poi un brutto temporale si abbatté sulla collina perturbando il bosco per alcuni giorni e Giosuè fu costretto a cercare un altro riparo. Dapprima intimorito, poi ricordò di una grotta che donna Rosa gli aveva mostrato durante una delle solite passeggiate.
Una volta ritrovata, con sua grande sorpresa, vide che la grotta era abitata. Fece luce e scoprì una donna ricurva che sonnecchiava con le spalle adagiate sulle rocce. Si avvicinò e vi riconobbe il volto di donna Rosa.
<< Maestra!>> disse sconcertato.


La donna aprì gli occhi, aveva uno sguardo triste e rassegnato.
<< Cosa ti è capitato?>>
<< Nulla, bambino mio, nulla.>>
<< Perché sei qui?>>
<< Perché ho terminato il mio lavoro.>>
<< Non è vero, ti rivogliamo a scuola.>>
<< Caro bambino non si può fermare il cambiamento.>>
E così dicendo la aiutò ad alzarsi.
Nel frattempo, gli abitanti del paese si erano radunati nella piazza principale.
Erano tutti preoccupati per Giosuè che da giorni vagava da solo nel bosco e invece lui aveva dato una grande prova di coraggio.
Non solo era riuscito a cavarsela ma aveva ritrovato donna Rossa che venne acclamata da tutti i suoi festanti alunni.
Da quel giorno i bambini avrebbero scelto per la loro scuola.

Questa storia dovrebbe essere incorniciata nelle presidenze dei dirigenti scolastici managers, dei capi degli uffici scolastici, dei ministri e dei burocrati scolastici, dei pedagoghi rampanti, degli psicologi omologati e anche…ahinoi..di troppi insegnanti addestratori, badanti e guardiani insieme.

5 Febbraio 2021 Giuseppe Campagnoli

Di ReseArt

Art,music,culture,education,politics,social.
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