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Prima delle vacanze

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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Queste vacanze 2014  qualcuno le potrà passare divertendosi e spendendo gli ultimi danari o quelli che ancora guadagnerà in abbondanza non si sa come e non si sa perchè. Qualcun’altro invece trascorrerà il tempo rovente  rimpiangendo, dalla poltrona di casa o dalla sdraio sul balcone, le stagioni, in cui bene o male, poteva viaggiare e svagarsi grazie ad una maggiore equità sociale. Io vi ripropongo  una riflessione sulla microteoria economica e sociale che ritengo sempre più valida ed attuale.

L’ efficienza sociale

È il rapporto tra quanto prodotto per il proprio profitto privato e quanto invece come contributo e servizio alla propria collettività, tasse comprese. Per valutare il grado di equità occorrerebbe misurare anche quello che definisco il parametro di efficienza sociale. Partendo dall’assunto costituzionale che recita: «Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società», questo coefficiente dovrebbe valutare in ogni mestiere, professione, impresa, il rapporto tra quanto prodotto per il proprio profitto privato e quanto invece come contributo e servizio alla collettività, tasse comprese. Quanto più si produce per il bene collettivo piuttosto che per il proprio fabbisogno, sacrosanto ma spesso e per alcune categorie volto anche al superfluo, tanto più ci si avvia a realizzare buona parte del principio di equità. Questo principio è infatti fatto di tre componenti fondamentali: un basso plusvalore (differenziale tra redditi a parità di investimento, lavoro e professionalità) un contributo alla collettività esponenzialmente tarato sul proprio profitto e patrimonio, una garanzia delle pari opportunità da realizzarsi nell’istruzione, nella dotazione di mezzi per raggiungere i più alti gradi di professionalità in base ai meriti ed all’impegno e, infine, anche nelle regole del lavoro, delle professioni e dell’impresa. Un esempio che può chiarire meglio il concetto: un lavoratore pubblico o privato che svolgesse un lavoro socialmente utile (scuola, sanità, trasporti, comunicazione, servizi essenziali…) e pagasse le sue tasse in anticipo potrebbe garantire un tasso di efficienza sociale pari quasi al 70% del suo reddito.

Tutti possono fare altrettanto?

Giuseppe Campagnoli, pubblicato su La Stampa in Luglio 2013

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Cinema Educazione poesia Politica Racconti storia

Il giovane favoloso (e melanconico)

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

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Il film di Mario Martone sul poeta recanatese alla ressegna di Venezia. Finalmente potremo giudicare il racconto e forse ricordare il nostro concittadino per i suoi formidabili aspetti non comuni e affatto stereotipati. Chi vivrà….

Giuseppe Campagnoli

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Architettura Educazione Politica Scuola Sociale

News di architettura & scuola.

URBAN MIRROR CUBE IN THE ANALOGUE TOWN

Tra qualche settimana uscirà un numero monografico de “La Rivista della Scuola” Maggioli Editore, sull’edilizia scolastica, l’architettura per l’insegnamento e sugli aspetti pedagogici nella progettazione degli spazi per l’apprendimento. Da non perdere.

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Educazione Filosofia Scuola storia Varia umanità

Zibaldone

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Riflessioni per l’ultima storica pausa estiva della scuola italiana.

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Gli educatori
“Non hanno torto i padri e le madri che amano la vita metodica, senza varietà, senza (1473) commozioni, senza troppe fatiche, la pace domestica ec. I loro gusti, le loro inclinazioni possono ben difendersi, e v’é tanto da dire per la morte come per la vita, dice la Staël. Ma il gran torto degli educatori è di volere che ai giovani piaccia quello che piace alla vecchiezza o alla maturità; che la vita giovanile non differisca dalla matura; di voler sopprimere la differenza di gusti, di desiderii ec., che la natura invincibile e immutabile ha posta fra l’età de’ loro allievi, e la loro, o non volerla riconoscere, o volerne affatto prescindere; di credere che la gioventú de’ loro allievi debba o possa riuscire essenzialmente e quasi spontaneamente diversa dalla propria loro e da quella di tutti i passati, presenti e futuri; di volere che gli ammaestramenti, i comandi e la forza della necessità suppliscano all’esperienza ec. (9 agosto 1821)”

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La solita riforma.

