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Pop-sophisma.

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ReseArt bloccato sul profilo di Popsophia? Oggi ci siamo accorti che un nostro post molto critico,”Popsophia o #popsofisma?” legittimamente critico, nei confronti dell’ennesima kermesse di Popsophia, condiviso attraverso i social networks e come commento ai posts superdiffusi dell’Associazione no profit (?!), pare sia stato bloccato su Facebook. Ci fa piacere perché è un segnale implicito che, in qualche modo, abbiamo colto nel segno. Per parte nostra, nel nostro piccolo, non ci siamo mai sognati di bloccare le critiche, il dissenso, le repliche anche forti e severe nei confronti dei nostri articoli. Abbiamo sempre risposto garbatamente e fornito le nostre spiegazioni e motivazioni. Non si dimentichi che pare che Popsophia goda di soldi pubblici nel campo della cultura e nel settore dell’associazionismo no profit (?!).Chiederemo agli sponsors pubblici se questo sia vero e quali siano state le motivazioni per preferire questo evento ad altri magari meno roboanti nella forma e criptici nei contenuti ma, forse, più di qualità…

28 GIUGNO 2015 Giuseppe Campagnoli

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istruzione Parlamento Italiano riforme Scuola

Riforme scolastiche.

Per chi crede di fare riforme scolastiche e fa solo propaganda, interventi palliativi o addirittura azioni demolitorie  da decenni (da Berlinguer a Moratti passando per Gelmini, Fioroni e Giannini) e anche per chi non vorrebbe alcun cambiamento ricordo che frequentando tempo fa quasi mensilmente le sale del Ministero dove rabbrividendo osservai quali personaggi occuparono storicamente quella poltrona mi preme riproporre una riflessione proprio oggi che il Parlamento, tra le consuete contestazioni e i soliti gattopardismi, si appresta a votare l’ennesimo atto senza coraggio e senza mezzi.

“Cerchiamo di far tesoro delle buone pratiche in campo di sistemi scolastici in Europa e nel mondo laddove per opionione condivisa le cose funzionano e cittadini, professori e dirigenti sono abbastanza soddisfatti! Sia il governo che chi protesta studino di più e insieme ciò che si fa altrove. L’erba del vicino non è sempre più verde ma molto spesso ci si avvicina! Osserviamo come vengono formati, reclutati e valutati docenti e presidi, osserviamo chi dirige l’apparato scolastico in tutte le sue articolazioni; osserviamo cosa e come si insegna ed apprende. Osserviamo le responsabilità che vengono affidate a chi dirige le scuole. Osserviamo gli stipendi ma anche se il posto di lavoro sia eterno nonostante tutto. Osserviamo soprattutto se vi sia competizione, come funziona il sistema pubblico-privato e via discorrendo. Non reputiamoci sempre i migliori e i più democratici perchè abbiamo un passato storico e culturale ingombrante e crediamo di aver fatto solo noi battaglie culturali e sociali, non sempre efficaci e realmente progressiste. Mentre noi spesso facciamo i sofisti nella nostra “società ristretta” gli altri fanno fatti concreti e spesso di qualità! Mentre, come diceva Leopardi, noi ci perdiamo in chiacchiere, feste, chiese e cortei, altrove educano ed istruiscono tutti i giovani con risultati mediamente buoni. Non perdiamo tempo solo a lodare i nostri cervelli esportati all’estero. Una buona scuola produce talenti e competenze diffusi non solo splendide eccezioni, seppure numerose, rispetto a una regola di mediocre livello.” Risorse adeguate, merito e valutazione veri sono le chiavi indispensabili per una buona scuola! Il resto “solo chiacchiere e distintivo”!

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Giuseppe Campagnoli Giugno 2015

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la buona scuola ministro dell'istruzione Parlamento Italiano pedagogia Politics riforma scolastica Scuola Scuola italiana università valutazione

Scuola, scuola… scuola!

