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Tu scendi dalle stelle

Ci associamo all’editoriale di Gad Lerner sul suo blog per la vicenda della scuola di Rozzano su cui hanno speculato tutti, dalla ridicola Gelmini che testimonia con talento la sua complicità per aver distrutto la scuola italiana, al rozzo Salvini che documenta lo sfacelo dell’edilizia scolastica cui ha contribuito anche la Lega che ha governato per decenni con la destra. Noi commentiamo solo dicendo che in una scuola pubblica di un paese dove non c’è il culto di stato, non deve esistere l’insegnamento di nessuna religione e queste debbono entrare solo come libere materie culturali e storiche, se previste nei contenuti delle discipline, con  pari dignità. Aggiungiamo anche la chiosa che abbiamo proposto qualche articolo fa:

“Voi, i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti i testimoni di questo e di quello, i satanisti, i guru, i maghi,le streghe, i santoni, quelli che tagliano la pelle del pistolino ai
bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine, quelli che
pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che
pregano su una gamba sola, quelli che non mangiano questo e quello,
quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la
sinistra, quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli
che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto,
quelli che pregano perché non sia Aids, quelli che si cibano del loro
Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli
che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo, quelli che lapidano il
capro espiatorio, quelli che sgozzano le pecore, quelli che credono di
sopravvivere nei loro figli, quelli che credono di sopravvivere nelle
loro opere, quelli che non vogliono discendere dalla scimmia, quelli che
benedicono gli eserciti, quelli che benedicono le battute di caccia,
quelli che cominceranno a vivere dopo la morte…
Tutti voi,che non potete vivere senza un Babbo Natale e senza un Padre castigatore.
Tutti voi,che non potete sopportare di non essere altro che vermi di terra con un cervello.
Tutti voi,che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il piu’ stupido, il piu’ meschino, il piu’ sanguinario, il piu’geloso,
il più avido di lodi tra voi.
Voi, oh, tutti voi
Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna, chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi.»
François Cavanna (uno dei fondatori di Charlie Hebdo)

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Giuseppe Campagnoli

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Buonasera.Otium et religio.

La buona scuola. “L’ora di otium”. Ancora una volta Massimo Gramellini “buongiorna” sulla scuola. Noi abbiamo scritto di scuola un articolo si e l’altro pure. Se qualcuno ci leggesse forse ne trarrebbe qualche giovamento, vista la nostra esperienza. La lingua italiana è una materia fondamentale della formazione e dell’istruzione nella nostra scuola. Il fatto che sia stata minimizzata, che sia insegnata malamente, che non si faccia più dettato, riassunto e analisi logica a vantaggio dell’articolo di giornale, del saggio breve, della critica storica e artistica o che non si facciano parlare in pubblico gli studenti “dal muretto”  non vuol dire che si possa usare l’ora di “socialità” per compensare queste carenze né per recuperare la capacità di dialogo e di  sana relazione interpersonale che dovrebbe iniziare dai nuclei o dalle tribù familiari che hanno per Costituzione la responsabilità “in educando”. Non mi stancherò mai di ripetere come noi, generazione anni ’50, prima della malefica riforma della scuola media del 1963 alla fine della terza leggevamo e capivamo senza problemi il “Moby Dick” di Melville tradotto da Cesare Pavese!

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Un racconto dell’Islam.

La fede è l’aver fiducia cieca e irrazionale in chi ti racconta storie sull’essenza della vita.

Osservando i fatti di Parigi, del Mali, Gaza, Siria, Turchia, Afghanistan, Arabia e Africa ripropongo la mia lettura in francese del libro di Tahar Ben Jelloum “L’islam expliqué aux enfants (et à leurs parents)”-éditions du Seuil 2002. Mi piace fare qualche considerazione “en passant” senza essere condizionato dagli avvenimenti degli ultimi anni e mesi.

Ho commentato con degli appunti spurii il testo per evidenziare qualche contraddizione ed alcune affermazioni che mi paiono peccare di qualche sciovinismo culturale. Sappiamo bene quale importanza storica e culturale abbia avuto e quali gravissimi peccati abbia commesso la religione cristiana. Intellettuali e storici, compresi quelli cattolici lo hanno ammesso e hanno in qualche modo chiesto venia, spesso con fermezza e decisione. Fa lo stesso chi scrive e parla di islam? Delle tre affini religioni rivelate è originale constatare che due hanno avuto un messia riconosciuto: Gesù e poi Maometto che parlavano lingue un po’ diverse asserendo di esprimersi in nome del stesso Dio, l’altra sta ancora aspettandone uno. E il bambino cui si rivolge Tahar, con la spontaneità, l’innocenza e la verità infantile esclama: “Come obbedire a qualcuno che non si vede?” 

