Categorie
Governo Parlamento Italiano Politica

L’indicibile armada.

Ho già detto molto sul programma del nuovo governo populista ma non popolare. Nei recenti articoli ho parlato di economia e di educazione rilevando come il programma sia ambiguo in qualche caso, illiberale e iniquo in qualche altro, razzista e intollerante altrove e permeato in toto da un’aura di neoanalfabetismo culturale e sociale. Meno male che ci saranno sangennaro e la madonna del rosario a proteggere Di Maio e  Salvini con padrepio per il Prof. Conte! Il paradosso che resta è invece nelle difese a oltranza di personaggi dei media o della “cultura” pop  come Scanzi, Travaglio e altri da posizioni liberali o sedicenti progressiste sputando sentenze sul concetto di sinistra tradita come se ne fosse mai esistita  una negli ultimi vent’anni e come se il concetto di sinistra fosse in certe compagini partitiche o movimentiste invece che in un insieme di idee contrapposte al capitalismo, allo sfruttamento, all’intolleranza, all’assistenzialismo che tacita i poveri e lascia i ricchi ladri e criminali dove sono. Il governo del cambiamento ha declinato le sue ambigue intenzioni tra cose discrete e cose decisamente riprovevoli nel famoso contratto mercantile tra due forze politiche apparentemente e dico apparentemente agli antipodi.

contratto_governo

Tra le buone superficiali intenzioni che ho letto nei pochi punti un po’ più concreti del “patto” con gli italiani  piacerebbe alle persone di buonsenso che, almeno nel primo anno di governo:

  • riuscissero a mandare in pensione gli esodati e i “bloccati” over 65 dalla Legge Fornero senza ulteriori costi e danni per loro e per l’Italia
  • tagliassero le pensioni superiori a 5000 Euro netti mensili mentre contenessero con rigore simultaneamente, attraverso le tasse, anche i redditi e le rendite totali al massimo a 5000 Euro netti mensili così da “plafoner le revenues” come direbbero i francesi e mitigare gli effetti del capitalismo e del mercato nelle more della loro progressiva completa abolizione. Così potrebbero garantire un reddito minimo e un salario minimo di almeno 1000 Euro per il periodo strettamente necessario ad assicurare un lavoro per tutti, all’altezza degli studi, dei bisogni e delle possibilità di ciascuno proibendo speculazioni e accumuli.
  • garantissero un piano fattibile di  ricerca, individuazione e reclusione in tempi brevi per gli evasori fiscali piccoli e grandi che sono la prima causa del debito pubblico italiano che in parte detengono essi stessi con i soldi rubati;
  • si adoperassero per l’educazione con l’avvio di una rivoluzione totale del sistema scolastico, da abolire definitivamente in direzione di una controeducazione non mercantile, non reclusoria, non meritocratica, non classificatoria ma tesa alla formazione di persone libere, solidali, rispettose della natura e di tutta l’umanità.
  • rifondassero la sanità pubblica limitando le competenze e le speculazioni di quella privata alle sole materie non essenziali (sottraendo per esempio al mercato le cure dentali e quelle estetiche fondamentali) e lasciando agli sciamani le teorie antiscientifiche e pericolosamente retrograde;

Per quest’anno basterebbe questo. E non sarebbe affatto impossibile. Ma credo, visto l’andamento a volte lento, a volte ondivago a volte pericolosamente demagogico dei primi mesi, che non saranno assolutamente in grado neppure di cominciare, a meno di un miracolo con l’aiuto dei loro esibiti santi protettori. A risentirci tra sei mesi.

Giuseppe Campagnoli

7 Giugno 2018-4 Novembre 2018

“L’indicibile armada”

Categorie
Education Educazione istruzione Scuola

Diffondiamo il Manifesto della scuola senza mura.

Qui sotto il PDF del Manifesto della educazione diffusa con tutte le adesioni ed i commenti dal 31 Luglio 2018 ad oggi. Attività si stanno avviando in varie parti d’Italia.

Manifesto dell’educazione diffusa – Comune-info 

 

Più di duecentocinquanta adesioni dalla fine di Luglio ai primi di Ottobre per il Manifesto della educazione diffusa pubblicato ufficialmente per la sottoscrizione su Comune-info.