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Cerchiamo di far tesoro delle buone pratiche in campo di sistemi scolastici in Europa e nel mondo laddove, per opinione condivisa, le cose funzionano e cittadini, professori e dirigenti sono abbastanza soddisfatti! Sia il governo che chi protesta studino di più, meglio e insieme ciò che si fa altrove. L’erba del vicino non è sempre più verde ma molto spesso ci si avvicina! Osserviamo come vengono formati, reclutati e valutati docenti e presidi, osserviamo chi dirige l’apparato scolastico in tutte le sue articolazioni; osserviamo cosa e come si insegna ed apprende. Osserviamo le responsabilità che vengono affidate a chi dirige le scuole. Osserviamo gli stipendi ma anche se il posto di lavoro sia eterno nonostante tutto. Osserviamo soprattutto se vi sia competizione, come funziona il sistema pubblico-privato e via discorrendo. Non reputiamoci sempre i migliori e i più democratici perchè abbiamo un passato storico e culturale ingombrante e crediamo di aver fatto solo noi battaglie culturali e sociali, non sempre efficaci e realmente progressiste. Mentre noi spesso facciamo i sofisti nella nostra “società ristretta” gli altri fanno fatti concreti e spesso di qualità! Mentre, come diceva Leopardi, noi ci perdiamo in chiacchiere, feste e chiese (anche nel senso di fazioni) altrove hanno trovato il modo di educare ed istruire un’ampia platea di giovani con risultati mediamente buoni. Non perdiamo tempo solo a lodare i nostri cervelli esportati all’estero e non culliamoci su quei limitati allori.Non è sulle punte di eccellenza che si misura la bontà della scuola. Una buona scuola produce talenti e competenze diffusi e trasversali, non solo splendide eccezioni, seppure numerose, rispetto a una regola di mediocre livello. Ed è qui che si parrà la nobilitate dell’italico sistema di istruzione.

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La rampa e il teatro in una scuola media a Recanati
(Architetti Basilici, Campagnoli, Tarducci – 1977)
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arte della politica cittadini crescita decrescita Ecomomia economia sostenibilità equità sociele europa Italia Varia umanità

Pensando alla Grecia…e all’Italia. Crescita contro l’equità sociale.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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La dipendenza dalla crescita: cause e soluzioni alle crisi.

Ogni attività di commercio e di pubblicità consiste nel creare bisogni in un mondo che crolla sotto il meccanismo della produzione. Questo esige un tasso di rinnovo e di consumo dei prodotti sempre più rapido, e,di conseguenza,una produzione dei rifiuti sempre più forte e un’attività di smaltimento sempre più importante.

Bernard Maris

Il destino della nostra società è legato a una organizzazione fondata sull’accumulo illimitato. Questo sistema è condannato alla crescita. Nel momento in cui questa rallenta o si blocca,come sta avvenendo, è la crisi o  persino il panico. Ritroviamo il detto:  “Accumulate, accumulate, questa la legge  dei profeti del capitale” del vecchio Marx. Questa necessità rende la crescita una camicia di forza. Il posto di lavoro, il pagamento delle pensioni, il rinnovo delle spese pubbliche ( educazione, sicurezza, giustizia, cultura, trasporti, sanità, ecc) presuppongono l’aumento costante del prodotto interno lordo (PIL). “L’unico antidoto alla disoccupazione permanente è la crescita”, insiste Nicolas Baverez il  “declinologo” vicino a Sarkozy, supportato in questo,per paradosso, da molti noglobal. Alla fine il circolo virtuoso diventa un circolo infernale.. La vita del lavoratore si riduce sempre più spesso a quella di un “biogisteur” che metabolizza il salario con la merce e la merce con il salario, passando dalla fabbrica al supermercato e dal supermercato alla fabbrica.

Tre sono gli ingredienti necessari perché la società consumistica possa continuare il suo girotondo diabolico: la pubblicità, che suscita il desiderio di consumare, il credito, che ne crea i mezzi e l’obsolescenza accelerata e programmata dei prodotti, che ne rinnova la necessità. Queste tre molle della società della crescita sono delle vere e proprie spinte al crimine ed alla diseguagliaza sociale”

Noi aggiungiamo che gli strumenti a volte inconsapevoli, il più delle volte complici sono la politica asservita al capitale, gli evasori fiscali e gli accumulatori di beni e capitali,la pubblicità,le banche,le imprese,i commercianti e i professionisti dei servizi.

Le prime vittime designate sono l’esistenza dei cittadini, l’educazione, l’istruzione,la salute,la mobilità,la cultura e l’arte. I carnefici sempre gli stessi: imprese, finanza, banche, mercato, governi e politica. È inutile girarci intorno e fare inutili distinguo.

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Architettura cultura edilizia scolastica Edilizia Scolastica education facilities istruzione Scuola

Scuola senza mura.