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Buonasera. L’empatia del mio giardino.

Oggi condivido in pieno e parola per parola, tranne il termine occidente che per me è solo una notazione geografica, il Buongiorno di Massimo Gramellini.L’empatia non si comanda. A volte ne abbiamo poca anche per i nostri parenti più prossimi, anche nei lutti e nel dolore. Ma è umano, naturale e comprensibile che la prossimità incida nel grado di empatia che muove i sentimenti quando avvengono fatti drammatici, tragici e sconvolgenti. Il nostro giardino, che può arrivare fino a tutta l’Europa e anche oltre, secondo le vite vissute, è un insieme di cultura, di idee, di storie personali, di amicizie, di parentele, di libri letti e città visitate e di tanto altro ancora. Là dentro i sentimenti e le emozioni sono ovviamente più forti e più incisive e ci spingono a prendere posizioni, a condividere a partecipare intensamente  trascurando o lasciando in secondo piano fatti, pure gravi e tremendi, che avvengono in altri giardini, più lontani, più sfocati.

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Parigi e l’Europa piangono. Ma non è l’occidente l’obbiettivo: sono la ragione, la natura e l’umanità.

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Religioni, politica, economia. L’arte di convivere o di fare la guerra?

Il Buongiorno recente di Massimo Gramellini  “L’arte di convivere” si fa drammaticamente attuale oggi ,dopo la tragedia di Parigi. Parigi e l’Europa piangono. I simboli della normalità come lo Stade de France, il Bataclan, un bar, la strada, colpiti da chi odia l’uomo e la natura, la pace e il dialogo tra persone che si rispettano e, a volte, si amano: famiglie, turisti, studenti, non soldati o reggimenti. La viltà e la miserabile violenza si sono scatenate non nella follia ma nella criminalità pura e nella malvagità senza fine. Ma non è l’occidente l’obbiettivo: sono la ragione, la natura e l’umanità. Ora occorre reagire, ognuno di noi, anche nel quotidiano, vigilare  aiutando chi ci deve proteggere per legge, per impedire, prima che sia troppo tardi,  che chi un momento prima era in mezzo a noi, innocuo e a volte anche disponibile e gentile, un secondo dopo si armi per uccidere i suoi simili in nome di ciò che per la ragione non esiste.

La reciprocità e la tolleranza.
La reciprocità e la tolleranza.

“Sappiamo bene quale importanza storica e culturale abbia avuto e quali gravissimi peccati abbia commesso la religione cristiana. Intellettuali e storici, compresi quelli cattolici lo hanno ammesso e hanno in qualche modo chiesto venia, spesso con fermezza e decisione. Fa lo stesso chi scrive e parla di islam? Delle tre affini religioni rivelate è originale constatare che due hanno avuto un messia riconosciuto: Gesù e poi Maometto che parlavano lingue un po’ diverse asserendo di esprimersi in nome del stesso Dio, l’altra sta ancora aspettandone uno. E il bambino cui si rivolge Tahar Ben Jelloum in “L’islam expliqué aux enfants (et à leurs parents)”,con la spontaneità, l’innocenza e la verità infantile esclama: “Come obbedire a qualcuno che non si vede?” Il Corano va letto, si scrive, sotto il segno della fede e dell’intelligenza. Una contraddizione? A me pare di si. Una minoranza pratica un islam rigorista, si dice. Non è una certezza. Il valore principale dell’islam predicato tra le tribù beduine sarebbe stato il rispetto dei diritti umani. E’ così che viene vissuto l’islam oggi dalla maggioranza dei fedeli? Si scrive che l’islam, come le altre religioni monoteiste, proibisse e proibisca il suicidio e l’omicidio. E le crociate allora? E le guerre fisiche di Maometto contro le tribù disobbedienti e miscredenti come le guerre di Mosè e David? I terroristi, i taliban e il Daech? I musulmani subirebbero gli effetti nefasti delle distorsione della parola del Corano: perché allora non parte una ribellione anche quotidiana, porta a porta, massiccia ed evidente? Si parla di insegnamento dell’islam nelle scuole. Come per le altre religioni si dovrebbe parlare invece di insegnamento del pensiero e delle credenze dell’uomo, tutte, come storia e non come dottrina. Si scrive di separazione tra le religioni e lo Stato: Iran, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Daech, Nigeria, Somalia ed Etiopia? Ma anche, in modo subliminale, Italia, Polonia, Irlanda, Regno Unito, Russia, Stati Uniti…La religione, scrive ancora Tahar, è solo un fatto privato. D’accordo. Il libro si spiega partendo dal presupposto dogmatico che esista una divinità, che esistano gli angeli e che esistano il paradiso e l’inferno. In paradiso andranno gli uomini buoni e giusti mentre all’inferno andranno i non credenti (!) i criminali e i cattivi in generale. E il Corano, cita Tahar senza commento, dice al versetto 5 della IX sura: “Uccidete gli idolatri dovunque li troviate se non si pentono.” Stessa sorte per gli ipocriti e i traditori della fede. Il profeta aveva sposato una ricchissima vedova, sembra per convenienza. Dal danaro al potere sulle tribù esercitato con la religione?