Seguendo l’evolversi degli avvenimenti dopo la pubblicazione del Manifesto, leggendo i commenti a margine delle numerose adesioni e facendo tesoro, nella nostra pur piccola realtà, di quanto è emerso negli incontri che si stanno organizzando , ho potuto constatare che ora, più che mai, è necessario mettere in pratica le indicazioni operative contenute nelle appendici del Manifesto. Per semplificare, ritengo che sia improrogabile costituire al più presto la RETE DI COORDINAMENTO citata negli “Appunti per un progetto di educazione diffusa” (come associazione, comitato o altre forme) anche per poter offrire aiuto e consulenza a chi volesse già cimentarsi nella progettazione di iniziative di scuola diffusa nella scuola pubblica. La costituzione della rete servirebbe soprattutto ad avviare una specie di censimento  delle iniziative e degli esperimenti  già in atto e in linea con i principi del Manifesto che si st traducendo anche in altre lingue. Nella rete confluirebbero tutti i gruppi formali e informali che stanno portando avanti o hanno in animo di farlo, l’educazione diffusa seguendo I suggerimenti contenuti nei citati“Appunti”  e nel testo contenente le “Azioni di educazione diffusa” che fanno parte integrante del Manifesto stesso.

 

Abbiamo raccolto qui, senza ulteriori chiose, una selezione dei commenti più pertinenti, incoraggianti e originali:

“Aderisco con piacere al manifesto. Spero di poter contribuire a dare effettivo seguito e visibilità alle sue azioni e alla sua ispirazione, che condivido pienamente.”

“Buon pomeriggio, sono Laura Roberti, psicologa dell’età evolutiva, lavoro a Roma, come libera professionista, con adolescenti affetti da disturbi dell’ apprendimento. Mi incontro e scontro spesso con la scuola, i suoi limiti, i professori, con le loro grandi capacità e le loro difficoltà. Sono una grande sostenitrice e seguace della pedagogia di Makiguchi e quindi dell’ educazione creatrice di felicità e valore. Aderisco al manifesto dell’educazione diffusa, di cui abbiamo tutti infinito bisogno, e mi rendo disponibile a collaborare con chiunque sia interessato a creare reti, progetti e sogni da realizzare insieme.”

“E’ importantissimo ragionare e agire in un’ottica di pedagogia sociale, popolare e comunitaria…”

“Aderisco volentieri, ricordando quel che disse Luciano Bianciardi sulla scuola. La scuola non deve essere costrizione e punizione. E tutti devono imparare da tutti.”

“Aderisco al manifesto e condivido. Bravi. Siamo in linea.”

“Aderisco consapevole che è un atto necessario per ridare un senso alla scuola che altrimenti si sta perdendo.”

fullsizeoutput_2466

“Condivido pensieri, parole e azioni del Manifesto che con fatica (a volte sovraumana)
ho avuto modo di sperimentare quotidianamente in classe, insegnando storia dell’arte e l’inscindibilità del rapporto Arte/Vita. Dieci e più anni di queste sperimentazioni didattiche sono state raccontate in un libro che ho curato: “Il Liceo Artistico nel IX Municipio 1999-2012. Laboratorio Culturale Permanente Integrato al Territorio”. Restano da raccontare gli anni seguenti, svolti in un altro Liceo Artistico e caratterizzati da processi di inclusione della neurodiversità e di valorizzazione della cultura e dell’arte della migrazione a scuola, di conoscenza dell’arte, tutela del territorio e solidarietà con Amatrice, colpita dal sisma del 24 agosto 2016.
Aderisco con convinzione al “Manifesto” sperando di essere all’altezza di un progetto vitale e necessario come quello che proponete, con la speranza di essere finalmente parte di una ‘rete’ in grado di connettere le tante sperimentazioni presenti in molte scuole italiane, seppure poco conosciute e spesso isolate.”

“Sosteniamoci per costruire un altro futuro attraverso un’altra educazione.
Provo ad insegnare matematica e fisica nelle scuole superiori e lavoro su progetti di orto sinergico integrati con esperienze di agromatematica e agroscienze nelle scuole primarie. sto da anni sperimentando nuove forme di scambio educativo diffuse. Il mondo lì fuori ci aspetta,.”

fullsizeoutput_21d6

“Condivido appieno il contenuto del manifesto.Ho fatto per vent’anni l’insegnate cercando di fare quanto suggerito dal manifesto . Negli anni ’70 c’era la possibilità di perseguire una parte degli intenti descritti nel manifesto ma con gli anni 80 gli spazi di interazione si chiusero completamente e fu allora che lasciai l’insegnamento. Insegnare significa e-ducare non ammaestrare . Complimenti e auguri di buona realizzazione”

“Finalmente un’idea di scuola aperta , attiva, che si immerge nella società, nel tessuto urbanistico e si attiva per educare e formare i nuovi futuri cittadini attraverso esperienze concrete.”