E’ già uscito su iBook store e iTunes store il volumetto “Oltre le aule” scaricabile gratuitamente da PC o Ipad. La terza puntata sull’edilizia scolastica che si trasforma in architettura scolastica e in architettura della città, conclude la serie di studi per costruire un modo nuovo di concepire e costruire i luoghi della cultura e dell’apprendere. La proposta è nata nel 2007 e si è sviluppata in questi anni fino a giungere ad uno scenario vero e proprio di come si potrebbe attuare, in una città di medie dimensioni, una rete di “locations” per fare scuola e cultura insieme, lavoro, tempo libero e scuola insieme, servizi e cultura insieme. Il filmato introduttivo del libro evoca immagini e idee sulla scuola e sui suoi luoghi specializzati e non. Una grande aula che comprende la città e la campagna, la natura e la storia ma anche il web nella sua valenza conoscitiva ed educativa. In questo contesto si colloca l’invito a partecipare Lunedì 29 Giugno alle ore 18.00 a Pesaro, presso la scuola Perticari, ad un evento di presentazione che, ripercorrendo i luoghi della scuola nel centro storico della città,  lancerà la proposta di una Scuola senza mura. Si spera di raggiungere il numero minimo di partecipanti per poter realizzare l’evento. Sarebbe un segno di una accresciuta sensibilità verso i veri problemi di quella che oggi malamente si chiama “edilizia scolastica”.

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Piano B

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Piano B. Plan B. L’dea geniale di Renzi. Le genius de Renzi.

Giuseppe Campagnoli 15 Giugno 2015

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Tempo di esami.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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Ho insegnato e insegnato ad insegnare per oltre 40 anni. Ho contribuito a formare qualche bravo e, soprattutto, onesto artista, architetto, medico, filosofo, artigiano, operaio e  contadino.

La frase che mi ha dato ragione di una vita spesa a scuola è stata quella di uno studente che, non molto tempo fa, mi disse: “Grazie Prof. di avermi insegnato a vivere!” Ho avuto un moto di commozione e di orgoglio insieme, alla faccia del misero stipendio e anche della reputazione pubblica sempre meno gratificante. Non credo che tanti altri professionisti possano dire altrettanto. E allora perchè tanta disattenzione verso le cose di scuola e tante false e incompetenti promesse? Perchè tanta ignoranza da parte dei cittadini? Perchè non si vuole investire in risorse e intelligenze quel che serve per questo mirabile ponte verso la vita? Gli esami che iniziano in questi giorni possano far riflettere come sia inutile la competizione, come sia iniquo misurare e classificare e come invece sia proficuo, saggio e ispirato a principi di equità aiutare ciascuno a crescere, apprendere, scegliere immondo consapevole e anche rigoroso. E’ difficile ma si può. Non certo con lo slogan della “buona scuola” e con gli esami aritmetici ad ogni angolo. La cooperazione e non la competizione producono successo. Lo ha capito anche il mondo ipercompetitivo del mercato per non scomparire ed è tutto dire…

Giuseppe Campagnoli

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Oltre l’edilizia scolastica

Oltre le aule.

Come  superare l’edilizia scolastica

Oltre le aule

Un pamphlet sull’architettura per la scuola in linea gratuitamente su i Tunes store e su iBook store. Un libretto in cui si descrivono le ipotetiche modalità di attuazione dei principi della scuola diffusa attraverso una architettura per la cultura e l’istruzione diversa, basata sulle buone pratiche della storia e sulle innovazioni per il futuro. Il sequel de “L’architettura della scuola” e di “Questioni di stile” Giuseppe Campagnoli Giugno 2015

“Nei miei precedenti saggi e articoli sull’argomento mi sono addentrato progressivamente e pericolosamente sulla via della negazione di un’ architettura scolastica specializzata, perché foriera di gerarchie e di rigidezze anche pedagogiche oltre che sociali. I pamphlets “L’architettura della scuola” , “Questione di stile” e i vari interventi su riviste e quotidiani intendevano costruire una nuova idea di scuola in una nuova idea di architettura. Ora è il momento di dimostrare come e dove assumendo uno scenario plausibile.Si deve considerare che la scuola possa essere l’intero territorio della città e del suo intorno in duplice accezione orizzontale e verticale (cioè per tutti i gradi e tutte le tipologie di apprendimento). Si deve sognare che la scuola sia ogni giorno una teoria di luoghi da scoprire per imparare.

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Educazione formazione istruzione Italia Italy pedagogia Scuola Scuola italiana Varia umanità

Italians

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Un link dedicato a chi è già alfabetizzato nella lingua italiana. Per ora tra giovani, adulti e analfabeti di ritorno solo il 20% degli italiani.

I consigli di Umberto Eco

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Architettura Articoli Educazione Libri Politica Saggi Varia umanità

Ritagli. Un e-book di articoli e brevi saggi.