L’articolo di giuseppe campagnoli su La Stampa di oggi.

LA SOLITA RIFORMA?

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Azione e meccanicità

di Marco Santoro Marco-Santoro

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Azione e meccanicità (prima parte)

Mentre nel passato “in principio era l’idea”, oggi si potrebbe dire “in principio è l’azione”. L’esperienza e l’azione prevalgono ahimè sulle idee. Si potrebbe dedurre che se le idee hanno portato all’era della manualità, questo nuovo principio d’esistenza, l’azione, ha portato all’era meccanica.

Abbiamo osservato nel precedente articolo come nell’era moderna non sono più le idee che producono la tecnica né le decisioni umane che determinano le azioni, ma abbiamo macchine e azioni meccaniche che producono idee e prendono decisioni. Detto in questi termini può apparire sconvolgente e apocalittico, ma sappiamo che in realtà l’uomo non ha ancora perso definitivamente il controllo sulla propria esistenza. Tuttavia non si può distogliere lo sguardo dalla ‘eccessiva’ e ‘ossessiva’ presenza della macchina, la quale si è imposta e ha imposto il suo modo di agire. “La sua particolarità è nel tipo di progresso, il quale è simile al pensiero utopistico: cresce su se stesso senza contrasti, con un andamento regolare e apparentemente logico come quello delle serie numeriche; e come queste ha i suoi valori immaginari e irrazionali, come non si può pensare un numero senza che si possa pensarne subito dopo uno più grande, così non si può pensare ad un ritrovato tecnologico che non venga immediatamente superato da un altro migliore” (Argan C. G., Progetto e destino, p. 14).

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Art’è o non è?

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

 A proposito di arte è, arte non è?

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Se davanti a un’opera d’arte contemporanea vi siete detti “ah ma questa sapevo farla anch’io”, se di fronte a un video alla Biennale vi siete chiesti “ma questa sarebbe arte??” e se ogni volta che qualcuno accenna a parlare di arte voi esordite con “no ma io non ne capisco nulla” siete assolutamente pronti per questo incontro sull’arte contemporanea!

Domenica 13 luglio ore 20.30 presso lo stabilimento La Vela di Falconara all’interno dell’evento FALCONARTS organizzato da Mary Sperti nelle giornate del 12 e 13 luglio.

FalconArts prima edizione (pagina Facebook dell’evento)

“LO POTEVO FARE ANCH’IO (?)”

Confronto tra Jackson Pollock, Lucio Fontana, Marcel Duchamp, Michelangelo e Leonardo per dimostrare come l’arte contemporanea si rifà al passato e che le opere del passato sono state anch’esse contemporanee del loro tempo.

La conferenza sarà diretta da Silvia Donati.

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Varia umanità

Lunaria. Luna e aria.

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

Dopo Popsophia Lunaria

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Popsophia o popsophismi?

di  Giovanni Contardi

 

 

Popsophia 2014, Pesaro. “Le rovine circolari”
Istallazione dell’Accademia di Belle Arti di Macerata

Ieri ho visitato Popsophia a Pesaro. Quanta prosopopea, quanto presenzialismo e quanti pochi veri colti appassionati! Ho salutato il mio vecchio amico “musicolto” Piero e, girando, guardando e ascoltando, ho capito che spesso occorre morire per essere riconosciuti come artisti ma molto più spesso occorre morire perchè ci si accorga, finalmente, che non lo si è mai stati!

Giovanni Contardi

5 Luglio 2014

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Scuola, scuola!