URBAN MIRROR CUBE IN THE ANALOGUE TOWN

“Finalmente intelligenze, corpi, cultura, creativitá e responsabilitá sociale al potere..verso una societá migliore per tutti. Si puó, si deve.”

“I bambini, i giovani, oggi più che mai, devono essere messi in primissimo piano se non vogliamo “morire vecchi!”.
É bene rinnovarsi ogni giorno per non “invecchiare” nello scorrere del tempo, per non “retrocedere” nei nostri ideali, nelle nostre speranze, per non “arrendersi” al pessimismo.
La Societas é: un insieme di collaborazioni per “il vivere bene”.
Vivere é un bene per l’oggi, per il domani e per ” il sempre”, é una gioia un vitale fluire calmo e felice di nostre opere per il “bene comune”.
Noi ” bambini senior” dobbiamo raccontare ai bambini di oggi e contemporaneamente apprendere da loro, l’essenza della vita, per non uccidere il FUTURO!.”

“Condivido il manifesto in quanto l’educazione all’interno della scuola assume modelli di riferimento di una classe sociale di élite e
si propongono contenuti,metodi,valutazioni non corrispondenti al tessuto sociale degli alunni,inoltre la scuola,nonostante le riforme si pone ancora come unica agenzia educativa del territorio .
Bisogna iniziare una rivoluzione culturale che parte da tutti noi cittadini.”

“Per un cambiamento concreto nella società attuale è importante ripensare l’educazione.
Aderisco a questo manifesto perchè credo che con buone intenzioni si possa andare oltre e creare attraverso l’esperienza e la condivisione nuove basi per la crescita comunitaria.
L’educazione non può e non deve essere serva di interessi economici…non può avere come fine ultimo “un posto di lavoro”.
L’attuale modello scolastico è obsoleto e autoritario, è importante superare la valutazione, il giudizio, la separazione, l’educazione all’individualizzazione e alla competizione.”

“Aderisco come insegnante di musica nella convinzione che i bambini e gli adolescenti debbano incontrare la musica soprattutto nei luoghi della città dove l’ arte si esprime a grandi livelli e dove il linguaggio musicale diviene possibilità di una comunicazione senza barriere.”

“Aderisco al progetto perché credo nel manifesto che promuove. Sono una docente di
secondaria di secondo grado e per esperienza acquisita posso testimoniare quanto possano rivelarsi produttive ‘Comunità educanti’ disseminate nei territori urbani come ‘Ambienti di Apprendimento’ alternativi e paralleli a quelli della scuola, formalmente riconosciuta. Sono convinta che costituendo modelli educativi, molteplici e diversificati, sarà possibile far sì che ognuno, in fase evolutiva e post evolutiva, possa riconoscersi e costruire la propria identità. Attraverso la realizzazione di questo progetto, intravedo la possibilità di vedere finalmente aprirsi uno spiraglio alla solidarietà e all’integrazione, tanto attese.”

“Sfruttare gli spazi, spesso involontariamente lasciati più aperti di quanto si creda da alcune (poche) norme sull’autonomia scolastica e sulla sperimentazione è utile per cominciare a ribaltare da dentro il paradigma scolastico attuale. Certi spazi di manovra spesso non sono stati utilizzati per paura o conformismo mentre costituirebbero la chiave per una specie di “civile disobbedienza” che potrebbe essere l’incipit per ribaltare l’obbedienza istituzionale. Quando ero preside, qualche volta l’ho fatto, magari rischiando di persona ma ne è valsa la pena.”

“Aderisco al manifesto da mamma di tre adolescenti che,giorno dopo giorno, ha visto prendere le distanze dalla scuola fino all’abbandono del loro percorso formativo nonostante l’ottimo risultato in alcune discipline. Sulla base del mio vissuto personale mi rendo conto che il sistema scolastico immutato nel tempo non risponda più alle esigenze della società che nel frattempo si è evoluta e auspico che finalmente si possa arrivare ad una vera ‘rivoluzione’ adottando i principi e l’organizzazione di una Scuola Diffusa, nel più breve tempo possibile e su scala nazionale.”

 

 

Giuseppe Campagnoli 2 Novembre 2018