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Buonasera. Ricchezza monnezza? Chi sono i ladri?

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Al Buongiorno di oggi su La Stampa “Monte Scassino” faccio una breve chiosa etica. La ricchezza, poiché acquisita quasi sempre, tranne per le lotterie, con il dolo o la colpa grave, direttamente o in eredità, è monnezza. E chi la accumula è un ladro. La stampa e i suoi tribuni si avventano sempre, per difendere gli, fino a prova contraria, onesti cittadini, contro i politici, gli amministratori, i pubblici dirigenti e dipendenti, i preti, i cardinali e i papi. Certo chi ha più potere e lo deve usare in nome o in rappresentanza di alti ideali come lo Stato e la Chiesa è sempre più colpevole del popolino. Oggi sono convinto che i credenti e i creduloni lo sono spesso volontariamente e spesso in mala fede. Creduloni sono i fedeli, gli elettori, i consumatori, i telespettatori, i cittadini dei populisti e dei social media.

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Buonasera.La colpa è del prof. della famiglia, dello studente, della scuola, della società?


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Buonasera Mr. Gramellini! Tutti sono stati educati da tutti, la culpa est in educando ed in istruendo insieme.La Costituzioni, l’etica e la natura parlano chiaro. In Italia, in particolare, le riforme scolastiche e le trasformazioni della società che emula quelle dei mercati più avanzati e del consumo hanno generato quello cui noi assistiamo e che il nostro Massimo del Buongiorno su La Stampa candidamente e ironicamente censura come questione di costume come se liberismo, liberalismo e libero mercato non c’entrino nulla. Una perfida commistione tra libertinaggio educativo di sinistra e di destra (per scopi opposti) ci ha portati al disastro dei social media, della violenza, del bullismo, del mobbing, dello stalking (guarda caso tutti termini anglosassoni!). Il buco nero della scuola italiana, per ammissione di illuminati addetti ai lavori già da tempo sono state le riforme simil “democratiche” degli anni sessanta. La scuola orizzontale, la scuola media unica, (tre anni di ricreazione diceva un mio amico provveditore negli anni ’90) i Decreti Delegati, il modulo delle elementari, Berlinguer ingenuo, la Moratti aziendale, la Gelmini sulla scia della Moratti e la  Buona Scuola sulla scia di tutte e due, in una sorta di centrismo educativo sociale tendente a destra. Ecco perché si raccontano episodi di bullismo e violenza in classe, prepotenze di famiglie e alunni nei confronti di docenti.

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Buonasera.Corvi, cornacchie e gazze ladre.

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Noi siamo agnostici e laici. Il fatto che una chiesa sia anche uno stato dentro un’altro stato è uno scandalo perenne ed una contraddizione in termini. Il principio sembra essere lo stesso dell’identità tra islam e regimi. Il Vaticano non è una democrazia ma una monarchia, neppure troppo parlamentare. L’enormità e che prenda soldi da un’altro stato non si sa per quale bizzarra e masochista storia italiana di un ricatto che viene da lontano e che è stato sancito da Mussolini e da Craxi popi (!!). Ora quasi per una sorta di contagio per contiguità scandali, corruzioni, gossip hanno da tempo investito lo staterello che spesso mi fa pensare ad Andorra, San Marino, Monaco, Lichtenstein… Corvi e sciacalli sparirebbero se la chiesa diventasse veramente povera e seguisse alla lettera la parabola del cammello per sé e per il mondo che la circonda nelle sue predicazioni di carità e solidarietà ma non di emancipazione ed equità sociale. Qualche prelato commentando in un talk-show (!!! i fatti ha detto che anche la chiesa dovrebbe aspirare ad un mercato equilibrato e ad una finanza controllata. Non avrebbe dovuto dire che la chiesa, secondo le idee attribuite al suo primo profeta evangelico. dovrebbe combattere la ricchezza ed agevolare il raggiungimento dell’equità sociale? Non dovrebbe dire che la carità e l’elemosina sono solo strumenti provvisori mentre si lavora per abbattere le differenze tra ricchi e poveri? Credo poco ai ciclici complotti di chi non vuol fare lavorare il papa di turno mentre credo molto ad una endemica connotazione del Vaticano come potere economico e finanziario che passa attraverso la religione e l’evangelizzazione ma ha in sé tutte le distorsioni del capitalismo, compreso il lavorio di sfruttatori, faccendieri, grand commis, truffatori, corvi e sciacalli. I, potere temporale corpore e corromperà sempre una chiesa che qualcuno voleva povera, veramente povera affinché fosse credibile nel suo messaggio e nelle sue opere. E intanto nella città-stato dello stato-città un uomo dimesso e noiosamente retorico rende omaggio ai nostri caduti, anche quelli che liberarono Roma dal Papa re. Amen.