di Giuseppe Campagnoli Giuseppe-Campagnoli

porta della scienza

L’ennesima riforma scolastica? Questa volta si parla anche di orario dei docenti.
Il problema è semplice. Si propone di estendere l’orario “certo” dalle 18 ore alle 36 ore settimanali. Nulla di male se poi questo orario corrispondesse a quello attualmente in vigore tra lavoro certo (lezioni e riunioni obbligatorie) e sommerso (preparazione, correzioni compiti etc..) e nulla di male se lo stipendio mensile diventasse di livello europeo. Ma sarà poi così? O sarà l’ennesimo taglio infingardo ad uno dei settori strategici per una nazione che vuol crescere, abbassando ulteriormente qualità e rigore? Da ex studente e docente (oltre 40 anni ) e infine dirigente scolastico (17 anni) ammetto che è necessaria ed urgente una riforma del sistema anche per quel che riguarda la carriera dei docenti ma dico altresì che occorre osservare e trasformare tutto il campo e non i singoli orticelli. Abbiamo assistito ai balletti sulla scuola negli ultimi quarant’anni di riforme annunciate, false riforme, restaurazioni e promesse di rivoluzioni sottili. Se i nuovi rottamatori facessero sul serio dovrebbero riflettere sul fatto che nei paesi europei più avanzati e di buon senso in fatto di scuola fare il docente è una professione ambita perchè frutto di una preparazione e selezione adeguata, dotata di mezzi abbondanti e di emolumenti, a parità di impegno e competenze, corrispondenti a quasi al doppio di quelli italiani. Cosa si vuol fare? Si vuole mettere in campo l’ennesima guerra tra poveri e continuare a far credere ad una opinione pubblica analfabeta che il mestiere della scuola è quello che può godere di tre mesi di vacanze? Oppure si deciderà di mettere le mani veramente nella cultura e nell’istruzione italiana una volta per tutte?

Giuseppe Campagnoli

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Varia umanità

Chanson

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CHANSON

L’amour impossible

Salomé dans mes rêves de garçon dans une vie en attente.

Silence de la nuit entre la lune et la danse des lucioles: le son

de l’amour impossible.

J’ai joué avec la vie et J’ai jeté le sort à cette croisée fatidique.

Silence de la nuit entre la lune et la danse des lucioles: le son

de l’amour impossible.

La moitié de l’histoire a passé sans coup férir.

Silence de la nuit entre la lune et la danse des lucioles: le son

de l’amour impossible.

Tout à coup, parut une route, une route que n’est jamais prise.

Silence de la nuit entre la lune et la danse des lucioles: le son

de l’amour impossible.

Salomé reviens à la danse dans les pensées de l’homme.

Silence de la nuit entre la lune et la danse des lucioles: le son

de l’amour impossible.

Les souvenirs se melangent au réel avec les nuages et les rêves.

Silence de la nuit entre la lune et la danse des lucioles: le son

de l’amour impossible.

Ce train qui nous transporte loin, unis et separés

Silence de la nuit entre la lune et la danse des lucioles: le son

de l’amour impossible.

Un sort doux et mélancolique dans la frontière des bornes possibles.

Silence de la nuit entre la lune et la danse des lucioles: le son

de l’amour impossible.

 

CANZONE

L’amore impossibile

Salomè nei miei di sogni ragazzo, una vita in attesa.

Silenzio notturno tra la luna e le lucciole danzanti : il suono

dell’ amore impossibile.

Ho giocato con la vita ed  ho lanciato il mio dado a quell’ incrocio fatale.

Silenzio notturno tra la luna e le lucciole danzanti : il  suono

dell’ amore impossibile.

Metà della storia è passata indenne.

Il silenzio della notte tra la luna e le lucciole danzanti: il suono

dell’amore impossibile.

All’improvviso apparve una strada, una strada mai presa.

Silenzio notturno tra la luna e le lucciole danzanti :il  suono

dell’ amore impossibile.

Salomè torna a danzare nei pensieri di uomo.

Silenzio notturno tra la luna e le lucciole danzanti : il suono

dell’ amore impossibile.

I ricordi si mescolano al reale tra nuvole e sogni.

Silenzio notturno tra la luna e le lucciole danzanti : il  suono

dell’ amore impossibile.

Questo treno ci sta portando via, uniti e divisi.

Silenzio notturno tra la luna e le lucciole danzanti : il  suono

dell’ amore impossibile.

Un destino dolce e malinconico nella frontiera dei confini possibili.

Silenzio notturno tra la luna e le lucciole danzanti : il  suono

dell’ amore impossibile.

 

Da: La nuit  en collaboration avec Les Ateliers d’Art Contemporain et Paracommand’art

Atelier “N’y a pas l’heure pour créer” Liège Avril 2012

https://www.youtube.com/watch?v=c3SAn-6X0HI