E’ in disponibile gratuitamente su iTunes Store ed iBook store l’antologia “Ritagli” di Giuseppe Campagnoli. Il volumetto raccoglie articoli, lettere e saggi pubblicati su La Stampa e Educationdue.0 tra il 2010 e il 2015.

Ecco il link.

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Costume Letteratura Politica

Gli italiani. 

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

All’indomani di ennesime elezioni ritorna in mente questa amara considerazione sui costumi degli italiani che non mutano mai.

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-Ma qual è oggi la “classe ristretta” di cui parlava Leopardi nel 1824? E chi sono oggi i perfetti epigoni di quel cinismo “nell’animo, nel pensiero, nel carattere, nei comportamenti nel modo di pensare, di parlare, di agire”? Ci sono nell’economia, nella politica, nelle comunicazioni, nei media? E’ fin troppo facile riconoscere queste categorie che fanno capo ai personaggi più in vista eredi di quella società “per bene” non impegnata a procurarsi come tutti con fatica il pane quotidiano! Dove il ricco è bene che resti ricco purchè faccia ipocritamente professione di populismo. Dove i salotti dei tempi di Leopardi hanno solo mutato sembianze ma non sostanza. Dove ci si attacca a vicenda quotidianamente e in pubblico… e ci si adula nel privato! E allora riconosciamo in quelle conversazioni leopardiane senza amor proprio, ciniche e violente, le rubriche lettere al direttore di molti giornali, gli editoriali al vetriolo, i talk show infingardi e aggressivi, le notizie false, tendenziose e parziali, la caccia allo scandalo, l’avversario politico che diventa nemico, le miserie umane che diventano fiction e viceversa, i pulpiti pieni di invettive, insulti, minacce e bugie.

Gli italiani sedicenti onesti e cittadini “per bene” sono questi, mentre di quelli che sono occupati dai propri bisogni primari non si parla o si parla poco o diventano gli oggetti di carità ed elemosina mentre chi si è procurato ricchezze quasi sempre sfruttando gli altri predica la tolleranza e la solidarietà, ma anche l’intolleranza verso i diversi, la riduzione delle tasse anche a chi non le ha mai pagate, il liberismo invece del liberalesimo, il populismo al posto della democrazia partecipata. E’ nel fondo di questi nuovi tribuni, sempre più ricchi, non c’è traccia dei concetti di libertà, eguaglianza e fraternità, concetti che anche Leopardi mostrava di ammirare nel citare la Francia come esempio di modernità. Da qui la certezza che la democrazia della maggioranza quando questa è plagiata da quelle ciniche conversazioni è una falsa democrazia e che molto più spesso sono da apprezzare le minoranze illuminate che possono emancipare le maggioranze obnubilate dai sempreverdi “oppi dei popoli” che citava Leopardi: ..le chiese, le feste, i passeggi, le gastronomie, gli spettacoli.
Il vero dramma e la vera farsa è che oggi quella classe ristretta se possibile cinicamente ipocrita “delle feste, degli spettacoli, delle chiese e dei comizi urlati” nonchè delle risse televisive e dei socialnetworks, è stata indotta a crescere fino a diventare la metà degli italiani, che sono poi quelli che non votano o, volte, votano per i tribuni populisti. Per la verità è stata in crescendo fin dal nostro vergognoso ventennio di inizio secolo, attraverso cinquant’anni di emblematica classe di governanti dedita a quelle perniciose conversazioni ed un ultimo lustro in cui si è assistito al sublimato di questa società ristretta che ha occupato i salotti reali e virtuali, le aule, i parlamenti come non mai, come se i ”lumi” positivi della morale si fossero definitivamente spenti nel giubileo del danaro, delle feste, delle chiese, dei furbi e dei corrotti. Ne è scaturito un vezzo prevalentemente italico dell’effimero in tutte le manifestazioni della vita privata e anche pubblica. Si è consolidato un adattamento di tutta la penisola alle superficiali poche antiche cattive abitudini ed agli ozi del mezzogiorno d’Italia che in questo si è completamente adagiato nel tempo consentendo una seconda definitiva conquista da parte dei poteri forti e del malaffare. Queste sono le nuove “chiese, feste e comizi” che rappresentano il sublimato della violenza del conversare e l’intolleranza palese o sottintesa verso gli altri si moltiplicano nella carta stampata, nella televisione, nei bar, nelle liti condominiali, nei social, nelle tribune politiche come se fossero aspetti naturali della vita.