Giuseppe Campagnoli 4 Novembre 2015

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Saturnino (Carlo Franzini).Un artista fuori moda.

Come in passato abbiamo voluto rendere omaggio all’eclettico Spadolini, artista poco noto in Italia perché fuori dai cataloghi dell’accademia critica da sempre legata ai mercati e ai mercanti o ai mecenati interessati, oggi seguendo il prezioso suggerimento del figlio Roberto vogliamo far conoscere ai nostri lettori Carlo Franzini: Saturnino.

Essere fuori moda è solo sempre un pregio.

Un artista dalla vita “molto complessa e, per certi versi, anche avventurosa. La sua biografia artistica si è svolta su due binari paralleli ben distinti: la pittura, che era scolpita nel suo dna e che ha professato anche nell’ultimo giorno della sua esistenza, e la carriera di tenore lirico, altrettanto importante e prestigiosa, ma che si è limitato a…stoicamente sopportare. Pur amando immensamente anche la musica, aveva un carattere un po’ ribelle alle convenzioni, e ciò ha fatto sì che il suo amore per l’ambiente della lirica non sia mai sbocciato del tutto. Era dotato di uno spirito molto indipendente e amava lavorare nella monastica solitudine della “Bohème di Saturnino”, la sua silenziosa soffitta/museo di Piazza del Duomo a Milano. Non ha mai inseguito alcuna “moda” artistica, nè ha mai fatto parte di scuole, correnti o movimenti culturali. Nonostante l’isolamento, della sua arte si sono occupate le migliori firme del panorama artistico e culturale del suo tempo: Luciano Garibaldi, Federico Zeri, Mario Portalupi e Leonardo Borgese, su tutti.La vita di Saturnino assomiglia alle sue opere: non conta per la preziosità del dettaglio, ma per la passione del tutto.”(dalla lettera del figlio Roberto Franzini)

Più della sua biografia riassunta qui in poche righe parlano le sue opere di cui diamo una selezione offertaci gentilmente alla pubblicazione da Roberto Franzini.

Carlo Franzini

1923: il 21 aprile, nasce a Milano in via Bramante, 13.

1948: terminati gli studi all’Accademia di Brera (fu allievo di Aldo Carpi), anche per evitare un futuro da impiegato di banca che in famiglia avevano già pianificato per lui, fugge a Parigi. Vi rimarrà ininterrottamente per tre anni, dormendo nei primi mesi anche sotto i ponti della Senna. Visto che con la pittura ancora non può farlo, per mantenersi, avendo ereditato dal nonno materno una bellissima voce, canta le canzoni napoletane nei bistrots di Montmartre. Nella vivacissima atmosfera della Parigi dell’immediato dopoguerra, avrà modo di entrare in contatto con diversi personaggi della cultura e e dell’arte, primo fra tutti col “vecchio” Matisse.

1951: rientra in Italia per partecipare al concorso nazionale per nuove voci e lo vince, debuttando così al Teatro Nuovo di Milano nelle “Preziose ridicole” di Felice Lattuada. La carriera di tenore lirico lo porterà a calcare i più importanti palcoscenici del mondo e marcerà sempre parallela a quella di pittore.

1975: mostra antologica nella sala delle cariatidi del Palazzo Reale di Milano.

1978: chiude la sua carriera di tenore, cantando alla Scala di Milano ne’ “La favola di Orfeo”, di Alfredo Casella.

1986: muore la madre a cui era legatissimo. Cade in un profondo stato di depressione dal quale, alla fine, lo salverà proprio la pittura: dipinge nell’arco di un quadriennio (86/90) le sue tele più belle e più intense, a tutt’oggi ancora mai esposte al pubblico.

2003: il 27 gennaio, colpito da un infarto, muore all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo. Ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio terreno, un piccolo capannello di sedici persone.

La nostra galleria dedicata a Saturnino con alcune libere suggestioni e citazioni.

Giuseppe Campagnoli 2 Novembre 2015